Lo stato dell’essere.

Nota introduttiva da parte dell’autore:

Tutti noi ogni giorno viviamo emozioni diverse, evoluzioni, involuzioni, pensiamo a ciò che potrebbe essere ma non lo è. A volte è difficile essere se stessi. Lo sapremo solo confrontandoci con lo specchio della nostra anima.

Poesia partecipante al 5°concorso letterario Poetinsieme del 28.08.2019 in Linguaglossa (CT) e vincitrice della targa “Menzione speciale” sezione lingua italiana.

Potrei essere un poeta? 

Certamente no. 

Non so scrivere che una parola, e a volte è strana, 

la penna che danza sull’anima mia: 

<<pazzia>>. 

Quindi forse dipingo? 

Nemmeno. 

Non ha che un colore solo 

la tela dell’anima mia: 

<<malinconia>>. 

Un musicista, allora? 

Nemmeno. 

Non esce che un suono 

nei tasti della profondità mia: 

<<tristezza>>. 

Che cosa…quindi?

Ho davanti a me ho un grande specchio

di fronte al mio cuore

cosi che tutti possano vederlo. 

Ma essere chi?

Sicuramente un acrobata dell’emozione mia. 

 

Testo e foto: Claudio Carnevali

Bordello Belvedere

Nota introduttiva dell’autore:

Poesia dedicata a un luogo vero popolato da persone finte.

 

Bordello Belvedere,

in vendita arroganza e ipocrisia,

il popolino che se ne frega,

denigratori amanti del proprio io.

Immorali praticoni del nulla,

dove cortigiane di gomma attendono regali nelle loro locande.

 

Bordello Belvedere,

dove la menzogna impera e il cinismo dilaga.

Perfidi plebei che innescano il deserto serale.

Il Re rinchiuso nelle segrete stanze urla sua onerosa incompetenza,

e suoi sudditi servili superbi alitano fetide arie turbinose di

generosa riconoscenza.

 

Bordello Belvedere,

borgo di bellezza paesaggistica immensa,

si insinuano corrotti ciarlatani,

in balia del tempo ondeggiante,

noiosi e pedanti,

abbondano del sorriso

nel sussultar parlar di spalle.

 

Spilorci con la pancia piena,

coscienza pari a zero.

Oh, io che vivo nel Bordello Belvedere 

mi sento offeso nel mio piccolo sapere

della tenace e forte onestà.

 

Testo e foto: Claudio Carnevali

Schiavo-Suite della pseudo rabbia

Schiavo-Suite della pseudo rabbia

Non sopporto più il rumore dell’ovvio
e neanche quello della giustificazione a tutti i costi;
urla e parole che si sovrappongono su idee vuote,
mille e più memorie che si scollegano simultanee,
creano un sistema che a tutti va bene,
ma che io non sopporto più.

Tutti allineati e schiavi del potere sociale ed economico,
delle file burocratiche, dei ladri politici salvati dai simili,
silenti e complici davanti alle barbarie della vita,
saccenti inutili, vergognosamente disumani.

Filosofi del nulla, gente arida che non sa più cosa significa
amare o abbracciare la vera amicizia,
persone cattive, insofferenti, branco di animali
senza più nessuna dignità, senza più punti di riferimento.

Corrotti fino all’anima,
criminali per diletto,
affondano nella guerra tra poveri
l’uso dell’arroganza inizio di forza demenziale
priva di ogni intelletto.

L’immane sotto acculturazione
che dilaga inarrestabile senza nessuno che possa arginare ciò, senza nessuno che sappia costruire vere strade solide del futuro che possa avviare una politica legalitaria e onesta.

Non mi indigno più,no,
sono oramai un automa
senza comandi, senza fili
la rabbia seppellita,rassegnata,
spingo via le parole al di là
di questo fragile deserto di anime.

Testo e foto modificata graficamente: Claudio Ventodeldeserto Carnevali

45

45

45 rintocchi assordanti di silenzio,

45 omissioni,

45 depistaggi,

45 volte quei 53 minuti.

45 muri innalzati a noi

45 cadute di Pinelli

45 circostanze di morte per Calabresi.

