Bordello Belvedere

Nota introduttiva dell’autore:

Poesia dedicata a un luogo vero popolato da persone finte.

 

Bordello Belvedere,

in vendita arroganza e ipocrisia,

il popolino che se ne frega,

denigratori amanti del proprio io.

Immorali praticoni del nulla,

dove cortigiane di gomma attendono regali nelle loro locande.

 

Bordello Belvedere,

dove la menzogna impera e il cinismo dilaga.

Perfidi plebei che innescano il deserto serale.

Il Re rinchiuso nelle segrete stanze urla sua onerosa incompetenza,

e suoi sudditi servili superbi alitano fetide arie turbinose di

generosa riconoscenza.

 

Bordello Belvedere,

borgo di bellezza paesaggistica immensa,

si insinuano corrotti ciarlatani,

in balia del tempo ondeggiante,

noiosi e pedanti,

abbondano del sorriso

nel sussultar parlar di spalle.

 

Spilorci con la pancia piena,

coscienza pari a zero.

Oh, io che vivo nel Bordello Belvedere 

mi sento offeso nel mio piccolo sapere

della tenace e forte onestà.

 

Testo e foto: Claudio Carnevali

Schiavo-Suite della pseudo rabbia

Schiavo-Suite della pseudo rabbia

Non sopporto più il rumore dell’ovvio
e neanche quello della giustificazione a tutti i costi;
urla e parole che si sovrappongono su idee vuote,
mille e più memorie che si scollegano simultanee,
creano un sistema che a tutti va bene,
ma che io non sopporto più.

Tutti allineati e schiavi del potere sociale ed economico,
delle file burocratiche, dei ladri politici salvati dai simili,
silenti e complici davanti alle barbarie della vita,
saccenti inutili, vergognosamente disumani.

Filosofi del nulla, gente arida che non sa più cosa significa
amare o abbracciare la vera amicizia,
persone cattive, insofferenti, branco di animali
senza più nessuna dignità, senza più punti di riferimento.

Corrotti fino all’anima,
criminali per diletto,
affondano nella guerra tra poveri
l’uso dell’arroganza inizio di forza demenziale
priva di ogni intelletto.

L’immane sotto acculturazione
che dilaga inarrestabile senza nessuno che possa arginare ciò, senza nessuno che sappia costruire vere strade solide del futuro che possa avviare una politica legalitaria e onesta.

Non mi indigno più,no,
sono oramai un automa
senza comandi, senza fili
la rabbia seppellita,rassegnata,
spingo via le parole al di là
di questo fragile deserto di anime.

Testo e foto modificata graficamente: Claudio Ventodeldeserto Carnevali

Appunti di seduzione 2-Per l’uomo che a volte deve chiedere/Come distruggere l’ego di una donna

FOTO APPUNTI DI SEDUZIONE 2

Piccola premessa per i lettori di genere maschile che avranno la sventura di leggere questi simpatici versi che seguiranno. Questo non è uno di quei manuali che si aggirano per la rete o per le librerie che dispensano consigli per cercarvi di farvi fare una delle cose più complicate in assoluto nella vita: ovvero come conquistare il cuore di una donna senza avere problemi. Il che è effettivamente una parola grossa. Potreste sicuramente avere meno danni se foste colpiti dalla peste bubbonica. Oppure sarebbe meno caotico per voi è vincere al superenalotto.

Diciamo che quello che vedrete scritto è una summa di esperienze più o meno divertenti che mi sono capitate nella mia vita di relazioni con il genere femminile. Diciamocelo chiaramente, non è che nel tuo quotidiano ti possa capitare di affrontare una tigre appena scappata dalla savana e che per puro caso si trova a incrociare il tuo cammino, ma con la donna ci devi andare abbastanza cauto, sennò il paragone con la tigre credimi potrebbe essere del tutto riduttivo e rimpiangeresti una tua eventuale collisione con il felino di cui prima.

