Dimopiten Teone rap

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Nota introduttiva da parte dell’autore: un paese vero, della gente vera in uno squallido sodalizio senza fine.

Esci di qui, entra di là, batti i piedi a quaraqquaqquà. 

Piega di sotto, inclina di sopra le magagn si vuol che si scopra.

Fuma a destra e fuma a sinistra gira la telecamera sulla finestra.

Un passo di qui e uno di la e poi come niente ti trovi nel bar sbadatamente.

Sigaretta davanti e poi di fronte attenti alla madama nera come camaleonte.

Un minuto di qui un’altro di la è tutto quanto un gioco, ne hai sparate di balle pressapoco.

Dai che tra poco è mattino timbrami un po il mio cartellino che tra mezz’ora mentre cazzeggio,  mi giro i pollici e me ne vado a passeggio.

E mentre penso a come ti ho fottuto, un indice medio e ti saluto.

Testo: Claudio Carnevali

Foto: Google

 

 

Appunti di seduzione 2-Per l’uomo che a volte deve chiedere/Come distruggere l’ego di una donna

FOTO APPUNTI DI SEDUZIONE 2

Piccola premessa per i lettori di genere maschile che avranno la sventura di leggere questi simpatici versi che seguiranno. Questo non è uno di quei manuali che si aggirano per la rete o per le librerie che dispensano consigli per cercarvi di farvi fare una delle cose più complicate in assoluto nella vita: ovvero come conquistare il cuore di una donna senza avere problemi. Il che è effettivamente una parola grossa. Potreste sicuramente avere meno danni se foste colpiti dalla peste bubbonica. Oppure sarebbe meno caotico per voi è vincere al superenalotto.

Diciamo che quello che vedrete scritto è una summa di esperienze più o meno divertenti che mi sono capitate nella mia vita di relazioni con il genere femminile. Diciamocelo chiaramente, non è che nel tuo quotidiano ti possa capitare di affrontare una tigre appena scappata dalla savana e che per puro caso si trova a incrociare il tuo cammino, ma con la donna ci devi andare abbastanza cauto, sennò il paragone con la tigre credimi potrebbe essere del tutto riduttivo e rimpiangeresti una tua eventuale collisione con il felino di cui prima.

Dovresti sapere che il genere femminile (e lo dovresti intuire perfettamente da come si veste) fa qualsiasi cosa per piacere e per per attrarre e questo l’uomo lo sa bene, e sai anche dei suoi comportamenti che posso arrivare fino al punto di farti collassare qualsiasi cosa tu abbia in intimo possesso (cuore, mente, anima) ma non hai ne le forze e ne le capacità per reagire davanti a orde di pazze scatenate. Eppure basterebbero alcuni accorgimenti tecnici per toglierti di impaccio e sopratutto (cosa importantissima) farti rispettare dal sesso femminile che a volte vanno oltre le capacità quadrimensionali di risolvere un equazione tricubica all’elevata potenza sferica.

Quello che ti spiego ora è un fatto simpatico che mi è capitato qualche tempo fa e, che se vuoi puoi mettere in pratica nel caso in cui qualche simpatica (si fa per dire) donzella abbia richiamato la sua attenzione su di te ma se la tira in una maniera che l’elastico prima o poi si romperà e ti investirà in pieno con tutte le conseguenze del caso.

Una di quelle donne che dopo che ha capito che tu provi interesse per lei, inizia a mettere in pratica tutta una serie di strategie tipicamente femminili cui l’unico scopo il più delle volte è farti uscire pazzo. Magari ti da buca all’appuntamento prestabilito oppure viene con ore di ritardo (d’altra parte per fare bene le ristrutturazioni ai palazzi gli operai ci mettono il loro tempo autoptico), ma meglio non mettere troppa carne al fuoco, dopo rischieresti di fare indigestione e non capire un tubo di quel che sto dicendo. Fai la dovuta pratica e ascolta passo passo.

