Orizzonti verticali

Il vento piega e soffia,

il tempo scorre

e tu non cambi mai.

Lo sguardo, l’intensità della luce,

il sorriso, gli abbracci e le carezze, i baci

tutto ha un senso, uno slittamento.

 

Una pellicola che prova a fermarsi

ma inesorabilmente va avanti,

le lancette di un vecchio orologio

che rallentano ma vanno avanti,

le emozioni che ti ho regalato sono

davanti al sole che è già tramontato.

 

Le parole non hanno più un senso

e il cercarti diventa irreale.

Rimane solo l’ombra che si materializza dietro

le tue spalle mentre ti stringo forte.

 

 

Claudio Carnevali 26.12.2017-14.11

Suite dei momenti

Ricordo di bocche violate, condivise.
Di corpi consumati, lesi e mai curati dalle ferite.
Il giorno che si allungava alla notte,
e lei che si univa all’aria.

Noi che siamo diventati suoni, pioggia e vento,
origami di ombre frementi delle stelle.
Tu che diventi primavera intatta,
mi adagio nel solstizio del tuo cuore, mistero dolce di pane.

Testo: Claudio Carnevali

Paralleli vaganti

paralleli-vaganti

La sensazione di un bacio

è quello non dato,

quello oscuro, nascosto nel velo

della tua maschera indolente.

Forse è quello che desidero

su questa riga allineata di parole,

un tuo futuro cenno per capire

se incidere nel destino

l’immense fantasiose labbra.

Oppure se in questo silenzioso giorno

dove il meriggio si dissolve

nel diaframma serale, potrò mai concedermi

in carnali transiti sfiorati dal niente

un disposto tuo diniego.

Colpito da fragranze di caffè mattutino

aspetto ossessivamente un richiamo d’amore,

vorrei quei petali che sanno di orizzonte,

pretendo a chiare lettere l’apparenza del tuo nome.

In queste mie nuove semplici frasi,

io mi perdo in te nella certa tua assenza.

 

Testo: Claudio Carnevali

Foto: Archivio personale

Prospetti personali

schermata-2016-11-29-alle-20-30-50

(Ri)cerco in questi vuoti surreali

il tuo nudo silente.

Un’opportunità che mi schiodi

da questo destino

che si impiglia nelle reti spazio-dimensione

che alzando le vele si incarna nella pelle irreale.

Le tue pose ossessive

ricercano paralleli,

penetrante te stessa

assumi contorni avvenenti.

Cedo al tuo voler essere,

e intanto chiudo su questa riga

cavalcando l’impossibile

traino geometrico delle tue morbose ansie.

 

Testo: Claudio Carnevali

Foto: archivio personale Claudio Carnevali

Ritorno da qui…

ritorno-da-qui-redit

Nota introduttiva da parte dell’autore del brano in essere:

Tornare a scrivere dopo oltre un’anno non è una di quelle cose come bere ad esempio un semplice bicchiere d’acqua, o farsi una passeggiata salutare. E’ invece come essere in missione. Dura, impegnativa. A volte la mente gira come tornelli impazziti che alla fine si sbloccano e ti sbarrano la strada inesorabile. Si cercano altre strade e a volte diversi percorsi. Non sempre è facile.

Nel silenzio di ogni mattina è una guerra interiore tra il fare e il dissolvere. Un’amore ossessivo per la scrittura e poi un odio sviscerale per essa. Poi mi sono accorto spulciando nel mio archivio delle tante opere prodotte e una ha attirato la mia attenzione. Si chiama:” Ricomincio da qui” e parla proprio di una situazione analoga a questa. Dopo aver smesso per diverso tempo di scrivere sono ritornato a pubblicare con un testo che era una vera apertura ottimistica al ritornare in campo.

Con le parole e i suoi sensi. Le sue dolcezze, le amarezze. La ricerca intensa dell’essere. Ora la ripropongo in versione restaurata sperando che a differenza di allora porti un po più di costanza (ma i momenti di vuoto per un autore sono sempre in agguato). Il mio sogno è di essere qualcuno. Io ancora ci spero.

Claudio Ventodeldeserto da ora non ce più ma sarà sempre eterno in ogni pezzo che in questo blog nascerà…

Claudio Carnevali

**************************************************

Ritorno adesso, in questo luogo, a scrivere cose che si sono smarrite. A commuovermi di nuovo su questa cadenza di versi. Rilanciare con difficoltà, ma tenere dritta la via, provarci per non essere il nulla. A cullarmi di emozioni, nella ripetizioni delle frasi, in questo spazio inchiodato dalla vivida realtà, triste e sfuggente. Rivedere finalmente il sole del sorriso, per muoversi teneramente come  nuvole musicali.

Il tempo incalzerà di nuovo nel ritmo frenetico della fantasia, sempre ancora più libero e consapevole di nuove scommesse. Ogni luogo temporale rivedrà la sua luce, e ogni anima avrà la sua onesta dignità che gli spetta. I sogni canteranno aria. Le striature celesti fioriranno d’immenso.

Grande, immenso come un abbraccio, come una carezza. Un cuore pulsante aspetta solo di essere amato in silenzio.

Si cercherà di plasmare amicizie e valori, più forti e solide. Forti speranze. Abbatteremo ingiustizie e ostacoli. La voce estremamente limpida risuonerà campane di vera libertà. Strade lunghe ma che spianano, vanitose al mare infinito, oltre le righe immaginarie, angeli inaspettati senza ali abbracciano passionalmente le frasi che concluderanno l’alba del silenzio.

Ritorno da qui. 

