Eterni nel cuore

ETERNI NEL CUORE

Ho visto angeli venire incontro a profondi corridoi di luce per regalare abbracci di incoraggiamento.

Li ho visti volare per andare a salutare uno a uno tutti quelli che hanno amato.

Li ho visti anche piangere e di loro ogni singola lacrima segnare la vita del loro coraggio.

Poi li ho visti sorridere in ogni estesa massima sofferenza, in ogni intrinseco dolore. Li ho guardati giocare e donare gioia, donare momenti…attimi unici, marchiando l’indescrivibile sono andati via.

Li ho notati nel verso delle loro parole della fluidità del sangue dell’anima, saltare i guadi delle difficoltà e infine morire e poi risorgere.

Ci guidano, ci appartengono, tesori della nostra vita, felicità fertile di campi e granai di sole, che formano l’essenza del colore. Ho visto anche angeli prendersi carico delle nostre disperazioni, il nostro male.

Le carezze che riescono a dare invisibili sono la speranza di un domani migliore.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto Google modificata graficamente da Claudio Ventodeldeserto

Cos’è l’amore?

COS'E L'AMORE  (3) BN

 

Cos’è l’amore? In tutti questi anni della mia vita l’ho chiesto a molti… E mi è stato detto che l’amore è il sentimento più forte del mondo, un sentimento che lo fa muovere e girare.

Ma mi hanno anche detto che è un qualcosa di appiccicoso che incolla inesorabilmente due persone, e che questo comunque può essere un bene per quelle due persone nel senso che figurativamente resteranno sempre insieme, ma analogamente potrebbe essere anche un male in quanto uno dei due potrebbe anche scocciarsi e cercare un solvente per scappare via lontano.

Mi hanno anche detto che l’amore è una complicazione, una brutta bestia…una medaglia con due facce, tante e tante altre cose mi hanno detto dell’amore, così tante che ora è impossibile ricordarle tutte, così tante che non entrerebbero neanche in un volume di un enciclopedia.

Chi dobbiamo seguire? E a chi dobbiamo credere? Su quale teoria ci dobbiamo basare? Su tutte o nessuna?

Credo che ognuno di noi dovrebbe farsi una propria idea dell’amore, e debba provarlo sulla propria pelle per poter dire con certezza cos’è e credo che ognuno di noi prima o poi debba soffrire per amore…

Penso che ognuno di noi dopo aver fatto questo può guardare le proprie ferite e insegnarle a qualcun’ altro…infatti l’amore è…

Quando ti svegli la mattina e hai un pensiero fisso, stai guardando la sveglia e ti viene in mente quella determinata persona. Quando apri il tuo armadio e vedi quel pupazzetto di peluche che ti sorride felice; quando indossi quel braccialetto o una collana che ti ricordano sempre la stessa persona…

Quando indossi l’orologio e specchiandoti dentro non vedi la tua immagine ma quella di una certa persona, quando stai indossando le tue scarpe e pensi sempre a quella certa persona, quando stai uscendo di casa e conti freneticamente i minuti che ti separano dall’incontro con quella persona.

Mentre ascolti una canzone che in qualche modo è collegata con quella persona, mentre mangi, giochi, lavori, viaggi, corri, siedi, litighi, dormi, sogni…hai sempre in mente la stessa persona nei tuoi occhi. Non fai altro che pensarla, e la parola “quella persona” ti rimbomba così forte nella tua testa da non riuscire a pensare ad altro. Ma non è solo questo, infatti l’amore è…

La mattina ti svegli con le lacrime sempre con quel pensiero fisso e sei triste perché i minuti ti sembrano scorrere lentamente come se ci fosse qualcuno che te lo stia facendo apposta. Quando apri l’armadio e vedi che il pupazzetto di pelouche è scaduto, scivolato da un’altra parte o si è girato di spalle come per non guardarti in faccia e dirti quanto fai schifo, lanciandogli addosso con rabbia quel braccialetto o quella collana che tanto ti ricorda “quella persona”. Quando indossi l’orologio e vedi la tua faccia che ti sta deridendo prendendoti in giro, quando indossi le scarpe e stanno strette al punto di farti male, quando esci di caso e conti freneticamente i minuti che ti separano per tornartene a letto e non pensare più a “quella persona”.

Quando ascolti la canzone che in qualche modo è collegata a quella persona, l’unica cosa che vorresti fare è piangere fino a finire ogni goccia di acqua e sale che hai in corpo. Quando non mangi, non giochi, non lavori, non viaggi, non corri, non siedi, non parli, non siedi, non litighi, non dormi, non sogni, perché hai la stessa persona davanti agli occhi e ti passa la voglia di fare tutto.