45 pianti uno ogni anno per ogni mese, per ogni giorno per ogni minuto

per ogni secondo, per ogni attimo.

45 sofferenze,

45 depistaggi di stato, di servizi segreti, di brigate rosse.

45 urli dissolti nei tribunali,

45 menzogne nella tensione,

45 fantasmi della verità,

45 frasi che formano una sola catena:

“45 anni senza un vero colpevole”.

 TARGA RICORDO CADUTI_PIAZZA FONTANA MILANO

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto sopra il post: da un idea di Claudio Ventodeldeserto e Davide Licciardi

realizzazione di Davide Licciardi

nella foto: Claudio Ventodeldeserto;

Foto sotto il post: tratta da Google

La vita che nasce

La vita che nasce

Saremo il sangue dei brividi emozionali,
proprio come la nostra anima passionale che ci tiene insieme,
così sarà il respiro che insieme all’aria abbracceranno il mondo intero.

Testo:Claudio Ventodeldeserto
Foto: Dag Hect da Google

Appunti di seduzione/Conquista un’uomo

Foto Appunti di seduzione

Per la donna che non deve chiedere mai.

COME CONQUISTARE UN UOMO.

E che ce bisogno di dirlo? Noi donne abbiamo sempre un grande vantaggio in confronto a questi pseudo maschietti. Intanto noi siamo misteriose, primitive e sexy, cosa aggiungere di più sull’ arte della seduzione femminile se non che è indubbiamente affascinante? Magari che siamo eternamente rompipalle, stramaledettamente complicate, non dobbiamo mai essere contraddette e costantemente alla ricerca di un uomo (possibilmente pollo) che ci protegga attraverso i suoi soldi.

La vera esperta femminile in queste cose è sempre quella che stuzzica al massimo l’ uomo prima di finire tra lenzuola(meglio se glielo fa intendere senza andarci a letto).

L’ aspetto più intrigante del flirtare è che cercando di illudere un ragazzo o un uomo, ammaliandolo, lusingandolo, fingendo come non hai fatto mai o anche solo facendogli capire che lo trovi attraente, ti sentirai a tua volta inevitabilmente favolosa e capace di rivoltarlo come un calzino.

Credetemi tutti gli uomini risponderanno a queste sollecitazioni della seduzione femminile (a meno che non sia gay) e ricambieranno le attenzioni, aprendo la strada ad una sorta di amore reciproco che è quello che pensa lui, mentre voi pensate solamente a spennarlo in tutti i sensi. Mentre tu cercherai con l’inganno di farlo sentire speciale, lui reagirà mettendo in luce il suo fascino personale e non si aspetterà che Faust in confronto a te era una vera mammoletta.

Siate sempre pronte a giocare in questa maniera, ed in qualsiasi momento. Saprete che gli state facendo vedere lucciole per lanterne nel modo giusto se la persona con cui vi trovate dimostra di essere a proprio agio è fatta, d’altra parte anche il pollo ha bisogno della sua giusta cottura.

E’ facilissimo prenderlo per il cu…ehm fondelli, anche le più inesperte non avranno problemi di alcun tipo. Si tratta della semplice combinazione di tre ingredienti: il linguaggio del corpo nella seduzione (smuoviti tutta fin che puoi), una chiacchiera sfrontata e la confidenza in modo che non possa assolutamente contraddirti, il tutto condito da una dose di buon umore e di prese in giro nei suoi confronti (ma senza farglielo capire, è tutto così sottilmente diabolico).

Ora ti dimostro nel dettaglio come devi fare:

