Conversazioni d’amore-suite 1

Conversazioni d'amore-suite 1

Sotto un vestito che la fasciava stupendamente come una dea con il suo sguardo che con crescente intensità mi aveva letteralmente pietrificato, in quel preciso successivo momento mi bloccavo apertamente (e mentalmente), con il suo volto che stava scrivendo istanti che dovevano ancora nascere, stupefatto l’osservavo.
Non mi pareva vero di averla qui davanti a me.
Era sempre stata il mio desiderio carnale proibito, l’anima coinvolgente la sensualità repressa. E ora ossessione.

Quel sorriso di pesca appena accenna il piacere, le mani magistralmente dipinte sorreggono il mio silenzio, avrei voluto farglielo capire che lei è metà donna e metà sogno che attrae con martellante oscenità.
Lei, favola del presente, e perla del peccato,
Una Dea dell’immaginario passionale…

“Ti voglio”; “”Ti amo”; ”Mi appartieni”, qualsiasi parola andrebbe a cadere nelle tue gioiose labbra di rubino dove vorrei morire ancora una volta, ti prego mia Signora della Gloria tu che sei lucente e orgiastica rendimi felicemente mortale.

 

Testo: Claudio Ventodeldeserto Carnevali

 Foto: Google modificata graficamente da Claudio Ventodeldeserto Carnevali

Lasciarsi andare per non morire (redit)

Lasciarsi andare per non morire (redit)

Soffi di brividi percorrono l’anima dentro un bacio bruciato. Le sensazioni perforano la dolcezza. Donano un  sorriso, l’immenso amore che era rimasto sopito e impolverato, come un vecchio oggetto riposto in un solaio abbandonato.

Lasciarsi rapire e conquistare, lasciarsi andare. Vivere tutto il momento. Sciogliersi e abbandonarsi. Piacere che non finisce mai…istanti indelebili per sempre.

Conquistare la solitudine e fare proprio il tempo, abbracciare e amare. Far volare il cuore.

Non c’è ingiustizia né ipocrisia, ma solo rispetto, verità…passione vera, ritmo cronologicamente vero.

Le labbra che sfiorano i colori, i corpi che toccano l’orizzonte,

penetrarsi dolcemente rifiutando definitivamente le paure..amare..finalmente.

Senza drammi al naturale, essere se stessi. Raccontarsi..appartenersi, il sogno che si materializza diventa noi.

Senza tempo, con le mani che si stringono frenetiche, la pelle si inturgidisce di peccato…

Trionfo della tenerezza, del peccato voluto della dolcezza, della tua morbida realtà.

Tu seta, e cammino della mia vita.

Tu pianto della mia anima. Trasciniamo via le nostre fragilità e scateniamo il nostro uragano.

Lasciarsi andare sopra le onda infrangibili, senza pentimenti, con la gioia di voler riprovarci di nuovo a mente fredda.

Leggere nei tuoi occhi stanchi e felici  la tua grazia che scrive nel mio cuore.

Femminilità armoniosa e signorile, tesoro inestimabile del mio amore.

Parleremo di futuri incerti ma ora molto meno tristi.

 Ti pregherò amore mio di non abbandonarmi mai, questo desiderio mi divora ogni giorno che passa.

Non voglio che questo amore finisca come terra arida…

La vita è ingiusta, fa vincere i drammi, e mai le belle verità.

Devi apparire finalmente, mio angelo… è tanto che ti aspetto…non voglio morire così.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Ciprian Strugariu da Google

L’amore…oltre-7°e ultima parte

L'AMORE OLTRE 7 PARTE 1

Il delirio intanto sta continuando ad andare in scena in maniera inesorabile, spietatamente. Inizio con leccarla e succhiarla da tutte le parti con passaggi lenti e cadenzati scoperchiando ogni itinerario della sua epidermide. Non mi sfuggi nulla, ogni millimetro di Barbara non aveva più segreti per me e lei non disse più nulla rendendosi profondamente disponibile, mi lasciò fare rendendo tutto ciò molto sublime.
Erano momenti forti e intensi di pura estasi quelli che stavo vivendo, improvvisamente stavo avendo un violento orgasmo. Usai tutte le forze che avevo per impedirlo e da qui iniziò Barbara a ricambiare quello che avevo fatto a lei fino ad allora. Sentivo le sue labbra libidinose scorrermi prima su tutto il corpo e poi sul membro mangiandomelo in ogni parte, non mi lasciò scoperto un ben che minimo millimetro di pelle, cominciai anche io a dire frasi sconnesse tra loro gridando all’impazzata, mi sentivo morire.

Aveva ragione Barbara davanti a queste cose indescrivibili non ci si può fermare, non ci si DEVE fermare mai, bisogna liberare tutto noi stessi ed essere protagonisti di tutta l’immaginabile bellezza che ci viene offerta. I minuti stavano scorrendo antropologicamente in maniera diversa, rallentavano in misura dei nostri corpi che si stavano possedendo all’unisono. Ho una tremenda fame di lei, voglio assaggiarla più a lungo possibile, amare ancor più le sue estensioni e fare mio definitivamente il suo cuore. Immagino la mia vita senza di lei e il solo pensarlo ora mi angoscia profondamente, non voglio perdere l’amore…oltre della mia vita, la voglio vivere all’infinito. Indescrivibilità nell’aria. Mentre facevo l’amore, l’osservavo, l’odoravo, l’esploravo, l’adoravo mi devastava dentro, sconvolgeva il mio cuore. Come se Barbara lo avesse tra le sue mani che lo stringeva e accarezzava. Mi fa impazzire questa Donna, questa Femmina e Dea Signora dell’Amore, si apriva sempre di più come volermi inghiottire dentro di lei.

L'AMORE OLTRE 7 PARTE 2

Non ce la faccio più. La prendo e la giro di spalle facendogli appoggiare la testa sul cuscino in modo di avere le sue natiche in vista davanti a me. Iniziò a ondeggiare gemendo dal piacere del momento e la penetrai da dietro con forte desiderio.

Urlò per l’ennesima volta e messa in quella posizione non mi ricordo più quanti orgasmi gli feci avere, in piena trance mi dice:

…Dani…amore…ti prego dimmelo che sei mio, che mi appartieni, che sei la parte migliore di noi” era ansimante e in procinto di avere ancora un’ennesimo orgasmo.

Nessuna donna neanche la mia ex moglie mi aveva mai detto una frase del genere, mi emozionai pazzamente e mi stavano anche venendo gli occhi lucidi dalla commozione. Continuai a possederla, stavamo diventando afflussi di sangue, immersioni senza regole. Mi sorpresi per come la stavo amando, per come mi sentivo così forte con vigore, giovanile, uomo…un uomo vero e il merito era solo suo, solamente suo. Lei ora è entrata dentro di me (ed era una sensazione forte, sconquassante sentire che la mia asta era nelle sue pareti) e non la lascerò più andare via, ora è tutto per me, è mia…

Cambiammo posizioni più volte, e si fece fare qualsiasi cosa, una rivoluzione delle nostre vite.

Siamo andati avanti per ore, il tempo spettatore di questi fogli che si stavano riempendo dell’…oltre si mise a girare per conto suo.

Finché Barbara mi dice: “Amore mio…prendimi ancora più fortemente, possiedimi, cavalcami, distruggimi…scopami (era al delirio massimo ma non era diventata volgare, era solo più profondamente intima come non lo era stata mai) fammi fluire la tua acqua vischiosa dentro di me, voglio sentirla scorrere dentro e dannarmi di piacere, eiaculami e spegni questo fuoco che mi divora”.

L'AMORE OLTRE 7 PARTE 3

Non ci penso neanche un secondo, prendo subito le sue gambe che erano fasci di luce e le me le metto entrambe sulle spalle. Il suo bacino era alto e le spalle e la schiena ancorate al letto. Vidi che i suoi seni iniziano ad andare avanti e indietro leggermente, sottilmente oscillando. La penetro con tutta l’anima che avevo. Questa volta era il suo corpo a gridare (la voce era allo stremo, alla fine dell’orizzonte), vibrava voluttuosamente a ogni movimento, a ogni colpo che gli infliggevo.

Sento che improvvisamente sto avendo un orgasmo, un forte e devastante orgasmo che non riesco a trattenere.

Ma Barbara mi precede appena di un’attimo, e appena sento il suo miele fuoriuscirgli dalla sua rosa in fiore che va a bagnare la mia verga e dintorni, gli scarico tutto dentro il mio seme e la mia passione. Allagai senza ritegno il suo nido segreto. Nel momento in cui vedo che Barbara inizia a sentire il seme dentro di lei scorrere dentro le sue pareti, la sento contorcersi compulsivamente e venne ancora una volta.

Alle fine crolliamo disfatti, distrutti. Ma ho una voglia immensa di abbracciarla, accosto il suo viso sul mio petto e inizio a coccolarla.

Accidenti…sto tremando…Dani amore mio, sei stato divino. Una furia ma nello stesso tempo dolce, rispettoso di me. Sono felice che lo abbiamo fatto, sopratutto che tu ti sia gettato in questa situazione, e non so che altro dire…è stato indescrivibile quello che è successo, grazie…amore mio” mi dice stanchissima ma raggiante come la luna piena.

Tutto merito tuo, solo tuo. Se non mi avessi rassicurato non sarei qui. Ho capito la lezione, il resto è andato come doveva andare. Quando davanti a te hai un amore di questa estensione, si un amore…oltre che ti si materializza all’improvviso e vedi che ti cerca, ti chiama tu devi andargli incontro prenderlo e viverlo come non hai mai vissuto nella tua vita. E’ un tesoro raro, una fortuna, e tutto questo non si getta.
Devi dare tutto te stesso e dare quello che all’altro manca. E tu come io con te sei la parte mancante, la migliore” gli dico con un sorriso dolce, contento e arioso nel mio volto sconvolto ma emozionato continuamente dall’averla vicino a me” terminai sfinito e segnato da lei.

Vedi? Avevo ragione. Ti ripeto che quando ti ho visto per la prima volta, desideravo che si avverassero momenti del genere, e non solo non  me ne pento ma lo rifarei all’infinito, ho avuto solo paura che tu scappassi via da me per quelle tue stupide convinzioni paranoiche” mi dice con dolcezza, convinta.

Era una dolcezza ascoltarla e vederla con il volto stravolto dopo l’amore. Era ancora più bella di prima. Barbara si aggrappa sul mio corpo in relax accucciandosi teneramente.

Se fossi scappato via sarei stato l’uomo più infelice di questo universo e non me lo sarei mai perdonato finché sarei vissuto, invece sono qui con te, un sogno bellissimo che si realizza, straordinario…unico” gli dico, la bacio e gli dico di nuovo:”Ti amo sole della mia terra”.