Quando non fai altro che pensare piangendoti addosso, quando la parola “quella persona” ti rimbombano forte nella tua testa tanto da iniziare a odiarla e contemporaneamente temere che smessa di rimbombare per timore di perderla per sempre.

Questo, tutto questo è amore…amore vero. D’altra parte come dice il detto:”Non cè rosa senza spine”, e la rosa come è il simbolo per antonomasia dell’amore. Se io voglio dire:”Ho amato”, prima bisogna che dica:”Ho sofferto”. Non si scappa da questo, è una regola di vita.

La rosa è sempre con le sue spine, e le sue spine hanno sempre il sangue, e il sangue ha il suo dolore, e il dolore la sua sofferenza, non esiste amore senza le sue spine, il suo sangue, il suo dolore e la sua sofferenza.

Ma allora perché tutti ricerchiamo la strada dell’amore? Perché vorremmo amare sempre? Perché esiste uno scopo nella ricerca dell’altra metà della mela? Perché vogliamo arrivare in cima arrampicandosi proprio su una rosa?

Perché una volta iniziato ed aver perso tutto quel tempo a risalire completamente il gambo, una volta essersi feriti lievemente o in profondità durante il tragitto nel tentativo di districarsi dalle migliaia di spine si riesce ad arrivare alla sua vetta, si raggiungono i petali chiusi e a qual punto non ti interessa nulla delle ferite che ti sei inferto, te ne freghi del dolore e della sofferenza che hai dovuto sopportare.

Il tuo unico pensiero a questo punto è di cercare di usare le tue ultime forze rimaste a disposizione per cercare di aprire quei petali. Ci metti tutto te stesso (o stessa), tutta la tua energia, non ti importa di soffrire…non t’importa di morire. Perché sai cosa ti aspetta. Una volta che sei riesci ad aprire quel fiore, una volta che riesci ad aprire e spiegare ogni petalo, potrai posarti al centro e distenderti su di esso. Potrai riposarti e recuperare le forze, accarezzare lisci e caldi petali rossi, respirare solo ed unicamente il suo profumo. Potrai rimanere immobile sino a quando la rosa non si sarà richiusa e questa volta con te dentro, fino al momento in cui tu diventerai parte integrante della rosa.

E solo allora raggiungi la felicità, solo allora si raggiunge…l’amore. Ma nella vita purtroppo si sa che non tutto può essere semplice, non sempre tutto va bene in realtà. E io odio la realtà, potrei trovare una spina troppo grossa e invalicabile, una ferita immensamente profonda per farti continuare, un colpo di vento improvviso e fortissimo che ti fa cadere rovinosamente mentre sei quasi arrivato alla meta. E i petali a quel punto non si aprirebbero più, e il fiore inizierebbe ad appassire. Saresti solo, sempre più solo, vicino a una rosa che muore senza più un calore, un posto dove andare, senza nessun’altra possibilità di riprovare a scalare magari un’ altra rosa perché sarebbe troppo doloroso.

E allora ti fermi, aspetti. Aspetti che piovi o che venga la bella stagione, magari un miracolo, un qualcosa un appiglio che possa ridare la vita a quella rosa, consapevole non avrà mai la luce di prima ma che in fondo rimane pur sempre la tua rosa.

Testo e foto: Claudio Ventodeldeserto

 

Le sofferenze del cuore-2° ed ultima parte.

LE SOFFERENZE DEL CUORE 1

 

LE SOFFERENZE DEL CUORE 2

 

Nonostante questo Pat non mi era mai piaciuta: Michela, la mia donna, era molto meno provocante, sensuale e probabilmente anche meno bella di Pat, ma almeno fino alla sera prima che scopri che mi aveva tradito, aveva fascino puro, anima e cuore.

Quando guardavo Michela vedevo in lei la madre dei miei figli, la compagna con cui invecchiare tutta la vita, quello che provavo per lei non era un banale e volgare sesso ma era un forte legame d’amore.

Pensando a questo e a quello che mi aveva fatto, la rabbia si impadronì di me e iniziai a parlare con Pat con un tono di voce più rauco, dannatamente sensuale, volevo che capisse che da lì a poco avremmo fatto sesso, guardai poi l’orologio, erano le nove e quaranta. Mi avvicinai a lei e gli posai le mani sui suoi seni e nello stesso momento le diedi un bacio infuocato, violentissimo.