Qualche anno fa durante i primitivi tempi di internet a 56k conobbi su una famosa chat una ragazza sui 35 anni che da subito provò un’aperta simpatia per me. Parlando del più e del meno vengo a sapere che è sposata da poco tempo e che secondo lei avrebbe fatto male a convolare a nozze (domanda: se lo pensava questo perchè lo ha fatto?) e mi racconta tante altre belle amenità che le donne hanno la sapienza di narrare, insomma per fartela breve decidiamo di incontrarci in un determinato giorno.

Peccato che all’appuntamento non si è presentata senza addurre alcuna motivazione plausibile, e ai miei ripetuti messaggi per sapere anzi per rincorrere una verità che non avrei mai saputo, ha imperato il vuoto assoluto. Qualche giorno dopo la rivedo sulla chat e non potendo nascondersi (magari avrebbe potuto chiudere la chat o mettersi in modalità invisibile -tipico delle donne che hanno qualcosa da nascondere- ma non lo ha fatto per fortuna) mi dice senza neanche scusarsi che aveva avuto un impegno improvviso con il marito e per farsi perdonare mi da un secondo appuntamento al quale non si ripresenta nuovamente.

Non vi sto a dire quello che ho pensato in quel momento di quella persona (meglio tacere), come non vi dico dei suoi successivi vergognosi silenzi ai messaggi che gli mandavo sul telefonino. Beh, qualche altro giorno dopo mi arriva una chiamata sul mio cellulare: era lei. Questa volta si scusa e ripete la stessa cosa della volta scorsa, ovvero che un improvviso impegno con il marito gli aveva impedito di venire togliendole però anche le sue forze di avvisare per tempo che questo sarebbe successo.

E mi fissa un terzo appuntamento. A questo punto gli dico chiaro e tondo: “Cerca di non fare come le altre due volte, se questa volta non ti presenti cerco a tutti i costi tuo marito e gli dico che mi stai importunando, quindi guarda cosa vuoi fare”. Evidentemente questo (paura eh?) ha fatto si che si presentasse finalmente a quell’appuntamento.

Non era niente male la ragazza. Non sto qui ora a descrivervi le sue caratteristiche fisiche che non è importante, l’importante è quello che era a livello mentale. Un vero disastro. Era una di quelle donne tutta fisicamente tirata, e a ogni colpo di parola sembrava che ce l’avesse solo lei e quindi l’uomo secondo lei non poteva non resistergli.

Decidiamo di andare in un bar nei dintorni (anche per mimetizzarsi alla vista di suo marito che non avrebbe gradito la visione) a parlare un po dei convenevoli di rito. Comprendo dopo un po che parliamo che nelle sue parole intravedo punte anzi un puntoni di morbida ipocrisia ipocodriaca da “casalinga disperata”, più tante altre cose dette in una maniera cosi sfacciata e volgare che mi facevano in quel preciso istante indossare i panni dell’uomo “oggetto”.

E a questo punto dentro di me scatta un moto di vera ribellione: una donna del genere andava punita, pianificai un diabolico piano. Era evidente che se fossimo andati da una parte -appartati- qualcosa sarebbe scattato (mi sono dimenticato di dirti che gli piacevo), magari non proprio sesso ma qualche toccatina qui e lì sicuramente ci sarebbe stata.

E allora gli propongo di andare da un’altra parte a fare una passeggiata. Saliamo nella sua macchina e, dopo esserci avviati in una determinata direzione lei ferma il veicolo e inizia a girare la testa verso di me. Mi guarda, mi fissa spietatamente come per dire: “Ora sei mio, dove pensi di andare?”. Io rimango fermo ad aspettare. Avevo già capito a un miglio di distanza le sue intenzioni.

Il suo viso si stava avvicinando inesorabilmente in silenzio al mio, le sue labbra (che devo ammettere erano molto belle e carnose) si stavano impattando frementi alle mie. Arrivate a pochissimi centimetri, credo che ci fosse pochissima luce di distanza e tutto era destinato a compiersi. All’improvviso tiro la testa indietro scuotendola negativamente e gli dico in modo serafico:

Non mi pare il caso, stiamo correndo troppo”. Credo che non abbia mai visto nella mia vita una serie di colori stamparsi sulla faccia di una persona. Passava dal violetto al nero intenso attraverso il rosso sangue nel giro di pochissimi momenti. Dopo essersi ripresa da questo choc traumatico di essere stata rifiutata mi dice: “Va bene, ora però è tardi e devo tornare a casa” e mi riporta nel punto preciso dove ci eravamo incontrati all’inizio senza proferire altre parole, ma credo se avesse voluto farlo mi avrebbe ucciso. 