Dovresti sapere che il genere femminile (e lo dovresti intuire perfettamente da come si veste) fa qualsiasi cosa per piacere e per per attrarre e questo l’uomo lo sa bene, e sai anche dei suoi comportamenti che posso arrivare fino al punto di farti collassare qualsiasi cosa tu abbia in intimo possesso (cuore, mente, anima) ma non hai ne le forze e ne le capacità per reagire davanti a orde di pazze scatenate. Eppure basterebbero alcuni accorgimenti tecnici per toglierti di impaccio e sopratutto (cosa importantissima) farti rispettare dal sesso femminile che a volte vanno oltre le capacità quadrimensionali di risolvere un equazione tricubica all’elevata potenza sferica.

Quello che ti spiego ora è un fatto simpatico che mi è capitato qualche tempo fa e, che se vuoi puoi mettere in pratica nel caso in cui qualche simpatica (si fa per dire) donzella abbia richiamato la sua attenzione su di te ma se la tira in una maniera che l’elastico prima o poi si romperà e ti investirà in pieno con tutte le conseguenze del caso.

Una di quelle donne che dopo che ha capito che tu provi interesse per lei, inizia a mettere in pratica tutta una serie di strategie tipicamente femminili cui l’unico scopo il più delle volte è farti uscire pazzo. Magari ti da buca all’appuntamento prestabilito oppure viene con ore di ritardo (d’altra parte per fare bene le ristrutturazioni ai palazzi gli operai ci mettono il loro tempo autoptico), ma meglio non mettere troppa carne al fuoco, dopo rischieresti di fare indigestione e non capire un tubo di quel che sto dicendo. Fai la dovuta pratica e ascolta passo passo.

Qualche anno fa durante i primitivi tempi di internet a 56k conobbi su una famosa chat una ragazza sui 35 anni che da subito provò un’aperta simpatia per me. Parlando del più e del meno vengo a sapere che è sposata da poco tempo e che secondo lei avrebbe fatto male a convolare a nozze (domanda: se lo pensava questo perchè lo ha fatto?) e mi racconta tante altre belle amenità che le donne hanno la sapienza di narrare, insomma per fartela breve decidiamo di incontrarci in un determinato giorno.

Peccato che all’appuntamento non si è presentata senza addurre alcuna motivazione plausibile, e ai miei ripetuti messaggi per sapere anzi per rincorrere una verità che non avrei mai saputo, ha imperato il vuoto assoluto. Qualche giorno dopo la rivedo sulla chat e non potendo nascondersi (magari avrebbe potuto chiudere la chat o mettersi in modalità invisibile -tipico delle donne che hanno qualcosa da nascondere- ma non lo ha fatto per fortuna) mi dice senza neanche scusarsi che aveva avuto un impegno improvviso con il marito e per farsi perdonare mi da un secondo appuntamento al quale non si ripresenta nuovamente.

Non vi sto a dire quello che ho pensato in quel momento di quella persona (meglio tacere), come non vi dico dei suoi successivi vergognosi silenzi ai messaggi che gli mandavo sul telefonino. Beh, qualche altro giorno dopo mi arriva una chiamata sul mio cellulare: era lei. Questa volta si scusa e ripete la stessa cosa della volta scorsa, ovvero che un improvviso impegno con il marito gli aveva impedito di venire togliendole però anche le sue forze di avvisare per tempo che questo sarebbe successo.

E mi fissa un terzo appuntamento. A questo punto gli dico chiaro e tondo: “Cerca di non fare come le altre due volte, se questa volta non ti presenti cerco a tutti i costi tuo marito e gli dico che mi stai importunando, quindi guarda cosa vuoi fare”. Evidentemente questo (paura eh?) ha fatto si che si presentasse finalmente a quell’appuntamento.

Non era niente male la ragazza. Non sto qui ora a descrivervi le sue caratteristiche fisiche che non è importante, l’importante è quello che era a livello mentale. Un vero disastro. Era una di quelle donne tutta fisicamente tirata, e a ogni colpo di parola sembrava che ce l’avesse solo lei e quindi l’uomo secondo lei non poteva non resistergli.