Poi le alzai la gonna andando direttamente sul piccolo lembo di stoffa a difesa del suo pube, spinsi fortissimo sul suo monte di Venere e immediatamente entrai con le dita a cercare il suo miele: era decisamente pronta per accogliermi dentro di lei.

L’entrata decisa delle dite e la pressione che esercitavano le fecero piegare le ginocchia, un gemito soffocato assorbito tra le mie labbra fu l’unica resistenza che trovai. Poi presi la sua mano e la feci appoggiare sulla mia patta del tutto rigonfia pronta ad esplodergli addosso.

Mentre le mie dita stavano violando il suo fiore, sentii la cerniera scendere e la mia asta fu stretta da una mano bollente. Patrizia cominciò allora a muoversi per tutta la sua lunghezza dandomi brividi di estremo piacere.

Sapere poi che di lì a poco sarebbe entrata Michela e mi avrebbe visto fare sesso con la sua migliore amica mi stava mandando in delirio dandomi un eccitamento pazzesco e anomalo. Forse la parola più appropriata sarebbe stata: sadismo, una definizione che fino al momento in cui avevo visto Michela tradirmi non aveva mai fatto parte dei miei pensieri.

Presi Patrizia e la spostai al centro della stanza in mezzo alla quale c’era un tavolo vecchio stile, ricoperto con un drappo verde. Il suo vestito rosso contrastava sensualmente con quell’arredamento: la misi seduta sopra il tavolo mettendo le mie gambe tra le sue, gli feci scivolare le spalline del vestito e i suoi grandiosi seni esplosero nudi in libertà all’aria, i suoi capezzoli tesi erano il segno tangibile del suo eccitamento.

Il vestito che nel frattempo era salito sui fianchi, metteva in mostra due gambe abbronzate da mozzare il fiato, riesco finalmente a vedergli il suo perizoma, rosso con degli orli ricamati che era un vero spettacolo vederglielo addosso. Quella visione mi mando letteralmente fuori controllo e con forte desiderio glielo strappai di dosso. La guardai profondamente negli occhi e mi immersi nel sua bollente grotta penetrandola…

Entrai facilmente in lei, sentivo una profondità senza limiti: le sue gambe iniziarono ad attorcigliarsi attorno alla mia schiena e presero a darmi calci focosi ogni volta che io mi spingevo con decisione in lei. Sentivo le rotondità dei testicoli scontrarsi con i suoi pochi peli, le sue mani mi stringevano fortemente i capelli. Avevamo smesso di baciarci e il sudore ci impregnava i nostri vestiti, le parole che ci stavamo scambiando diventavano sempre più infuocate, scurrili, oscenamente volgari.

Le misi una mano sulla bocca per non farla urlare, era l’ora dell’arrivo in casa di Michela. La porta si aprì silenziosa, pudicamente la vidi entrare, e il suo sorriso gioioso (cosa sorridi puttana? Ricordati quello che mi hai fatto la sera precedente) divenne una maschera di cera. Avevo organizzato in modo che Michela in pochi secondi vedesse tutta la scena e avesse un esplosione visiva al massimo.

Quando vidi entrare Michela, uscii completamente da Patrizia e poi, guardandola con passione mi spinsi completamente penetrando ancora una volta il suo fiore aperto. Pat aveva gli occhi chiusi e non si era accorta dell’arrivo di Michela, fino a quando la stessa non si mise a urlare con tutte le forze che aveva.

Si guardarono incredule e disperate, e materializzai solo allora quello che avevo fatto. Girai pudicamente Patrizia dalla vista di Michela, gli feci riscendere il vestito, mi alzai e mi rivestii. Michela era ancora sotto choc impietrita davanti a quella scena, e solo le lacrime che gli scendevano dal viso facevano capire che era una statua vivente.

Il sapore della vendetta divenne acre, cattivo e poi infine amaro, molto amaro. Presi sottobraccio Michela e la portai in sala, sembrava smarrita senza più un’anima, la feci sedere e gli resi conto il perché mi fossi comportato in quella maniera. Patrizia nel frattempo se ne era andata silenziosamente lasciandoci soli nel nostro forte imbarazzo.