Poi mi venne una preoccupazione pensando a una cosa e gli dico:

Tutto bello, fantastico ,ma credo che ci sia stato un problema”;

E quale?” mi risponde lei;

Mi sono lasciato travolgere dall’entusiasmo passionale con te e da tutto quello che ne è scaturito e…non ho usato il preservativo” gli dico quasi anzi senza quasi, imbarazzo e anche terrorizzato dalla sua reazione;

Lo so, forse dimentichi che c’ero anche io” mi dice in modo ironico, e a me mi viene da ridere involontariamente e continuò:

Problemi? Vuoi che ti dica una cosa Dani? Io non ho mai avuto una vera famiglia. I miei genitori si sono separati che io avevo 5 anni e la infanzia è stata dura, difficile, sono cresciuta in fretta, e loro non sono mai stati un modello per me.
E quei pochi ragazzi che ho conosciuto mi hanno sempre considerato un avvenenza fisica, volevano solo sesso da me, mi vedevano una gran puttana. Non è stato facile andare avanti in questa maniera, non è stata una vita la mia ma un inferno nonostante io sia giovane. Finchè ho incontrato un angelo di nome Daniele che mi ha fatto sentire Donna, Amica, Amante, che mi ha trasmesso sicurezza e amore, e al quale credo che non gli dispiaccia sentire che sarei orgogliosamente felice di essere mamma di suo figlio nel caso in cui rimanga incinta” e proseguendo:”Si è vero, tutto è successo alla velocità della luce ma dopo tutto questo che ci ha travolto da queste sensazioni, io non posso più rinunciare a qualsiasi cosa…presente e futura, non è bello che tutto questo sia successo in questa maniera? tu sei la mia famiglia ora” concludendo il discorso.

Accidenti mi stava facendo piangere. Si aveva ragione, tutto si è compiuto velocemente, ma anche io la penso come lei. Non potrei rinunciare a nulla, a niente. Dobbiamo andare solo avanti e vedo che quell’avanti non ha difficoltà ne ostacoli. Ci saranno momenti difficili ma sento che si possono superare. Io l’amo troppo per avere anche un residuo di dubbio, e io dubbi non ne ho più, e poi…io desideravo essere padre da tempo. Si mi piace molto l’idea di lei mamma di un nostro figlio.

Hai ragione. E ti dirò…che anche io ti considero la mia famiglia, e che tutto questo che ci è capitato è bello e immenso. Anche io come te non ho avuto una vita facile.Anche se ho avuto già un figlio che mi ha dato delle gioie che poi si sono rivelate effimere per quanto non lo veda mai. I miei genitori li ho persi presto e loro sono stati la mia storia d’amore fino a ieri, e anche io come te sono cresciuto in fretta da solo. A 16 anni già lavoravo, un itinerario diverso dal tuo ma che ci lega in comune la sofferenza. Tanti, troppi pensieri e paranoie per storie con altre donne finite male che in me vedevano solo un oggetto sessuale o una complicazione di pseudo amore, pensieri che ho affogato drogandomi di lavoro” gli dico guardandola con dolcezza e ammirazione.

Ehi guarda che grazie al tuo lavoro ci siamo conosciuti, ora non parlarne male” mi dice con una sorprendente maturità mentale che mi stupiva ulteriormente.

Barbara (l’amore mio, solo mio) mi abbraccia con estrema dolcezza, la sua dote migliore, la sua straordinaria dolcezza (occorre rimarcarla spesso una dote che sui è persa nel tempo dei tempi).

Intanto si era fatta mattina. Il tempo inesorabile ci aveva consumati tutta la notte e non ci rimaneva neanche un minuto per poter riposare e poi andare ai rispettivi posti di lavoro. Mi domando dopo tutto questo chi avrebbe lavorato? Chi avrebbe avuto la forza di dominare uno tsunami di emozioni?

Ed ecco l’idea! Telefono ad Annamaria la segretaria che si incaricava di aprire l’agenzia ogni mattina e gli dico che non sto tanto bene e che quindi per la giornata odierna poteva fare a me. Gli dissi poi cosa dovevano fare Roberto e Francesco. Annamaria dal timbro della mia voce aveva capito che la mia era tutta una scusa, ma lei che caratterialmente è molto discreta mi dice di non preoccuparmi che avrebbe pensato lei a tutto.

Barbara fece analogamente la stessa cosa avvisando il suo posto di lavoro che non sarebbe andata. Penso che non la presero bene i suoi datori di lavoro ma alla fine tutto si sistemò.

La voglia era ancora tanta che continuai a fare l’amore con lei, ci perdemmo nuovamente nei nostri labirinti dolci e passionali, restando incollati con le labbra un’eternità. Ore infinite a segnare e marchiare i nostri corpi già bruciati dalla sera prima e dalla notte poi. Un cuore definitivo che si era formato aveva i nostri nomi. Ora era saldo. E tutto questo in frammenti di ore.L'AMORE OLTRE 7 PARTE 4

Dal quel giorno che nessuno di noi due non potrà mai dimenticare sono passati cinque anni e io e Barbara siamo ancora insieme, anzi visto che io riuscì a ottenere il divorzio due anni fa, chiesi subito a Barbara che l’avrei voluta sposare. Fu immensamente felice nel sentirmelo dire e disse si senza alcun dubbio. E così fu che ci sposammo.

Abbiamo anche un bellissimo bambino di nome Manuel che ha cinque anni.

Si proprio cinque anni. Barbara rimase incinta di lui proprio quella notte, e io piansi con tutta la gioia nel cuore quando sono venuto a sapere di aspettare un bambino da lei.

La gravidanza aveva reso ancora più affascinante Barbara, più bella e solare. Rimanevo a guardarla incantato ore e ore nuda col pancione. La sua pelle aveva mille odori. Sapeva di gelsomino, lavanda, altre volte sapeva di pane appena fatto, emanava il massimo splendore del fascino e femminilità.

Ho perso il conto di quante volte ho parlato su quel pancione, e di quanto fossi felice che tutto questo sia capitato. Con lei abbiamo riscritto tutta una nuova vita, riuscendo a realizzare un sogno impossibile quello che poi però ti cade addosso all’improvviso,che hai paura di vivere ma che decidi di costruire andando avanti lo stesso abbattendo qualsiasi dubbio paranoico. Basta che vicino a te ci sia la persona giusta che te lo faccia capire, far dissolvere i dubbi e le ansie per lasciarti poi andare e immergerti in quei momenti unici senza nessun rimpianto che questa essenza di vita non sia mai potuta avvenire.

Questo è l’amore, l’amore…oltre. Barbara come se mi leggesse nel pensiero (e credo a questo punto che sia stata sempre stata in grado di farlo sin dall’inizio della nostra storia), irrompe nella stanza dove stavo facendo questo pensiero e mi dice:

Amore mio hai ragione,  la lezione l’hai imparata benissimo, ma ora vieni qui da me e stringimi forte, fammi sentire ancora che sei la parte migliore di noi”.
Così parlò l’amore…oltre.FINE

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google

L’amore…oltre-6°parte

L'amore...oltre-6°parte

 

Eravamo quasi a fine cena e questo punto gli dico: “Mi sono convinto che non ho più paura di nulla, accada quel che accada, ti desidero troppo per poter rinunciare a te e a quello che potresti dare. Mi sono fatto troppe seghe mentali nella mia vita e così non ho mai concluso nulla, ho solo perso il meglio di me. Ora questo meglio voglio donartelo senza reticenze e…”

Lei mi interrompe mettendomi un dito sulle labbra come per serrarle e disse:”Ssstt…” avvicinandosi mi baciò nuovamente. Un bacio che fu ancora più bello e coinvolgente di quello che ci eravamo dati all’ingresso, sapeva di mille odori, di amore, cuore, anima…trasporto totale. Mi stava eccitando all’inverosimile, mi stava anche venendo voglia di una pazzia. Mettergli la sua mano sulla mia patta, ma rinunciai e il perchè non lo so nemmeno io, forse paura di espormi troppo?

La cena terminò. Era stata veramente squisita, tutto era stato buono, magico, come lo è stato tutto il contesto, pagine d’amore che si stavano scrivendo riempiendosi di ogni meraviglia. Pagai il conto e una volta fuori andiamo dove era parcheggiata l’auto che l’avevo messa in una parte poco illuminata del parcheggio del locale.

La guardai intensamente, con stupore e ammirazione e dissi:

Cosa facciamo ora Barbara? Dove vuoi che andiamo?”

Mi guarda con un viso che diceva tutto e si getta su di me abbracciandomi. Mi appoggia il suo volto sul petto, lo inclina (così sentiva forte i battiti accelerati del cuore) e dice:

“Voglio andare dentro di te, ti voglio, ti desidero, anche il tuo cuore lo desidera, l’ho sentito ora”.

Sei sicura di volerlo? Non devi sentirti obbligata, se non vuoi…” risposi io;

Uffa Dani basta! Devi credermi. Io sono sicura di quello che dico. O vuoi che urlo cosi lo sanno tutti? Dopo tutto quello che ci siamo detti hai ancora dubbi? anche tu alla fine mi hai avevi det…” provò a proseguire il discorso protestando, ma questa volta fui io a interromperla prima baciandola in modo da sorprenderla e poi spingendola sul cofano della macchina.

A questo punto gli metto una mano sul seno in modo impetuoso e passionale. Venne presa da forti gemiti di piacere, e iniziò a mugolare.

Ti prego, non ti fermare” mi disse freneticamente.

L’accontentai subito. Infilai la mano dentro la camicetta del vestito, riuscivo a vedere quei bellissimi seni appena nudi magnificamente formati, dritti, geometricamente ineccepibili e mi metto a frugarli peccaminosamente. Arrivai ai capezzoli e inizio a toccarli con la punta delle dita roteandoli tra loro, facendo attenzione a non fargli del male comincio a stringerli lentamente. Vedevo lei impazzire letteralmente, in realtà stava mandando fuori giri anche me.

Il contatto con quei seni mi provocavano sensazioni straordinarie che mi eccitavano. Me lo sentivo durissimo tra le mie gambe, avevo una forte erezione in corso, in fondo stavo toccando seta purissima.

Mi stai facendo venire amore mio (lo ha detto…che bello sentirlo dire), mi stai facendo venire…” disse ripetendo, la sua voce prima inquieta divenne un urlo immane che per quanto era forte avevo paura che qualcuno all’interno del locale avesse potuto sentirlo e magari allarmarsi, però che meraviglia vedere il suo viso nel momento in cui ha l’orgasmo, non si può descrivere se non lo vivi realmente come sta capitando ora. Ciò nonostante gli dico:

Accidenti Barbara, perchè non andiamo via di qui? Meglio stare comodi da un’altra parte e sopratutto al riparo da sguardi indiscreti non pensi? Qui va a finire che chiamano la Polizia e poi son guai davvero se ci trovano in questo stato” ero alla canna del gas, l’ansia mi mangiava.

Si hai ragione…andiamo via di qui, andiamo a casa” dice rimettendosi in sesto ma con molta fatica, era stravolta dal suo orgasmo appena avuto;

Si ma dove? Da te o da me? Dico in cerca di una soluzione breve in modo di essere sicuri su dove andare.

Non mi interessa Dani decidi tu. Se vuoi andiamo da me, sennò da te, è lo stesso” rispose ansimando e gemendo completamente fuori controllo;

Ti va se andiamo da te? Mi piacerebbe vedere casa tua.” gli dico; lei rispose con trasporto subito di si con le pochissime forze rimaste, si vedeva però che era contentissima che glielo avessi proposto, ricomponendoci entrambi saliamo in auto e partiamo.

Dopo neanche 20 minuti siamo sotto casa sua, e lei è ancora sotto choc (anche io in realtà) emozionale per quello che le avevo fatto al parcheggio del ristorante. Appena entriamo nel portone mi prende per mano e cosi arriviamo al secondo piano dove lei abitava.

Io in uno stato mentale forse peggiore di quello di Barbara, ebbi pure la forza di pensare una sciocchezza: che mi trovavo un po fuori mano dal centro città e che alle 9.00 dovevo essere al lavoro, ma che vado a pensare ora? Cretinate fuori di ogni logica.

