Bordello Belvedere

Nota introduttiva dell’autore:

Poesia dedicata a un luogo vero popolato da persone finte.

 

Bordello Belvedere,

in vendita arroganza e ipocrisia,

il popolino che se ne frega,

denigratori amanti del proprio io.

Immorali praticoni del nulla,

dove cortigiane di gomma attendono regali nelle loro locande.

 

Bordello Belvedere,

dove la menzogna impera e il cinismo dilaga.

Perfidi plebei che innescano il deserto serale.

Il Re rinchiuso nelle segrete stanze urla sua onerosa incompetenza,

e suoi sudditi servili superbi alitano fetide arie turbinose di

generosa riconoscenza.

 

Bordello Belvedere,

borgo di bellezza paesaggistica immensa,

si insinuano corrotti ciarlatani,

in balia del tempo ondeggiante,

noiosi e pedanti,

abbondano del sorriso

nel sussultar parlar di spalle.

 

Spilorci con la pancia piena,

coscienza pari a zero.

Oh, io che vivo nel Bordello Belvedere 

mi sento offeso nel mio piccolo sapere

della tenace e forte onestà.

 

Testo e foto: Claudio Carnevali

Sonetto d’Amore-Suite della Speranza

Sonetto d'Amore-Suite della Speranza

Fiore del destino,
semplicemente trasparente
bellezza di luna,
carne nuda di miele.

Carne nuda come l’oscurità,
enorme e colorata,
florida come l’estate che nasce
in frumento di platino.

Carnalità appena scoperta come le tue gambe,
morbida, sottile, fragrante come il giorno che nasce che,
incammina nella realtà del mondo.

Come in un tunnel lungo, nero e inarrivabile,
la tua luce si affievolisce e torna a
essere piacere nei seni nudi.

Testo: Claudio Ventodeldeserto Carnevali

Foto: Google

Appunti ribelli ovvero scelta per amore

APPUNTI RIBELLI SCELTA PER AMORE

Il 28 giugno 1978 ci conoscemmo in una piccola discoteca dal nome “Villaggio della Fonte”. Galeotta fu la canzone di Battisti “Una donna per amico” che ballammo insieme e da quel giorno non ci lasciammo più ….
Il 7 Aprile del 1979 ci sposammo, io poco più che diciottenne e tu amore poco più che ventenne … Oggi ricorre il nostro trentacinquesimo anniversario di matrimonio, abbiamo avuto una vita bella, ricca di amore, due figli meravigliosi e conosciuto sul nostro cammino tante persone speciali che ci hanno voluto bene ed a cui abbiamo voluto bene ed ancora è così. Abbiamo superato montagne, sovrastato calmi mari sempre insieme, nelle avversità che abbiamo incontrato abbiamo lottato uniti come guerrieri e sempre vinto. Ora da un anno e qualche mese un grosso ostacolo si è ripresentato, ti sei ammalato di sla, quindi nuovamente è mutato il nostro cammino, e in questo nuovo percorso continueremo a camminare insieme imparando un diverso modo di vivere la vita, il nostro amore non verrà meno anzi sarà rinforzato da questa prova. Anche in questo frangente abbiamo trovato tante persone che ci sono vicine e ci vogliono bene, i nostri figli coi loro compagni di vita, Debora un angelo mandato da Dio la mia e la tua famiglia e tutti ma proprio tutti amici vecchi e nuovi che ci danno forza e voglia di vivere. Mi è stata detta una cosa meravigliosa da Debora, visto che stamattina ero contenta ma anche triste ed è una verità assoluta, che il più bel regalo che ho ricevuto per il nostro anniversario è il Tempo, si altro tempo per stare con te amore, mentre pochi mesi fa sembrava stesse per finire …. ma la vita e Dio ci hanno fatto questo dono mi riprometto di usarlo al meglio. Ti amo e ti amerò sempre ed oltre il sempre. Grazie amore per avermi scelto!

 

Immagine:Google

Testo: Lorenza Biga

Eterni nel cuore

ETERNI NEL CUORE

Ho visto angeli venire incontro a profondi corridoi di luce per regalare abbracci di incoraggiamento.

Li ho visti volare per andare a salutare uno a uno tutti quelli che hanno amato.

Li ho visti anche piangere e di loro ogni singola lacrima segnare la vita del loro coraggio.

Poi li ho visti sorridere in ogni estesa massima sofferenza, in ogni intrinseco dolore. Li ho guardati giocare e donare gioia, donare momenti…attimi unici, marchiando l’indescrivibile sono andati via.

Li ho notati nel verso delle loro parole della fluidità del sangue dell’anima, saltare i guadi delle difficoltà e infine morire e poi risorgere.

Ci guidano, ci appartengono, tesori della nostra vita, felicità fertile di campi e granai di sole, che formano l’essenza del colore. Ho visto anche angeli prendersi carico delle nostre disperazioni, il nostro male.

Le carezze che riescono a dare invisibili sono la speranza di un domani migliore.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto Google modificata graficamente da Claudio Ventodeldeserto

Donna dell’arte.

DONNA DELL ARTE
 
Ode a te fiamma del fascino, dea della seduzione,
tu che canti come stormi di usignoli,
che sai danzare come versatili onde del mare,
che scrivi poemi sublimi e disegnare come fenici cigni.

