Lo stato dell’essere.

Nota introduttiva da parte dell’autore:

Tutti noi ogni giorno viviamo emozioni diverse, evoluzioni, involuzioni, pensiamo a ciò che potrebbe essere ma non lo è. A volte è difficile essere se stessi. Lo sapremo solo confrontandoci con lo specchio della nostra anima.

Poesia partecipante al 5°concorso letterario Poetinsieme del 28.08.2019 in Linguaglossa (CT) e vincitrice della targa “Menzione speciale” sezione lingua italiana.

Potrei essere un poeta? 

Certamente no. 

Non so scrivere che una parola, e a volte è strana, 

la penna che danza sull’anima mia: 

<<pazzia>>. 

Quindi forse dipingo? 

Nemmeno. 

Non ha che un colore solo 

la tela dell’anima mia: 

<<malinconia>>. 

Un musicista, allora? 

Nemmeno. 

Non esce che un suono 

nei tasti della profondità mia: 

<<tristezza>>. 

Che cosa…quindi?

Ho davanti a me ho un grande specchio

di fronte al mio cuore

cosi che tutti possano vederlo. 

Ma essere chi?

Sicuramente un acrobata dell’emozione mia. 

 

Testo e foto: Claudio Carnevali

Sei ancora qui

Mi parlavi di ali ferite sempre con un sorriso

e di piccoli angeli da accarezzare,

mi sentivo fortemente legato a te, un emozione molto speciale.

 

Sentore di estrema dolcezza

tu che riempivi le caselle ordinarie della mia vita

le pagine mai scritte del futuro

il sentimento di un’amicizia forte come il destino.

Lo stesso che un giorno ti ha portato via da qui.

 

Mentre vedevo allontanarsi la tua ombra,

da questa prospettiva del tempo,

io ti sto ancora piangendo.

 

Claudio Carnevali-20.12.2017.-12.48

In memoria dell’amico Giorgio Ponzio (1968-2012)

Disegno a mano libera: Claudio Carnevali

Stessa dimensione

Niente potrà essere come casa tua,

nessuno spazio potrà eguagliare

il tuo modo di essere, di percorrere sogni.

Mai e poi mai altre strade possono cambiare quella maestra,

nessun silenzio in un’altro  attimo è quello migliore.

Nelle frontali navigazioni

pochi cambiamenti ma devi essere il tuo modo di essere,

provarci è un bene.

Un giorno potrai dire che niente

è stato gettato al vento.

Claudio Carnevali-17.12.2017-12.07

Note:

Questo blog ha oltre 350 opere (non tutte mie), oltre 7 anni di vita passati a pubblicare idee, sogni, intuizioni. In alcuni momenti passati anche un totale di 1000 visite mensili, non possono essere gettati al vento.

Rappresentano il proprio vissuto, il proprio storico. Ho provato a cambiare spazi ma la casa madre rimane tale. E’ quell’imprinting che la gente conosce. Si può rimanere fermi ma sempre vivi. Questo spero…e la via continua…

 

Ritorno da qui…

ritorno-da-qui-redit

Nota introduttiva da parte dell’autore del brano in essere:

Tornare a scrivere dopo oltre un’anno non è una di quelle cose come bere ad esempio un semplice bicchiere d’acqua, o farsi una passeggiata salutare. E’ invece come essere in missione. Dura, impegnativa. A volte la mente gira come tornelli impazziti che alla fine si sbloccano e ti sbarrano la strada inesorabile. Si cercano altre strade e a volte diversi percorsi. Non sempre è facile.

Nel silenzio di ogni mattina è una guerra interiore tra il fare e il dissolvere. Un’amore ossessivo per la scrittura e poi un odio sviscerale per essa. Poi mi sono accorto spulciando nel mio archivio delle tante opere prodotte e una ha attirato la mia attenzione. Si chiama:” Ricomincio da qui” e parla proprio di una situazione analoga a questa. Dopo aver smesso per diverso tempo di scrivere sono ritornato a pubblicare con un testo che era una vera apertura ottimistica al ritornare in campo.