Fortuna che questo pensiero si dissolse immediatamente come se niente fosse una volta entrato dentro casa. Ha proprio un bell’appartamento. L’ingresso molto accogliente introduce a una graziosa cucina molto spaziosa, un bel bagno e una camera matrimoniale arredata con molto gusto, molto intima.

Eravamo proprio nella camera da letto che lei si sdraiò apparentemente come se fosse colta da stanchezza e volesse dormire rimanendo cosi per qualche istante. Ma poi mi fissò con uno sguardo (che faceva sempre più danni nel mio cuore)che significava tutto e mi parlò in silenzio. Io compresi perfettamente quel che voleva. Era quello che volevo in quel momento anche io.

Mi dice con voce flebile:”Vieni qui vicino a me amore mio, ti prego”

La forza della passione ci aveva investito in pieno. La sollevai dal letto mettendola in piedi e iniziai a sfilargli la camicetta di dosso con molta delicatezza che lei ne rimase sorpresa. Rimase con il solo reggiseno che coprivano soavi colline da conquistare.

Ma la mia attenzione ora si concentra sulle sue bellissime gambe. Non mi erano mai state cosi vicine, e lei che aveva notato questo particolare si mise a fletterle a compasso come un incantevole passo di danza lasciando intravedere tutto un panorama da delirio.

La avvicinai a me repentinamente rimettendola sdraiata sul letto e le misi una mano dentro la gonna diretto verso il suo monte di Venere scostai le mutandine e me ne impossessai, una volta tra le mani lo stesso lo sentivo pulsare violentemente, abbassandomi col viso glielo baciai tutto.Aveva un pube liscio e vellutato. Barbara urlò furiosamente come se qualcuno gli avesse strappato la pelle di dosso. Mi viene allora istintivo mettergli una mano sulla bocca per farla smettere di urlare in quella maniera. Insomma prima al parcheggio ora qui. Insomma dovevano saperlo tutti anche le forze dell’ordine che eravamo fatalmente avvolti dalla passione totale? E che razza di figura facevamo se qualcuno avesse sentito?

Sssttt…!accidenti Barbara, ma vuoi proprio far venire tutta la polizia di Mantova? Ma riesci a urlare meno?” gli dico un po allarmato ma anche divertito della situazione che sotto sotto mi stava facendo un po ridere;

No Dani non ci riesco, colpa tua. Hai un tocco divino, baci magicamente. Mi fai impazzire, è impossibile che possa controllarmi e resisterti e poi non sai che questo non è sesso ma Amore, quello vero? Lui ti fa sentire sensazioni che nessuno può immaginare, non ha muri, inibizioni, vergogna, niente. Proprio niente, lo vuoi capire una volta per tutte? E poi chi se ne frega se viene la polizia? che venisse, e che potrebbe fare mai? amare così non è reato.” mi dice ormai in balia degli eventi. Dopo aver ricevuto il terzo schiaffo morale, decido che se cosi era, così doveva essere. E giuro che , questa volta non mi fermo neanche se mi implorerai a farlo. Tu hai voluto che io ti donassi la parte migliore di me che io ti regalo con il cuore in mano perché ti amo e non sai quanto (si che lo sa, per questo te lo chiede) e ora l’avrai a tutti i costi.

La alzo nuovamente rimettendola in piedi, mi alzo anche io e mi vado a mettere dietro le sue spalle. E inizio a baciargli lentamente il collo toccando, frugando, accarezzando i seni. Inizia a gemere di nuovo e sento che esploderà di nuovo. Mi invita a non fermarmi e ad andare ancora avanti. Io non mi faccio pregare e inizio a leccare con molta delicatezza ma con decisione le sue orecchie e contemporaneamente a questo gli tirai via senza che lei se ne accorgesse con un colpo secco il reggiseno. Ma appena si accorge di questo inizia a piegare impazzita il busto avanti, dietro, di lato, era totalmente su di giri.

Intanto io che la vedevo per la prima volta con le spalle nude piene di grazia, mi eccitai e mi venne il fuoco dentro, era una vera gioia per me tutto questo, non mi pareva vero, ditemi che sto sognando.

Aaaah…sei come immaginavo Dani anzi il tuo toccare è un amore…oltre. E’ gentile, rispettoso ma arde come le fiamme in tempesta, non è volgare, sporco. Potresti farmi di tutto e non mi faresti mai sentire una puttana, una poco di buono.” mi dice e in quel momento ha delle contrazioni violente che le provocano l’ennesimo orgasmo.

Io non mi fermo e continuo a toccargli i seni oramai totalmente nudi e senza difese, discesi sui fianchi con piccoli movimenti impercettibili, ero in preda del delirio e quando mi soffermai su di loro iniziai a graffiarglieli e lei emise alte grida a ripetizione e non mi importava più se qualcuno poteva sentire. Oramai coinvolto nell’attimo decido che è ora di togliergli tutto, la gonna e le sue mutandine erano gli ultimi avamposti che mi impedivano di arrivare al centro del piacere.

Non faticai molto a sbarazzarmi di questi ostacoli, e lei rimase completamente nuda, sorpresa, inebetita per come ero stato dolce e delicato.

La girai allora verso di me e…non avevo mai visto niente di simile, un fiore appena sbocciato del genere, niente avuto mai tra le mani. Due giorni fa non sapevo neanche chi fosse e ora è qui che sto donando amore a una che dovrebbe essere una sconosciuta e che invece ora mi sembra di conoscere da una vita. Stiamo costruendo un cuore insieme, le sue fondamenta.

La stringo forte a me. E sento che rappresenta una parte di me, una parte mancante, e ora tutto si completa. Percepisco il suo respiro, i gemiti, mi sembra di ascoltare orchestre di usignoli. Mai provato sensazioni così definite mai tracciati questi itinerari misteriosi, finalmente riesco a vedere cosa è l’amore, la sua vera purezza. Quello che credevo che non avrei mai trovato.

Mi sto eccitando come non mai e ho una improvvisa forte erezione in basso. Barbara evidentemente lo avverte perché con la sua mano mi sfiora l’asta, e mi manda nuovamente in confusione, tutto questo mi impedisce di notare che lei mi sta spogliando nella stessa maniera di come ho fatto con lei. Mi ritrovo nudo anche io.

Siamo entrambi in totale visibilio per la totale intimità che si è venuta a creare. Io non resisto più e sollevandola nelle mie braccia la distendo sul letto, vederla così è uno spettacolo inimmaginabile, è alba, tramonto, mare calmo trasparente. FINE SESTA PARTE.

 

 Testo: Claudio Ventodeldeserto

 Foto: Google

 

L’amore…oltre-5°parte

L'AMORE OLTRE 5 PARTE

PENSIERO IN CORSO

Sono proprio un cretino, sono venuto da lei senza portagli neanche un misero fiore. Niente di niente. E’ vero, dopo la pausa pranzo ero tutto preso tra quello che stava accadendo tra di noi ero in confusione totale e tornando al lavoro non ho pensato neanche a trovare cinque minuti di tempo per andare da qualche parte a prendergli anche una minima stupidaggine e ora che faccio? Neanche a pensare di rimediare ora non avrei il tempo necessario di farlo. Pazienza è andata, speriamo che non ci faccia caso a questa cosa, dai Daniele incrociamo le dita, consolati che un regalo lo hai portato comunque e sei tu ed è quello che lei sicuramente vuole (ma ho ancora paura,aiuto!).

…Eccola, sta uscendo adesso e mi sta venendo incontro. Accidenti, ogni volta che la rivedo è sempre più bella (e io sono sempre più banale a dire questo), ha quella gonna nera corta che gli svolazza appena accarezzando le sue gambe lisce di ebano, spero davvero di non rovinare tutto con qualche mia uscita paranoica.

Il fatto e… che è la prima volta che esco con una donna così molto giovane di me (al massimo sono state una decina d’anni più giovani), e potrei fare figuracce clamorose cui portarne le conseguenze per parecchio tempo, e va beh dai basta cognizioni mentali, ora mi butto nella mischia, vada come vada.

FINE DEL PENSIERO E INIZIO DELLA REALTÀ

Ciao…Dani”, esordì esibendo uno sguardo che è l’emblema della felicità. Si avvicina a me alla minima distanza consentita e facendo ancora qualche passo in avanti mi da un bacio ma non come quello della pausa pranzo (sue labbra appoggiate sulle mie labbra) ma su entrambe le guance usando la stessa sensibilità, appoggio velato e morbido.

Daniele dannazione…stai calmo, non ti eccitare, torna in te. Fu lo schiaffo della mente a farmelo ricordare.

Ciao Barbara” risposi insieme al cuore, e proseguendo: “Tutto bene? Allora andiamo a mangiare dove hai detto tu?”, ed ero pervaso da ancor più forti tremori sensoriali che mi facevano sentire un’altra persona.

Certamente Dani, a meno che tu non ne abbia trovato un locale diverso che mi andrebbe bene lo stesso, e comunque va tutto ok, sopratutto ora che ci sei tu” rispose con sempre più dolcezza, e io mi senti onorato di quello che aveva detto alla fine. Andiamo verso la mia auto che non era parcheggiata tanto lontano da lì e una volta saliti misi in moto diretti verso il locale. Durante il tragitto non ci siamo scambiati neanche mezza parola. Barbara in realtà parlava, anzi chiacchierava tanto tanto ma con gli occhi continuamente. Mi osservava, scrutava, indagava, cercava con questa cosa di leggermi dentro, e mi faceva capire quanto gli stavo piacendo.

Porca miseria sono di nuovo nel panico totale e non so cosa dire per sbloccare questo impasse. Fu provvidenziale un semaforo rosso a cui mi fermai per sbloccare il problema.

Guardandola gli dissi se stava andando tutto bene. “…meglio di così non potrebbe andare Dani” rispose sospirando e avvicinandosi a me mi accarezzò la guancia destra che prese subito fuoco. E mi passo per la mente che a lei non gliene fregava nulla che non gli avessi portato nessun pensierino, lei aveva di più: io.

Il caos però si era ormai impadronito di me, e per la prima volta nella mia vita furono scollegati definitivamente i percorsi tra cuore, mente e anima. Un disastro completo.

Ma riesco lo stesso ad avere la forza di dirgli:

Barbara, una cosa che mi sto chiedendo, è che credimi sono piacevolmente contento di stare qui con te ma la cosa è alquanto anomala, insomma mi pare strano tutto questo, sopratutto che tu sia molto contenta che io ci sia (e che mi hai chiesto di uscire e venire a cena con te), potrei essere tuo padre, sei così giovane…” Lei mi rispose senza esitazioni:

Se pensi al fatto della nostra differenza di età ti stai sbagliando di grosso Dani. Voglio essere sincera. Se io sono qui con te è perché mi…piaci e non non esiste nessun fattore età, come non esiste che vedo in te una figura paterna, come il fatto che tu mi vedi un oggetto sessuale, un trofeo da esibire. Osservandoti prima ti ho trovato sincero, onesto, vero…e con te sto veramente bene, contenta…anzi Dani, sono felice come non lo sono stata mai. Lo ammetto, ci siamo conosciuti solamente ieri, ma non ti pare bello proprio per questo motivo?