Decidiamo di andare in un bar nei dintorni (anche per mimetizzarsi alla vista di suo marito che non avrebbe gradito la visione) a parlare un po dei convenevoli di rito. Comprendo dopo un po che parliamo che nelle sue parole intravedo punte anzi un puntoni di morbida ipocrisia ipocodriaca da “casalinga disperata”, più tante altre cose dette in una maniera cosi sfacciata e volgare che mi facevano in quel preciso istante indossare i panni dell’uomo “oggetto”.

E a questo punto dentro di me scatta un moto di vera ribellione: una donna del genere andava punita, pianificai un diabolico piano. Era evidente che se fossimo andati da una parte -appartati- qualcosa sarebbe scattato (mi sono dimenticato di dirti che gli piacevo), magari non proprio sesso ma qualche toccatina qui e lì sicuramente ci sarebbe stata.

E allora gli propongo di andare da un’altra parte a fare una passeggiata. Saliamo nella sua macchina e, dopo esserci avviati in una determinata direzione lei ferma il veicolo e inizia a girare la testa verso di me. Mi guarda, mi fissa spietatamente come per dire: “Ora sei mio, dove pensi di andare?”. Io rimango fermo ad aspettare. Avevo già capito a un miglio di distanza le sue intenzioni.

Il suo viso si stava avvicinando inesorabilmente in silenzio al mio, le sue labbra (che devo ammettere erano molto belle e carnose) si stavano impattando frementi alle mie. Arrivate a pochissimi centimetri, credo che ci fosse pochissima luce di distanza e tutto era destinato a compiersi. All’improvviso tiro la testa indietro scuotendola negativamente e gli dico in modo serafico:

Non mi pare il caso, stiamo correndo troppo”. Credo che non abbia mai visto nella mia vita una serie di colori stamparsi sulla faccia di una persona. Passava dal violetto al nero intenso attraverso il rosso sangue nel giro di pochissimi momenti. Dopo essersi ripresa da questo choc traumatico di essere stata rifiutata mi dice: “Va bene, ora però è tardi e devo tornare a casa” e mi riporta nel punto preciso dove ci eravamo incontrati all’inizio senza proferire altre parole, ma credo se avesse voluto farlo mi avrebbe ucciso. 

E questo perché io mi sono comportato come fa di quasi di solito una donna in generale ma in più avevo fatto una cosa gravissima: avevo attaccato e poi distrutto il suo EGO di femmina. Avevo anche ammazzato la sua presunzione che un uomo deve sempre e comunque cadere nell’attrazione femminile. Una serie di crolli e macerie dentro di se impossibili da gestire.

Dentro di me, mi sono sentito fiero di aver fatto quel comportamento, certo se si fosse comportata differentemente e magari non era sposata ed io ero innamorato, non avrei mai posto in essere quelle cose. Tornando a casa mi arrivano una sequela di messaggi sul telefonino da parte sua pieno di insulti che per pudore non sto qui neanche a dirti il contenuto. Posso dirti che mai ne avevo ricevuti così tanti e con contenuti forti.

Ma ero contento di quello che avevo fatto e anche ora ti posso dire caro lettore di genere maschile, che non me ne sono assolutamente pentito. Quello che ti ho raccontato caro amico, non è perchè tu debba attuarlo sistematicamente con tutte le donne che ti capita di incontrare ma per cercare di pensare con la tua testa e vedere se quella femmina che hai davanti ha rispetto per te.

E non devi farti calpestare da questi esseri che nella maggior parte dei casi ti rovinano un po la vita. Tante vedono in noi solo il pisello al posto del cervello e si giustificano con questo nei loro comportamenti al di fuori di ogni ragionevole logica. Quindi mio caro amico frequenta tutte le donne che vuoi, ma sappi rendere la giusta pariglia a chi pensa di esserti superiore, e loro credimi pensano di esserlo.

Adotta i tuoi criteri per difenderti ma fallo da uomo vero, che non è quello che si può definire PUTTANIERE o uno di quelli che MALTRATTANO o VIOLENTANO (metodi schifosamente ripugnanti), ma non è neanche quello disposto a farsi mettere i piedi in testa solo perchè l’altra persona si chiama DONNA e con questo si sente autorizzata a fare di tutto.