Testo: Claudio Carnevali (del 7.11.2016)-1

Foto: Google

1-Su rifacimento di un testo poetico di Claudio Carnevali Ventodeldeserto “Ritorno qui” del 19.03.2008

Sensuale ti mangerò…

Sensuale ti mangerò

Ti sbatterò in una terrina per amalgamarti al tuo destino, e ti condirò col sale della mia anima
  spolverizzandoti con granelli di brividi.


Ti ricoprirò di foglie della mia pelle,
 lavando e irrorando i tuoi fianchi frementi
  mescolando i tuoi condimenti d’amore.
 Ti scalderò a fuoco lento e quando tutto  arderà  
verrai forgiata di orgasmi dove tutto rilascerà
  inquieti spasmi di morbidezza.

Testo: Claudio Ventodeldeserto Carnevali

Foto: Google

Sonetto d’Amore-Suite della Speranza

Sonetto d'Amore-Suite della Speranza

Fiore del destino,
semplicemente trasparente
bellezza di luna,
carne nuda di miele.

Carne nuda come l’oscurità,
enorme e colorata,
florida come l’estate che nasce
in frumento di platino.

Carnalità appena scoperta come le tue gambe,
morbida, sottile, fragrante come il giorno che nasce che,
incammina nella realtà del mondo.

Come in un tunnel lungo, nero e inarrivabile,
la tua luce si affievolisce e torna a
essere piacere nei seni nudi.

Testo: Claudio Ventodeldeserto Carnevali

Foto: Google

Suite dei misteri

Suite dei misteri

Il nostro è stato un rapporto per così dire “interrotto”. Fatto di momenti di silenzio e altri di parole centrate a scatti per brevi periodi che poi si chiudevano. Comunicazioni per così dire astratte fatte di assensi, dissensi,piacere, sogni…ma mai che alla fine sfociassero in rivelazioni compromettenti.
In fondo tu hai la tua vita e io la mia eppure riusciamo a capirci al volo e questo potrebbe rappresentare un elastico che allungato e poi rotto può farci avvicinare pericolosamente, e tutto questo mi incuriosisce.
Forse mi affascina l’ignoto o solo il sapere come sarebbe averti davanti che so a un caffè o un bicchiere di vino, vederti, osservarti nella tua normalità della tua non bellezza che è proprio quello che vorrei cercare di evitare ma che tutto è della magica inevitabilità. Magari appostarmi alla fine dei discorsi a quei fatidici venti centimetri che sono sicuro odorano forte di fragola della tua essenza.
Vorrei essere lo stupore alla fine di uno schioccar di bacio, mentre incautamente percorro le labbra sul collo o che con istinto dell’anima appoggio le mani sui seni stringendoli di possesso, sicuramente stiamo facendo un pazzia ma non riesco più a fermarmi.
Le tue forme tondeggianti come la Dea purificatrice dell’amore echeggia e si impone come Donna fragorosa dell’insieme simile e archivistico mi stupiscono di gioia. Le conseguenze ci faranno dannare, ma i sensi appagati dal piacere inaspettato ci collocano amanti dell’ignoto.
Dimmi solamente se tutto questo ti potrebbe gradire mia Signora sinuosa della passione incontrovertibile dei tifoni che piegano l’anima, che queste strade ti accompagnino a me e ti rechino sollievo e contentezza nel tuo sole.
Mi servono leggere parole che adesso sono depositate nello scrigno della tua luce. Apri e rivelamene gradualmente il contenuto, con intimità e profondità d’insieme, ho voglia di scoprire nuovi orizzonti e mattine bianche da scrivere insieme. Diciamocelo, tra i nostri perché i veri brividi solidali siamo noi.

Testo: Claudio Ventodeldeserto Carnevali

Foto:Google

Conversazioni d’amore-suite 1

Conversazioni d'amore-suite 1

Sotto un vestito che la fasciava stupendamente come una dea con il suo sguardo che con crescente intensità mi aveva letteralmente pietrificato, in quel preciso successivo momento mi bloccavo apertamente (e mentalmente), con il suo volto che stava scrivendo istanti che dovevano ancora nascere, stupefatto l’osservavo.
Non mi pareva vero di averla qui davanti a me.
Era sempre stata il mio desiderio carnale proibito, l’anima coinvolgente la sensualità repressa. E ora ossessione.

Quel sorriso di pesca appena accenna il piacere, le mani magistralmente dipinte sorreggono il mio silenzio, avrei voluto farglielo capire che lei è metà donna e metà sogno che attrae con martellante oscenità.
Lei, favola del presente, e perla del peccato,
Una Dea dell’immaginario passionale…

“Ti voglio”; “”Ti amo”; ”Mi appartieni”, qualsiasi parola andrebbe a cadere nelle tue gioiose labbra di rubino dove vorrei morire ancora una volta, ti prego mia Signora della Gloria tu che sei lucente e orgiastica rendimi felicemente mortale.

 

Testo: Claudio Ventodeldeserto Carnevali

 Foto: Google modificata graficamente da Claudio Ventodeldeserto Carnevali

Quoziente di potenze

Quoziente di potenze

Non posso elevare al quadrato

questa carne che si fonde,

che incide i segni del godimento

quel corpo che si abbandona

che alimenta ardenti desideri

di stringere le tue gambe e unire le pareti.

 

Alienazione di quest’amplesso

ondulatorio, sussultorio

a forte ampiezza gamma radio che moltiplica per due,

a immensa intensità circolatoria.

 

Non resisteremo a questo naufragio

cercando il labirinto della vita

una carezza ai tuoi capelli diventa

una speranza di vivere ancora.

 

Nessun vento forte può spazzare i nostri corpi

avvinghiati di sangue, ossessivamente ricercati

avrò la voglia di rubare ancora quel gemito di platino.

 

 

Testo: Claudio Ventodeldeserto Carnevali  

Foto: Google