Due giorni non immaginavo minimamente chi fossi e, poi…sei apparso e come per magia sei qui con me ora, io lo ritengo un destino, un gran bel destino, ti sento molto vicino ai miei pensieri, io non ho assolutamente paura di te e tu non devi averla di me, però perché non finiamo questo discorso dentro il locale che siamo quasi arrivati?” Touchè. E con queste parole mi aveva messo definitivamente a tacere. Trentacinque anni meno di me e mi ha dato una lezione morale di vita, mi ci sta bene, così imparo la prossima volta a dire qualcosa di sensato. Nel frattempo arriviamo al ristorante e dopo aver parcheggiato e spento l’auto vedo che lei mi viene vicino e improvvisamente mi abbraccia mettendosi di lato in diagonale a me con il volto sulla spalla. Avrei potuto dire qualsiasi cosa in quell’istante ma preferisco lasciare le sensazioni per come sono e la lascio fare.

Si stacca e scendiamo dal mezzo, ci dirigiamo verso l’ingresso del locale e mi mette una mano appoggiata con delicatezza sulla spalla. Qualche metro prima di varcare l’ingresso del ristorante vedo che mi toglie la mano e dice: “Dani…” e io: “Si…dimmi”. Si mette di fronte a me con la leggerezza di una piuma che volteggia nell’aria e inizia ad avanzare pianissimo con le sue labbra verso di me, io intuisco immediatamente che non sarà come è stato alla pausa pranzo, quel che vuole fare è totalmente diverso, e finiamo col baciarsi in una maniera che io non avevo mai provato. Stavo indossando le sue labbra. Mi sentivo travolgere da immense onde di passione, sentivo la sua lingua impattare con la mia anima, la sua fresca giovinezza intensa, la sua voglia di arrivare alla porta del mio cuore per entrare e pretendere di abitare, un incredibile forte senso dell’appartenenza.

Riusciva a dominare la mia lingua in modo stupefacente, e subito mi balenò nella mente una malsana idea:” Ma dove ha imparato a baciare in questa maniera? Sembra una donna molto più grande, quasi una mia coetanea” avrei voluto chiederglielo ma è stato meglio non dire nulla, sennò come al solito rovinavo tutto imbranato come sono.

Quello che riesco solamente a dire è: “Barbara accidenti! Che vogliamo dare spettacolo? Dai che ci vedono” riprendendomi molto a fatica da quel bacio che mi stava piegando in due, mi aveva letteralmente sconvolto;

E chi se ne frega, morivo dalla voglia di dartelo non resistevo più. Ringrazia il cielo che te l’ho dato ora, non sapevo come avresti reagito ma se fosse stato per me ti avrei baciato ieri appena sei entrato la prima volta all’agenzia e ci siamo visti, dai su…sono stata brava in fondo a resistere in questa maniera” disse con una punta velata di dolce sfrontatezza ed entrammo dentro il locale.

E’ veramente un bel ristorante, Barbara aveva ragione. Ampio, moderno, il personale gentile e professionale e il posto dove ci avevano messo era proprio di fronte al lago Superiore illuminato da riverberi di luna. Uno scenario inaspettato, unico…da sogno, come da sogno è lei.

Cosa vuoi mangiare Barbara?”dissi emozionato fortemente ma cercando anche di darmi un’aria meno sconvolta;

Beh, io amo il pesce. Qui naturalmente fanno quello di lago ma ti garantisco che è buonissimo” rispose in una maniera euforicamente intrigante;

Gli dico: “Io adoro più quello di mare ma voglio darti retta, mi fido di te” convinto e intensamente d’accordo con lei, in sintonia profonda.

Una volta fatte le ordinazioni che prevedevano antipasti, primi e secondi a base di pesce che furono abbastanza rapide ad arrivare, iniziammo a mangiare e anche a fare conversazione:

Domanda sciocca, banale ma mi viene da dirtela cosi…Come ti senti ora Dani? le tue sensazioni? cosa provi? Mi disse con quegli occhi che mi penetravano dentro, che mi rapivano;

Se vuoi saperlo sto ancora cercando di riprendermi dal bacio che mi hai dato prima di entrare qui dentro, non me lo aspettavo così coinvolgente” risposi sempre cercando di avere un ben che minimo contegno;

Davvero? Ma lo sai che baci divinamente Dani?” mi dice con una semplicità disarmante;

Ehm…(arrossisco) grazie” gli rispondo consapevole che l’onda della passione mi ha colpito travolgendomi, ecco ora mi trascina via e io annegherò con lei;

Non fare il modesto ora. Sei veramente meraviglioso. Non ho mai sentito un trasporto del genere, ci sai fare veramente, le tue labbra, la tua lingua dicono molto di te, trasmettono una forte sincerità” mi dice e la sua bellezza è sempre più evidente in me;

Barbara accidenti… ma tu non pensi che stiamo correndo di più della velocità della luce nel fare le cose e così facendo rischiamo di bruciare tutto ? So già il tuo pensiero sulla differenza di età ma io me la vedo a volte davanti come un muro invalicabile, esiste ed è un dato di fatto, non si può non tenerne conto, sarò sicuramente paranoico ma non perdiamo di vista la realtà” gli dissi seriamente ma in fondo sentivo che avevo detto l’ennesima paranoia.

La vidi pensare un attimo e inizio con lo sguardo che mi fulminò per bacchettarmi moralmente;

Probabilmente stiamo correndo Dani, ma tu intanto ragiona. Te lo ripeto ancora se vuoi. Io non sono un tipo da avventure, non voglio sesso, non mi sento ne una puttana e ne una che ha bisogno di uno che sostituisca mio padre di cui meglio che non dica nulla. Se tu sei qui ripeto, è perchè me lo ha detto il mio cuore che si è impazzito quando ti ha visto. Certo è una cosa folle per come è nato tutto questo e poi per come è andata avanti la storia e si è sviluppata la faccenda. Ma il cuore sempre lui mi ha detto di fare così e non mi interessa, non mi pento. Se tornassi col tempo indietro a ieri lo rifarei altre mille volte. E lo vuoi proprio sapere quando ieri ci siamo conosciuti all’agenzia sai cosa ho pensato? “Amore mio” ecco cosa mi sono detta, e poi che se mi avessi chiesto di fare l’amore, io ti avrei detto subito di si oltre ad averti dato prima un bacio.

Fosse successo davvero avremmo dato vita a qualcosa che neanche nei sogni si possono vedere. Ma anche ora, adesso, non è da meno. Ieri ho avuto delle tremende ma bellissime sensazioni mai provate. Lo sai che ehm…(arrossisce di brutto) mi hai fatto avere un orgasmo quando all’agenzia ci siamo sfiorati le mani mentre ti davo la documentazione che ti serviva?  e poi un altro e credo che tu te ne sia accorto (e a me non è dispiaciuto che me lo hai visto fare) quando eravamo al bar in pausa pranzo? Mi piaci Dani, cavolo…questa notte il pensiero di te mi ha tolto il sonno (anche a me Barbara, penso mentre lei continua a parlare).Io non so cosa accadrà dopo o forse lo immagino ma io non voglio rinunciare a quello che mi hai dato da ieri, che mi dai ora e che mi darai dopo, io ho voglia di viverti”. Di nuovo touchè. Per la seconda volta mi mette inesorabilmente in silenzio.

In fondo i miei dubbi, la mia titubanza derivano proprio dal fatto per come stanno andando veloci gli avvenimenti. Dannazione. Tutto scorre rapidamente, ma perché qualche frammento di tempo non rallenta? E mentre la osservo finisco per impattarmi mentalmente con lei. Si, tutto scorre alla luce del suono ma io sono definitamente perso di lei ora, in questo istante, sono perdutamente innamorato. Ora la frittata è fatta. E se tutto finisse? Sarebbe la perfetta morte del cuore.

Lei come se mi avesse letto nel pensiero, se ne uscì con una frase che finì per esplodermi dentro, tramortendomi in maniera letale rivelando il suo sentimento per me:

Dani stai tranquillo, sereno, lasciati andare ti prego, tieni fuori i tuoi dubbi (iniziano a venirgli gli occhi lucidi)non ti prendo in giro, credimi a quello che ti ho detto prima, voglio dirti ora, in questo preciso instante e…Dio non riesco a trattenermi, ti voglio dire che…che ti amo, Dani ti amo!” pianse forte per la gioia liberatoria. La guardo, e con le mani gli asciugo le lacrime. Prendo con entrambe le mani il suo viso meraviglioso e inizio ad accarezzarlo sorridendo.

Sei una dolce, tenera, meravigliosa Donna. Un fiore di Femmina, ti amo anche io, anzi ti Amo” dico senza più difese;

Poi in perfetta intimità continuò la conversazione toccando altri argomenti e molto da lontano il proprio passato, anzi di quest’ultimo non se ne parlò quasi per niente, evidentemente non ci interessava farlo. E tutto il resto non contava più nulla. Nella tarda serata che introduce a inizio notte qualcosa (tutto è la definizione migliore)è destinato a compiersi, carnalità, mente, cuore, anima e amore destinati a una fusione irreversibile. FINE QUINTA PARTE

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google

L’amore…oltre-4°parte

L'AMORE OLTRE 4 PARTE

NELLA MENTE DI DANIELE

 

Accidenti! Allora da quello che stai dicendo adesso non hai nessun ragazzo e non ne frequenti altri! Ma come è possibile che una bellissima ragazza come te non abbia avuto nessuna mano che ti abbia accarezzato o un paio di labbra che abbiano rubato il sapore che emanavano (veramente io lo avevo sentito quel sapore quando lei mi ha appoggiato le sue labbra sulle mie quando avevamo finito la pausa pranzo)?

Mi sento sollevato da questo, ora ci sono io e questo mi fa sentire bene anche se non so perché sono qui ma avverto dalle tue onde emotive che mi desideri tanto e io non ho più altre parole per dirti quanto sei bella e quanto mi emozioni, oddio come sono banale. Mi pare un sogno averti qui, un sogno da cui non vorrei svegliarmi mai. Come mai non mi sono accorto prima della tua presenza? Devo solo ringraziare il destino per avermi fatto incontrare te. E se ora in questo istante ti dicessi che non potrei fare a meno di te?

E se ti dicessi che sono follemente innamorato di te? Tu però meriteresti di meglio di uno come me che ha delle grandi paranoie mentali, non voglio ne soffrire e ne farti soffrire. Ho paura, paura di sbagliare e tanto con te, ma ora tu sei vicino a me, mi fai sentire felice ma confuso, hai anche le mie stesse sensazioni di solitudine quando torni a casa e anche il giorno dopo quando arrivi al lavoro, si…si ora lo avverto fortemente che è un colpo di fulmine tra noi e questo ci cambierà la vita, ah che ingenuo, un neonato lo avrebbe capito prima, ti prego amore mio (scusami se mi sono permesso di chiamarti così) aiutami a non fare errori…prendimi per mano ti prego.Mi sento onorato che piaccio a uno splendore come te.

 

NELLA MENTE DI BARBARA

 

Daniele, dove sei stato in tutto questo tempo fino al momento che per la prima volta ho visto quel lago azzurro dei tuoi occhi? Finalmente sei qui, qui accanto a me.Non posso dimenticare il primo istante che ti ho visto, tu che mi guardi e io che sobbalzo, sai la prima cosa che mi è venuta in mente cosa è stata? “Amore mio” ecco cosa mi sono detta, la luce proprio dei tuoi occhi mi stavano lentamente spogliando ma non mi sentivo in imbarazzo anzi… meno male che ero seduta sennò chissà cosa mai mi sarebbe successo.