Con le parole e i suoi sensi. Le sue dolcezze, le amarezze. La ricerca intensa dell’essere. Ora la ripropongo in versione restaurata sperando che a differenza di allora porti un po più di costanza (ma i momenti di vuoto per un autore sono sempre in agguato). Il mio sogno è di essere qualcuno. Io ancora ci spero.

Claudio Ventodeldeserto da ora non ce più ma sarà sempre eterno in ogni pezzo che in questo blog nascerà…

Claudio Carnevali

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Ritorno adesso, in questo luogo, a scrivere cose che si sono smarrite. A commuovermi di nuovo su questa cadenza di versi. Rilanciare con difficoltà, ma tenere dritta la via, provarci per non essere il nulla. A cullarmi di emozioni, nella ripetizioni delle frasi, in questo spazio inchiodato dalla vivida realtà, triste e sfuggente. Rivedere finalmente il sole del sorriso, per muoversi teneramente come  nuvole musicali.

Il tempo incalzerà di nuovo nel ritmo frenetico della fantasia, sempre ancora più libero e consapevole di nuove scommesse. Ogni luogo temporale rivedrà la sua luce, e ogni anima avrà la sua onesta dignità che gli spetta. I sogni canteranno aria. Le striature celesti fioriranno d’immenso.

Grande, immenso come un abbraccio, come una carezza. Un cuore pulsante aspetta solo di essere amato in silenzio.

Si cercherà di plasmare amicizie e valori, più forti e solide. Forti speranze. Abbatteremo ingiustizie e ostacoli. La voce estremamente limpida risuonerà campane di vera libertà. Strade lunghe ma che spianano, vanitose al mare infinito, oltre le righe immaginarie, angeli inaspettati senza ali abbracciano passionalmente le frasi che concluderanno l’alba del silenzio.

Ritorno da qui. 

Testo: Claudio Carnevali (del 7.11.2016)-1

Foto: Google

1-Su rifacimento di un testo poetico di Claudio Carnevali Ventodeldeserto “Ritorno qui” del 19.03.2008

Vuoti sovrapposti

Vuoti sovrapposti

Giorni di delusione e di rabbia amara,
di tradimenti inaspettati e di muri innalzati in silenzio.
Giorni di ipocriti silenzi
e di fragilità che va a brandelli.

L’anima che si contorce e non da risposte,
il cielo che si chiude gocciolando sangue.
Gente che vergognosamente si eclissa
e non da nessun segnale,
gli eventi sfortunati che si incastrano tra loro.

Presenza che diventa assenza,
un suono sordo che non è la voce
ma ingiusta coerenza che alza tende orizzontali
di ondulatorie frustrazioni.

Un’ Implosione dopo l’altra,
le catene si sconnettono deviando
quel poco che rimane di quell’accenno di gioia,
tutto tace al meriggio.

Testo e foto: Claudio Ventodeldeserto Carnevali

Punti di osservazione

Punti di osservazione

Introduzione da parte dell’autore del brano:

Questi versi sono stati scritti più di un anno fa e rappresentano un  inedito che doveva far parte di un progetto ben più articolato che per vari motivi personali è stato abbandonato.

A volte nel film della nostra vita ci sono scene difficili da cancellare o da rimuovere, si cerca di attenuare ma alcuni strati non sistemati riaffiorano inevitabilmente. Anche se la vita in noi è diversa quegli attimi sono indelebili. Ossessione mista a passione, che divora come le fiamme. A volte passa, a volte torna.

Reazionaria di un volo senza tempo. Appunto (e a capo). E quando ti vidi per la prima volta ebbi un sussulto al cuore (ricami di sangue).

Del sesso sfrenato ci fece diventare noi bloccando inesorabilmente il tempo.

Dove sei ora? Vorrei sapere dove. L’emblema di un grande amore. Sparita e poi apparsa nuovamente e scomparsa ancora. Avevo provato a cercarti immanente dentro un manto latteo, ma poi ho trovato solo l’ombra impressa di alcuni tuoi profumi che mi hanno inebriato. Non è stato facile liberare questi legacci che mi hanno lacerato la carne disperata. Ho dimenticato qualcosa sopra le tue ondulatorie movenze e ancora non riesco a individuare su quale sequenza sei finita.