E questo perché io mi sono comportato come fa di quasi di solito una donna in generale ma in più avevo fatto una cosa gravissima: avevo attaccato e poi distrutto il suo EGO di femmina. Avevo anche ammazzato la sua presunzione che un uomo deve sempre e comunque cadere nell’attrazione femminile. Una serie di crolli e macerie dentro di se impossibili da gestire.

Dentro di me, mi sono sentito fiero di aver fatto quel comportamento, certo se si fosse comportata differentemente e magari non era sposata ed io ero innamorato, non avrei mai posto in essere quelle cose. Tornando a casa mi arrivano una sequela di messaggi sul telefonino da parte sua pieno di insulti che per pudore non sto qui neanche a dirti il contenuto. Posso dirti che mai ne avevo ricevuti così tanti e con contenuti forti.

Ma ero contento di quello che avevo fatto e anche ora ti posso dire caro lettore di genere maschile, che non me ne sono assolutamente pentito. Quello che ti ho raccontato caro amico, non è perchè tu debba attuarlo sistematicamente con tutte le donne che ti capita di incontrare ma per cercare di pensare con la tua testa e vedere se quella femmina che hai davanti ha rispetto per te.

E non devi farti calpestare da questi esseri che nella maggior parte dei casi ti rovinano un po la vita. Tante vedono in noi solo il pisello al posto del cervello e si giustificano con questo nei loro comportamenti al di fuori di ogni ragionevole logica. Quindi mio caro amico frequenta tutte le donne che vuoi, ma sappi rendere la giusta pariglia a chi pensa di esserti superiore, e loro credimi pensano di esserlo.

Adotta i tuoi criteri per difenderti ma fallo da uomo vero, che non è quello che si può definire PUTTANIERE o uno di quelli che MALTRATTANO o VIOLENTANO (metodi schifosamente ripugnanti), ma non è neanche quello disposto a farsi mettere i piedi in testa solo perchè l’altra persona si chiama DONNA e con questo si sente autorizzata a fare di tutto.

Voi siete esseri alla pari e cosi che deve essere. Solo in questa maniera l’amore può annidarsi perfettamente e iniziare a volare. Bene, spero di rivederti ancora qui a leggere di queste storie, ma se anche non fossi uomo e invece sei donna sarò ancora più contento, nella vita come diceva qualcuno non si finisce mai di imparare. Anche nelle interazioni personali tra uomo e donna vige questa regola. Stay tuned!

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google modificata graficamente da Claudio Ventodeldeserto

Appunti di seduzione/Conquista un’uomo

Foto Appunti di seduzione

Per la donna che non deve chiedere mai.

COME CONQUISTARE UN UOMO.

E che ce bisogno di dirlo? Noi donne abbiamo sempre un grande vantaggio in confronto a questi pseudo maschietti. Intanto noi siamo misteriose, primitive e sexy, cosa aggiungere di più sull’ arte della seduzione femminile se non che è indubbiamente affascinante? Magari che siamo eternamente rompipalle, stramaledettamente complicate, non dobbiamo mai essere contraddette e costantemente alla ricerca di un uomo (possibilmente pollo) che ci protegga attraverso i suoi soldi.

La vera esperta femminile in queste cose è sempre quella che stuzzica al massimo l’ uomo prima di finire tra lenzuola(meglio se glielo fa intendere senza andarci a letto).

L’ aspetto più intrigante del flirtare è che cercando di illudere un ragazzo o un uomo, ammaliandolo, lusingandolo, fingendo come non hai fatto mai o anche solo facendogli capire che lo trovi attraente, ti sentirai a tua volta inevitabilmente favolosa e capace di rivoltarlo come un calzino.