Cerca di reggere il suo sguardo da pesce lesso che sta bollendo per qualche istante che la cottura si sta ultimando;

inizia farli perdere la brocca e mandarlo fuori carreggiata, magari parla che ami dormire nuda, questo ti fa ridurre il suo punto di cottura, lui non saprà cosa dire o fare a parte tenersi la bava che gli sta per cadere;

mettiti a fare l’oca giuliva toccandoti i tuoi capelli freschi di parrucchiere Luois David e ammira le tue scarpe Bulgari da 2000 euro al paio;

decantagli qualcosa nell’orecchio digli un segreto, magari di quella volta che hai fatto cornuta la tua migliore amica facendo sesso sfrenato col marito, incrementando così il suo arrapation time e facendolo così sentire amabilmente uomo oggetto;

se sei in un ambiente affollato, invadigli il suo spazio personale con delicatezza ma molto meglio con decisione, tanto quel che è tuo è tuo e quel che è suo è tuo, per le donne di una certa pratica consiglio di farlo depistare facendogli credere una cosa per una altra (voi siete geniali in questo);

per attirare il suo sguardo (ma non ce ne sarebbe bisogno tanto sta sbavando su di te) puoi accavallare le gambe quando sei seduta davanti a lui magari sotto neanche hai le mutande, ti garantisco che se non gli prende un “coccolone” è un vero miracolo.

e a completamento di quello che ora ti ho detto la ciliegina sulla torta (e lui è il ripieno della torta): attira l’ attenzione sulla tua bocca iniziandotela a leccare con la punta della lingua, se vuoi (ma non sei obbligata a vedere le cagate che sta facendo lui)puoi anche guardare le sue labbra così smaccatamente inesperte, alzare lo sguardo e iniziare a fare sorrisini di scherno (tanto neanche se ne accorge).

Se hai imparato (anche se non ci sarebbe bisogno, il tuo è talento naturale) queste tecniche di abbindolamento femminile il mondo maschile è ai tuoi piedi senza possibilità di scampo.

Fare queste cose dà però dipendenza e quando diventi esperta, o comunque brava, sarà facile cadere nella tentazione di farlo sempre. Ma a questo punto punto devi mettere in campo una delle tue grande doti che la natura ci ha dato a noi donne: selezionare la razza maschile. Sedurre il marito della tua migliore amica (come ho detto sopra), con il tuo capo è l’ideale, la massima perfezione dell’assoluto, in fondo un bravo ragazzo o uomo che ti sa solo rispettare cosa potrebbero darti? Al massimo tonnellate di noia e abitudine. Essere donna e sedurre è un ottimo modo per mettere a segno varie conquiste in modo poi che sia un motivo di vanto quando vi vedrete con quelle sfigate delle vostre amiche, ed è anche un modo per scoprire che quell’uomo che lo state fintamente sentire straordinario è veramente interessante da spennare o meno. Per il suo interesse verso di voi è scontato, è come sparare sulla croce rossa.

Essere così femminili suscita allegria, euforia e buon umore in una pseudo mascherata relazione. Sarete sempre orgogliose di voi e vi farete riconoscere da tutti (ma proprio da tutti). Ogni essere umano ha una propria personalità e un proprio modo di conquistare un uomo (più o meno standard) e prenderlo letteralmente per i fondelli, e tutte le femminucce dovrebbero farlo subito, noi siamo il mondo dominante.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google modificata graficamente da Claudio Ventodeldeserto

L’amore…oltre-1°parte

MANTOVA

Accidenti, oggi è un vero e proprio inferno al lavoro. E poi non ho ancora preso un buon caffè dannazione! Mi chiamo Daniele e da due anni dirigo una piccola agenzia di assicurazioni la “2 DR” che ho aperto in pieno centro a Mantova non distante dal bellissimo palazzo dei Gonzaga. Ci lavoriamo in quattro: io, il mio vice Roberto un gran bravo ragazzo ma è un tipo molto sbadato che a volte per la fretta incasina le pratiche rendendomi tutto più complicato  facendomi così arrabbiare di brutto e sarà lui infatti la miccia involontaria per quello che dovrà seguire di qui in avanti. Poi ce Francesco che si occupa di stilare le polizze assicurative oltre ad avere contatti con la clientela, un tipo fidatissimo di grande volontà e spirito lavorativo.