La guardai negli occhi e gli dissi:

Non piangere ora…ti prego” e l’accarezzai proprio mentre una lacrima mi bagnava il viso. Cancellai la voglia di sapere, di capire di quella sua avventura, tenendomi dentro il mio tormento. Ricominciai a guardarla come la madre dei miei figli e compagna della mia vecchiaia…

Cosa ne dici di dimenticare le ultime 36 ore e tornare a essere i ragazzi felici che eravamo?” dissi. Lei non rispose, congiunse la sua mano con la mia e ci mettemmo poi a piangere in silenzio…FINE 

LE SOFFERENZE DEL CUORE 3

 

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google

Le sofferenze del cuore-1°parte

Le sofferenze del cuore prima parte

 

Mi rendevo conto che attraversava un brutto momento, tutto gli stava crollando addosso in quel frangente, ma d’altra parte era inevitabile che andasse a finire così: la fiducia che riponevo nella mia donna era caduta profondamente in basso la sera prima.

Tutto ebbe inizio quando volevo farle una sorpresa andando a casa sua senza avvisarla, e devo riconoscere che poi si è rivelata una pessima, insulsa idea. Avevo una gran voglia di stare insieme a lei, e questo pensiero mi tormentava tutto il giorno per la testa. Pensare di avere il suo corpo bollente, fremente di passione sotto il mio con tutte le sue conseguenze naturali.

Al lavoro non riuscivo ad avere la giusta concentrazione, sempre e solo lei nella mia mente, mi perdevo in voli lunari e il traguardo era la mia stella:lei.

Così, uscito dal mio ufficio gli andai a comprare un mazzo di rose rosse, erano veramente bellissime, fresche e vellutate esattamente come lo era Michela (la mia lei) e mi avviai direttamente a casa sua per condividere insieme questi turbamenti.

Solitamente gli bussavo alla finestra che era situata al piano terra ma questa volta decisi di non farlo con lo scopo di fargli uno scherzo (magari qualche linguaccia) davanti al vetro della stessa.

Improvvisamente lo stupore si impadronì di me. Vidi in maniera chiara e senza equivoci una figura femminile seminuda abbracciata a un uomo. Rimasi come un vero cretino a guardare quello che stava avvenendo nella stanza.

Uno dei primi pensieri che mi venne in mente e che avevo sbagliato sicuramente casa, oppure la finestra e quella figura femminile che avevo visto non era la mia donna. Purtroppo tutto coincideva.

Guardavo stupefatto Michela spogliarsi e lasciarsi andare sotto le mani di quell’uomo sconosciuto: a mano a mano che si denudava riconoscevo il suo corpo e, sopratutto riconoscevo la sua espressione di piacere ogni volta che stavamo iniziando a fare l’amore.

Ero maledettamente catapultato in film volgarmente porno, le luci della stanza appena velate creano degli effetti da ombre cinesi che si rifletteva sui muri.

Erano entrambi totalmente nudi e quando vidi che lui la penetrò con forte decisione, le rose oramai sbiadite e strapazzate che avevo in mano, caddero al suolo come i miei sogni che si infrangevano in quella finestra.

E pensai ai momenti di passione che avevo con lei e, vergognosamente li paragonai a quelli che stavano avvenendo in quel momento.

La mia sofferenza saliva forte come i loro gemiti; vedevo i loro movimenti sempre più decisi. Ero ancor più incredulo nel vedere Michela aperta al massimo piacere, come si faceva accarezzare, come baciava violentemente e, in totale stato di frustrazione me ne andai via.

Quella notte per me fu terribilmente lunga e insonne; lunghe ore di pensieri, ricercando scusanti per lei, e colpe per me. Ricercare ossessivamente perché tutto questo sia potuto accadere.

L’alba con la prima luce del mattino mi trovò che ancora ero assorto nei miei pensieri, svuotato di ogni residuo di energia possibile e persa a quel punto ogni fiducia in lei, mi alzai e andai a lavorare.

Mi vedevo allo specchio ed ero veramente orribile. Occhi gonfi, barba incolta e alcune rughe che prima non avevo, riguardandomi nello stesso cercavo ancora di trovare scusanti e motivazioni per quello che era successo ma ne ricavai solo un vuoto assoluto nella mente.

Io sono molto tradizionalista, fedele e premuroso. Ovunque si girasse il coltello nella mia angoscia la lama era rivolta sempre verso il mio cuore.

Rividi nuovamente i miei occhi allo specchio e li trovai spenti, vuoti, privi di passione, inerti al futuro e in quel momento mi ribellai mentalmente dentro.

Conoscevo una carissima amica di Michela: Patrizia, da sempre lei è stata interessata a me e lo aveva fatto capire in mille modi e maniere, alcune volte anche sfacciatamente.

Decisi a questo punto di chiamarla e gli dissi se aveva voglia di venire a casa mia con la scusa di festeggiare un avvenimento particolare. Quando Pat (iniziai a chiamarla intimamente così) mi chiese chi partecipasse alla festa, io gli risposi senza esserci dubbi di incomprensioni:

Ci siamo solo noi due mio dolce angelo”.

