Dimopiten Teone rap

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Nota introduttiva da parte dell’autore: un paese vero, della gente vera in uno squallido sodalizio senza fine.

Esci di qui, entra di là, batti i piedi a quaraqquaqquà. 

Piega di sotto, inclina di sopra le magagn si vuol che si scopra.

Fuma a destra e fuma a sinistra gira la telecamera sulla finestra.

Un passo di qui e uno di la e poi come niente ti trovi nel bar sbadatamente.

Sigaretta davanti e poi di fronte attenti alla madama nera come camaleonte.

Un minuto di qui un’altro di la è tutto quanto un gioco, ne hai sparate di balle pressapoco.

Dai che tra poco è mattino timbrami un po il mio cartellino che tra mezz’ora mentre cazzeggio,  mi giro i pollici e me ne vado a passeggio.

E mentre penso a come ti ho fottuto, un indice medio e ti saluto.

Testo: Claudio Carnevali

Foto: Google

 

 

Cetriama (ode al terzo risveglio)

Nota introduttiva dell’autore: poesia dedicata al terzo anniversario del terremoto di Amatrice (RI) dove vi furono oltre 200 morti.

Torneremo a respirare il mare,

a definire sguardi alla montagna.

Percorreremo di nuovo i ciottoli di questo posto

dove un panorama riesce a tagliare come un diamante.

 

Andremo in botteghe dove

ci si potrà isolare in forti pensieri trascendentali

e fermeremo l’oblio del tempo cavalcando la forte

presenza dell’anima.

 

Non andremo mai più via da questa casa un tempo distrutta, da 

questa terra dove siamo nati, questa terra punto di arrivo

e non di partenza.

Tuttavia mi sento stanco di tutto questo aspettare lottando

nei terreni ancora impervi, laggiù dove si innalza un fosso

proprio davanti alla grandezza.

 

Mi fermerò quindi ad attendere rituali canti gregoriani

in attesa di intraprendere la via indicata dal destino.

La strada maestra sta facendo nuovamente parlare di se.

 

Testo: Claudio Carnevali

Foto: Google (modificata graficamente da Claudio Carnevali)

 

Vuoti sovrapposti

Vuoti sovrapposti

Giorni di delusione e di rabbia amara,
di tradimenti inaspettati e di muri innalzati in silenzio.
Giorni di ipocriti silenzi
e di fragilità che va a brandelli.

L’anima che si contorce e non da risposte,
il cielo che si chiude gocciolando sangue.
Gente che vergognosamente si eclissa
e non da nessun segnale,
gli eventi sfortunati che si incastrano tra loro.

Presenza che diventa assenza,
un suono sordo che non è la voce
ma ingiusta coerenza che alza tende orizzontali
di ondulatorie frustrazioni.

Un’ Implosione dopo l’altra,
le catene si sconnettono deviando
quel poco che rimane di quell’accenno di gioia,
tutto tace al meriggio.

Testo e foto: Claudio Ventodeldeserto Carnevali

45

45

45 rintocchi assordanti di silenzio,

45 omissioni,

45 depistaggi,

45 volte quei 53 minuti.

45 muri innalzati a noi

45 cadute di Pinelli

45 circostanze di morte per Calabresi.

45 pianti uno ogni anno per ogni mese, per ogni giorno per ogni minuto

per ogni secondo, per ogni attimo.

45 sofferenze,

45 depistaggi di stato, di servizi segreti, di brigate rosse.

45 urli dissolti nei tribunali,

45 menzogne nella tensione,

45 fantasmi della verità,

45 frasi che formano una sola catena:

“45 anni senza un vero colpevole”.

 TARGA RICORDO CADUTI_PIAZZA FONTANA MILANO

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto sopra il post: da un idea di Claudio Ventodeldeserto e Davide Licciardi

realizzazione di Davide Licciardi

nella foto: Claudio Ventodeldeserto;

Foto sotto il post: tratta da Google

Post Mortem

Stefano Cucchi

Nella foto Google: Stefano CUCCHI

Toc toc? Permesso? Cercavo l’ingiustizia e l’ho trovata. A chi mi devo rivolgere affinchè questo scempio anti democratico finisca? Alle voci vuote? Ai silenzi delle coscienze civili? Quanta merda dovrà ancora essere spalata? Qualcuno ha cancellato dal vocabolario la parola scusarsi? Quante altre vergogne dovranno ancora passare? Quanta rabbia sotto i fiumi dovrà defluire e quanti rami dovremo mettere per arginare questo schifo? Ho trovato un cumulo di terra, sotto c’era seppellita la giustizia.

Mi vergogno di essere italiano.

Testo: Claudio Ventodeldeserto