Hai addomesticato i profondi solstizi di segnali a gamma radio. Smarrito sto camminando aiutandomi con quel margine che mi consente di sentire la consistenza del quadro di carnalità. Provo a distendermi sulle scale dove ancora si sente il momento in cui ci unimmo in un sol noi. Trovo apparentemente inquadrata questa tua mancanza che mi lascia stanco e perpetuo di non pensare. Dimmi che ora stai tornando, dove sei ora?

Ecco, riappari nuovamente. Felicemente mi lascio soggiogare dalla tua tela di ragno che apre infinite pertinenze.

 

Foto: Google (Alex Waterhouse)_modificata graficamente da: Claudio Ventodeldeserto

Testo: Claudio Ventodeldeserto

(De)Presso appunti piegati retroflessi

Vento di prospettiva

Niente v’è peggio

delle vie ondulatorie

dei disordini mentali

che esplodono cieca rabbia

tra il nascere e il calar degli

ingranaggi nella solitudine.

 

Testo e immagine: Claudio Ventodeldeserto

Eterni nel cuore

ETERNI NEL CUORE

Ho visto angeli venire incontro a profondi corridoi di luce per regalare abbracci di incoraggiamento.

Li ho visti volare per andare a salutare uno a uno tutti quelli che hanno amato.

Li ho visti anche piangere e di loro ogni singola lacrima segnare la vita del loro coraggio.

Poi li ho visti sorridere in ogni estesa massima sofferenza, in ogni intrinseco dolore. Li ho guardati giocare e donare gioia, donare momenti…attimi unici, marchiando l’indescrivibile sono andati via.

Li ho notati nel verso delle loro parole della fluidità del sangue dell’anima, saltare i guadi delle difficoltà e infine morire e poi risorgere.

Ci guidano, ci appartengono, tesori della nostra vita, felicità fertile di campi e granai di sole, che formano l’essenza del colore. Ho visto anche angeli prendersi carico delle nostre disperazioni, il nostro male.

Le carezze che riescono a dare invisibili sono la speranza di un domani migliore.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto Google modificata graficamente da Claudio Ventodeldeserto

L’angelo del sorriso

In ricordo di una grande persona a un’anno della sua scomparsa

GIORGIO PONZIO

GIORGIO PONZIO

Ho aperto pagine di un diario questa mattina e non so perchè l’ho fatto, forse era un qualche segnale che mi conduce sicuramente a te e a quel che eri. Una volta aperte quelle pagine nel mezzo ho visto ricordi prendere vita, ho visualizzato esattamente quel che c’era di vissuto, quello che abbiamo sentito dentro, le nostre occasioni mancate. A volte anche un solo anno che passa lo vivi come se fossero passati cinque di anni, tutto è cosi maledettamente remoto, fortuna che di te ho ancora immagini nitide. E di gesti che rimangono indelebili. Dei particolari delle parole e della visione che avevo di te. A volte mi chiedevo come facevano a sorridere gli angeli. Tu mi davi questa risposta. Nella maledetta e bastarda malattia che ti stava divorando, riuscivi a darmi lezioni esatte del tempo da vivere sempre ed esclusivamente col sorriso.

In ogni parola che non riuscivi a terminare non si interrompeva mai quella luce, una luce che tante volte ha illuminato una parte della mia strada che a un certo punto si era fatta incerta ma che grazie solo a questo tuo irradiare luminoso era meno in salita.

Non mancavano i momenti in cui piangevo in silenzio quando raccontavo di alcuni aspetti tristi del film della mia vita, e tu eri sempre il Guerriero del mare. Il guardiano che controllava e rimetteva le cose al suo posto naturale.

Niente ora può più sparire o dissolversi. A volte mancano i pezzi del mosaico, un tassello, il tuo che l’ho smarrito un’ anno fa. Ripenso a progetti insieme che ho accantonato per non soffrire ancora di più della tua mancanza, anche se mi inciti sempre. Ma vedi, dall’alto la tua voce non è più la stessa, la sento distorta, ovattata, cerca di dirmi sempre qualcosa di incoraggiante.

