Ritorno da qui…

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Nota introduttiva da parte dell’autore del brano in essere:

Tornare a scrivere dopo oltre un’anno non è una di quelle cose come bere ad esempio un semplice bicchiere d’acqua, o farsi una passeggiata salutare. E’ invece come essere in missione. Dura, impegnativa. A volte la mente gira come tornelli impazziti che alla fine si sbloccano e ti sbarrano la strada inesorabile. Si cercano altre strade e a volte diversi percorsi. Non sempre è facile.

Nel silenzio di ogni mattina è una guerra interiore tra il fare e il dissolvere. Un’amore ossessivo per la scrittura e poi un odio sviscerale per essa. Poi mi sono accorto spulciando nel mio archivio delle tante opere prodotte e una ha attirato la mia attenzione. Si chiama:” Ricomincio da qui” e parla proprio di una situazione analoga a questa. Dopo aver smesso per diverso tempo di scrivere sono ritornato a pubblicare con un testo che era una vera apertura ottimistica al ritornare in campo.

Con le parole e i suoi sensi. Le sue dolcezze, le amarezze. La ricerca intensa dell’essere. Ora la ripropongo in versione restaurata sperando che a differenza di allora porti un po più di costanza (ma i momenti di vuoto per un autore sono sempre in agguato). Il mio sogno è di essere qualcuno. Io ancora ci spero.

Claudio Ventodeldeserto da ora non ce più ma sarà sempre eterno in ogni pezzo che in questo blog nascerà…

Claudio Carnevali

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Ritorno adesso, in questo luogo, a scrivere cose che si sono smarrite. A commuovermi di nuovo su questa cadenza di versi. Rilanciare con difficoltà, ma tenere dritta la via, provarci per non essere il nulla. A cullarmi di emozioni, nella ripetizioni delle frasi, in questo spazio inchiodato dalla vivida realtà, triste e sfuggente. Rivedere finalmente il sole del sorriso, per muoversi teneramente come  nuvole musicali.

Il tempo incalzerà di nuovo nel ritmo frenetico della fantasia, sempre ancora più libero e consapevole di nuove scommesse. Ogni luogo temporale rivedrà la sua luce, e ogni anima avrà la sua onesta dignità che gli spetta. I sogni canteranno aria. Le striature celesti fioriranno d’immenso.

Grande, immenso come un abbraccio, come una carezza. Un cuore pulsante aspetta solo di essere amato in silenzio.

Si cercherà di plasmare amicizie e valori, più forti e solide. Forti speranze. Abbatteremo ingiustizie e ostacoli. La voce estremamente limpida risuonerà campane di vera libertà. Strade lunghe ma che spianano, vanitose al mare infinito, oltre le righe immaginarie, angeli inaspettati senza ali abbracciano passionalmente le frasi che concluderanno l’alba del silenzio.

Ritorno da qui. 

Testo: Claudio Carnevali (del 7.11.2016)-1

Foto: Google

1-Su rifacimento di un testo poetico di Claudio Carnevali Ventodeldeserto “Ritorno qui” del 19.03.2008

Schiavo-Suite della pseudo rabbia

Schiavo-Suite della pseudo rabbia

Non sopporto più il rumore dell’ovvio
e neanche quello della giustificazione a tutti i costi;
urla e parole che si sovrappongono su idee vuote,
mille e più memorie che si scollegano simultanee,
creano un sistema che a tutti va bene,
ma che io non sopporto più.

Tutti allineati e schiavi del potere sociale ed economico,
delle file burocratiche, dei ladri politici salvati dai simili,
silenti e complici davanti alle barbarie della vita,
saccenti inutili, vergognosamente disumani.

Filosofi del nulla, gente arida che non sa più cosa significa
amare o abbracciare la vera amicizia,
persone cattive, insofferenti, branco di animali
senza più nessuna dignità, senza più punti di riferimento.

Corrotti fino all’anima,
criminali per diletto,
affondano nella guerra tra poveri
l’uso dell’arroganza inizio di forza demenziale
priva di ogni intelletto.