E infine Annamaria, una signora sui 62 anni molto affidabile e professionale che è la segretaria e tiene tutto con molta minuzia e accortezza tutti gli appuntamenti e le eventuali riunioni che si dovevano tenere in giornata. Non potevo certo lamentarmi degli affari, in quel periodo stavano andando per il meglio, infatti da un riscontro grafico che la preziosa Annamaria mi fece vedere, l’agenzia aveva avuto un utile netto del 10 per cento in più del mese precedente, e il miei colleghi avevano una grande stima di me, vien da se che la cosa era reciproca da parte mia. Forse dovrei passare alle dolenti note e parlare di me e della mia vita passata e presente.
Ma forse mi piacerebbe ancor di più di parlare di quella futura che non esiste, e non so se esisterà. Sono stato sfortunato da bambino e ho passato l’adolescenza iniziando a lavorare sin da subito a ben 16 anni facendo il barista occasionale come primo lavoro. A casa eravamo poverissimi e io non potevo permettermi di studiare. Avrei rimediato anni dopo con molta difficoltà ma alla fine riuscendomi a laureare in Lettere, una falcoltà bellissima ma che non mi ha dato poi quello che chiedevo. Ma poi con il tempo e mettendo da parte qualche soldo sono riuscito ad aprirmi questa piccola agenzia, una soddisfazione arrivata però in tarda età, a 53 anni (ora ne ho 55). Come affetti, ho avuto durissimi colpi nelle tubazioni dell’ anima. Persi giovanissimo per un infarto improvviso mio padre e qualche anno dopo mia madre lo raggiunse.


Una bellissima storia d’amore la loro. Si conobbero a 13 anni a Roma e poi lui parti per la guerra al fronte dove ci rimase 8 anni tornando sano e salvo. Mia madre, una bellissima ragazza l’aspettò per tutto questo tempo tanto che proprio al suo ritorno si sposarono. Nacqui io ultimo di quattro figli e fui amato tantissimo da loro anche se poi li vedevo poco perchè dovevano guadagnare per farci e farmi mangiare. Papà morì a 42 anni e mia madre ne aveva 38 ed era ancora bella. Non volle mai più frequentare un’uomo e ne tanto meno risposarsi, poi morì anche lei ma più tardi per una malattia che non perdona: il diabete. Di me altro cosa dire…ho voluto dare un senso alla mia vita credendo nell’amore e nel matrimonio, sposandomi con una donna cui da lei ebbi un bellissimo bambino. Poi mi separai per le sue dannate voglie di fare carriera all’estero infatti poi lei se ne andò in Ungheria a Budapest dove era nata portandosi appresso Davor mio figlio per seguire altre strade diverse dalle mie. Ho sofferto maledettamente la mancanza del mio cuore, del sangue del mio sangue, di quello che presi in braccio appena nato, e mi fermo qui, non voglio piangere più per la disperazione. E non dico altro nelle esperienze successive che ho avuto con altre donne, potrei solo che stare peggio.


A volte mi butto nel lavoro per dimenticare, cercando di far passare il tempo più velocemente possibile. A volte invece i miei pensieri si fanno largo con prepotenza e si mischiano a emozioni e angoscia. Vorrei veramente una donna che mi stia vicino e che non abbia le stesse pretese della mia ex e vorrei anche una donna che non mi veda solo un oggetto del desiderio. Il tempo invece di danneggiarmi facendo di me un vecchio decrepito personalmente ha voluto punirmi regalandomi un aspetto affascinante e giovanile, facendomi dimostrare molto meno della mia età, di questo non ne ero affatto fiero, avrei voluto essere segnato dalle rughe.
Negli sguardi delle donne ci vedevo solo un interessamento sessuale finto intellettivo, alcune sposate con i loro soliti problemi di incomunicabilità col marito, o strani esseri che provavano a ingarbugliare le cose peggio del cubo di Rubik, o c’era chi voleva solo sesso e basta. Non parliamo poi delle clienti. Avevano sempre a un che dire di malizioso e doppi sensi. Considerazioni che sinceramente mi davano un grande fastidio e un micidiale imbarazzo ogni volta che avevo a che fare con loro.


