Desiderio di proibito (sesso con un’amica)-1°parte

Desiderio di proibito (sesso con un'amica)

 

Questa storia che mi è capitata diverso tempo fa per me ha qualcosa di strano, incredibile. Qualcosa di inaspettato che diventa magicamente realtà, e che per questo fa paura quando la stessa ti tiene per la coda. Ti fa pensare a esiti veramente incredibili per come si sono svolti i fatti in essere, e l’imprevedibilità ti accorgi che è sempre dietro l’angolo. E che morire dentro è possibile come nulla al mondo.

Mi chiamo Gianni e sono un uomo di mezz’età e qualche tempo addietro mi sono dovuto recare in un’ospedale della Toscana vicino Grosseto per una serie di accertamenti medici. Insomma dovevo fare una serie di check-up in generale (che io effettuavo annualmente perché avevo una patologia seria ma curabile) e per questo dovevo rimanere ricoverato il tempo necessario per il completamento degli esami medici.

Durante il tempo della degenza incontrai Maria, l’infermiera di turno che per prima mi assistette per le prime ore del ricovero. In un camice bianco che brillava insieme al suo sorriso si fece avanti e mi disse che dovevamo recarci in una sala lì vicino per fare degli esami del sangue, e poi in un’ altra a fare delle tac e radiografie varie, insomma niente che fosse piacevole in quel momento se non fosse stato che, Maria una donna certamente non più giovane di età ma molto attraente, dai straordinari capelli rossi raccolti su se stessi, un seno ben fatto e un corpo sorprendente che intravedevo nel suo camice che aderiva appena alle sue curve, sapeva rassicurarmi con aria professionale facendomi sentire meno ansioso e più tranquillo. Aveva una conversazione molto diretta, sciolta e si mise a parlare delle problematiche che si riscontrano solitamente negli ospedali introducendo nel frattempo un discorso che aveva a che fare con la politica. Man mano che il tempo passava mi accorgevo di quanto stessi bene in sua compagnia, oltre non essere noiosa sapeva essere un’ottima presenza.

Nei giorni che seguirono non la vidi più e ricomparve come per magia quasi al termine della mia permanenza all’ospedale. Si volle accertare che tutto fosse andato bene in maniera premurosa come poche volte avevo visto fare. Mi colpì molto la sua freschezza e il suo volto curioso aperto al mondo. Vidi subito in lei una donna completa. Oltre a essere molto bella, ti coinvolgeva anche intellettualmente. Qualsiasi argomento si parlasse Maria aveva sempre la parola pronta, diventammo praticamente amici. Ma un amicizia relativa che finiva nel momento in cui sarei uscito per tornare a casa, e così fu.

Erano passati un po di giorni da quando uscii dall’ospedale, ritornato alla mia vita delle frastagliate campagne venete dove lavoravo tutto era ritornato alla solita e noiosa quotidianità, e dovevo ammettere che i discorsi che mi faceva Maria mi mancavano tanto, il suo modo di mettermi a proprio agio. Era bello in fondo avere una amica. Magari cui confidare i propri segreti e condividere i succosi o tristi momenti di vita giornaliera belli o brutti che siano stati. La pensavo continuamente e mi chiedevo dove fosse e cosa facesse e se magari avesse ancora voglia di parlare con me, ovviamente al di fuori dell’ambito lavorativo. Ma non avevo il coraggio di andarla a importunare sul posto di lavoro. E non avevo altri mezzi per poterla contattare. E poi avevo altro a cui pensare. Il lavoro, la mia situazione sentimentale con una donna del posto che però si concluse poco dopo. Il tempo intanto scorreva alla velocità della luce. Passarono stagioni, luoghi e istanti prima che in un giorno al lavoro abulico come tanti, aprì il mio computer portatile e mi collegai su internet.

Dopo aver navigato svogliatamente qualche minuto, la mia attenzione venne catturata da un profilo utente di una chat dove io mi recavo spesso per fare due chiacchiere dove c’erano solamente due iniziali impostate esattamente così: M_M. Certo non si capiva molto da questo e neanche dalle poche informazioni disponibili. Ma rimasi sbalordito subito dopo nel vedere che la foto che era stata messa, corrispondeva esattamente alla descrizione che avevo di Maria. Per fugare ogni dubbio scrissi un messaggio privatamente chiedendogli se fosse quella Maria e se facesse l’infermiera come lavoro. Veramente ero un pazzo a fare una cosa del genere, rischiare di farmi dire di tutto oppure prestarmi a giochi che magari avrebbero avuto risvolti imprevisti. E se fosse stato un uomo? Insomma i pro e contro delle annose questioni che si dibattono sulle conoscenze fatte sul web. Dopo qualche ora mi arrivò un messaggio di risposta che faceva:
“Si, sono io ma tu come sai queste cose? Chi sei?”

Gli risposi senza esitare: “Mi chiamo Gianni e circa 1 anno fa mi sono ricoverato nella clinica dove tu dovresti ancora lavorare per una serie di accertamenti medici e sei stata tu ad assistermi”. Non passò che qualche istante che rispose:

Dai! Ma sei tu davvero Gianni? Ma certo che mi ricordo, come no?”. E iniziammo la conversazione fatta solo di parole spalmate sul display dei nostri computer, e parlammo del più e del meno. Mi disse che ancora lavorava in quell’ospedale e dei suoi progetti di vita, di sua figlia che si era appena sposata, e della insoddisfazioni latenti di un affetto visto che si era separata dal marito qualche anno prima. Vedevo in quell’istante una cara amica con cui parlare e sentirmi bene. Io gli raccontai di me, delle mie vicende e dei problemi che avevo nel trovare un’ affetto d’amore anch’io. Della mia noia ma anche la contentezza che ci fosse lei ad ascoltarmi. Lei fu contenta di questo e disse che ricambiava il complimento, mi disse che ero un grande amico. Fui orgoglioso di questa cosa, mi faceva sentire considerato.

Seguirono altre conversazioni nei giorni seguenti cadenzati dal tempo che uno aveva a disposizione, e ci dicemmo qualsiasi cosa, anche le confidenze più segrete, intime. Conoscevamo alla perfezione ogni parte di noi. Non ero innamorato di lei, e credo che neanche lei lo fosse, ripeto la nostra però era una gran bella amicizia. FINE PRIMA PARTE

 

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google

3 pensieri riguardo “Desiderio di proibito (sesso con un’amica)-1°parte

  1. Un racconto scorrevole,lineare con vicende reali che il più delle volte si rivelano nei momenti della nostra quotidianità utili alla nostra vita piena di asperità. AMore hai scritto un racconto interessante e piacevole nel leggerlo.

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