L’immane sotto acculturazione
che dilaga inarrestabile senza nessuno che possa arginare ciò, senza nessuno che sappia costruire vere strade solide del futuro che possa avviare una politica legalitaria e onesta.

Non mi indigno più,no,
sono oramai un automa
senza comandi, senza fili
la rabbia seppellita,rassegnata,
spingo via le parole al di là
di questo fragile deserto di anime.

Testo e foto modificata graficamente: Claudio Ventodeldeserto Carnevali

Vuoti sovrapposti

Vuoti sovrapposti

Giorni di delusione e di rabbia amara,
di tradimenti inaspettati e di muri innalzati in silenzio.
Giorni di ipocriti silenzi
e di fragilità che va a brandelli.

L’anima che si contorce e non da risposte,
il cielo che si chiude gocciolando sangue.
Gente che vergognosamente si eclissa
e non da nessun segnale,
gli eventi sfortunati che si incastrano tra loro.

Presenza che diventa assenza,
un suono sordo che non è la voce
ma ingiusta coerenza che alza tende orizzontali
di ondulatorie frustrazioni.

Un’ Implosione dopo l’altra,
le catene si sconnettono deviando
quel poco che rimane di quell’accenno di gioia,
tutto tace al meriggio.

Testo e foto: Claudio Ventodeldeserto Carnevali

Lasciarsi andare per non morire (redit)

Lasciarsi andare per non morire (redit)

Soffi di brividi percorrono l’anima dentro un bacio bruciato. Le sensazioni perforano la dolcezza. Donano un  sorriso, l’immenso amore che era rimasto sopito e impolverato, come un vecchio oggetto riposto in un solaio abbandonato.

Lasciarsi rapire e conquistare, lasciarsi andare. Vivere tutto il momento. Sciogliersi e abbandonarsi. Piacere che non finisce mai…istanti indelebili per sempre.

Conquistare la solitudine e fare proprio il tempo, abbracciare e amare. Far volare il cuore.

Non c’è ingiustizia né ipocrisia, ma solo rispetto, verità…passione vera, ritmo cronologicamente vero.

Le labbra che sfiorano i colori, i corpi che toccano l’orizzonte,

penetrarsi dolcemente rifiutando definitivamente le paure..amare..finalmente.

Senza drammi al naturale, essere se stessi. Raccontarsi..appartenersi, il sogno che si materializza diventa noi.

Senza tempo, con le mani che si stringono frenetiche, la pelle si inturgidisce di peccato…

Trionfo della tenerezza, del peccato voluto della dolcezza, della tua morbida realtà.

Tu seta, e cammino della mia vita.

Tu pianto della mia anima. Trasciniamo via le nostre fragilità e scateniamo il nostro uragano.

Lasciarsi andare sopra le onda infrangibili, senza pentimenti, con la gioia di voler riprovarci di nuovo a mente fredda.

Leggere nei tuoi occhi stanchi e felici  la tua grazia che scrive nel mio cuore.

Femminilità armoniosa e signorile, tesoro inestimabile del mio amore.

Parleremo di futuri incerti ma ora molto meno tristi.

 Ti pregherò amore mio di non abbandonarmi mai, questo desiderio mi divora ogni giorno che passa.

Non voglio che questo amore finisca come terra arida…

La vita è ingiusta, fa vincere i drammi, e mai le belle verità.

Devi apparire finalmente, mio angelo… è tanto che ti aspetto…non voglio morire così.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Ciprian Strugariu da Google