Ho sentito subito quei vortici in basso che tanti chiamano “le farfalle nello stomaco” come posso non ricordare? Io non li ho avuti mai. Mi sentivo completamente nuda  davanti a te e credimi mi hai eccitato fortemente, mi hai fatto bagnare quando oggi ti ho passato il documento che ti serviva meno male che non te ne sei accorto sennò diventavi matto, e io che mi dicevo:”Ma che stai facendo pazza?”, si lo so Daniele che tutto questo è pazzia, qualcosa che sa di delirio puro ma tu mi trasmetti serenità, mi vedi pulita, e con te mi sento pulita e amata, non mi vedi una avventura come tante.

E sono così folle da lasciarmi andare che ora se tu mi chiedessi di fare l’amore ecco…non avrei dubbi, lo farei subito convinta, perché nel tuo sguardo continui ad ispirarmi fiducia, ti sento vero e so che non potresti mai tradirmi. Si dimmi che sto delirando se penso questo, ma tu non sei certo un ragazzo sprovveduto alle prime armi, sai usare la testa, l’ho visto come ti stai comportando con me. Si dimmelo che lo pensi anche tu che ci siamo piaciuti appena ci siamo visti, è stato un bellissimo colpo di fulmine. Dillo, confessamelo, lo vedo che lo hai capito, io non sono una stupida, non sono di certo come una di quelle donne tutte evidenti, tette, sedere e poco cervello che hai conosciuto o frequentato, io ti desidero con il cuore, dai cerca di capirlo Daniele.

Cavoli, non ho mai aperto il cuore in questa maniera con nessun’altro uomo in vita mia (lasciamo stare poi quei ragazzi tutto fumo della mia età o poco più), sei un’uomo adorabile, tenero e mi sento in sintonia con te, pensiamo anche le stesse cose, proviamo le stesse sensazioni che siano gioia o desolazione…ti prego Daniele abbi sempre cura di me  e non farmi mai del male anche se sono certa che tu non me lo farai mai. Sai, io ho sofferto maledettamente in questa mia seppur breve e giovane vita, E che ti giuro (ed è quello che tu vuoi ora che io ti trasmetta con la mia anima) che non ti farò mai del male. Sono troppo felice ti prego, devo trattenermi dal piangere…dimmi che il tuo vero nome è…Amore. Perché così io ti chiamerò da ora in poi.E’ un immenso onore piacere a te sole del mio desiderio.

 

RIPRENDE LA CONVERSAZIONE

 

Sono contento Barbara che gradisci la mia compagnia, e credimi la cosa è reciproca. Si comunque devo dire che ora va molto meglio di oggi, sono più rilassato, ok lo riconosco è tutto merito tuo, se non mi avessi invitato qui mi sarei fossilizzato come ogni giorno nuotando nelle carte dell’ufficio senza mangiare nulla.” dissi, ed ero veramente sereno. Lei abbassò la testa iniziando ad arrossire più dell’altra volta in agenzia, sentivo che bisbigliava qualcosa ma non ricordo cosa.

A me sembravano gemiti come quando uno si eccita sessualmente e sta avendo un orgasmo, la vedevo a un certo punto con la coda dell’occhio che sia stava toccando il pube, ma distolse subito la mano appena si è accorta che la stavo osservando furtivamente.
“Daniele
perché non racconti qualcosa di te?” disse con fatica riprendendosi, ma io compresi a malapena quello che aveva appena detto, era tutta colpa dei battiti forti che mi arrivavano al cuore. “Cosa? Raccontarti di me”? Ci vorrebbero giorni e qui purtroppo ci rimangono solo 30 minuti da gestire per la pausa pranzo.

Posso provare a sintetizzare. E dirti che la vita non è stata generosa con me e che sua “cugina” putativa di nome fortuna non si è voluta mai alleare con me, ho avuto un matrimonio fallito alle spalle da quale è nato un bellissimo figlio che ha quasi la tua età, che non vive con me ma sta in Ungheria insieme alla madre ma forse qui mi pare che ti stia dicendo il solito banale discorso che senti fare dagli uomini quando con le donne iniziano a conoscersi, che parlano del loro passato, dei loro sbagli per farsi poi passare da vittime e quindi farsi compatire, poi come ho detto prima ci vorrebbe più tempo, io sono abituato a parlare con calma senza  l’assillo della fretta per il lavoro, il quale ti posso dire per fortuna va più che bene, sperando che non si chiamino tutti Ceronetti questi assilli” gli dissi concludendo con una risata che non so più da quanto non la facevo.


Daniele, io non ti ritengo banale, a me piace sentirti parlare e che mi racconti di te,  la tua storia e so che la diresti senza che io possa ritenerti vittima di chissà che cosa io non sono una che giudica non l’ho mai fatto e mai lo farò, e…hai ragione accidenti il tempo per la pausa sta terminando e devo ritornare al lavoro e…” disse esitando come un volo di farfalla interrotto aprendo a una improvvisa disponibilità mai vista e prosegui: “ Ho voglia di rivederti subito Dani, posso chiamarti così, non ti arrabbi vero?” disse con estrema dolcezza, pareva un cucciolo dolcissimo, e io dissi facendo di si con la testa: “Wow, che nomignolo carino e dolce, mi piace.Certo che mi ci puoi chiamare, tranquilla che non mi arrabbio mica per questo”. Mi piaceva davvero tanto il nomignolo che mi aveva dato…Dani, solo chiamarmi con questo nomignolo mi toglie 10 anni di vita.

E pensare che fino a questa mattina mi chiamava Dottore. Solo che a me non viene in mente nessun nomignolo da dargli, forse Amore è quello più appropriato. Continuerò pero a chiamarla con il suo nome che è veramente bello, poi si vedrà. Quanto mi piace questa intimità che piano piano sta nascendo tra noi.
Ti andrebbe di andare a cena insieme stasera dopo il lavoro?” disse diretta senza esserci l’opportunità di fraintendere;
Con piacere Barbara, dove vuoi che andiamo?” dissi dopo che prima ero rimasto a bocca aperta e poi tremendamente folgorato dalla sua richiesta, mentre altri forti tonfi al cuore proseguivano imperterriti;

Conosco un posto carino, si chiama “Lo Sghibizz” è a una ventina di minuti da qui, ci sono stata qualche mese fa,  fanno anche il pesce ed è di fronte al lago Superiore, fidati è veramente carino il posto e si mangia benissimo” disse con quegli occhi che erano gemme preziose; “ Uh che stupida che sono, neanche ti ho chiesto se hai qualcosa da fare stasera, impegni o se hai qualcuno che ti aspetta a casa.” prosegui concludendo con una punta di sorprendente malizia. Mi sorpresi alquanto di quello che aveva detto (“Ma che dice”? pensavo): avevo dato forse l’idea di provarci con lei avendo un’altra poi che mi sta aspettando?

Ma per chi mi ha preso? Non sono mica un donnaiolo, diamine! La guardai allargando le braccia sorridendo (anche se avrei voluto dirgliene due) scuotendo la testa negativamente. Barbara rise in una maniera così dolce che mi veniva voglia di abbracciarla e capì allora come un cretino che mi stava prendendo in giro, istintivamente mi stava aprendo completamente tutto il cuore alla sua massima estensione dal quale sentivo quei ticchettii continui sussultori preludio d’amore.
E te Barbara? Ti aspetta qualcuno a casa?” dissi ironicamente facendogli l’occhiolino con lo scopo di rendergli la pariglia. Lei invece diventò improvvisamente seria, si alzò, iniziò a guardarmi dolcemente, troppo dolcemente, si avvicinò appena e piegandosi verso di me mi appoggiò le sue labbra sulle mie. Non era un vero bacio ma un attimo che introduceva magia.

“Vieni a prendermi alle 19.00 all’agenzia, io finisco a quell’ora” concluse. La vidi allontanarsi velocemente, e mentre si incamminava si gira più volte per vedere dove fossi. Io ero rimasto ancora al bar seduto ancora alcuni minuti imbambolato più di prima. Avevo incredibili sensazioni addosso, erano belle ma strane, ora materializzavo cosa sarebbe potuto accadere tra cena e dopocena, ed era un film ancora tutto da scrivere. E chi lavora oggi pomeriggio sapendo che questa sera ce qualcosa che potrebbe segnare la vita di due persone? E ripensavo alle sua labbra appoggiate sulle mie. E’ stato meglio di un bacio, come quando due fiori sono accanto e si toccano, incredibile come se mi avesse letto nel pensiero, come faceva a sapere che era quello che volevo? Che desideravo sapere che sapore avevano le sue labbra? Ora lo so, sapevano di vita, di amore, di cuore.

Trovai la forza sufficiente per alzarmi dal tavolino e tornare al lavoro con la testa irradiata da pensieri. Piena di felicità ma anche di confusione. Ero contento ma anche inquieto. Pensavo insistentemente alla serata e anche al dopo cena. E più ci pensavo e più avevo un senso di inquietudine e paura di sbagliare tutto. Forse sarebbe stato meglio che quando ci eravamo visti per la prima volta che lei non avesse provato nulla per me, e se anche a me fosse piaciuta lo stesso almeno sapevo per certo che lei non era interessata a me, ci sarei stato si male, ma poi alla fine…chi se ne fregava almeno non mi prendevano poi le paranoie.Invece è andata diversamente, anzi lei è più sicura di me, riesce a osare, cosa che io non riesco, sono troppo frenato.

 Anche se poi conoscendola un po meglio, ho visto nei suoi occhi di lago una considerazione che nessun’altra (e parlo di donne molto più grandi di lei) mi ha mai dato, mi rende al centro delle sue attenzioni, come se mi adorasse e io non posso far finta di niente. Sono devastato dall’emozione più di quanto non lo fossi secoli fa al primo appuntamento quando avevo 15 anni e andai a prendere un gelato con una ragazza della mia stessa età, altre storie e diverse sensazioni emozionali. Fu un pomeriggio lavorativo in apnea e non ci mise tanto ad arrivare la sera e quindi l’approssimarsi del evento fatale dei due cuori. Alle 18.30 chiudo l’agenzia come faccio di solito e mi incammino con passi frenetici verso dove lavora Barbara in attesa che lei esca. Sono in anticipo di qualche minuto. Ecco, inizio a inquadrare l’ingresso dell’agenzia dove lavora lei. Il cuore forte…forte…forte, batte all’impazzata, eccomi amore mio sono qui che ti sto aspettando, ti desidero stella mia, cosa ne sarà di noi domani? FINE DELLA 4°PARTE.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google

L’amore…oltre-3°parte

L'AMORE OLTRE 3 PARTE

Fortunatamente Francesco si sbriga prima del previsto riuscendo ad arrivare in agenzia prima delle 11.00, così riesco a scappare come un fulmine a prendere quella carta tanto che lasciai di stucco lo stesso Francesco, in realtà non vedevo l’ora di rivedere di nuovo la dolcissima Barbara, non passava attimo che non la sentissi nuotare dentro il mio sangue. Dopo essere arrivato alla Praticar  entrai subito dentro e vidi Barbara in piedi dietro il bancone come se mi stesse aspettando e non appena ci vediamo guardandoci dritti negli occhi quel che appare davanti a me sembra un sogno a occhi aperti. Nell’immaginario itinerario dei nostri occhi apparve un fulmine elettrostatico di quelli che appaiono all’orizzonte quando ce un forte tornado in arrivo, trapassare e recidere quella linea dissolvendosi nei nostri occhi. Lei era divina.