Voi siete esseri alla pari e cosi che deve essere. Solo in questa maniera l’amore può annidarsi perfettamente e iniziare a volare. Bene, spero di rivederti ancora qui a leggere di queste storie, ma se anche non fossi uomo e invece sei donna sarò ancora più contento, nella vita come diceva qualcuno non si finisce mai di imparare. Anche nelle interazioni personali tra uomo e donna vige questa regola. Stay tuned!

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google modificata graficamente da Claudio Ventodeldeserto

Appunti di seduzione/Conquista un’uomo

Foto Appunti di seduzione

Per la donna che non deve chiedere mai.

COME CONQUISTARE UN UOMO.

E che ce bisogno di dirlo? Noi donne abbiamo sempre un grande vantaggio in confronto a questi pseudo maschietti. Intanto noi siamo misteriose, primitive e sexy, cosa aggiungere di più sull’ arte della seduzione femminile se non che è indubbiamente affascinante? Magari che siamo eternamente rompipalle, stramaledettamente complicate, non dobbiamo mai essere contraddette e costantemente alla ricerca di un uomo (possibilmente pollo) che ci protegga attraverso i suoi soldi.

La vera esperta femminile in queste cose è sempre quella che stuzzica al massimo l’ uomo prima di finire tra lenzuola(meglio se glielo fa intendere senza andarci a letto).

L’ aspetto più intrigante del flirtare è che cercando di illudere un ragazzo o un uomo, ammaliandolo, lusingandolo, fingendo come non hai fatto mai o anche solo facendogli capire che lo trovi attraente, ti sentirai a tua volta inevitabilmente favolosa e capace di rivoltarlo come un calzino.

Credetemi tutti gli uomini risponderanno a queste sollecitazioni della seduzione femminile (a meno che non sia gay) e ricambieranno le attenzioni, aprendo la strada ad una sorta di amore reciproco che è quello che pensa lui, mentre voi pensate solamente a spennarlo in tutti i sensi. Mentre tu cercherai con l’inganno di farlo sentire speciale, lui reagirà mettendo in luce il suo fascino personale e non si aspetterà che Faust in confronto a te era una vera mammoletta.

Siate sempre pronte a giocare in questa maniera, ed in qualsiasi momento. Saprete che gli state facendo vedere lucciole per lanterne nel modo giusto se la persona con cui vi trovate dimostra di essere a proprio agio è fatta, d’altra parte anche il pollo ha bisogno della sua giusta cottura.

E’ facilissimo prenderlo per il cu…ehm fondelli, anche le più inesperte non avranno problemi di alcun tipo. Si tratta della semplice combinazione di tre ingredienti: il linguaggio del corpo nella seduzione (smuoviti tutta fin che puoi), una chiacchiera sfrontata e la confidenza in modo che non possa assolutamente contraddirti, il tutto condito da una dose di buon umore e di prese in giro nei suoi confronti (ma senza farglielo capire, è tutto così sottilmente diabolico).

Ora ti dimostro nel dettaglio come devi fare:

Cerca di reggere il suo sguardo da pesce lesso che sta bollendo per qualche istante che la cottura si sta ultimando;

inizia farli perdere la brocca e mandarlo fuori carreggiata, magari parla che ami dormire nuda, questo ti fa ridurre il suo punto di cottura, lui non saprà cosa dire o fare a parte tenersi la bava che gli sta per cadere;

mettiti a fare l’oca giuliva toccandoti i tuoi capelli freschi di parrucchiere Luois David e ammira le tue scarpe Bulgari da 2000 euro al paio;

decantagli qualcosa nell’orecchio digli un segreto, magari di quella volta che hai fatto cornuta la tua migliore amica facendo sesso sfrenato col marito, incrementando così il suo arrapation time e facendolo così sentire amabilmente uomo oggetto;

se sei in un ambiente affollato, invadigli il suo spazio personale con delicatezza ma molto meglio con decisione, tanto quel che è tuo è tuo e quel che è suo è tuo, per le donne di una certa pratica consiglio di farlo depistare facendogli credere una cosa per una altra (voi siete geniali in questo);

per attirare il suo sguardo (ma non ce ne sarebbe bisogno tanto sta sbavando su di te) puoi accavallare le gambe quando sei seduta davanti a lui magari sotto neanche hai le mutande, ti garantisco che se non gli prende un “coccolone” è un vero miracolo.

e a completamento di quello che ora ti ho detto la ciliegina sulla torta (e lui è il ripieno della torta): attira l’ attenzione sulla tua bocca iniziandotela a leccare con la punta della lingua, se vuoi (ma non sei obbligata a vedere le cagate che sta facendo lui)puoi anche guardare le sue labbra così smaccatamente inesperte, alzare lo sguardo e iniziare a fare sorrisini di scherno (tanto neanche se ne accorge).