Ma oggi come avevo detto all’inizio è una giornata veramente infernale. I telefoni da quando alle 9.00 ho aperto l’agenzia sono a ferro e fuoco e il povero Francesco ha il suo bel da fare per fronteggiare tutte quelle situazioni da trincea di guerra. Anche Annamaria è presa nel bel mezzo dell’archivio a sistemare tutte le pratiche che andavano in pagamento. Solo Roberto è bello tranquillo nel suo ufficio a cercare con molta calma di riunire (o sfasciare) e sistemare la documentazione necessaria per completare i fascicoli dei clienti. Qui drin drin continui del telefono e il gracidare del fax mi stanno facendo però scoppiare la testa, e in questo momento mi manca tanto un buon caffè a cui più o meno a quest’ora sono abituato a prendere, una sorta di ricarica per affrontare meglio le insidie della giornata, purtroppo non tempo per farlo.
Fu proprio Roberto a distogliermi i pensieri su quello che avevo detto in precedenza, irrompendo a valanga nel mio ufficio esclamando preoccupato:
” Daniele…Daniele accidenti è successo un casino con una pratica” disse con pochissimo fiato in gola;
“La cosa non mi stupisce, tu incasini sempre tutto, cosa è successo ora? dicendo rassegnato all’ennesimo guaio da lui provocato;
” Non mi sono accorto che nella pratica che ho passato a Francesco per la chiusura finale del fascicolo del Sig.Ceronetti Alfredo lo stesso ha omesso di presentare il foglio del passaggio di proprietà dell’ auto che lui ha acquistato di recente e ora oltre a essere incompleta la pratica  rischiamo provvedimenti da farci piangere davvero dalle autorità di controllo ministeriali, Francesco me l’ha riportata dopo che se ne è accorto anche lui” mi disse sbarrando gli occhi come se avesse visto davanti a lui un fantasma;
“Dannazione Roberto questa cosa è gravissima, vai a riprendere la pratica da Francesco e portamela io intanto chiamo il Sig.Ceronetti e vedo cosa mi dice” dissi seriamente preoccupato.  Avevo l’ansia e lo stress ormai alle stelle e la tensione si palpava visibile nell’aria. Qualsiasi  decisione o azione avrebbe portato conseguenze dagli esiti imprevedibili.


Nel frattempo Roberto mi aveva portato la pratica e esaminandola mi accorsi effettivamente che l’automezzo era intestato al  Ceronetti ma  mancava  il passaggio di proprietà e mancava anche del foglio provvisorio di passaggio. Chiamai subito il Sig.Ceronetti il quale dopo aver ammesso la colpa si scusò e mi disse che aveva comprato l’auto in questione effettuando subito tutte le carte del passaggio in essere presso un agenzia di Mantova collegata al ACI/P.R.A la Praticar, ma erano passati circa 2 mesi e l’originale della carta non gli era  ancora arrivato. Chiusi la telefonata rassicurandolo che mi sarei occupato di persona di vedere cosa era successo al documento. Probabilmente a monte c’era stata anche una svista da parte di Francesco nella stipula del contratto assicurativo ma a questo punto poco importava.  Infatti occorreva rimediare al più presto prima che la copia della pratica partisse verso Roma destinazione autorità di controllo Ministero delle Infrastrutture e  Trasporti e questo doveva avvenire per obblighi di legge entro il giorno successivo, quindi domani il cartaceo completo del Ceronetti doveva partire assolutamente da qui.
Decido allora di recarmi di persona presso l’agenzia dove si era rivolto il Sig.Ceronetti al fine di avere almeno una copia da integrare alla documentazione o sapere che fine avesse fatto, insomma volevo sapere in quale gangli burocratici si era andata a incastrare questa carta. Dissi ai miei colleghi che mi sarei assentato per un imprecisato periodo di tempo e uscii dal locale. Fortunatamente l’agenzia era a cinque minuti di cammino a piedi. Una volta uscito, non feci neanche caso che era una bellissima giornata di sole, profumata e piena di odori, la Piazza delle Erbe insolitamente vuota con pochi mezzi in transito. Arrivai finalmente dentro l’agenzia e andai direttamente allo sportello dove notai una figura femminile seduta al di là del bancone con in corpo inclinato in avanti e la testa abbassata sulla scrivania intenta a scrivere qualcosa e non si accorse che ero li davanti a lei.FINE PRIMA PARTE

Testo; Claudio Ventodeldeserto

Foto: Città di Mantova (Google)