Questa volta indossava un vestitino nero con una gonna corta che evidenziavano due bellissime gambe con una pelle paurosamente setosa, ai piedi portava un paio di scarpe nere lucide coi tacchi che la rendevano terribilmente sexy ed ebbi ancora una forte eccitazione quando le scrutai il seno dove riuscivo a intravedergli un reggiseno bianco di pizzo, un volto ancora più splendente e solare del giorno precedente. Gli avrei voluto fare veramente i complimenti per come stava bene, ma dentro di me scattarono dei meccanismi mentali del tipo che non sapevo (e forse magari non volevo sapere) come avrebbe reagito a questo, che me lo impedirono di fare.
“Dott.Rossi, questa è la carta che le serviva” disse porgendomi il foglio, e mentre me lo diceva si mise a girare su se stessa senza un motivo apparente. Si vedeva che era emozionatissima, quasi balbettava.
“Grazie Barbara, lei è stata gentilissima, la ringrazio tantissimo lei non sa in che situazione mi ha tirato fuori” risposi, ero al limite del collasso cardiaco per le emozioni che stavo avendo, e mi misi la mano sulla fronte come per asciugarmi il sudore che in quel momento si era formato sulla fronte, in realtà non era per la faccenda del documento del Ceronetti ma era per riprendere fiato dalle onde emotive che mi provocava Barbara.
Vedendomi in quello stato preoccupata mi disse:

“Dottore, va tutto bene?” rispose in una maniera che l’ascoltai appena tanto ero preso di lei e ogni momento che passava andava sempre peggio, avrei voluto dirli :”Accidenti a te, si che ce qualcosa che non va e la colpa è solo tua”, dannazione, come se la sentissi sempre più dentro dentro di me. Ma perché mi sono andato a cacciare in questo casino? Mannaggia a me.
“Si…si va tutto bene, ma questa storia del Ceronetti mi ha stressato fortemente e come se non bastasse ho una marea di lavoro da fare, non si preoccupi” risposi che oramai i tonfi all’anima si erano persi al conteggio.

“Perchè per pranzo non si prende una pausa? Se vuole ci vediamo al bar di fronte ai Gonzaga dove vado di solito così ci prendiamo qualcosa, io stacco alle 13.00” disse, e lo disse con una naturalezza che quei diamanti di occhi brillavano di gioia una volta finita la frase.
Ecco qua, la frittata è fatta, accidenti sto andando nel panico totale, devo stare calmo, respirare e ragionare, ma non poteva dirmi quando pensava che stavo male solamente: “Ok”? Così sarei andato via e non starei a queste condizioni? “Si bravo stupido-pensai tra me-e poi? L’avresti rivista chissà quando e credimi ti sarebbe mancata tantissimo, meglio che ti abbia detto che vuole vederti al bar, non sei contento Daniele?” finì di concludere la mia coscienza. A questo punto tanto valeva vederla, anche perché tornando al lavoro come suggeriva il mio cuore avrei sentito il vuoto assoluto e poi….che scemo, forse gli piaccio e quindi è normale e scontato che me lo ha detto…(si..mi faccio delle grandi seghe mentali)


Mmmm….meglio che vada a terminare queste mie cognizioni mentali in ufficio, ma prima però gli dico:
“Ok, d’accordo, ci vediamo per le 13.15 al bar”, e lei girandosi di spalle la vidi con la coda dell’occhio che stava sorridendo di gioia, avevo materializzato proprio in quel momento che ci piacevamo reciprocamente e neanche poco ed ebbi una leggera paura. Ritornando in ufficio ancora non avevo ben messo a fuoco la pazzia che si stava compiendo. Si è vero lo ammetto Barbara mi piace veramente tanto ma parto da un presupposto banale che abbiamo un enorme divario di età (parliamo qualcosa come trentacinque anni non un anno o dieci) e poi come adattarsi a dei gusti in comune? Un giovane ha le sue esigenze uno più maturo altre esigenze. E poi non la conosco. Intanto il mio cuore si divertiva a punzecchiarmi:”E cosa ci vai a fare al bar con lei allora? Non pensi che è l’occasione giusta per conoscersi?”


Poi preso da nuovi ingarbugliamenti(contorti sempre di più si intende) di pensieri feci un ragionamento che in fondo ci sono ragazze che sono attratte da uomini più grandi per un senso paterno, di protezione, o forse è solo una fortissima attrazione sessuale destinata a finire nel giro di poco. E poi ne ho sentite di storie analoghe che non sono andate a finire proprio bene, sinceramente non mi posso permettere di soffrire ancora, ma devo conoscerla e andare fino in fondo, solo così potrò capire meglio, non posso sottrarmi al suo invitante richiamo. Grazie anche a questi contorcimenti mentali in pochissimo tempo arriva l’ora di pranzo e si avvicina il momento in cui mi vedrò con Barbara, e io non sto più nella pelle, sto anche delirando.

Avviso i miei colleghi che mi assento per andarmi a prendere qualcosa e che tornerò alla fine della pausa, da quell’istante avevo a disposizione circa meno di un’ora per poter stare insieme a questa dolcissima creatura. Mi do una veloce sistemata improvvisata al vestito che portavo e via a passo rapido in direzione del bar dove lei era già arrivata seduta al tavolino ad aspettarmi. Lei appena mi vede arrivare gli brillano nuovamente gli occhi fatti di diamante puro e si nota benissimo che è felice di vedermi e mi dice salutandomi:

Buongiorno Dottore” rimanendo in attesa con un visino da gattina in attesa di essere accarezzata;Buongiorno a te Barbara” dissi e sedendomi di fronte a lei, prosegui nel discorso:”Senti posso chiederti una cosa? Per favore diamoci del tu e chiamami Daniele, sennò mi sento a disagio, evitando anche di chiamarmi Dottore, solo tu nella zona mi da questo nome altisonante che neanche merito, chiamami Daniele e basta, se insisti a darmi del lei mi fai sembrare un vecchio matusalemme mummificato” conclusi con un sorriso ironico liberatorio che mi fece finalmente rilassare.Ok, aggiudicato Daniele” disse brevemente lei facendomi una grande tenerezza mentre lo diceva e proseguendo: “Ma guarda che poi tu non sei mica un matusalemme. Mai visti matusalemme con certi occhi azzurri che stanno così bene in giacca e cravatta”. A sentire queste frasi mi imbarazzai un po e credo che abbia anche arrossito, ci faccio caso a questa cosa ogni volta che sento le guance andare a fuoco.Prendiamo qualcosa?” dissi tagliando corto e lei:

Si volentieri, io prendo un succo di spremuta di arancia e un panino con tonno e pomodoro” disse con quella voce che mi stava sempre di più facendo stramazzare al suolo;Quella storia di Ceronetti (ma quale Ceronetti, è Barbara la tua inquietudine) e il lavoro che ho ancora da smaltire mi hanno tolto l’appetito, ma devo mandare giù qualcosa, credo che prenderò un toast prosciutto e formaggio e un bicchiere d’acqua minerale gassata” dissi con una tensione interna avvertibile anche agli sconosciuti, e cosi ordinammo le consumazioni che non tardarono ad arrivare.Iniziò col dirmi: Allora Daniele ora va un po meglio di oggi,no?” E proseguendo:

“Ah senti…innanzitutto scusami ma prima volevo dirti una cosa…grazie di essere qui con me. Sono contenta di stare qui in tua compagnia, è la prima volta che dopo tanto vengo con qualcuno, in questo bar ci vado sempre da sola e questo è veramente deprimente, mi da una sensazione sgradevole come quando la sera torno a casa sempre in solitudine, mi mette un ansia continua, persistente che mi accompagna fino al giorno successivo quando riprendo a lavorare e poi quando vengo di nuovo qui per la pausa pranzo, solo lavorando riesco a non pensare a nientee mi sembrava un sole che mi illuminava pienamente l’anima e, in quel mentre successe che…FINE TERZA PARTE.

Testo:Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google

L’amore…oltre-2°parte

L'AMORE OLTRE 2 PARTE

Attirai la sua attenzione tossendo leggermente e questo gesto fece in maniera che rivolse il suo sguardo all’insù verso di me alzandosi e….accidenti mi bloccai istantaneamente. Vidi davanti a me qualcosa di insolitamente stupendo. Una ragazza che avrà avuto si e no 20 anni, giovanissima, dei capelli castano lucenti come il sole e due straordinari occhi neri che mi guardavano meravigliati facendomeli sentire praticamente addosso. Una camicetta bianca appena aperta che faceva intravedere due seni che stavano già iniziando a farmi sballare.
Poche persone al primo impatto mi avevano mandato in bambola in questa maniera. Lei intanto continuava ancora a fissarmi come se davanti a lei avesse un qualcosa di veramente piacevole, sorrideva in silenzio, probabilmente colpita anche lei. Come mi sarebbe piaciuto poter entrare nella sua mente anche se pochissimi secondi per capire cosa stava pensando. E non mi ricordo neanche più da quanto tempo ero lì dentro, a me sembrava un eternità e non ci eravamo ancora detti nulla.

“Buongiorno, sono Barbara come posso esserle utile?” disse rompendo finalmente il ghiaccio, con una voce che sembrava magia (dolcemente giovanile) e che già mi stava facendo girare la testa e quei occhi ancora poggiati su di me che a me davano l’impressione come se volessero mangiarmi.
“Buongiorno a lei, io mi chiamo Daniele Rossetti e dirigo un’agenzia di assicurazione la “2DR” non distante da qui. Nel trattare una pratica mi sono accorto che un mio cliente che si chiama Ceronetti Alfredo lo stesso in stipula di contratto assicurativo non mi ha portato il certificato del passaggio di proprietà che come mi ha riferito lui stesso ha fatto presso di voi. Se cortesemente potrebbe verificare che fine ha fatto questo certificato, perché devo urgentemente inviare la pratica al più presto a Roma, il cliente mi ha detto che sono due mesi che l’aspetta e inoltre non mi ha dato neanche il provvisorio” conclusi deglutendo con estrema fatica aggrappandomi forte al bancone per non cadere una volta per tutte.


Lei rimase ancora a indugiare su di me guardandomi e riguardandomi più volte. Sorridendo tra me mi chiedevo che sarei stato falso se non avessi ammesso che si notava che avevo fatto colpo su di lei. Peccato però che era giovanissima, certamente poteva andare bene come figlia ma a pensare anche solo lontanamente di uscire a prendere un qualcosa con lei al bar neanche lo potevo immaginare, era semplicemente folle una cosa del genere. Però riconosco che è veramente bella, una di quelle bellezze totalmente diversa dalle altre. Qualcosa di semplice e di  molto solare non dava segni di volgarità. Non era evidente, vestiva in maniera normale (una camicetta bianca come ho avuto modo di dire e un paio di pantaloni neri che gli stavano molto bene addosso) si muoveva in maniera impercettibile ma con grazia e leggerezza, e sul volto aveva un leggero e velato trucco che la rendeva graziosa, un gioiello. Ma poi pensai che chissà con quanti ragazzi avrà a che fare oppure ipotizzavo che un ragazzo fisso lo aveva di sicuro. E quello che immaginavo di lei circa il fatto che l’avessi colpita erano solo fantasiosi castelli in aria.