Se hai imparato (anche se non ci sarebbe bisogno, il tuo è talento naturale) queste tecniche di abbindolamento femminile il mondo maschile è ai tuoi piedi senza possibilità di scampo.

Fare queste cose dà però dipendenza e quando diventi esperta, o comunque brava, sarà facile cadere nella tentazione di farlo sempre. Ma a questo punto punto devi mettere in campo una delle tue grande doti che la natura ci ha dato a noi donne: selezionare la razza maschile. Sedurre il marito della tua migliore amica (come ho detto sopra), con il tuo capo è l’ideale, la massima perfezione dell’assoluto, in fondo un bravo ragazzo o uomo che ti sa solo rispettare cosa potrebbero darti? Al massimo tonnellate di noia e abitudine. Essere donna e sedurre è un ottimo modo per mettere a segno varie conquiste in modo poi che sia un motivo di vanto quando vi vedrete con quelle sfigate delle vostre amiche, ed è anche un modo per scoprire che quell’uomo che lo state fintamente sentire straordinario è veramente interessante da spennare o meno. Per il suo interesse verso di voi è scontato, è come sparare sulla croce rossa.

Essere così femminili suscita allegria, euforia e buon umore in una pseudo mascherata relazione. Sarete sempre orgogliose di voi e vi farete riconoscere da tutti (ma proprio da tutti). Ogni essere umano ha una propria personalità e un proprio modo di conquistare un uomo (più o meno standard) e prenderlo letteralmente per i fondelli, e tutte le femminucce dovrebbero farlo subito, noi siamo il mondo dominante.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google modificata graficamente da Claudio Ventodeldeserto

La poesia della provocazione

La poesia del corvo

Ovvero: 

La poesia del corvo imbastitore di asole (dove per asole si intende togliere la A iniziale e rimane la frase sole che in dialetto romanesco significa fregature)

Introduzione a cura dell’autore del brano:

Quello che segue è un brano un po’ particolare: è l’ultimo in ordine di tempo da me composto nell’ambito della scuola di scrittura Roberto Agostini e che doveva servire come esercizio da proporre per la prossima sessione, che però non vedrà il sottoscritto della partita. Infatti come qualcuno avrà avuto modo di leggere attraverso la pagina di facebook del ritrovato “cafè poetico letterario” ho deciso di abbandonare detto corso in maniera irrevocabile causa forti contrasti con l’insegnante didattico che hanno poi portato lo stesso a velate critiche offensive attraverso la propria pagina di facebook. Questo brano doveva essere poi letto non prima di essere stato diverse volte votato sia da facebook e sia tramite per alzata di mano dei corsisti. E magari detto brano mandato via mail al tutor della scuola ed essere sottoposto a “pulitura” come è avvenuto per “Specchi riflessi” (un racconto tra i più tribolati mai scritti), tutto bene ma, peccato che era una provocazione.

