Pettoris

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Nota da parte dell’autore: se ce qualcosa che può allineare i nostri pensieri e le nostre idee è proprio il rispetto. Che si dovrebbe alle persone vere e leali e che invece viene fatto scempio dagli incapaci e incompetenti. Questo è un mio ritratto, ognuno si disegni il proprio.

Ho rispetto per i migranti e i morti in mare, ma ho un po più rispetto anche di chi (clochard) dorme sotto un ponte e muore di freddo, di un terremotato che non ha più una casa stabile da anni, delle persone anziane che rovistano dentro un cassonetto per cercare qualcosa da mangiare, di chi (italiano) non ha un lavoro e deve mantenere una famiglia di quattro persone, dei pensionati a 200 euro al mese. Ma anche dei migranti regolari che lavorano e pagano le tasse.

Ho rispetto per le persone omosessuali, ma anche e sopratutto degli etero, della mamma e del papà con bambini in una famiglia così composta, dei genitori a cui ingiustamente vengono tolti i loro figli e affidati freddamente altrove.

Ho rispetto per chi è in carcere ma ho ancor più rispetto per chi indossa una divisa e fa il suo lavoro, chi rispetta le regole, la propria identità, chi difende il pensiero altrui anche se non lo condivide.

Tutto il resto non lo rispetto. Chi si reputa tuo amico e oltre non conoscere il significato della parola ti tradisce e ti pugnala alle spalle, chi ti infama facendolo più volte, chi non comprende e neanche ha le palle per chiedere:”Mi spieghi cosa hai detto?”. Chi pensa di aver subito un torto da me e neanche chiede spiegazioni.

E non rispetto e non rispetterò chi da quel che qui ho scritto ha capito che ho voluto strumentalizzare qualcosa. Il tempo non può rimanere sempre lo stesso. Fieri di esserci tutti ma anche no.

Testo: Claudio Carnevali

Foto: Google

Lo stato dell’essere.

Nota introduttiva da parte dell’autore:

Tutti noi ogni giorno viviamo emozioni diverse, evoluzioni, involuzioni, pensiamo a ciò che potrebbe essere ma non lo è. A volte è difficile essere se stessi. Lo sapremo solo confrontandoci con lo specchio della nostra anima.

Poesia partecipante al 5°concorso letterario Poetinsieme del 28.08.2019 in Linguaglossa (CT) e vincitrice della targa “Menzione speciale” sezione lingua italiana.

Potrei essere un poeta? 

Certamente no. 

Non so scrivere che una parola, e a volte è strana, 

la penna che danza sull’anima mia: 

<<pazzia>>. 

Quindi forse dipingo? 

Nemmeno. 

Non ha che un colore solo 

la tela dell’anima mia: 

<<malinconia>>. 

Un musicista, allora? 

Nemmeno. 

Non esce che un suono 

nei tasti della profondità mia: 

<<tristezza>>. 

Che cosa…quindi?

Ho davanti a me ho un grande specchio

di fronte al mio cuore

cosi che tutti possano vederlo. 

Ma essere chi?

Sicuramente un acrobata dell’emozione mia. 

 

Testo e foto: Claudio Carnevali

Cetriama (ode al terzo risveglio)

Nota introduttiva dell’autore: poesia dedicata al terzo anniversario del terremoto di Amatrice (RI) dove vi furono oltre 200 morti.

Torneremo a respirare il mare,

a definire sguardi alla montagna.

Percorreremo di nuovo i ciottoli di questo posto

dove un panorama riesce a tagliare come un diamante.

 

Andremo in botteghe dove

ci si potrà isolare in forti pensieri trascendentali

e fermeremo l’oblio del tempo cavalcando la forte

presenza dell’anima.

 

Non andremo mai più via da questa casa un tempo distrutta, da 

questa terra dove siamo nati, questa terra punto di arrivo

e non di partenza.

Tuttavia mi sento stanco di tutto questo aspettare lottando

nei terreni ancora impervi, laggiù dove si innalza un fosso

proprio davanti alla grandezza.

 

Mi fermerò quindi ad attendere rituali canti gregoriani

in attesa di intraprendere la via indicata dal destino.

La strada maestra sta facendo nuovamente parlare di se.

 

Testo: Claudio Carnevali

Foto: Google (modificata graficamente da Claudio Carnevali)

 

Bordello Belvedere

Nota introduttiva dell’autore:

Poesia dedicata a un luogo vero popolato da persone finte.

 

Bordello Belvedere,

in vendita arroganza e ipocrisia,

il popolino che se ne frega,

denigratori amanti del proprio io.

Immorali praticoni del nulla,

dove cortigiane di gomma attendono regali nelle loro locande.

 

Bordello Belvedere,

dove la menzogna impera e il cinismo dilaga.

Perfidi plebei che innescano il deserto serale.

Il Re rinchiuso nelle segrete stanze urla sua onerosa incompetenza,

e suoi sudditi servili superbi alitano fetide arie turbinose di

generosa riconoscenza.

 

Bordello Belvedere,

borgo di bellezza paesaggistica immensa,

si insinuano corrotti ciarlatani,

in balia del tempo ondeggiante,

noiosi e pedanti,

abbondano del sorriso

nel sussultar parlar di spalle.

 

Spilorci con la pancia piena,

coscienza pari a zero.

Oh, io che vivo nel Bordello Belvedere 

mi sento offeso nel mio piccolo sapere

della tenace e forte onestà.

 

Testo e foto: Claudio Carnevali

Orizzonti verticali

Il vento piega e soffia,

il tempo scorre

e tu non cambi mai.

Lo sguardo, l’intensità della luce,

il sorriso, gli abbracci e le carezze, i baci

tutto ha un senso, uno slittamento.

 

Una pellicola che prova a fermarsi

ma inesorabilmente va avanti,

le lancette di un vecchio orologio

che rallentano ma vanno avanti,

le emozioni che ti ho regalato sono

davanti al sole che è già tramontato.

 

Le parole non hanno più un senso

e il cercarti diventa irreale.

Rimane solo l’ombra che si materializza dietro

le tue spalle mentre ti stringo forte.

 

 

Claudio Carnevali 26.12.2017-14.11

Solstizio di inverno.

Tu come sole fermo

non saresti mai andata via,

invece striature dimensionali

allungano l’ombra delineando tristezza.

In un’altro abbraccio trovo rifugio

ma niente può sostituirti.

 

Ne bellezza, ne dolcezza, ne ragionevolezza,

e sarei potuto da schiavo essere tua emozione feudale.

Al punto più meridionale dell’orizzonte est

mi dissolvo, in quella delineatura

potevi assurgere a simbolo di rinascita,

in perturbabili allineamenti verticali

tramonto insieme a te ricordando un vago bacio.

 

Testo: Claudio Carnevali-21.12.2017-20.38

Foto:Google/Istagram con modifica grafica di Claudio Carnevali

Sei ancora qui

Mi parlavi di ali ferite sempre con un sorriso

e di piccoli angeli da accarezzare,

mi sentivo fortemente legato a te, un emozione molto speciale.

 

Sentore di estrema dolcezza

tu che riempivi le caselle ordinarie della mia vita

le pagine mai scritte del futuro

il sentimento di un’amicizia forte come il destino.

Lo stesso che un giorno ti ha portato via da qui.

 

Mentre vedevo allontanarsi la tua ombra,

da questa prospettiva del tempo,

io ti sto ancora piangendo.

 

Claudio Carnevali-20.12.2017.-12.48

In memoria dell’amico Giorgio Ponzio (1968-2012)

Disegno a mano libera: Claudio Carnevali