Appunti ribelli ovvero scelta per amore

APPUNTI RIBELLI SCELTA PER AMORE

Il 28 giugno 1978 ci conoscemmo in una piccola discoteca dal nome “Villaggio della Fonte”. Galeotta fu la canzone di Battisti “Una donna per amico” che ballammo insieme e da quel giorno non ci lasciammo più ….
Il 7 Aprile del 1979 ci sposammo, io poco più che diciottenne e tu amore poco più che ventenne … Oggi ricorre il nostro trentacinquesimo anniversario di matrimonio, abbiamo avuto una vita bella, ricca di amore, due figli meravigliosi e conosciuto sul nostro cammino tante persone speciali che ci hanno voluto bene ed a cui abbiamo voluto bene ed ancora è così. Abbiamo superato montagne, sovrastato calmi mari sempre insieme, nelle avversità che abbiamo incontrato abbiamo lottato uniti come guerrieri e sempre vinto. Ora da un anno e qualche mese un grosso ostacolo si è ripresentato, ti sei ammalato di sla, quindi nuovamente è mutato il nostro cammino, e in questo nuovo percorso continueremo a camminare insieme imparando un diverso modo di vivere la vita, il nostro amore non verrà meno anzi sarà rinforzato da questa prova. Anche in questo frangente abbiamo trovato tante persone che ci sono vicine e ci vogliono bene, i nostri figli coi loro compagni di vita, Debora un angelo mandato da Dio la mia e la tua famiglia e tutti ma proprio tutti amici vecchi e nuovi che ci danno forza e voglia di vivere. Mi è stata detta una cosa meravigliosa da Debora, visto che stamattina ero contenta ma anche triste ed è una verità assoluta, che il più bel regalo che ho ricevuto per il nostro anniversario è il Tempo, si altro tempo per stare con te amore, mentre pochi mesi fa sembrava stesse per finire …. ma la vita e Dio ci hanno fatto questo dono mi riprometto di usarlo al meglio. Ti amo e ti amerò sempre ed oltre il sempre. Grazie amore per avermi scelto!

 

Immagine:Google

Testo: Lorenza Biga

Appunti di seduzione 2-Per l’uomo che a volte deve chiedere/Come distruggere l’ego di una donna

FOTO APPUNTI DI SEDUZIONE 2

Piccola premessa per i lettori di genere maschile che avranno la sventura di leggere questi simpatici versi che seguiranno. Questo non è uno di quei manuali che si aggirano per la rete o per le librerie che dispensano consigli per cercarvi di farvi fare una delle cose più complicate in assoluto nella vita: ovvero come conquistare il cuore di una donna senza avere problemi. Il che è effettivamente una parola grossa. Potreste sicuramente avere meno danni se foste colpiti dalla peste bubbonica. Oppure sarebbe meno caotico per voi è vincere al superenalotto.

Diciamo che quello che vedrete scritto è una summa di esperienze più o meno divertenti che mi sono capitate nella mia vita di relazioni con il genere femminile. Diciamocelo chiaramente, non è che nel tuo quotidiano ti possa capitare di affrontare una tigre appena scappata dalla savana e che per puro caso si trova a incrociare il tuo cammino, ma con la donna ci devi andare abbastanza cauto, sennò il paragone con la tigre credimi potrebbe essere del tutto riduttivo e rimpiangeresti una tua eventuale collisione con il felino di cui prima.

Dovresti sapere che il genere femminile (e lo dovresti intuire perfettamente da come si veste) fa qualsiasi cosa per piacere e per per attrarre e questo l’uomo lo sa bene, e sai anche dei suoi comportamenti che posso arrivare fino al punto di farti collassare qualsiasi cosa tu abbia in intimo possesso (cuore, mente, anima) ma non hai ne le forze e ne le capacità per reagire davanti a orde di pazze scatenate. Eppure basterebbero alcuni accorgimenti tecnici per toglierti di impaccio e sopratutto (cosa importantissima) farti rispettare dal sesso femminile che a volte vanno oltre le capacità quadrimensionali di risolvere un equazione tricubica all’elevata potenza sferica.

Quello che ti spiego ora è un fatto simpatico che mi è capitato qualche tempo fa e, che se vuoi puoi mettere in pratica nel caso in cui qualche simpatica (si fa per dire) donzella abbia richiamato la sua attenzione su di te ma se la tira in una maniera che l’elastico prima o poi si romperà e ti investirà in pieno con tutte le conseguenze del caso.

Una di quelle donne che dopo che ha capito che tu provi interesse per lei, inizia a mettere in pratica tutta una serie di strategie tipicamente femminili cui l’unico scopo il più delle volte è farti uscire pazzo. Magari ti da buca all’appuntamento prestabilito oppure viene con ore di ritardo (d’altra parte per fare bene le ristrutturazioni ai palazzi gli operai ci mettono il loro tempo autoptico), ma meglio non mettere troppa carne al fuoco, dopo rischieresti di fare indigestione e non capire un tubo di quel che sto dicendo. Fai la dovuta pratica e ascolta passo passo.