Credetemi tutti gli uomini risponderanno a queste sollecitazioni della seduzione femminile (a meno che non sia gay) e ricambieranno le attenzioni, aprendo la strada ad una sorta di amore reciproco che è quello che pensa lui, mentre voi pensate solamente a spennarlo in tutti i sensi. Mentre tu cercherai con l’inganno di farlo sentire speciale, lui reagirà mettendo in luce il suo fascino personale e non si aspetterà che Faust in confronto a te era una vera mammoletta.

Siate sempre pronte a giocare in questa maniera, ed in qualsiasi momento. Saprete che gli state facendo vedere lucciole per lanterne nel modo giusto se la persona con cui vi trovate dimostra di essere a proprio agio è fatta, d’altra parte anche il pollo ha bisogno della sua giusta cottura.

E’ facilissimo prenderlo per il cu…ehm fondelli, anche le più inesperte non avranno problemi di alcun tipo. Si tratta della semplice combinazione di tre ingredienti: il linguaggio del corpo nella seduzione (smuoviti tutta fin che puoi), una chiacchiera sfrontata e la confidenza in modo che non possa assolutamente contraddirti, il tutto condito da una dose di buon umore e di prese in giro nei suoi confronti (ma senza farglielo capire, è tutto così sottilmente diabolico).

Ora ti dimostro nel dettaglio come devi fare:

Cerca di reggere il suo sguardo da pesce lesso che sta bollendo per qualche istante che la cottura si sta ultimando;

inizia farli perdere la brocca e mandarlo fuori carreggiata, magari parla che ami dormire nuda, questo ti fa ridurre il suo punto di cottura, lui non saprà cosa dire o fare a parte tenersi la bava che gli sta per cadere;

mettiti a fare l’oca giuliva toccandoti i tuoi capelli freschi di parrucchiere Luois David e ammira le tue scarpe Bulgari da 2000 euro al paio;

decantagli qualcosa nell’orecchio digli un segreto, magari di quella volta che hai fatto cornuta la tua migliore amica facendo sesso sfrenato col marito, incrementando così il suo arrapation time e facendolo così sentire amabilmente uomo oggetto;

se sei in un ambiente affollato, invadigli il suo spazio personale con delicatezza ma molto meglio con decisione, tanto quel che è tuo è tuo e quel che è suo è tuo, per le donne di una certa pratica consiglio di farlo depistare facendogli credere una cosa per una altra (voi siete geniali in questo);

per attirare il suo sguardo (ma non ce ne sarebbe bisogno tanto sta sbavando su di te) puoi accavallare le gambe quando sei seduta davanti a lui magari sotto neanche hai le mutande, ti garantisco che se non gli prende un “coccolone” è un vero miracolo.

e a completamento di quello che ora ti ho detto la ciliegina sulla torta (e lui è il ripieno della torta): attira l’ attenzione sulla tua bocca iniziandotela a leccare con la punta della lingua, se vuoi (ma non sei obbligata a vedere le cagate che sta facendo lui)puoi anche guardare le sue labbra così smaccatamente inesperte, alzare lo sguardo e iniziare a fare sorrisini di scherno (tanto neanche se ne accorge).

Se hai imparato (anche se non ci sarebbe bisogno, il tuo è talento naturale) queste tecniche di abbindolamento femminile il mondo maschile è ai tuoi piedi senza possibilità di scampo.

Fare queste cose dà però dipendenza e quando diventi esperta, o comunque brava, sarà facile cadere nella tentazione di farlo sempre. Ma a questo punto punto devi mettere in campo una delle tue grande doti che la natura ci ha dato a noi donne: selezionare la razza maschile. Sedurre il marito della tua migliore amica (come ho detto sopra), con il tuo capo è l’ideale, la massima perfezione dell’assoluto, in fondo un bravo ragazzo o uomo che ti sa solo rispettare cosa potrebbero darti? Al massimo tonnellate di noia e abitudine. Essere donna e sedurre è un ottimo modo per mettere a segno varie conquiste in modo poi che sia un motivo di vanto quando vi vedrete con quelle sfigate delle vostre amiche, ed è anche un modo per scoprire che quell’uomo che lo state fintamente sentire straordinario è veramente interessante da spennare o meno. Per il suo interesse verso di voi è scontato, è come sparare sulla croce rossa.

