Schiavo-Suite della pseudo rabbia

Schiavo-Suite della pseudo rabbia

Non sopporto più il rumore dell’ovvio
e neanche quello della giustificazione a tutti i costi;
urla e parole che si sovrappongono su idee vuote,
mille e più memorie che si scollegano simultanee,
creano un sistema che a tutti va bene,
ma che io non sopporto più.

Tutti allineati e schiavi del potere sociale ed economico,
delle file burocratiche, dei ladri politici salvati dai simili,
silenti e complici davanti alle barbarie della vita,
saccenti inutili, vergognosamente disumani.

Filosofi del nulla, gente arida che non sa più cosa significa
amare o abbracciare la vera amicizia,
persone cattive, insofferenti, branco di animali
senza più nessuna dignità, senza più punti di riferimento.

Corrotti fino all’anima,
criminali per diletto,
affondano nella guerra tra poveri
l’uso dell’arroganza inizio di forza demenziale
priva di ogni intelletto.

L’immane sotto acculturazione
che dilaga inarrestabile senza nessuno che possa arginare ciò, senza nessuno che sappia costruire vere strade solide del futuro che possa avviare una politica legalitaria e onesta.

Non mi indigno più,no,
sono oramai un automa
senza comandi, senza fili
la rabbia seppellita,rassegnata,
spingo via le parole al di là
di questo fragile deserto di anime.

Testo e foto modificata graficamente: Claudio Ventodeldeserto Carnevali

Suite nr°2-Le osservazioni (in riflessione)

Suite nr.2-Le osservazioni

Vedo bambini infelici giocare senza voglia,
osservo coppie che senza un perché si lasciano,
vedo amici che tradiscono,
e tanta gente che non ha più voglia di parlare.

Percepisco la noia di persone e l’aumento della rabbia sociale e umanitaria.
Mi accorgo di tanti inutili sprechi di parole,
dove l’amore è relegato negli inutili meandri della sottospecie umana.
Essere a conoscenza della mia eterna e fragile solitudine,
dell’assenza della gioia che si intreccia con anima, a volte essere impaziente e dire basta, urlare e vestire di sangue queste tende eterne.

Vorrei ammirare questo cielo che a volte mi fa perdere il controllo e la retta via, rinvenire ed essere una parte consapevolmente sana.
Custodisco questa ferità in attesa che si rimargini, nell’attesa sono nel guado a rispondere di me.

Testo e Foto: Claudio Ventodeldeserto Carnevali

Vuoti sovrapposti

Vuoti sovrapposti

Giorni di delusione e di rabbia amara,
di tradimenti inaspettati e di muri innalzati in silenzio.
Giorni di ipocriti silenzi
e di fragilità che va a brandelli.

L’anima che si contorce e non da risposte,
il cielo che si chiude gocciolando sangue.
Gente che vergognosamente si eclissa
e non da nessun segnale,
gli eventi sfortunati che si incastrano tra loro.

Presenza che diventa assenza,
un suono sordo che non è la voce
ma ingiusta coerenza che alza tende orizzontali
di ondulatorie frustrazioni.

Un’ Implosione dopo l’altra,
le catene si sconnettono deviando
quel poco che rimane di quell’accenno di gioia,
tutto tace al meriggio.

Testo e foto: Claudio Ventodeldeserto Carnevali

Lasciarsi andare per non morire (redit)

Lasciarsi andare per non morire (redit)

Soffi di brividi percorrono l’anima dentro un bacio bruciato. Le sensazioni perforano la dolcezza. Donano un  sorriso, l’immenso amore che era rimasto sopito e impolverato, come un vecchio oggetto riposto in un solaio abbandonato.

Lasciarsi rapire e conquistare, lasciarsi andare. Vivere tutto il momento. Sciogliersi e abbandonarsi. Piacere che non finisce mai…istanti indelebili per sempre.

Conquistare la solitudine e fare proprio il tempo, abbracciare e amare. Far volare il cuore.

Non c’è ingiustizia né ipocrisia, ma solo rispetto, verità…passione vera, ritmo cronologicamente vero.

Le labbra che sfiorano i colori, i corpi che toccano l’orizzonte,

penetrarsi dolcemente rifiutando definitivamente le paure..amare..finalmente.

Senza drammi al naturale, essere se stessi. Raccontarsi..appartenersi, il sogno che si materializza diventa noi.

Senza tempo, con le mani che si stringono frenetiche, la pelle si inturgidisce di peccato…

Trionfo della tenerezza, del peccato voluto della dolcezza, della tua morbida realtà.

Tu seta, e cammino della mia vita.

Tu pianto della mia anima. Trasciniamo via le nostre fragilità e scateniamo il nostro uragano.