Sei un uomo tenero, dolcissimo” una frase rimasta incisa come in una statua per ricordare qualcuno di importante. E tu lo eri. Ma andavi oltre. Riuscivi a essere perno vitale per abbracciare silenziosamente ognuno che soffriva nei demoni dell’anima.

Vincitore del suo male anche se sconfitto alla fine, la minuziosa ricerca del fare del bene, sempre e a qualunque condizione.

Sento il tuo vuoto abissale, una parte di me la possiedi tu che la conservi con molta cura, un giorno spero lontano me la restituirai. In questo giorno crepuscolare di albe lunari sento che in queste pagine del diario che sto chiudendo tutto l’affetto che provo per te, un dolore continuo, un pianto inconsolabile, passaggi marini dove da prospettive profonde e orizzontali cerco di ritrovare l’incenso del tuo abbraccio.

Dammi la possibilità ora di continuare a disperarmi di te, di strapparmi le verità nascoste, di dimostrare la mia capacità ad amare te.

Voglio essere ombra della tua vita.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Dal profilo facebook di Giorgio Ponzio e rielaborata graficamente da Claudio Ventodeldeserto

Questa è la mia battaglia in acqua…contro tutto e tutti solo x la vita!!!

Questa è la mia battaglia in acqua

 

 Ieri sono stata a visita dal mio curante x rinnovo foglio malattia invalidante e secondo lui il problema che ho delle zone di arrossamento a chiazze alla mano dx in dei punti precisi sarebbe una forma di disidrosi ipoperfusione dovuta alla conseguenza della neuropatia che porta alla atrofia muscolare e pertanto anche a danni da pressione,come proprio eritemi pre ulcere da decubito..pazzesco perchè non avevo pensato a questo,una sola mano cosa toccherò mai?non sono calli….invece sono lesioni da pressione in soggetto con atrofia muscolare…andiamo bene…mi ha poi portato l esempio emblematico del malato di sla,perchè è il più eclatante come progressione,o chi nasce con forme gravi di sma…insomma ma la mia neuropatia porta all atrofia muscolare e più evidente dove la massa è già povera,come le eminenze …mani che tendono a scheletrirsi ecc…in tutte queste malattie bastarde più o meno rapidamente ,indipendentemente da qualsiasi volontà nostra….anche se possiamo lottare con le risorse che abbiamo,ma è solo una corsa contro il tempo…ad ogni modo sembra possa essere il semplice fatto che ho tendenza a richiudere la mano a pugno soprattutto la notte,una difesa anche questa x faticare meno..il doc ha ribadito anche che assolutamente DEVO perseguire la mia passione,sfida,lotta da fondista in acqua…!!!è la mia grandissima fortuna laddove non esistono altri mezzi per contrastare un processo progressivo inesorabile…ecco questa passione l ho fatta mia,è la fisioterapia migliore che altri a cui magari fa paura l acqua non possono fare…e devono x forza ripiegare su settimane intensive presso centri riabilitativi…ecco io ho questa fortuna e mi ha detto di tenerla stretta!!!come Zanardi pur avendo perso le gambe continua alla grande…così io quando sono giù di corda devo guardare le foto di quando riuscivo a fare km a piedi pur cadendo pur a mio modo ma li facevo ed ho anche gareggiato…e dirmi che allo stesso modo ora devo fare tutto quello che mi è possibile ora ossia nuoto di fondo ,che è una passione e cura a tutti gli effetti…ho seria intenzione di andare a firenze la prox stagione fissare appuntamento con il signor Passerini responsabile FINP e fare la prova con loro x eventuale tesseramento nei paralimpici sezione nuoto…a me manca la velocità e la forza dei miei pari con pari allenamento,ma posso nuotare ore ed ore lenta con ottima autonomia di fiato e anche se faccio i movimenti un pò a modo mio perchè ho fatica e dolore alle braccia,nuoto a pelo d acqua,senza spingere,ho una scivolata bestiale ed è il mio punto di forza avere acquaticità,20 anni di quotidiano o quasi allenamento senza a e ba….questa mia fortuna è frutto di passione e anche sacrificio,vincere stanchezza