Essere così femminili suscita allegria, euforia e buon umore in una pseudo mascherata relazione. Sarete sempre orgogliose di voi e vi farete riconoscere da tutti (ma proprio da tutti). Ogni essere umano ha una propria personalità e un proprio modo di conquistare un uomo (più o meno standard) e prenderlo letteralmente per i fondelli, e tutte le femminucce dovrebbero farlo subito, noi siamo il mondo dominante.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google modificata graficamente da Claudio Ventodeldeserto

Post Mortem

Stefano Cucchi

Nella foto Google: Stefano CUCCHI

Toc toc? Permesso? Cercavo l’ingiustizia e l’ho trovata. A chi mi devo rivolgere affinchè questo scempio anti democratico finisca? Alle voci vuote? Ai silenzi delle coscienze civili? Quanta merda dovrà ancora essere spalata? Qualcuno ha cancellato dal vocabolario la parola scusarsi? Quante altre vergogne dovranno ancora passare? Quanta rabbia sotto i fiumi dovrà defluire e quanti rami dovremo mettere per arginare questo schifo? Ho trovato un cumulo di terra, sotto c’era seppellita la giustizia.

Mi vergogno di essere italiano.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

La poesia della provocazione

La poesia del corvo

Ovvero: 

La poesia del corvo imbastitore di asole (dove per asole si intende togliere la A iniziale e rimane la frase sole che in dialetto romanesco significa fregature)

Introduzione a cura dell’autore del brano:

Quello che segue è un brano un po’ particolare: è l’ultimo in ordine di tempo da me composto nell’ambito della scuola di scrittura Roberto Agostini e che doveva servire come esercizio da proporre per la prossima sessione, che però non vedrà il sottoscritto della partita. Infatti come qualcuno avrà avuto modo di leggere attraverso la pagina di facebook del ritrovato “cafè poetico letterario” ho deciso di abbandonare detto corso in maniera irrevocabile causa forti contrasti con l’insegnante didattico che hanno poi portato lo stesso a velate critiche offensive attraverso la propria pagina di facebook. Questo brano doveva essere poi letto non prima di essere stato diverse volte votato sia da facebook e sia tramite per alzata di mano dei corsisti. E magari detto brano mandato via mail al tutor della scuola ed essere sottoposto a “pulitura” come è avvenuto per “Specchi riflessi” (un racconto tra i più tribolati mai scritti), tutto bene ma, peccato che era una provocazione.

Infatti avevo pensato di scrivere una poesia (tema previsto come esercitazione) scopiazzando uno dei tanti brani che scrisse il grande poeta dialettale Carlo Alberto Sallustri in arte Trilussa. Quel che ne è venuto fuori è quello che vedete sotto. Un testo in italiano ripulito, con qualche frase cambiata, le metriche distrutte e fatte a pezzi e con un appendice alla fine che si rifà alla famosa sinfonia nr.45 (cd. sinfonia degli addii)  del compositore austriaco Franz Joseph Haydn del 1772. Questo per l’appunto per fare una provocazione a chi dirige quella scuola e fargli fare una magra figura davanti a tutti dopo avermi massacrato (sempre davanti a quei tutti) nella sessione del corso del 26 febbraio scorso dove ero stato rimproverato di non aver giocato facendo competizione sportiva per essermi rifiutato di far votare per l’ennesima volta il racconto “Specchi riflessi” pur sottoponendola a lettura didattica. Questo poi ha dato vita a delle considerazione del Sig.Agostini sulla sua pagina di facebook del tutto fuori luogo a cui ho risposto attraverso la pagina del cafè (e mi scuso di averlo fatto, ma davanti alle infamie non sto zitto), prendendo poi dopo le sue ultime dichiarazioni la decisione di abbandonare la scuola e quindi la contestuale rinuncia a presentare questa composizione  che invece propongo qui con il brano comparato originale di Trilussa e una foto realizzata personalmente che canzona (con un piccolo corvo appoggiato sull’indice della mia mano disegnato a mano dall’amico Davide Licciardi, fotografo della foto di “Specchi riflessi”, e poi da me foto-montato) la famosa foto che ritrae di profilo Eugenio Montale con l’upupa nella famosa sua poesia (foto che appare tra l’altro nell’ultima dispensa inviata dal suddetto tutor e che quindi era un potenziale spunto). Il messaggio è chiaro: non si può essere maestri altisonanti se si trascurano certi particolari. Buona lettura a tutti e mi raccomando che quando si compone o un racconto, romanzo, poesia e quant’altro non si copia mai, neanche facendo ristrutturazione. Quella lasciamola ai tromboni della letteratura che ci stanno portando indietro nel tempo oltre il medioevo….