Lasciarsi andare sopra le onda infrangibili, senza pentimenti, con la gioia di voler riprovarci di nuovo a mente fredda.

Leggere nei tuoi occhi stanchi e felici  la tua grazia che scrive nel mio cuore.

Femminilità armoniosa e signorile, tesoro inestimabile del mio amore.

Parleremo di futuri incerti ma ora molto meno tristi.

 Ti pregherò amore mio di non abbandonarmi mai, questo desiderio mi divora ogni giorno che passa.

Non voglio che questo amore finisca come terra arida…

La vita è ingiusta, fa vincere i drammi, e mai le belle verità.

Devi apparire finalmente, mio angelo… è tanto che ti aspetto…non voglio morire così.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Ciprian Strugariu da Google

45

45

45 rintocchi assordanti di silenzio,

45 omissioni,

45 depistaggi,

45 volte quei 53 minuti.

45 muri innalzati a noi

45 cadute di Pinelli

45 circostanze di morte per Calabresi.

45 pianti uno ogni anno per ogni mese, per ogni giorno per ogni minuto

per ogni secondo, per ogni attimo.

45 sofferenze,

45 depistaggi di stato, di servizi segreti, di brigate rosse.

45 urli dissolti nei tribunali,

45 menzogne nella tensione,

45 fantasmi della verità,

45 frasi che formano una sola catena:

“45 anni senza un vero colpevole”.

 TARGA RICORDO CADUTI_PIAZZA FONTANA MILANO

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto sopra il post: da un idea di Claudio Ventodeldeserto e Davide Licciardi

realizzazione di Davide Licciardi

nella foto: Claudio Ventodeldeserto;

Foto sotto il post: tratta da Google

Punti di osservazione

Punti di osservazione

Introduzione da parte dell’autore del brano:

Questi versi sono stati scritti più di un anno fa e rappresentano un  inedito che doveva far parte di un progetto ben più articolato che per vari motivi personali è stato abbandonato.

A volte nel film della nostra vita ci sono scene difficili da cancellare o da rimuovere, si cerca di attenuare ma alcuni strati non sistemati riaffiorano inevitabilmente. Anche se la vita in noi è diversa quegli attimi sono indelebili. Ossessione mista a passione, che divora come le fiamme. A volte passa, a volte torna.

Reazionaria di un volo senza tempo. Appunto (e a capo). E quando ti vidi per la prima volta ebbi un sussulto al cuore (ricami di sangue).

Del sesso sfrenato ci fece diventare noi bloccando inesorabilmente il tempo.

Dove sei ora? Vorrei sapere dove. L’emblema di un grande amore. Sparita e poi apparsa nuovamente e scomparsa ancora. Avevo provato a cercarti immanente dentro un manto latteo, ma poi ho trovato solo l’ombra impressa di alcuni tuoi profumi che mi hanno inebriato. Non è stato facile liberare questi legacci che mi hanno lacerato la carne disperata. Ho dimenticato qualcosa sopra le tue ondulatorie movenze e ancora non riesco a individuare su quale sequenza sei finita.

Hai addomesticato i profondi solstizi di segnali a gamma radio. Smarrito sto camminando aiutandomi con quel margine che mi consente di sentire la consistenza del quadro di carnalità. Provo a distendermi sulle scale dove ancora si sente il momento in cui ci unimmo in un sol noi. Trovo apparentemente inquadrata questa tua mancanza che mi lascia stanco e perpetuo di non pensare. Dimmi che ora stai tornando, dove sei ora?

Ecco, riappari nuovamente. Felicemente mi lascio soggiogare dalla tua tela di ragno che apre infinite pertinenze.

 

Foto: Google (Alex Waterhouse)_modificata graficamente da: Claudio Ventodeldeserto

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Eterni nel cuore

ETERNI NEL CUORE

Ho visto angeli venire incontro a profondi corridoi di luce per regalare abbracci di incoraggiamento.

Li ho visti volare per andare a salutare uno a uno tutti quelli che hanno amato.

Li ho visti anche piangere e di loro ogni singola lacrima segnare la vita del loro coraggio.

Poi li ho visti sorridere in ogni estesa massima sofferenza, in ogni intrinseco dolore. Li ho guardati giocare e donare gioia, donare momenti…attimi unici, marchiando l’indescrivibile sono andati via.

Li ho notati nel verso delle loro parole della fluidità del sangue dell’anima, saltare i guadi delle difficoltà e infine morire e poi risorgere.

Ci guidano, ci appartengono, tesori della nostra vita, felicità fertile di campi e granai di sole, che formano l’essenza del colore. Ho visto anche angeli prendersi carico delle nostre disperazioni, il nostro male.

Le carezze che riescono a dare invisibili sono la speranza di un domani migliore.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto Google modificata graficamente da Claudio Ventodeldeserto