Qualche anno fa durante i primitivi tempi di internet a 56k conobbi su una famosa chat una ragazza sui 35 anni che da subito provò un’aperta simpatia per me. Parlando del più e del meno vengo a sapere che è sposata da poco tempo e che secondo lei avrebbe fatto male a convolare a nozze (domanda: se lo pensava questo perchè lo ha fatto?) e mi racconta tante altre belle amenità che le donne hanno la sapienza di narrare, insomma per fartela breve decidiamo di incontrarci in un determinato giorno.

Peccato che all’appuntamento non si è presentata senza addurre alcuna motivazione plausibile, e ai miei ripetuti messaggi per sapere anzi per rincorrere una verità che non avrei mai saputo, ha imperato il vuoto assoluto. Qualche giorno dopo la rivedo sulla chat e non potendo nascondersi (magari avrebbe potuto chiudere la chat o mettersi in modalità invisibile -tipico delle donne che hanno qualcosa da nascondere- ma non lo ha fatto per fortuna) mi dice senza neanche scusarsi che aveva avuto un impegno improvviso con il marito e per farsi perdonare mi da un secondo appuntamento al quale non si ripresenta nuovamente.

Non vi sto a dire quello che ho pensato in quel momento di quella persona (meglio tacere), come non vi dico dei suoi successivi vergognosi silenzi ai messaggi che gli mandavo sul telefonino. Beh, qualche altro giorno dopo mi arriva una chiamata sul mio cellulare: era lei. Questa volta si scusa e ripete la stessa cosa della volta scorsa, ovvero che un improvviso impegno con il marito gli aveva impedito di venire togliendole però anche le sue forze di avvisare per tempo che questo sarebbe successo.

E mi fissa un terzo appuntamento. A questo punto gli dico chiaro e tondo: “Cerca di non fare come le altre due volte, se questa volta non ti presenti cerco a tutti i costi tuo marito e gli dico che mi stai importunando, quindi guarda cosa vuoi fare”. Evidentemente questo (paura eh?) ha fatto si che si presentasse finalmente a quell’appuntamento.

Non era niente male la ragazza. Non sto qui ora a descrivervi le sue caratteristiche fisiche che non è importante, l’importante è quello che era a livello mentale. Un vero disastro. Era una di quelle donne tutta fisicamente tirata, e a ogni colpo di parola sembrava che ce l’avesse solo lei e quindi l’uomo secondo lei non poteva non resistergli.

Decidiamo di andare in un bar nei dintorni (anche per mimetizzarsi alla vista di suo marito che non avrebbe gradito la visione) a parlare un po dei convenevoli di rito. Comprendo dopo un po che parliamo che nelle sue parole intravedo punte anzi un puntoni di morbida ipocrisia ipocodriaca da “casalinga disperata”, più tante altre cose dette in una maniera cosi sfacciata e volgare che mi facevano in quel preciso istante indossare i panni dell’uomo “oggetto”.

E a questo punto dentro di me scatta un moto di vera ribellione: una donna del genere andava punita, pianificai un diabolico piano. Era evidente che se fossimo andati da una parte -appartati- qualcosa sarebbe scattato (mi sono dimenticato di dirti che gli piacevo), magari non proprio sesso ma qualche toccatina qui e lì sicuramente ci sarebbe stata.

E allora gli propongo di andare da un’altra parte a fare una passeggiata. Saliamo nella sua macchina e, dopo esserci avviati in una determinata direzione lei ferma il veicolo e inizia a girare la testa verso di me. Mi guarda, mi fissa spietatamente come per dire: “Ora sei mio, dove pensi di andare?”. Io rimango fermo ad aspettare. Avevo già capito a un miglio di distanza le sue intenzioni.