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La poesia del corvo imbastitore di asole

Mentre se ne sta andando l’ultima stella

e diventa più pallida la luna

c’è un piccolo corvo che si mette a beccare

tutte le rose sulla finestra della mia casa:

si nasconde tra i rami delle piante,

agita freneticamente la testa, si rinfresca con la rugiada e inizia a parlare.

 

L’altra mattina scendendo dal mio letto

mi venne l’idea di vederlo più da vicino,

ma il piccolo corvo che aveva capito le mie intenzioni

sbatté forte le ali e scappo riparandosi sopra il tetto.

-Ma cosa fai matto!- gli dissi

-Io non voglio prenderti mica- E per fargli vedere la mia buona volontà gli gettai due pezzi di mollica.

 

-Guarda che lo avevo capito- rispose nervoso allora il piccolo corvo che ritorno in basso, entro in casa dalla finestra e si appoggiò sul mio dito indice per esprimere chiaro e forte il suo concetto;

-Il problema non è che non mi fidi di te che invece sei persona onesta, lo so che non mi faresti mai del male, e so che mai e poi mai mi rinchiuderesti dentro una gabbia:

ma tu però sei un poeta, e la mia paura è che temo che tu mi possa mettere in una poesia.

 

E’ un bel pezzo che mi hai stancato con questi tuoi versi dedicati agli uccelli!

Per te loro sono buoni solo a cinguettare e a fare i rumori più strani. Onestamente ti pare giusto tutto questo?

Perché farci passare come stupidi senza capire neanche una parola da quello che esce dalle nostre bocche?

Nove volte su dieci la nostra voce che secondo te rallegra l’anima o il cuore o uno stridio straziante

non rappresenta per niente un canto d’amore, oppure un inno al sole, o un lamento della nostra indole.

 

No tutto questo significa avere la soddisfazione

di aver dato atto alla tua avida prossima remunerazione.

(contro tutte le ipocrisie delle conversazioni dei pseudo poeti)

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Post scriptum:

Nel culmine di un’ariosa e fluttuante sinfonia musicale, gli orchestrali smisero improvvisamente di suonare a turno, poi si alzarono e  uscirono dalla sala in perfetta fila indiana. Il direttore d’orchestra rimasto a quel punto da solo, fissò il vuoto di quella profondità angolare del tutto vuota per qualche istante, e raccolse tutti i spartiti. Usci anche lui, chiuse la porta e se ne andò via per sempre….

Questo invece l’originale:

POESIA DI TRILUSSA

 Claudio Ventodeldeserto

A San Valentino ditelo con un….

A SAN VALENTINO DITELO CON UN...

Notizia ANSIA/ROTTER: 

L’idea più osé arriva da un ristorante di Torotoro, in Canadese, che per San Valentino offre ai suoi clienti la possibilità di scannarsi con libere scazzottate nelle toilette dopo l’utilizzo multiplo di avventori afflitti da sciolta intestinale; ma per chi fosse in cerca di emozioni comunque forti ci sono occasioni da brivido anche in Itavia, a Geno và per esempio, dove l’Acquario propone una cena a lume di candela dentro la vasca degli squali accompagnati da pacifici piranha. O vicino a Atea, dove si può godere di un intero ‘weekend di paura’ nel castello di Nonapritequellatazza dove Hannibal The Cannibal affamato da giorni vi preparerà un lauto pranzetto a base di voi stessi.

