La forza dell’istinto (schegge poetiche)

 

Sai giocare estremamente fatale, con la lingua circumnavigare.

Mi ossessiona la tua presenza. Da quella alcova sono schiavo.

 

Claudio Carnevali-19.12.2017-17.08

 

Video postato su canale personale YouTube: 

Scena tratta dal film “Così fan tutte” di Tinto Brass

 

Suite dei momenti

Ricordo di bocche violate, condivise.
Di corpi consumati, lesi e mai curati dalle ferite.
Il giorno che si allungava alla notte,
e lei che si univa all’aria.

Noi che siamo diventati suoni, pioggia e vento,
origami di ombre frementi delle stelle.
Tu che diventi primavera intatta,
mi adagio nel solstizio del tuo cuore, mistero dolce di pane.

Testo: Claudio Carnevali

Le unioni

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Noi che sappiamo scrivere pagine folli d’amore che niente ci può far paura in un infinito attimo, raccordiamo le onde captate di un bacio, forte, di respiro che ci priva delle parole, dove si innescano semplici meccanismi di silenzio.

Qualcosa di profondo si unisce nella meraviglia del tuo essere, morbosamente attaccato alla tua appartenenza. Inebriante morbida ti vorrei, facciamo nostro il tempo e prendiamo l’istante prima che ci uccida.

Ho fame della tua carne, dei tuoi respiri, dei tuoi sogni. Toglimi tutto della mia anima e rendimi schiavo dei tuoi ti amo.

 

Testo : Claudio Carnevali

Foto: Archivio privato

Cantico di vita

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Tutto quello che appare, è un sogno che vola.

Un incantesimo sulla pelle, qualcosa che rapisce la mia anima.

Le mie labbra hanno sete di te, e nessun labirinto può ostacolare la

forza di volerti.

E’ la verità’ mia Signora,

l’impeto di questi profumi d’argenteo possesso,

del tuo volto chiaro e sincero,

di quei seni pieni di zone d’ombra,

e quelle architettoniche calde gambe

che sanno di turbamenti indelebili

perturbano l’esser voler ti amo.

 

Dissipami questi dubbi e diventa parte di me,

danzami carnalmente affinché possa mordere

la farfalla del destino,

preparami il disteso terreno

e permettimi di onorarti

con eterne e rispettose gocce di acqua schiumosa…

 

Testo: Claudio Carnevali

Foto: Archivio personale

 

Paralleli vaganti

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La sensazione di un bacio

è quello non dato,

quello oscuro, nascosto nel velo

della tua maschera indolente.

Forse è quello che desidero

su questa riga allineata di parole,

un tuo futuro cenno per capire

se incidere nel destino

l’immense fantasiose labbra.

Oppure se in questo silenzioso giorno

dove il meriggio si dissolve

nel diaframma serale, potrò mai concedermi

in carnali transiti sfiorati dal niente

un disposto tuo diniego.

Colpito da fragranze di caffè mattutino

aspetto ossessivamente un richiamo d’amore,

vorrei quei petali che sanno di orizzonte,

pretendo a chiare lettere l’apparenza del tuo nome.

In queste mie nuove semplici frasi,

io mi perdo in te nella certa tua assenza.

 

Testo: Claudio Carnevali

Foto: Archivio personale

Prospetti personali

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(Ri)cerco in questi vuoti surreali

il tuo nudo silente.

Un’opportunità che mi schiodi

da questo destino

che si impiglia nelle reti spazio-dimensione

che alzando le vele si incarna nella pelle irreale.

Le tue pose ossessive

ricercano paralleli,

penetrante te stessa

assumi contorni avvenenti.

Cedo al tuo voler essere,

e intanto chiudo su questa riga

cavalcando l’impossibile

traino geometrico delle tue morbose ansie.

 

Testo: Claudio Carnevali

Foto: archivio personale Claudio Carnevali

Possibilità di ispirazione

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Variabile esplosione

mostri carne prorompente

nella tua ricerca di vanità.

Gira l’ossessione mistica del pensiero

come un ballo nel buio,

musa di mille pensieri

di notti insonni

a correre dietro la luce del possesso,

a graffiare temi riflessi

reagendo potresti concederti

ma rimani visualizzata sul secondo binario

del mio parallelo smarrito.

Determinante a chiare lettere

mi abituo al tuo volto

terso,duro, magnetico,

vorrei arrivare a te

per essere comete lontane.

Ma poi devo fare caso alle tue

assordanti parole nel silenzio,

qualcosa di inquietante delirio

smarrisci in me.

Niente sarà mai di più critico

di questo voluto nascosto amore,

fine di questi alibi…

 

Foto: Andrè Brito

Testo: Claudio Carnevali