Dopo un’ attimo di silenzio, rispose con un sospiro soffocato: “A che ora?”

Il tempo di spiegargli alcuni dettagli e fare un ultima battuta: “Allora tesoro mio, ti aspetto magari sexy come sai essere tu, vieni alle nove…”, chiusi la chiamata senza aspettare che mi rispondesse e chiamai Michela.

Ciao amore mio, stasera ti aspetto a casa mia verso le dieci, entra in silenzio e vieni in camera senza farti sentire, ho una sorpresa per te…”

Fu convinta a venire da me in quanto facevo allusioni a una vera incredibile sorpresa, la mia vendetta si stava compiendo, la mia rivincita era appena cominciata.

Patrizia arrivò puntualissima all’ora stabilita: era magnifica, stupenda, maledettamente sexy. Portava un vestito rosso leggermente trasparente, non aveva il reggiseno e quindi i suoi enormi (che però si reggevano su di ogni grazia) seni furono liberi da ogni ostacolo spingendo prepotentemente contro la stoffa dell’abito. Riuscivo a intravedere che portava un piccolo slip probabilmente un perizoma che gli accarezzava letteralmente la pelle, le natiche completamente libere…tutto questo basta e avanza per farmi avere una fortissima erezione.

La sua bocca straordinariamente carnosa era un palese invito per i miei pensieri peccaminosi, trasudava sesso da tutte le parti. Ovunque era l’angolazione nel vederla mi eccitava veramente tanto così come lo era il suo modo di parlare, di camminare, di muovere il corpo, era erotismo fatto persona.FINE PRIMA PARTE.

Testo: Claudio Ventodeldeserto.

Foto: Google modificata graficamente da Claudio Ventodeldeserto

 

L’amore…oltre-7°e ultima parte

L'AMORE OLTRE 7 PARTE 1

Il delirio intanto sta continuando ad andare in scena in maniera inesorabile, spietatamente. Inizio con leccarla e succhiarla da tutte le parti con passaggi lenti e cadenzati scoperchiando ogni itinerario della sua epidermide. Non mi sfuggi nulla, ogni millimetro di Barbara non aveva più segreti per me e lei non disse più nulla rendendosi profondamente disponibile, mi lasciò fare rendendo tutto ciò molto sublime.
Erano momenti forti e intensi di pura estasi quelli che stavo vivendo, improvvisamente stavo avendo un violento orgasmo. Usai tutte le forze che avevo per impedirlo e da qui iniziò Barbara a ricambiare quello che avevo fatto a lei fino ad allora. Sentivo le sue labbra libidinose scorrermi prima su tutto il corpo e poi sul membro mangiandomelo in ogni parte, non mi lasciò scoperto un ben che minimo millimetro di pelle, cominciai anche io a dire frasi sconnesse tra loro gridando all’impazzata, mi sentivo morire.

Aveva ragione Barbara davanti a queste cose indescrivibili non ci si può fermare, non ci si DEVE fermare mai, bisogna liberare tutto noi stessi ed essere protagonisti di tutta l’immaginabile bellezza che ci viene offerta. I minuti stavano scorrendo antropologicamente in maniera diversa, rallentavano in misura dei nostri corpi che si stavano possedendo all’unisono. Ho una tremenda fame di lei, voglio assaggiarla più a lungo possibile, amare ancor più le sue estensioni e fare mio definitivamente il suo cuore. Immagino la mia vita senza di lei e il solo pensarlo ora mi angoscia profondamente, non voglio perdere l’amore…oltre della mia vita, la voglio vivere all’infinito. Indescrivibilità nell’aria. Mentre facevo l’amore, l’osservavo, l’odoravo, l’esploravo, l’adoravo mi devastava dentro, sconvolgeva il mio cuore. Come se Barbara lo avesse tra le sue mani che lo stringeva e accarezzava. Mi fa impazzire questa Donna, questa Femmina e Dea Signora dell’Amore, si apriva sempre di più come volermi inghiottire dentro di lei.

L'AMORE OLTRE 7 PARTE 2

Non ce la faccio più. La prendo e la giro di spalle facendogli appoggiare la testa sul cuscino in modo di avere le sue natiche in vista davanti a me. Iniziò a ondeggiare gemendo dal piacere del momento e la penetrai da dietro con forte desiderio.

