Suite nr°2-Le osservazioni (in riflessione)

Suite nr.2-Le osservazioni

Vedo bambini infelici giocare senza voglia,
osservo coppie che senza un perché si lasciano,
vedo amici che tradiscono,
e tanta gente che non ha più voglia di parlare.

Percepisco la noia di persone e l’aumento della rabbia sociale e umanitaria.
Mi accorgo di tanti inutili sprechi di parole,
dove l’amore è relegato negli inutili meandri della sottospecie umana.
Essere a conoscenza della mia eterna e fragile solitudine,
dell’assenza della gioia che si intreccia con anima, a volte essere impaziente e dire basta, urlare e vestire di sangue queste tende eterne.

Vorrei ammirare questo cielo che a volte mi fa perdere il controllo e la retta via, rinvenire ed essere una parte consapevolmente sana.
Custodisco questa ferità in attesa che si rimargini, nell’attesa sono nel guado a rispondere di me.

Testo e Foto: Claudio Ventodeldeserto Carnevali

Parole in attesa.

PAROLE IN ATTESA

 

Quei punti in sospeso lasciano in me moti di delusione. Quei ritardi nel rispondere mi fanno sentire indicibili amarezze e incomprensioni. Mi chiedo dove sia finita quella complicità animata che riuscivamo a condurre. Mi chiedo cosa sia potuto accadere.

Ce stato un momento nei labirinti di noi in cui ci parlavamo col pensiero e riuscivamo nitidamente a percepire qualsiasi passaggio anche quello più nascosto. Ora intravedo solo un distacco voluto.

Magari non sapevi quello che esattamente volevo dire, la mia stringente angoscia nel pensarti continuamente. Che davanti a me si formava la tua tersa figura femminile piena di vitalità e colori. Che non c’era nulla di male nel dare attenzioni e spingere la valvola del desiderio più segreto, quello che mi gettava in fondo alla mia anima.

Avrei voluto esserti solo vicino e respirare la tua essenza. Capisco le tue diverse situazioni che non ti permettono di rischiare ma la tua reazione mi manda eterne raffiche di vento, che tutto sospinge in aria spazzando via anche la ben che minima immaginazione.

Come in un sentore di addio, dove davanti a te respiri il vuoto assoluto dove si mescolano nostalgie, sofferenze, rimpianti, qualunque frase che potresti dire ha da questo momento una sua verità. Non ce mai stato niente tra noi, mai nulla ci sarà mai ma mi dispiace avvertire la tua assenza, qualcosa che mi parlasse nell’anima.

Almeno per essere tranquillo e contare ancora su di te. Che ancora conduci i miei sogni notturni che agitano le onde della mia solitudine interiore.

Mi aggrappo ogni volta alla speranza che questo veliero non affondi mai difeso dall’equipaggio emozionale che tiene ancora a galla la volontà di accarezzare i fiordi della tua pelle. Ma l’imbarcazione è lontana dalla riva, e onde ancora più tumultuose la cacciano indietro allontanandola ancor di più.

Ti prego Signora della mia turbolenza non andare, rimani a parlare con me usando la tua dolcezza del silenzio. Ho bisogno della tua incantevole figura per non disperdere questo sogno di fantasia. Dove tu corri ancora in questa distesa di cavalli bianchi che solcano i destini dell’orizzonte, giorno dopo giorno ti illumini di passione, coraggio e sapienza.

Da lontano mi accorgo che hai chiuso i forzieri della mente. Che solo quei punti in sospeso rappresentano un ché ci lega fortemente, vorrei che riunissi quei punti e decantassi la tua vera estensione.

O mia Dea dell’anima, piegato in ginocchio qui davanti a te distendi e dammi le tue mani e trasmettimi il senso del bene, non trascurare la considerazione, il rispetto che ho per le tue carni. Immagino la felicità che dai a un’altra ombra che ti rende appagata, ma io sono schiavo dei tuoi fluidi che mi annegano nei canali navigabili, sontuosità delle labbra che non ho mai attraversato.

Intensa donna carnale che regali pandemici orgasmi, canto le tue grazie e la sinuosità della tua figura, macchina da cucire che unisce tutti gli attimi in uno, la presenza completa che doni, detentrice di scrigni magici d’amore dove tutto è rivelazione, gioia, passione autentica.

