Lo stato dell’essere.

Nota introduttiva da parte dell’autore:

Tutti noi ogni giorno viviamo emozioni diverse, evoluzioni, involuzioni, pensiamo a ciò che potrebbe essere ma non lo è. A volte è difficile essere se stessi. Lo sapremo solo confrontandoci con lo specchio della nostra anima.

Poesia partecipante al 5°concorso letterario Poetinsieme del 28.08.2019 in Linguaglossa (CT) e vincitrice della targa “Menzione speciale” sezione lingua italiana.

Potrei essere un poeta? 

Certamente no. 

Non so scrivere che una parola, e a volte è strana, 

la penna che danza sull’anima mia: 

<<pazzia>>. 

Quindi forse dipingo? 

Nemmeno. 

Non ha che un colore solo 

la tela dell’anima mia: 

<<malinconia>>. 

Un musicista, allora? 

Nemmeno. 

Non esce che un suono 

nei tasti della profondità mia: 

<<tristezza>>. 

Che cosa…quindi?

Ho davanti a me ho un grande specchio

di fronte al mio cuore

cosi che tutti possano vederlo. 

Ma essere chi?

Sicuramente un acrobata dell’emozione mia. 

 

Testo e foto: Claudio Carnevali

Cetriama (ode al terzo risveglio)

Nota introduttiva dell’autore: poesia dedicata al terzo anniversario del terremoto di Amatrice (RI) dove vi furono oltre 200 morti.

Torneremo a respirare il mare,

a definire sguardi alla montagna.

Percorreremo di nuovo i ciottoli di questo posto

dove un panorama riesce a tagliare come un diamante.

 

Andremo in botteghe dove

ci si potrà isolare in forti pensieri trascendentali

e fermeremo l’oblio del tempo cavalcando la forte

presenza dell’anima.

 

Non andremo mai più via da questa casa un tempo distrutta, da 

questa terra dove siamo nati, questa terra punto di arrivo

e non di partenza.

Tuttavia mi sento stanco di tutto questo aspettare lottando

nei terreni ancora impervi, laggiù dove si innalza un fosso

proprio davanti alla grandezza.

 

Mi fermerò quindi ad attendere rituali canti gregoriani

in attesa di intraprendere la via indicata dal destino.

La strada maestra sta facendo nuovamente parlare di se.

 

Testo: Claudio Carnevali

Foto: Google (modificata graficamente da Claudio Carnevali)

 

Orizzonti verticali

Il vento piega e soffia,

il tempo scorre

e tu non cambi mai.

Lo sguardo, l’intensità della luce,

il sorriso, gli abbracci e le carezze, i baci

tutto ha un senso, uno slittamento.

 

Una pellicola che prova a fermarsi

ma inesorabilmente va avanti,

le lancette di un vecchio orologio

che rallentano ma vanno avanti,

le emozioni che ti ho regalato sono

davanti al sole che è già tramontato.

 

Le parole non hanno più un senso

e il cercarti diventa irreale.

Rimane solo l’ombra che si materializza dietro

le tue spalle mentre ti stringo forte.

 

 

Claudio Carnevali 26.12.2017-14.11

Solstizio di inverno.

Tu come sole fermo

non saresti mai andata via,

invece striature dimensionali

allungano l’ombra delineando tristezza.

In un’altro abbraccio trovo rifugio

ma niente può sostituirti.

 

Ne bellezza, ne dolcezza, ne ragionevolezza,

e sarei potuto da schiavo essere tua emozione feudale.

Al punto più meridionale dell’orizzonte est

mi dissolvo, in quella delineatura

potevi assurgere a simbolo di rinascita,

in perturbabili allineamenti verticali

tramonto insieme a te ricordando un vago bacio.

 

Testo: Claudio Carnevali-21.12.2017-20.38

Foto:Google/Istagram con modifica grafica di Claudio Carnevali

Sei ancora qui

Mi parlavi di ali ferite sempre con un sorriso

e di piccoli angeli da accarezzare,

mi sentivo fortemente legato a te, un emozione molto speciale.

 

Sentore di estrema dolcezza

tu che riempivi le caselle ordinarie della mia vita

le pagine mai scritte del futuro

il sentimento di un’amicizia forte come il destino.

Lo stesso che un giorno ti ha portato via da qui.

 

Mentre vedevo allontanarsi la tua ombra,

da questa prospettiva del tempo,

io ti sto ancora piangendo.

 

Claudio Carnevali-20.12.2017.-12.48

In memoria dell’amico Giorgio Ponzio (1968-2012)

Disegno a mano libera: Claudio Carnevali

Stessa dimensione

Niente potrà essere come casa tua,

nessuno spazio potrà eguagliare

il tuo modo di essere, di percorrere sogni.

Mai e poi mai altre strade possono cambiare quella maestra,

nessun silenzio in un’altro  attimo è quello migliore.

Nelle frontali navigazioni

pochi cambiamenti ma devi essere il tuo modo di essere,

provarci è un bene.

Un giorno potrai dire che niente

è stato gettato al vento.

Claudio Carnevali-17.12.2017-12.07

Note:

Questo blog ha oltre 350 opere (non tutte mie), oltre 7 anni di vita passati a pubblicare idee, sogni, intuizioni. In alcuni momenti passati anche un totale di 1000 visite mensili, non possono essere gettati al vento.

Rappresentano il proprio vissuto, il proprio storico. Ho provato a cambiare spazi ma la casa madre rimane tale. E’ quell’imprinting che la gente conosce. Si può rimanere fermi ma sempre vivi. Questo spero…e la via continua…

 

Suite dei momenti

Ricordo di bocche violate, condivise.
Di corpi consumati, lesi e mai curati dalle ferite.
Il giorno che si allungava alla notte,
e lei che si univa all’aria.

Noi che siamo diventati suoni, pioggia e vento,
origami di ombre frementi delle stelle.
Tu che diventi primavera intatta,
mi adagio nel solstizio del tuo cuore, mistero dolce di pane.

Testo: Claudio Carnevali