O tu regno dei segreti che decori con riso e fiori i tuoi percorsi,
che sai allestire aiuole e crespi d’amore,
che in istinto di dolcezza incastri vetri colorati su pavimenti arcaici,
estendi la mente in ombra di tessiture musicali.

Tu o solo tu Signora istante di acconciature floreali
che vecchie donne esibiscono in processione,
Tu dama della culinaria e del cucito, di mirabile intelligenza che sa parlare cambiando forma alle parole.

Tu che sei nell’alto della mia anima, che incornici diagrammi mistici, Dea o mia Dea dello scandire o coniare versi, che crei figure di rispetto universale.
Una lirica per te Femmina della seta, che sai mascherare l’aspetto ma che della saggezza sai farne un simbolo.

Giardiniera del cuore galante che sospinta dal cielo diventa diamante dell’aria, tu tutta l’essenza di Parvati, che sa dominare le spinte del male.
E infine un inno a te che addolcisci la mia fatica con tutti i sospiri che gemono, manipoli con sapienza tutte le parti astrali di erotico deliziare, sai premere col bacio profondo del sole, nelle nostre mille posizioni di luna, sei maestra della mia vita.
 

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google modificata graficamente da Claudio Ventodeldeserto

L’angelo del sorriso

In ricordo di una grande persona a un’anno della sua scomparsa

GIORGIO PONZIO

GIORGIO PONZIO

Ho aperto pagine di un diario questa mattina e non so perchè l’ho fatto, forse era un qualche segnale che mi conduce sicuramente a te e a quel che eri. Una volta aperte quelle pagine nel mezzo ho visto ricordi prendere vita, ho visualizzato esattamente quel che c’era di vissuto, quello che abbiamo sentito dentro, le nostre occasioni mancate. A volte anche un solo anno che passa lo vivi come se fossero passati cinque di anni, tutto è cosi maledettamente remoto, fortuna che di te ho ancora immagini nitide. E di gesti che rimangono indelebili. Dei particolari delle parole e della visione che avevo di te. A volte mi chiedevo come facevano a sorridere gli angeli. Tu mi davi questa risposta. Nella maledetta e bastarda malattia che ti stava divorando, riuscivi a darmi lezioni esatte del tempo da vivere sempre ed esclusivamente col sorriso.

In ogni parola che non riuscivi a terminare non si interrompeva mai quella luce, una luce che tante volte ha illuminato una parte della mia strada che a un certo punto si era fatta incerta ma che grazie solo a questo tuo irradiare luminoso era meno in salita.

Non mancavano i momenti in cui piangevo in silenzio quando raccontavo di alcuni aspetti tristi del film della mia vita, e tu eri sempre il Guerriero del mare. Il guardiano che controllava e rimetteva le cose al suo posto naturale.

Niente ora può più sparire o dissolversi. A volte mancano i pezzi del mosaico, un tassello, il tuo che l’ho smarrito un’ anno fa. Ripenso a progetti insieme che ho accantonato per non soffrire ancora di più della tua mancanza, anche se mi inciti sempre. Ma vedi, dall’alto la tua voce non è più la stessa, la sento distorta, ovattata, cerca di dirmi sempre qualcosa di incoraggiante.

Sei un uomo tenero, dolcissimo” una frase rimasta incisa come in una statua per ricordare qualcuno di importante. E tu lo eri. Ma andavi oltre. Riuscivi a essere perno vitale per abbracciare silenziosamente ognuno che soffriva nei demoni dell’anima.

Vincitore del suo male anche se sconfitto alla fine, la minuziosa ricerca del fare del bene, sempre e a qualunque condizione.

Sento il tuo vuoto abissale, una parte di me la possiedi tu che la conservi con molta cura, un giorno spero lontano me la restituirai. In questo giorno crepuscolare di albe lunari sento che in queste pagine del diario che sto chiudendo tutto l’affetto che provo per te, un dolore continuo, un pianto inconsolabile, passaggi marini dove da prospettive profonde e orizzontali cerco di ritrovare l’incenso del tuo abbraccio.

Dammi la possibilità ora di continuare a disperarmi di te, di strapparmi le verità nascoste, di dimostrare la mia capacità ad amare te.

Voglio essere ombra della tua vita.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Dal profilo facebook di Giorgio Ponzio e rielaborata graficamente da Claudio Ventodeldeserto

Post Mortem

Stefano Cucchi

Nella foto Google: Stefano CUCCHI

Toc toc? Permesso? Cercavo l’ingiustizia e l’ho trovata. A chi mi devo rivolgere affinchè questo scempio anti democratico finisca? Alle voci vuote? Ai silenzi delle coscienze civili? Quanta merda dovrà ancora essere spalata? Qualcuno ha cancellato dal vocabolario la parola scusarsi? Quante altre vergogne dovranno ancora passare? Quanta rabbia sotto i fiumi dovrà defluire e quanti rami dovremo mettere per arginare questo schifo? Ho trovato un cumulo di terra, sotto c’era seppellita la giustizia.

Mi vergogno di essere italiano.

Testo: Claudio Ventodeldeserto