Urlò per l’ennesima volta e messa in quella posizione non mi ricordo più quanti orgasmi gli feci avere, in piena trance mi dice:

…Dani…amore…ti prego dimmelo che sei mio, che mi appartieni, che sei la parte migliore di noi” era ansimante e in procinto di avere ancora un’ennesimo orgasmo.

Nessuna donna neanche la mia ex moglie mi aveva mai detto una frase del genere, mi emozionai pazzamente e mi stavano anche venendo gli occhi lucidi dalla commozione. Continuai a possederla, stavamo diventando afflussi di sangue, immersioni senza regole. Mi sorpresi per come la stavo amando, per come mi sentivo così forte con vigore, giovanile, uomo…un uomo vero e il merito era solo suo, solamente suo. Lei ora è entrata dentro di me (ed era una sensazione forte, sconquassante sentire che la mia asta era nelle sue pareti) e non la lascerò più andare via, ora è tutto per me, è mia…

Cambiammo posizioni più volte, e si fece fare qualsiasi cosa, una rivoluzione delle nostre vite.

Siamo andati avanti per ore, il tempo spettatore di questi fogli che si stavano riempendo dell’…oltre si mise a girare per conto suo.

Finché Barbara mi dice: “Amore mio…prendimi ancora più fortemente, possiedimi, cavalcami, distruggimi…scopami (era al delirio massimo ma non era diventata volgare, era solo più profondamente intima come non lo era stata mai) fammi fluire la tua acqua vischiosa dentro di me, voglio sentirla scorrere dentro e dannarmi di piacere, eiaculami e spegni questo fuoco che mi divora”.

L'AMORE OLTRE 7 PARTE 3

Non ci penso neanche un secondo, prendo subito le sue gambe che erano fasci di luce e le me le metto entrambe sulle spalle. Il suo bacino era alto e le spalle e la schiena ancorate al letto. Vidi che i suoi seni iniziano ad andare avanti e indietro leggermente, sottilmente oscillando. La penetro con tutta l’anima che avevo. Questa volta era il suo corpo a gridare (la voce era allo stremo, alla fine dell’orizzonte), vibrava voluttuosamente a ogni movimento, a ogni colpo che gli infliggevo.

Sento che improvvisamente sto avendo un orgasmo, un forte e devastante orgasmo che non riesco a trattenere.

Ma Barbara mi precede appena di un’attimo, e appena sento il suo miele fuoriuscirgli dalla sua rosa in fiore che va a bagnare la mia verga e dintorni, gli scarico tutto dentro il mio seme e la mia passione. Allagai senza ritegno il suo nido segreto. Nel momento in cui vedo che Barbara inizia a sentire il seme dentro di lei scorrere dentro le sue pareti, la sento contorcersi compulsivamente e venne ancora una volta.

Alle fine crolliamo disfatti, distrutti. Ma ho una voglia immensa di abbracciarla, accosto il suo viso sul mio petto e inizio a coccolarla.

Accidenti…sto tremando…Dani amore mio, sei stato divino. Una furia ma nello stesso tempo dolce, rispettoso di me. Sono felice che lo abbiamo fatto, sopratutto che tu ti sia gettato in questa situazione, e non so che altro dire…è stato indescrivibile quello che è successo, grazie…amore mio” mi dice stanchissima ma raggiante come la luna piena.

Tutto merito tuo, solo tuo. Se non mi avessi rassicurato non sarei qui. Ho capito la lezione, il resto è andato come doveva andare. Quando davanti a te hai un amore di questa estensione, si un amore…oltre che ti si materializza all’improvviso e vedi che ti cerca, ti chiama tu devi andargli incontro prenderlo e viverlo come non hai mai vissuto nella tua vita. E’ un tesoro raro, una fortuna, e tutto questo non si getta.
Devi dare tutto te stesso e dare quello che all’altro manca. E tu come io con te sei la parte mancante, la migliore” gli dico con un sorriso dolce, contento e arioso nel mio volto sconvolto ma emozionato continuamente dall’averla vicino a me” terminai sfinito e segnato da lei.

Vedi? Avevo ragione. Ti ripeto che quando ti ho visto per la prima volta, desideravo che si avverassero momenti del genere, e non solo non  me ne pento ma lo rifarei all’infinito, ho avuto solo paura che tu scappassi via da me per quelle tue stupide convinzioni paranoiche” mi dice con dolcezza, convinta.

Era una dolcezza ascoltarla e vederla con il volto stravolto dopo l’amore. Era ancora più bella di prima. Barbara si aggrappa sul mio corpo in relax accucciandosi teneramente.