Di tutto di più, purché si faccia in tre ma anche quattro e cinque. Spunti e occasioni non mancano, così come i suggerimenti che arrivano da ogni dove, con un bombardamento di iniziative serie o curiose, spesso strampalate, ma certo per tutte le tasche e per tutte le età come quella del noleggio dell’amante a ore che per pochi euro l’ora (circa 5.000) siano indistintamente uomo o donna o multiplo di 2, allieteranno dolci momenti mentre il vostro partner sta guardando un favoloso ornitorinco del Guatemala.

La festa si può onorare con una visita a un museo delle cere dove in coppia si paga un solo biglietto di 10.000 euro(lo sappiamo é troppo ma volete metterci insieme l’iniziativa”Innamorati dell’Arte”, la campagna lanciata dal ministero dei beni Instabili che vale anche per monumenti e siti archeologici?) o con una serata alla sala del pronto soccorso (a Milano al S.Raffaello c’é il Don Giovanni Affollato di Mozart che ha fatto diventare lo stesso Mozart più Verdi di Mascagni) o ancora con una giornata nella romanticissima Pandora, che per l’occasione trasforma il suo centro storico in una piccionaia dell’amore, dove allegri piccioni stitici purgati al momento rallegreranno gli astanti con flauto lenze indimenticabili e imperdibili. Per i roma antichi contagiati da Federico Moccio c’é un raduno di piazza direzione Ponte Silvio dove tutti insieme si incateneranno onde cacciar via il pedante scribacchino, poi si va a  Perugia, dove si và a mangiare i tradizionali cioccolatini scaduti  il 14 Febbraio 1865 e a trovare una delle celebri frasi d’amore scritte da Garibaldi insieme a tante altre coppie, su un cartiglio lungo 15.200 metri con deviazione sulla Salento-Reggio fuori Calabria.

Per quelli più tradizionali e pallosi ci sono i litigi sulle nevi, come a Breil Cervoaprimavera, dove vengono propongono una cena al lume di candela seguita da una suggestiva discesa in slitta al chiaro di luna. Inutile dirlo alla fine del dirupo si salta nel vuoto per 20 km ma questo è un dettaglio senza alcuna importanza Anche Cortino organizza affascinanti passeggiate con le racchette da tennis  tra i boschi pieni di lupi affamati e incazzati e i prati innevati da un bel marrone chiaro. Ma c’é anche molto altro: per chi non può fare a meno del thriller la ‘cena con delitto’ organizzata da un albergo a Seriale, a pochi chilometri da Senigallinaccio per la sera del 13 dove avrete finalmente la possibilità di togliervi dai zebedei la lui o la lei di turno in modo che possa farvi esclamare:”Oooohhh ora si ragiona”.

Niente di più Roma Antico delle storie di cappotto e spadino: nel comune di Monte Superiore al Centauro nelle Marchette, propongono una full immersion di due giorni durante i quali, oltre a pasti tipici del periodo prozaico il tutto alla modesta cifra di 15.000 euro vini esclusi, rivivrete le emozioni di sentirvi un vero “So tutto un tajio” disciplina che oltre ad avere benefici tonificanti sul fisico, assicurano gli organizzatori, permette di raggiungere la pace interiore per sempre.

Per le donne invece c’è l’immancabile l’appuntamento dedicato a Giacomo Casanova Siffredi, la proposta viene dal Castello di Spessa di Batacchio, raffinata residenza d’epoca, dove si può trascorrere una giornata o l’intero week end pasteggiando nei saloni dove l’avventuriero Rocco con il suo settecentesco patocco trascorreva le sue giornate dedicandosi al lecchinaggio, alla spalmatura d’olio sui fondoschiena alla musica hard rock sbrokk. Per chi è disposto a viaggiare, poi, magari con un prime minute, ci sono le capitali mondiali, sempre romantiche come le follie di Baghdad , dove si può prenotare un giro nei quartieri sciiti senza possibilità di ritorno o un volo di 25 minuti sopra qualche mina non volutamente urtata. Ma tra le tante proposte ci sono anche quelle ‘a risparmio’ che sono le più belle e vantaggiose specialmente per un vero arricchimento dell’anima, ovvero starsene a casa senza seguire le mode del momento e ricordarsi che non è San Valentino il momento del vero amore, ma ogni momento del tempo che trascorriamo nella nostra vita e che si chiamano: anno,mesi,giorni,minuti,secondi.