“Dott.Rossetti ho capito il problema, mi faccia controllare bene e poi le do una risposta, solo che l’elaboratore dati collegato al P.R.A. da questa mattina è in caos completo e mi ci vorrà tutto il pomeriggio intero per accertarmi anche il perchè le carte originali non sono mai arrivate al Sig.Ceronetti, le telefonerò al suo ufficio appena so qualcosa, non si preoccupi Dottore” mi disse con voce più languida e seducente di prima e mi accorsi che era diventata rossa in volto e si iniziò a toccarsi nervosamente i capelli, in quel preciso istante divenni pazzo. L’avrei tirata verso di me e gli avrei dato un bacio come non ho mai osato fare nella mia vita. Ero fortemente curioso di sapere che sapore avevano le sue labbra. Dannazione stavo impazzendo davvero, ero eccitato al limite delle mie possibilità. Dovevo assolutamente uscire fuori di li e prendere aria, tra l’altro i miei colleghi mi stavano aspettando e dovevo andare avanti con altro lavoro che mi avrebbe impegnato abbastanza, cosi mi congedai quasi scappando da quel bel fiore e me tornai in ufficio. Ma la mia mente non smise un’attimo di pensare a lei.


Riferii a Roberto quanto Barbara mi aveva detto su quella carta del Ceronetti, e continuai a lavorare ininterrottamente senza neanche pranzare fino a sera alle 18.30. Una volta chiusa l’agenzia fui preda della sconsolatezza della solitudine che come ogni volta da tanto tempo oramai mi accompagnava fino al mio ritorno a casa proseguendo il giorno dopo (fortuna che avevo il pensiero di Barbara dentro di me che attenuava questo dolore) sino al momento che alle 9.00 riapro l’agenzia. I ragazzi (si fa per dire) che lavorano con me non erano ancora arrivati e dopo neanche 10 minuti il telefono iniziò a squillare dannatamente. Ogni volta che squillava per me suscitava sempre un bel po di nervosismo, chissà mai chi poteva essere.
“Si, pronto buongiorno “2DR” assicurazioni” dissi;

Dopo alcuni secondi di silenzio dall’altra parte del telefono sento una bellissima aria musicale sotto forma di voce esclamare:
“Buongiorno qui è Barbara della Praticar, volevo parlare con il Dott.Rossetti”. Sarei stato ad ascoltarla per ore intere e fargli ripetere all’infinito sempre quella frase, era un qualcosa che mi provocava onde di emozioni, ma dovevo controllarmi e riprendere in mano la situazione;
“Sono io Barbara, mi dica” gli dissi con tono professionale ma in profondità c’era voglia di parlargli con un tono differente, dall’altra parte però non si sentiva più nulla era come se fosse caduta la linea;
“Barbara, è ancora lì? Mi ascolta?” dissi non capendo cosa succedesse;
“Si…Dottore l’ascolto, mi scusi mi ero distratta (ma non era vero probabilmente) un attimo” rispose con un aria visibilmente emozionata e prosegui: “Per il Sig.Ceronetti le comunico che sono riuscita a risolvere tutto. Era successo che per un errore di un impiegato del PRA la carta era rimasta nei loro uffici oltre il tempo consentito e abbiamo quindi subito regolarizzato la pratica, se vuole può passare qui da me quando vuole a ritirare una copia conforme all’originale”. Che voce, che incanto, sarei volato subito da lei, ma proprio quella mattina ero solo in agenzia. Francesco era a fare delle commissioni urgenti e quindi lo sostituivo e poi non mi sentivo di mettere quell’imbranato di Roberto alla ricezione clienti, l’unico che in quel momento era con me, non c’era neanche Annamaria che si era presa una giornata libera. ” Ok, appena mi libero faccio una scappata in agenzia a prendere il documento” gli dissi questa volta con una voce leggermente rotta dall’emozione e lei molto probabilmente si accorse di questa cosa, sembrava che la sentissi respirare contenta e felice della concreta possibilità di rivedersi ma credo fosse solo una mia impressione.-FINE SECONDA PARTE

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google

L’amore…oltre-1°parte

MANTOVA

Accidenti, oggi è un vero e proprio inferno al lavoro. E poi non ho ancora preso un buon caffè dannazione! Mi chiamo Daniele e da due anni dirigo una piccola agenzia di assicurazioni la “2 DR” che ho aperto in pieno centro a Mantova non distante dal bellissimo palazzo dei Gonzaga. Ci lavoriamo in quattro: io, il mio vice Roberto un gran bravo ragazzo ma è un tipo molto sbadato che a volte per la fretta incasina le pratiche rendendomi tutto più complicato  facendomi così arrabbiare di brutto e sarà lui infatti la miccia involontaria per quello che dovrà seguire di qui in avanti. Poi ce Francesco che si occupa di stilare le polizze assicurative oltre ad avere contatti con la clientela, un tipo fidatissimo di grande volontà e spirito lavorativo.


E infine Annamaria, una signora sui 62 anni molto affidabile e professionale che è la segretaria e tiene tutto con molta minuzia e accortezza tutti gli appuntamenti e le eventuali riunioni che si dovevano tenere in giornata. Non potevo certo lamentarmi degli affari, in quel periodo stavano andando per il meglio, infatti da un riscontro grafico che la preziosa Annamaria mi fece vedere, l’agenzia aveva avuto un utile netto del 10 per cento in più del mese precedente, e il miei colleghi avevano una grande stima di me, vien da se che la cosa era reciproca da parte mia. Forse dovrei passare alle dolenti note e parlare di me e della mia vita passata e presente.
Ma forse mi piacerebbe ancor di più di parlare di quella futura che non esiste, e non so se esisterà. Sono stato sfortunato da bambino e ho passato l’adolescenza iniziando a lavorare sin da subito a ben 16 anni facendo il barista occasionale come primo lavoro. A casa eravamo poverissimi e io non potevo permettermi di studiare. Avrei rimediato anni dopo con molta difficoltà ma alla fine riuscendomi a laureare in Lettere, una falcoltà bellissima ma che non mi ha dato poi quello che chiedevo. Ma poi con il tempo e mettendo da parte qualche soldo sono riuscito ad aprirmi questa piccola agenzia, una soddisfazione arrivata però in tarda età, a 53 anni (ora ne ho 55). Come affetti, ho avuto durissimi colpi nelle tubazioni dell’ anima. Persi giovanissimo per un infarto improvviso mio padre e qualche anno dopo mia madre lo raggiunse.


Una bellissima storia d’amore la loro. Si conobbero a 13 anni a Roma e poi lui parti per la guerra al fronte dove ci rimase 8 anni tornando sano e salvo. Mia madre, una bellissima ragazza l’aspettò per tutto questo tempo tanto che proprio al suo ritorno si sposarono. Nacqui io ultimo di quattro figli e fui amato tantissimo da loro anche se poi li vedevo poco perchè dovevano guadagnare per farci e farmi mangiare. Papà morì a 42 anni e mia madre ne aveva 38 ed era ancora bella. Non volle mai più frequentare un’uomo e ne tanto meno risposarsi, poi morì anche lei ma più tardi per una malattia che non perdona: il diabete. Di me altro cosa dire…ho voluto dare un senso alla mia vita credendo nell’amore e nel matrimonio, sposandomi con una donna cui da lei ebbi un bellissimo bambino. Poi mi separai per le sue dannate voglie di fare carriera all’estero infatti poi lei se ne andò in Ungheria a Budapest dove era nata portandosi appresso Davor mio figlio per seguire altre strade diverse dalle mie. Ho sofferto maledettamente la mancanza del mio cuore, del sangue del mio sangue, di quello che presi in braccio appena nato, e mi fermo qui, non voglio piangere più per la disperazione. E non dico altro nelle esperienze successive che ho avuto con altre donne, potrei solo che stare peggio.


A volte mi butto nel lavoro per dimenticare, cercando di far passare il tempo più velocemente possibile. A volte invece i miei pensieri si fanno largo con prepotenza e si mischiano a emozioni e angoscia. Vorrei veramente una donna che mi stia vicino e che non abbia le stesse pretese della mia ex e vorrei anche una donna che non mi veda solo un oggetto del desiderio. Il tempo invece di danneggiarmi facendo di me un vecchio decrepito personalmente ha voluto punirmi regalandomi un aspetto affascinante e giovanile, facendomi dimostrare molto meno della mia età, di questo non ne ero affatto fiero, avrei voluto essere segnato dalle rughe.
Negli sguardi delle donne ci vedevo solo un interessamento sessuale finto intellettivo, alcune sposate con i loro soliti problemi di incomunicabilità col marito, o strani esseri che provavano a ingarbugliare le cose peggio del cubo di Rubik, o c’era chi voleva solo sesso e basta. Non parliamo poi delle clienti. Avevano sempre a un che dire di malizioso e doppi sensi. Considerazioni che sinceramente mi davano un grande fastidio e un micidiale imbarazzo ogni volta che avevo a che fare con loro.


Ma oggi come avevo detto all’inizio è una giornata veramente infernale. I telefoni da quando alle 9.00 ho aperto l’agenzia sono a ferro e fuoco e il povero Francesco ha il suo bel da fare per fronteggiare tutte quelle situazioni da trincea di guerra. Anche Annamaria è presa nel bel mezzo dell’archivio a sistemare tutte le pratiche che andavano in pagamento. Solo Roberto è bello tranquillo nel suo ufficio a cercare con molta calma di riunire (o sfasciare) e sistemare la documentazione necessaria per completare i fascicoli dei clienti. Qui drin drin continui del telefono e il gracidare del fax mi stanno facendo però scoppiare la testa, e in questo momento mi manca tanto un buon caffè a cui più o meno a quest’ora sono abituato a prendere, una sorta di ricarica per affrontare meglio le insidie della giornata, purtroppo non tempo per farlo.
Fu proprio Roberto a distogliermi i pensieri su quello che avevo detto in precedenza, irrompendo a valanga nel mio ufficio esclamando preoccupato:
” Daniele…Daniele accidenti è successo un casino con una pratica” disse con pochissimo fiato in gola;
“La cosa non mi stupisce, tu incasini sempre tutto, cosa è successo ora? dicendo rassegnato all’ennesimo guaio da lui provocato;
” Non mi sono accorto che nella pratica che ho passato a Francesco per la chiusura finale del fascicolo del Sig.Ceronetti Alfredo lo stesso ha omesso di presentare il foglio del passaggio di proprietà dell’ auto che lui ha acquistato di recente e ora oltre a essere incompleta la pratica  rischiamo provvedimenti da farci piangere davvero dalle autorità di controllo ministeriali, Francesco me l’ha riportata dopo che se ne è accorto anche lui” mi disse sbarrando gli occhi come se avesse visto davanti a lui un fantasma;
“Dannazione Roberto questa cosa è gravissima, vai a riprendere la pratica da Francesco e portamela io intanto chiamo il Sig.Ceronetti e vedo cosa mi dice” dissi seriamente preoccupato.  Avevo l’ansia e lo stress ormai alle stelle e la tensione si palpava visibile nell’aria. Qualsiasi  decisione o azione avrebbe portato conseguenze dagli esiti imprevedibili.