Infatti avevo pensato di scrivere una poesia (tema previsto come esercitazione) scopiazzando uno dei tanti brani che scrisse il grande poeta dialettale Carlo Alberto Sallustri in arte Trilussa. Quel che ne è venuto fuori è quello che vedete sotto. Un testo in italiano ripulito, con qualche frase cambiata, le metriche distrutte e fatte a pezzi e con un appendice alla fine che si rifà alla famosa sinfonia nr.45 (cd. sinfonia degli addii)  del compositore austriaco Franz Joseph Haydn del 1772. Questo per l’appunto per fare una provocazione a chi dirige quella scuola e fargli fare una magra figura davanti a tutti dopo avermi massacrato (sempre davanti a quei tutti) nella sessione del corso del 26 febbraio scorso dove ero stato rimproverato di non aver giocato facendo competizione sportiva per essermi rifiutato di far votare per l’ennesima volta il racconto “Specchi riflessi” pur sottoponendola a lettura didattica. Questo poi ha dato vita a delle considerazione del Sig.Agostini sulla sua pagina di facebook del tutto fuori luogo a cui ho risposto attraverso la pagina del cafè (e mi scuso di averlo fatto, ma davanti alle infamie non sto zitto), prendendo poi dopo le sue ultime dichiarazioni la decisione di abbandonare la scuola e quindi la contestuale rinuncia a presentare questa composizione  che invece propongo qui con il brano comparato originale di Trilussa e una foto realizzata personalmente che canzona (con un piccolo corvo appoggiato sull’indice della mia mano disegnato a mano dall’amico Davide Licciardi, fotografo della foto di “Specchi riflessi”, e poi da me foto-montato) la famosa foto che ritrae di profilo Eugenio Montale con l’upupa nella famosa sua poesia (foto che appare tra l’altro nell’ultima dispensa inviata dal suddetto tutor e che quindi era un potenziale spunto). Il messaggio è chiaro: non si può essere maestri altisonanti se si trascurano certi particolari. Buona lettura a tutti e mi raccomando che quando si compone o un racconto, romanzo, poesia e quant’altro non si copia mai, neanche facendo ristrutturazione. Quella lasciamola ai tromboni della letteratura che ci stanno portando indietro nel tempo oltre il medioevo….

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La poesia del corvo imbastitore di asole

Mentre se ne sta andando l’ultima stella

e diventa più pallida la luna

c’è un piccolo corvo che si mette a beccare

tutte le rose sulla finestra della mia casa:

si nasconde tra i rami delle piante,

agita freneticamente la testa, si rinfresca con la rugiada e inizia a parlare.

 

L’altra mattina scendendo dal mio letto

mi venne l’idea di vederlo più da vicino,

ma il piccolo corvo che aveva capito le mie intenzioni

sbatté forte le ali e scappo riparandosi sopra il tetto.

-Ma cosa fai matto!- gli dissi

-Io non voglio prenderti mica- E per fargli vedere la mia buona volontà gli gettai due pezzi di mollica.

 

-Guarda che lo avevo capito- rispose nervoso allora il piccolo corvo che ritorno in basso, entro in casa dalla finestra e si appoggiò sul mio dito indice per esprimere chiaro e forte il suo concetto;

-Il problema non è che non mi fidi di te che invece sei persona onesta, lo so che non mi faresti mai del male, e so che mai e poi mai mi rinchiuderesti dentro una gabbia:

ma tu però sei un poeta, e la mia paura è che temo che tu mi possa mettere in una poesia.

 

E’ un bel pezzo che mi hai stancato con questi tuoi versi dedicati agli uccelli!

Per te loro sono buoni solo a cinguettare e a fare i rumori più strani. Onestamente ti pare giusto tutto questo?

Perché farci passare come stupidi senza capire neanche una parola da quello che esce dalle nostre bocche?

Nove volte su dieci la nostra voce che secondo te rallegra l’anima o il cuore o uno stridio straziante

non rappresenta per niente un canto d’amore, oppure un inno al sole, o un lamento della nostra indole.

 

No tutto questo significa avere la soddisfazione

di aver dato atto alla tua avida prossima remunerazione.

(contro tutte le ipocrisie delle conversazioni dei pseudo poeti)

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Post scriptum:

Nel culmine di un’ariosa e fluttuante sinfonia musicale, gli orchestrali smisero improvvisamente di suonare a turno, poi si alzarono e  uscirono dalla sala in perfetta fila indiana. Il direttore d’orchestra rimasto a quel punto da solo, fissò il vuoto di quella profondità angolare del tutto vuota per qualche istante, e raccolse tutti i spartiti. Usci anche lui, chiuse la porta e se ne andò via per sempre….

Questo invece l’originale:

POESIA DI TRILUSSA

 Claudio Ventodeldeserto