Per questo ti prego dammi un vero segnale in modo che tutto debba bruciare, tutto si disponga come vuole la benevolenza del destino. Io continuo ad essere empio del mio ossessionarmi a conquistare la prima parola del tuo nome. Tu mia leggiadra sensibile puledra dimmi e confessa il definitivo cancellar di me…

 Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google

 

Lo scalo delle parti

Lo scalo delle parti

 

Sapiente e deliziosa. Esperta conoscitrice di se stessa. Sai esattamente quale è il punto nodale per godere all’infinito. Sai roteare le mani con maestria di Venere ancestrale e farle scorrere come lava incandescente. Indecente figura incastrata tra i minuti che toccano i secondi. Tutti i tuoi misteri vengono fuori e tutto va fuori di giri, incanti file di uomini che vorrebbero sostituirsi a quei tocchi che sembrano velluto, fruste morbide della perdizione, invogli a diventare inesorabile osservatore della perversione, scandaglio dell’intimo.

Dove banchettare estasiati ed eccitarsi ad onde anomale dove la prospettiva appare ingrandita, tutto porta all’estasi del tuo lamento che squarcia le anime di chi ha sepolto antiche passioni. La tua leggiadria è però ambigua, tu sai il tuo volere e cosa possedere, se usare o giocare, lasciare nel guado chi lambisce solo un pezzetto di te.

Ti sai rigenerare e comporre qualsiasi fantasia, sai muoverti come poche nessun momento radiocomandato è preciso come lo sei tu che sai trasformarti in rapida successione in narrazione vivente che sfuma in Signora dell’Amore. Riesci a far parlare anche di cose scandalose, gli istinti più repressi, sei immune, te stessa, normale.

 

Modifica grafica foto e testo: Claudio Ventodeldeserto

L’intenso

L'intenso

 

Accidenti a te. Mi fai sudare freddo. Quando ti vedo, il tuo sguardo mi perfora l’anima, e io vado inesorabilmente in tilt. Vorrei bagnarmi dentro i tuoi occhi e nuotare fino al tuo cuore, poi asciugarmi con la tua pelle che evapora sulla mia.

La tua vicinanza mi fa bollire il sangue, e io ardo sempre coi dardi dell’eccitazione e non ce minimo movimento che tu faccia per farmi impazzire un secondo dietro l’altro. Sei una tentazione continua, una voglia insoddisfatta, un sogno irrealizzabile. Ti apri e ti chiudi come contee lontane dove strade impervie si sormontano con forte fatica, ma dentro il mio involucro di uomo noi ci uniamo sempre. Ah quello sguardo come mi fa male, come indica dolcezze inespresse che io vorrei cogliere e coltivare come giardinieri in attesa della nuova stagione quanto piantano ciliegi.

Quel tuo fisico brevilineo che si fluttua avvenente si slancia come dolce bambina in cerca di aquiloni, e tutto viene definito nei suoi particolari. Le linee geometriche non sono mai instabili e si fanno ammirare in tutta la loro splendida semplicità. I tuoi seni e i tuoi glutei marmorei sono una conquista ossessiva e compulsiva che mi ricordano tempi lontani dove forse qualcosa mi ha lasciato nel trauma del mio abbandono di uomo, e si accende in me la forza degli anelli di toro dove dominerò tutto il tuo mentre, dove falcerò qualsiasi demoniaca fattezza. Sogno della tua liquefazione nelle mie braccia che stritoleranno ogni strenua resistenza.

Parlami e raccontami di sconcezze inenarrabili, gridale e sparpagliale al vento che diventa tempesta, avoco a me tutti i tuoi fantasiosi orgasmi che si ripetono nel tempo, che non terminano mai, come il tempo che si è fermato, noi in un altro giorno siamo di nuovo carne.

Testi: Claudio Ventodeldeserto

Sogni & Incubi

Sogni & Incubi

La stavo mangiando voglioso con gli occhi ma non finivo mai di saziarmi di quella carne che odorava di forte sesso. In quel bar seduti al tavolino davanti a una buona tazza di caffè non pensavo che a ossessionarmi di lei e cercare di trattenere la mia folle perversione. La immaginavo già sopra di me nella gustosa esplorazione delle parti intime da consumare come candele che grondano i liquami naturali del voler possedere.

Ecco, ora ti sto bendando e passo un frutto nelle tue labbra che aspirano anche l’infinito, e sulle tue gambe monumentali e definite appunto affondando le mie dita fino a farle scorrere sul didietro, ti tolgo avidamente tutto di dosso. E mi estasio nelle tue linee perpendicolari e rotonde. Con le carezze tocco tutti i tuoi punti marginali, battendo ripetutamente i polpastrelli il tuo vulnus vaginale. Ma non mi basta.

Ora ti lego le mani e tu inizi a gemere e allora ti occludo la bocca con un bacio infernale con il blocco criptato della lingua. Ti roteo in indefinite posizioni, dove tu mi implori di smettere ma poi dici di non farlo. Stiamo andando oltre il confine del godimento, e le tue urla una dietro l’altra scandiscono il tuo continuo e persistente orgasmo. Ma io voglio segnarti questa esperienza, forse quando uscirò da questo incubo e da questo sogno.