Nel frattempo Roberto mi aveva portato la pratica e esaminandola mi accorsi effettivamente che l’automezzo era intestato al  Ceronetti ma  mancava  il passaggio di proprietà e mancava anche del foglio provvisorio di passaggio. Chiamai subito il Sig.Ceronetti il quale dopo aver ammesso la colpa si scusò e mi disse che aveva comprato l’auto in questione effettuando subito tutte le carte del passaggio in essere presso un agenzia di Mantova collegata al ACI/P.R.A la Praticar, ma erano passati circa 2 mesi e l’originale della carta non gli era  ancora arrivato. Chiusi la telefonata rassicurandolo che mi sarei occupato di persona di vedere cosa era successo al documento. Probabilmente a monte c’era stata anche una svista da parte di Francesco nella stipula del contratto assicurativo ma a questo punto poco importava.  Infatti occorreva rimediare al più presto prima che la copia della pratica partisse verso Roma destinazione autorità di controllo Ministero delle Infrastrutture e  Trasporti e questo doveva avvenire per obblighi di legge entro il giorno successivo, quindi domani il cartaceo completo del Ceronetti doveva partire assolutamente da qui.
Decido allora di recarmi di persona presso l’agenzia dove si era rivolto il Sig.Ceronetti al fine di avere almeno una copia da integrare alla documentazione o sapere che fine avesse fatto, insomma volevo sapere in quale gangli burocratici si era andata a incastrare questa carta. Dissi ai miei colleghi che mi sarei assentato per un imprecisato periodo di tempo e uscii dal locale. Fortunatamente l’agenzia era a cinque minuti di cammino a piedi. Una volta uscito, non feci neanche caso che era una bellissima giornata di sole, profumata e piena di odori, la Piazza delle Erbe insolitamente vuota con pochi mezzi in transito. Arrivai finalmente dentro l’agenzia e andai direttamente allo sportello dove notai una figura femminile seduta al di là del bancone con in corpo inclinato in avanti e la testa abbassata sulla scrivania intenta a scrivere qualcosa e non si accorse che ero li davanti a lei.FINE PRIMA PARTE

Testo; Claudio Ventodeldeserto

Foto: Città di Mantova (Google)

Desiderio di proibito (sesso con un’ amica)-2° e ultima parte

Desiderio di proibito (sesso con un'amica) 2° e ultima parte

Passò ancora altro tempo, e oramai la nostra unione di amicizia era salda, forte. Avevamo reciproca contentezza nel dirci le cose. Eravamo gioiosi che a qualcuno di noi due andava per il meglio e tristi se succedeva il contrario. E un giorno che non mi ricordo come iniziò il discorso, gli dissi che mi avrebbe fatto piacere rivederla. In fondo gli unici momenti cui ci eravamo visti erano stati circa quattro anni prima durante la mia permanenza all’ospedale. Lei non ebbe dubbi e rispose di si, vedevo che nello scrivermelo c’era una punta di indicibile emozione.

C’era solo da organizzare l’incontro che avvenne in Liguria nelle spiagge savonesi visto che il periodo era l’ideale per farlo, eravamo ai primi di luglio. Ci dovevamo vedere in spiaggia e magari passare una giornata insieme. Io arrivai più presto del solito all’appuntamento. Ero terribilmente emozionato nel vederla che non ero più nella pelle. Dopo circa dieci minuti si fece incontro una figura femminile: finalmente era arrivata. E vedendola esclamai nella mia mente:”Accidenti quanto è bella. Ancora di più di quella volta all’ospedale, stupenda!”.

Lei che si era accorta che ero io venne verso di me sorrise di contentezza e ci salutammo con un classico bacio sulla guancia. Subito dopo poi ci sdraiammo a prendere il sole e iniziare a parlare. Iniziò a dire che mi trovava molto migliorato da quella volta in ospedale. Io le risposi che ero onorato di avere un amica così bella. Girò impercettibilmente il volto nella direzione del mare distogliendolo da me, ma mi accorsi lo stesso che stava arrossendo. Per rompere il ghiaccio e l’imbarazzo del momento le proposi di andarsi a fare una nuotata giusto per rinfrescarci visto che il sole stava squagliando ogni minima cosa. Creammo così dei bei momenti da dividere insieme. Ridevamo, scherzavamo. Il tempo incastonato in quei frangenti aveva un’ altro sapore, una diversa dimensione ottimale di vita. Visto che si era fatta l’ora di pranzo decidemmo di rivestirci e andare a mangiare qualcosa. Optammo naturalmente per mangiare pesce, e tutto fu così squisitamente piacevole.

Ma dentro c’era qualcosa che stava covando in maniera inesorabile senza che io potessi fare nulla per fermare questa forte avanzata che si chiamava passione. Che non era certo per amicizia. Credo che tutto sia iniziato quando eravamo dentro l’acqua quando nuotavamo e poi ci prendevamo in giro schizzandoci con l’acqua. Quei capelli rossi quasi viola che questa volta erano tutti nella loro lunghezza naturale su quel corpo da ragazza mi aveva fatto ribollire il sangue. Il suo seno complice il pezzo sopra del costume evidenziava un paio di capezzoli dritti come lame pronte a conficcarsi dentro l’anima. I fianchi generosi e due gambe d’airone mi stavano portando completamente fuoristrada.

Ecco come è partito il tutto. E ora che siamo qui seduti a finire di mangiare e bere sentivo questa onda inarrestabile, uno tsunami non richiesto. Lei portava un grazioso top bianco fino all’ombelico e un paio di pantaloncini jeans con dei sandali che le donavano senza dubbio ogni grazia di Dea. Era abbastanza abbronzata sicuramente più di me, e lo sguardo cadde sulle sue gambe bellissime e lisce. Mi ero imbambolato completamente, e quando lei se ne accorse mi disse con una semplicità disarmante: “Ma cosa fai? Mi guardi le gambe? Sei un birichino tu” facendomi l’occhiolino. Che figura avevo fatto, credo che mmmh… fossi arrossato anche io. Ciò nonostante immediatamente dopo riprendendomi gli risposi con ironia: “Colpa tua, sei molto bella, hai delle belle gambe e io mi chiamo Gianni e non Ferro”;

Ma guarda che non me la prendo, e poi mi piace farmele guardare da un bell’uomo come te che non ha certo porci interessi come certi altri uomini” rispose sorridendo e continuo a mangiare. Io sinceramente non riuscivo più di fare altrettanto tutto preso improvvisamente a fantasticare su di lei, su di noi.

All’improvviso e senza rendermene conto decisi di avvicinarmi con la sedia accanto a lei, mai eravamo stati a una distanza così ravvicinata, una distanza “pericolosa”.

Cosa pensi di me Maria?” dissi come se un fulmine si fosse appena scaricato in terra;

Che sei una cara persona, un caro amico, affettuoso, attento e premuroso” rispose.

Le sue labbra di orchidea a quel punto le vedevo come calamite, mi stavano attirando letalmente a lei. Cercavo di resistere a questa onda d’urto che mi stava colpendo in pieno, ma non c’era nulla da fare e avvicinandomi ancora di più le posai un bacio delicato come un fiore sulle labbra.

Sei impazzito? Cosa combini?” disse seria e stupita ma iniziavo a intravedere che tutto sommato non gli era del tutto dispiaciuto quel gesto.

Sei bella Maria, mi piaci e mi fai impazzire devo assolutamente dirtelo” gli dissi e nel mentre misi una mano sul dorso della sua gamba destra accarezzandola con estrema dolcezza e continuai:

In questi anni ho incontrato diverse donne, ma mai nessuna come te. Comprensiva, intelligente e sopratutto femmina in tutti i sensi, fisico e mentale” conclusi.

Non disse nulla e rimase ferma e inebetita per quel ciclone che aveva investito anche lei. Passarono interminabili momenti dove il silenzio fece il padrone assoluto e i nostri sguardi fissi uno davanti all’altro parlavano al nostro posto. Quello che non ti aspetti. Di improvviso lei rapidamente guadagnò il mio volto chiedendomi di ospitare le sue labbra dentro le mie. Le lingue che si toccarono all’unisono. No, questa volta non sognavo. Avevo le braccia di Maria intorno a me e le bocche erano saldamente attaccate come se ne fosse un’unica bocca.

Non ci posso credere, e non farmi dire nulla” disse riprendendosi con una voce molto flebile.

Gli dissi a quel punto che era il caso di andare via e quindi dopo aver pagato il conto andammo via dal locale. Ci dirigemmo verso una spiaggia isolata dopo aver camminato per un bel po e ci mettemmo al riparo da occhi indiscreti dietro una grandissima barca che nascose i nostri corpi, Maria che per tutto il tempo era stata zitta mi guardò in maniera dolce e languida come per implorare di non travolgerla completamente. Ma neanche lei sembrò in grado di interporre un qualsiasi rifiuto. Era troppo tardi e la passione erotica si stava facendo largo. Furiosamente ci svestimmo e facemmo l’amore perdendo il conto del tempo e della dimensione. Ci facemmo di tutto, provai sensazioni che nessuna mi aveva mai dato. Sapeva come prendermi, esplorarmi, marchiarmi la pelle. Una fantastica puledra di razza a cui resi mille orgasmi. Non riuscivamo a saziarci mai. Era qualcosa di unico. L’avrei rapita, portata via e fatta Principessa per la vita. Persi completamente la testa.

Era l’alba quando i nostri corpi spossati e devastati dall’immane passione bruciante si svegliarono. Guardandoci provavamo un forte imbarazzo. “Sai credo che qualcosa sia cambiato dolce mia Maria” dissi; “Hai ragione, dentro mi sento che non è più come prima di aver fatto l’amore, prima condividevamo pensieri, dolcezze e tristezze della nostra vita, ora abbiamo condiviso alla follia anche i nostri corpi” rispose evidenziando che era rimasta colpita di tutto questo.

Ti fa paura questo? A me no, ora che so che sono innamorato di te” gli dissi con tutta la dolcezza di questo mondo coccolandola dolcemente;

Si mi fa paura, io ti vedevo come un amico e ti sembrerà strano ti vedo ancora come un amico e non come un amore, tra noi non può funzionare. Credimi un uomo che mi ha presa in questa maniera con tanta passione non lo avevo mai incontrato, mi hai fatto sentire finalmente per la prima volta una Donna come avevo sempre desiderato, ma questo il cuore mi detta, io non ti amo, ma sei e rimani ancora un amico meraviglioso, e spero che un’altra prenda quel che tu hai dato a me, la renderai la donna più felice della terra. Preferisco stare con un uomo che mi dia meno di te ma che non lo veda decisamente solo come amico.” disse concludendo senza che nel suo volto ci fosse ripensamento o rammarico. Mi lascio come ultimo regalo un bacio appassionato e un sorriso, si alzo e scappo via velocemente. Era come se fossi morto. Rimasi a guardare il mare con la disperazione nel cuore e iniziai a piangere come un bambino affranto da mille dolori.

Nei giorni che seguirono niente fu più lo stesso, neanche le altre donne che conoscevo che non valevano neanche una piccola parte di un dito di Maria. Cercai il suo volto nel cielo, la sua dolcezza e le sue parole che mi confortavano. Il suo corpo che sapeva di amore forte.

Trovai solo l’immensa rabbia di aver dato tutto me stesso, tutto il tesoro, tutto quello che avevo di più prezioso, inutilmente rovinando tramutando in amore una bella e unica amicizia che mi avrebbe guarito per sempre.

 

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google

 

“A volte una parola di troppo può rovinare una magia. Per questo amo parlare in silenzio a voce alta”.

Claudio Ventodeldeserto