Il suo viso si stava avvicinando inesorabilmente in silenzio al mio, le sue labbra (che devo ammettere erano molto belle e carnose) si stavano impattando frementi alle mie. Arrivate a pochissimi centimetri, credo che ci fosse pochissima luce di distanza e tutto era destinato a compiersi. All’improvviso tiro la testa indietro scuotendola negativamente e gli dico in modo serafico:

Non mi pare il caso, stiamo correndo troppo”. Credo che non abbia mai visto nella mia vita una serie di colori stamparsi sulla faccia di una persona. Passava dal violetto al nero intenso attraverso il rosso sangue nel giro di pochissimi momenti. Dopo essersi ripresa da questo choc traumatico di essere stata rifiutata mi dice: “Va bene, ora però è tardi e devo tornare a casa” e mi riporta nel punto preciso dove ci eravamo incontrati all’inizio senza proferire altre parole, ma credo se avesse voluto farlo mi avrebbe ucciso. 

E questo perché io mi sono comportato come fa di quasi di solito una donna in generale ma in più avevo fatto una cosa gravissima: avevo attaccato e poi distrutto il suo EGO di femmina. Avevo anche ammazzato la sua presunzione che un uomo deve sempre e comunque cadere nell’attrazione femminile. Una serie di crolli e macerie dentro di se impossibili da gestire.

Dentro di me, mi sono sentito fiero di aver fatto quel comportamento, certo se si fosse comportata differentemente e magari non era sposata ed io ero innamorato, non avrei mai posto in essere quelle cose. Tornando a casa mi arrivano una sequela di messaggi sul telefonino da parte sua pieno di insulti che per pudore non sto qui neanche a dirti il contenuto. Posso dirti che mai ne avevo ricevuti così tanti e con contenuti forti.

Ma ero contento di quello che avevo fatto e anche ora ti posso dire caro lettore di genere maschile, che non me ne sono assolutamente pentito. Quello che ti ho raccontato caro amico, non è perchè tu debba attuarlo sistematicamente con tutte le donne che ti capita di incontrare ma per cercare di pensare con la tua testa e vedere se quella femmina che hai davanti ha rispetto per te.

E non devi farti calpestare da questi esseri che nella maggior parte dei casi ti rovinano un po la vita. Tante vedono in noi solo il pisello al posto del cervello e si giustificano con questo nei loro comportamenti al di fuori di ogni ragionevole logica. Quindi mio caro amico frequenta tutte le donne che vuoi, ma sappi rendere la giusta pariglia a chi pensa di esserti superiore, e loro credimi pensano di esserlo.

Adotta i tuoi criteri per difenderti ma fallo da uomo vero, che non è quello che si può definire PUTTANIERE o uno di quelli che MALTRATTANO o VIOLENTANO (metodi schifosamente ripugnanti), ma non è neanche quello disposto a farsi mettere i piedi in testa solo perchè l’altra persona si chiama DONNA e con questo si sente autorizzata a fare di tutto.

Voi siete esseri alla pari e cosi che deve essere. Solo in questa maniera l’amore può annidarsi perfettamente e iniziare a volare. Bene, spero di rivederti ancora qui a leggere di queste storie, ma se anche non fossi uomo e invece sei donna sarò ancora più contento, nella vita come diceva qualcuno non si finisce mai di imparare. Anche nelle interazioni personali tra uomo e donna vige questa regola. Stay tuned!

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google modificata graficamente da Claudio Ventodeldeserto

Geometrie seducenti nascoste nell’anima

Geometrie seducenti nascoste nell'anima

 

Come avrei potuto dimenticare il tuo nome?

E come potevo oscurare il raggio di diamante che si insinua nella parte più segreta del cuore?

Non posso cancellare quella distanza sinuosa delle nostre labbra che si avvicinano fatali, e come potrei annullare la visione del mio volto appoggiarsi di piuma in ogni parte del tuo corpo che sembra volare?

E non posso neanche mascherare la sera e l’apparizione di te, nuda e vibrante, che ti lasci andare alle stelle che si trasformano in tesori di orchidea.

Non posso distruggere quello che dentro ti rende felice,

non posso essere io, no.

Se lo facessi, non rimarrebbero che dolore e macerie, il calvario di una croce che si spacca,

e sarei continuamente in colpa con me stesso.

Le tue morbide curve saranno il mio riposo di questa riflessione.

 

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Immagine: Google