Foto con modifica grafica e testo inedito del 10.02.2010: Claudio Ventodeldeserto

Con le donne piove sempre sul bagnato

DONNE

 

Se il buongiorno si vede dal mattino, figuriamoci la sera. Mi alzo di mattina presto per andare a fare un esame medico di non poco conto. Si tratta di una biopsia prostatica-rettale eco guidata, che consiste a farsi infilare una sonda del culetto e dopo un iniezione di anestetico farsi sparare ben 13 pistolettate a salve per prelevare campioni di tessuto che dovrà essere esaminato (con referto dopo circa 10 giorni). Che dire niente male, peccato che l’esame in per se stesso non è stato nulla al confronto di qualche ora prima quando mi sono recato all’accettazione per pagare il ticket, un bell’anestetico di oltre 100 euro, altro che farsi infilare una sonda nel culo, farsi alleggerire di un bel po’ di euro di prima mattina è sempre salutare, alleggerisce la persona e ti tiene la mente perennemente in continuo incazzamento così ti dimentichi le altre problematiche. Ma dopo questo salasso la gioia di essere visitato da una dottoressa (ah questo sesso debole che non ricopre sufficienti incarichi) che come prima cosa e per tutto l’esame mi chiama con il cognome: CARNEVALI invece come si dovrebbe convenire con il Signor che anticipa il cognome che mi ricordava tanto la maestra delle elementari che mi castigava un per semper. CARNEVALI qui, CARNEVALI là, CARNEVALI chi l’ha mandata qui? Vuoi mettere essere visitato da donne del genere che sarei curioso di sapere se a casa col marito quando fanno sesso da le stesse disposizioni. A tratti mi sembrava come il noto social network scagazzabook che ti chiede come va, o come stai. Afona, senza quello spirito umano, fredda calcolatrice con quella voce stridula da cornacchia svolazzante. Dopo gli accertamenti di esame tornandomene a casa riflettevo su queste donne che fanno questo lavoro e dintorni, chissà a quanti faranno cadere le palle, beh sono stato fortunato che non era una psicologa sennò veramente mi toccava emigrare nel Katanga. Ah, ovviamente quando mi hanno salassato alla accettazione era una gentil impiegata che mi comunicava( come se si disponessero euri come noccioline)il prezzo da pagare, con fare di impiegata che fa bene il suo compitino. Chissà se lo stesso lo fa bene con il suo uomo o suo marito. Con questa arietta con la puzza sotto il naso e magari sono di quelle che dicono che gli uomini sono tutti uguali, le donne invece no, scassano a scalare ogni volta che non te lo aspetti. E per finire la giornata, vado a comperare due cosette per casa nel sottostante supermercato sotto casa dove mi servo abitualmente, beh alla cassa c’era una donna alla quale avevo detto di aver dimenticato la tesserina punti, e allora lei con aria ingenua: “Se vuole ce la tessera card per senior, lei ha più di 65 anni?” . Gentilmente facevo notare che li farò eventualmente tra 10 anni, la poverina si scusava poi facendo finta di essere imbarazzata. Scuse accettate ma la prossima volta azioniamo il neurone please e magari anche il campo visivo.Beh che volete che vi dica questa è la donna, e credo che per oggi me starò rintanato dentro casa, cosi almeno mi preservo da altri corpi contundenti femminili a parte la mia donna che però è tutta un’altra dimensione. Si salvi chi può da queste sciagurate.

Foto modificata da originale Google e testo: Claudio Ventodeldeserto