psicologica…facile da fuori dire beata te…bisogna ognuno secondo le sue possibilità ma anche abbattere il muro della pigrizia mentale…ora mi viene anche detto con compassione che poveraccia non mi resta altro…a questi idioti rispondo che loro al posto mio questo altro non lo avrebbero forse mai…sono gente che si fa del male da solo,gente che anni fa quando iniziavo a stare male ho odiati,lo confesso…ho odiato le persone che si buttavano giù senza reagire,che mi dicevano a me beata te,che facevano sport estremo solo x il fisico quando io lo facevo x una corsa contro il tempo…ho odiato tanto poi sono arrivata ad un a maturità differente e mi hanno fatto compassione tutta questa gente persone con problemi dentro e non fuori…ora purtroppo capita di nuovo un senso di avversione lo confesso come a quei tempi…perchè venir messa a confronto con una persona che non ha nulla a che vedere con me è mancanza di rispetto nei confronti della mia persona e della mia grave malattia neuromuscolare…noi non abbiamo scelto di avere un fisico che perde muscoli giorno dopo giorno,non abbiamo scelto di non poter comandare nulla nel nostro corpo,di dover fare i conti con una malattia senza cura se non la volontà…ecco la mia rabbia non è tanto verso quei poveracci(poveri sono loro perchè io ho davvero tanto…mi è rimasto solo questo? mi è rimasta una passione per questo e x la vita,ho affetti,amo me stessa,faccio il possibile x stare meglio…)ma verso chi da fuori magari ci mette a confronto il corpo devastato di una malata neuromuscolare e quello di chi sceglie di farsi del male da solo…eh no,non accetto confronti paragoni battute nulla…la mia battaglia la combatto contro tutto e contro tutti…lasciatemi in pace e fate il tifo x me semmai ma non voglio parlare a nessuno se non di cose costruttive,voglio confronti coi miei simili come esempio di non arrendersi mai,ad esempio io prendo spunto da Bebe atleta senza arti,dal malato di sla che ha corso la maratona prima chje fosse troppo tardi,.dal fondista di nuoto disabile Attanasio,che quando una volta gli dissi avevo fatto 5 km mi disse via la prox volta ne riuscirai a fare di più!!!a nessuno rispondo a stupide domande…quanto sto,quanto faccio,tanto si vede che dietro questa scema curiosità a volte c’è ammirazione ma a volte c’è solo cattiveria…gratuita.tenetevela x voi stronzi senza problemi reali…vi allettereste se vi diagnosticassero una malattia seria…l ammirazione si dimostra in altre  maniere,non con il ripetere le stesse domande battute…poi uno si rompe i coglioni e spara….giusto!!!la vita è preziosa e superare quello che ho passato io non è poco,voglio solo esempi positivi e coraggio,degli altri non me ne frega nulla e soprattutto evitate confronti con persone non a mio pari….ci sono tanti atleti disabili che come me meglio di me lottano sopra i limiti…il ragazzo con la fibrosi che corre la maaratona 42 km!!!con la fibrosi cistica!!!e allora???finiamola di guardare come extraterrestre una eccezionale nuotatrice disabile con 4 arti rifiniti consumati dall atrofia muscolare da polineuropatia..la realtà io la guardo e la sfido ma soprattutto mi aiuto con tutta me stessa soprattutto amo la vita a differenza di chi la calpesta!!!ecco perchè nemmeno di lontano dovete vedermi insieme a gente fuori di testa…il mio corpo va verso lo sfacelo ma finchè mi resterà forza mentale e testa….combatterò con tutta me stessa x restare a galla…x sfidare l impossibile,lo farei e se necessario lo farò anche con la tracheo e la peg…se non avete capito nulla,cambiate pagina,levatemi dagli amici,meglio perdere gente che non ha capito nulla  di una battaglia VERA …di un amore x la vita infinito………grazie a chi mi supporta,familiari amore amici medici insomma a chi ci crede che la mia terapia sperimentale su me stessa non guarirà ma ostacolerà meglio di qualsiasi farmaco la bestia… ❤ grazie….

Foto:Google

Testo:  Teresa Cioni tratto da una sua nota dal suo profilo personale