Testi: Claudio Ventodeldeserto

Rifiuti

Rifiuti

 

Volevo darti un bacio ma tu lo hai rifiutato, peccato pensavo tra me e me sembrava che lo volesse  anche lei, ma forse mi ero sbagliato. Ma poi (ma molto poi) ci hai ripensato e me lo hai dato. Ma la carica emotiva non era più quella di prima. Tutto era scemato inesorabilmente. E sentire adesso la tua bocca dentro la mia sapeva molto di amaro fiele. Mi hai smontato tutto lo scenario che mi ero creato ad arte. Il momento, il percorso  per arrivare a te composto da arie musicali sinfoniche, l’avvicinamento, quei fatidici 10 centimetri con le spade dei nostri occhi rivolte contra persona fisse e imploranti che tutto avvenisse per poter sfamare il desiderio della visione dell’unione, tutto era scappato via nascosto chissà dove. Non avrei fatto l’amore dopo neanche se me lo avessi chiesto, infatti non lo hai fatto, ti sei accorta della mia delusione e hai iniziato subito ad andare fuori di testa accusandomi che volevo tutto e subito. In realtà non esiste un bacio che si può volere tutto e subito ma lo si da quando si capisce dal frangente che è il momento di darlo. Il bacio non è una forzatura ma un desiderio di amare. Immagina un bacio mentre facciamo l’amore, mentre i corpi nudi nostri si compenetrano, un bacio in quel mentre è l’ideale collegamento della vita che si materializza in amore, un’ondata di ossigeno e clorofilla che ci nutre e preserva. Un bacio fatto così è amore. Tu hai visto mai un bacio nei rapporti occasionali? Se ce è la brutta copia di quello originale. Un bacio vero si desidera e accade mai si pretende questo si sarebbe voler tutto e subito. Non capisco perché hai voluto rompere quell’incantesimo e fartene uno tutto tuo. Certo non ti ho chiesto se ti andava bene essere in questo incantesimo, ma tu lo hai chiesto a me? Sarebbe stato meglio anche se sarei morto di più dentro se fossi andata via. Invece sei rimasta e hai preso quel bacio tra l’altro che mi hai dato di sorpresa, tu non lo hai desiderato, lo hai rubato. A me non piace farmi rubare una cosa come questa. E’ come se rubassi un sacramento raro e poi lo rimetteresti dove lo avevi preso.

Io ci vivo nei momenti e negli attimi per sentirmi così come ti ho detto adesso, e tu non sei capace neanche di chiedere semplicemente “scusa”, il tuo ego non te lo permette, il tuo orgoglio femminile neanche, tu sei abituata solamente a prendere come vuoi tu. Forse non sono di certo uno di quello che solitamente frequenti. Non amo correre e sbavare dietro una bellezza che poi scopri se la tira più di una corda di un arco, e se ne ho l’occasione sfrutto la dolcezza e chiamo la magia degli attimi che sono fondamentali affinché possa tirare profondamente fuori tutta la passione che potresti immaginare. Mentre ti parlo sei in un silenzio tombale con lo sguardo rivolto altrove, mi cadono le braccia e ti mando via. Mando via questa cocente delusione e il rimpianto di aver disperso questo tempo a rincorrere l’estinzione delle lucciole.

Bellezza nulla

No, proprio no, non mi convinci. Ti ho appena vista dritta passare davanti a me con quel tuo sguardo in su con quel fisico così evidente smaccatamente insignificante come cibi insipidi, con quella evidenza provocante da sotto bellezza dominatrice del niente. Capelli lunghi castani, un vestito corto che risaltano le tue gambe, stivali bianchi un profumo troppo penetrante come acido nauseabondo, troppo finta per essere vera.
Tu non hai niente di effetto erotico, quello che si racconta e si vive la notte e smuove le anime. Tu riesci a capire la semplicità di una donna che potrebbe essere vestita di stracci senza trucco con quelle rughe accennate che le segnano il volto del giorno? Tu sai percepire la donna che si ammazza di fatica ma poi senza fare niente con un lieve sorriso fa sobbalzare i cuori?
No che non lo sai, tu non sai vedere oltre, non hai immaginazione, tu pensi al tuo lato apparire. La tua non è bellezza, è sottocultura della persona, il disfacimento della femminilità, persino la donna di Botero ha più grazie delle grazie di te. Perché lei sa creare le linee dell’amore e della fusione della bellezza del rispetto. E’ innegabile il tuo esser bella, ma questo non conta nulla, la ricerca del meraviglioso è altrove e non sei tu.

Foto/disegno e testi: Claudio Ventodeldeserto