Se fossi scappato via sarei stato l’uomo più infelice di questo universo e non me lo sarei mai perdonato finché sarei vissuto, invece sono qui con te, un sogno bellissimo che si realizza, straordinario…unico” gli dico, la bacio e gli dico di nuovo:”Ti amo sole della mia terra”.

Poi mi venne una preoccupazione pensando a una cosa e gli dico:

Tutto bello, fantastico ,ma credo che ci sia stato un problema”;

E quale?” mi risponde lei;

Mi sono lasciato travolgere dall’entusiasmo passionale con te e da tutto quello che ne è scaturito e…non ho usato il preservativo” gli dico quasi anzi senza quasi, imbarazzo e anche terrorizzato dalla sua reazione;

Lo so, forse dimentichi che c’ero anche io” mi dice in modo ironico, e a me mi viene da ridere involontariamente e continuò:

Problemi? Vuoi che ti dica una cosa Dani? Io non ho mai avuto una vera famiglia. I miei genitori si sono separati che io avevo 5 anni e la infanzia è stata dura, difficile, sono cresciuta in fretta, e loro non sono mai stati un modello per me.
E quei pochi ragazzi che ho conosciuto mi hanno sempre considerato un avvenenza fisica, volevano solo sesso da me, mi vedevano una gran puttana. Non è stato facile andare avanti in questa maniera, non è stata una vita la mia ma un inferno nonostante io sia giovane. Finchè ho incontrato un angelo di nome Daniele che mi ha fatto sentire Donna, Amica, Amante, che mi ha trasmesso sicurezza e amore, e al quale credo che non gli dispiaccia sentire che sarei orgogliosamente felice di essere mamma di suo figlio nel caso in cui rimanga incinta” e proseguendo:”Si è vero, tutto è successo alla velocità della luce ma dopo tutto questo che ci ha travolto da queste sensazioni, io non posso più rinunciare a qualsiasi cosa…presente e futura, non è bello che tutto questo sia successo in questa maniera? tu sei la mia famiglia ora” concludendo il discorso.

Accidenti mi stava facendo piangere. Si aveva ragione, tutto si è compiuto velocemente, ma anche io la penso come lei. Non potrei rinunciare a nulla, a niente. Dobbiamo andare solo avanti e vedo che quell’avanti non ha difficoltà ne ostacoli. Ci saranno momenti difficili ma sento che si possono superare. Io l’amo troppo per avere anche un residuo di dubbio, e io dubbi non ne ho più, e poi…io desideravo essere padre da tempo. Si mi piace molto l’idea di lei mamma di un nostro figlio.

Hai ragione. E ti dirò…che anche io ti considero la mia famiglia, e che tutto questo che ci è capitato è bello e immenso. Anche io come te non ho avuto una vita facile.Anche se ho avuto già un figlio che mi ha dato delle gioie che poi si sono rivelate effimere per quanto non lo veda mai. I miei genitori li ho persi presto e loro sono stati la mia storia d’amore fino a ieri, e anche io come te sono cresciuto in fretta da solo. A 16 anni già lavoravo, un itinerario diverso dal tuo ma che ci lega in comune la sofferenza. Tanti, troppi pensieri e paranoie per storie con altre donne finite male che in me vedevano solo un oggetto sessuale o una complicazione di pseudo amore, pensieri che ho affogato drogandomi di lavoro” gli dico guardandola con dolcezza e ammirazione.

Ehi guarda che grazie al tuo lavoro ci siamo conosciuti, ora non parlarne male” mi dice con una sorprendente maturità mentale che mi stupiva ulteriormente.

Barbara (l’amore mio, solo mio) mi abbraccia con estrema dolcezza, la sua dote migliore, la sua straordinaria dolcezza (occorre rimarcarla spesso una dote che sui è persa nel tempo dei tempi).

Intanto si era fatta mattina. Il tempo inesorabile ci aveva consumati tutta la notte e non ci rimaneva neanche un minuto per poter riposare e poi andare ai rispettivi posti di lavoro. Mi domando dopo tutto questo chi avrebbe lavorato? Chi avrebbe avuto la forza di dominare uno tsunami di emozioni?

Ed ecco l’idea! Telefono ad Annamaria la segretaria che si incaricava di aprire l’agenzia ogni mattina e gli dico che non sto tanto bene e che quindi per la giornata odierna poteva fare a me. Gli dissi poi cosa dovevano fare Roberto e Francesco. Annamaria dal timbro della mia voce aveva capito che la mia era tutta una scusa, ma lei che caratterialmente è molto discreta mi dice di non preoccuparmi che avrebbe pensato lei a tutto.

Barbara fece analogamente la stessa cosa avvisando il suo posto di lavoro che non sarebbe andata. Penso che non la presero bene i suoi datori di lavoro ma alla fine tutto si sistemò.

La voglia era ancora tanta che continuai a fare l’amore con lei, ci perdemmo nuovamente nei nostri labirinti dolci e passionali, restando incollati con le labbra un’eternità. Ore infinite a segnare e marchiare i nostri corpi già bruciati dalla sera prima e dalla notte poi. Un cuore definitivo che si era formato aveva i nostri nomi. Ora era saldo. E tutto questo in frammenti di ore.L'AMORE OLTRE 7 PARTE 4

Dal quel giorno che nessuno di noi due non potrà mai dimenticare sono passati cinque anni e io e Barbara siamo ancora insieme, anzi visto che io riuscì a ottenere il divorzio due anni fa, chiesi subito a Barbara che l’avrei voluta sposare. Fu immensamente felice nel sentirmelo dire e disse si senza alcun dubbio. E così fu che ci sposammo.

Abbiamo anche un bellissimo bambino di nome Manuel che ha cinque anni.

Si proprio cinque anni. Barbara rimase incinta di lui proprio quella notte, e io piansi con tutta la gioia nel cuore quando sono venuto a sapere di aspettare un bambino da lei.

La gravidanza aveva reso ancora più affascinante Barbara, più bella e solare. Rimanevo a guardarla incantato ore e ore nuda col pancione. La sua pelle aveva mille odori. Sapeva di gelsomino, lavanda, altre volte sapeva di pane appena fatto, emanava il massimo splendore del fascino e femminilità.

Ho perso il conto di quante volte ho parlato su quel pancione, e di quanto fossi felice che tutto questo sia capitato. Con lei abbiamo riscritto tutta una nuova vita, riuscendo a realizzare un sogno impossibile quello che poi però ti cade addosso all’improvviso,che hai paura di vivere ma che decidi di costruire andando avanti lo stesso abbattendo qualsiasi dubbio paranoico. Basta che vicino a te ci sia la persona giusta che te lo faccia capire, far dissolvere i dubbi e le ansie per lasciarti poi andare e immergerti in quei momenti unici senza nessun rimpianto che questa essenza di vita non sia mai potuta avvenire.

Questo è l’amore, l’amore…oltre. Barbara come se mi leggesse nel pensiero (e credo a questo punto che sia stata sempre stata in grado di farlo sin dall’inizio della nostra storia), irrompe nella stanza dove stavo facendo questo pensiero e mi dice:

Amore mio hai ragione,  la lezione l’hai imparata benissimo, ma ora vieni qui da me e stringimi forte, fammi sentire ancora che sei la parte migliore di noi”.
Così parlò l’amore…oltre.FINE

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google

L’amore…oltre-6°parte

L'amore...oltre-6°parte

 

Eravamo quasi a fine cena e questo punto gli dico: “Mi sono convinto che non ho più paura di nulla, accada quel che accada, ti desidero troppo per poter rinunciare a te e a quello che potresti dare. Mi sono fatto troppe seghe mentali nella mia vita e così non ho mai concluso nulla, ho solo perso il meglio di me. Ora questo meglio voglio donartelo senza reticenze e…”

Lei mi interrompe mettendomi un dito sulle labbra come per serrarle e disse:”Ssstt…” avvicinandosi mi baciò nuovamente. Un bacio che fu ancora più bello e coinvolgente di quello che ci eravamo dati all’ingresso, sapeva di mille odori, di amore, cuore, anima…trasporto totale. Mi stava eccitando all’inverosimile, mi stava anche venendo voglia di una pazzia. Mettergli la sua mano sulla mia patta, ma rinunciai e il perchè non lo so nemmeno io, forse paura di espormi troppo?

La cena terminò. Era stata veramente squisita, tutto era stato buono, magico, come lo è stato tutto il contesto, pagine d’amore che si stavano scrivendo riempiendosi di ogni meraviglia. Pagai il conto e una volta fuori andiamo dove era parcheggiata l’auto che l’avevo messa in una parte poco illuminata del parcheggio del locale.

La guardai intensamente, con stupore e ammirazione e dissi:

Cosa facciamo ora Barbara? Dove vuoi che andiamo?”

Mi guarda con un viso che diceva tutto e si getta su di me abbracciandomi. Mi appoggia il suo volto sul petto, lo inclina (così sentiva forte i battiti accelerati del cuore) e dice:

“Voglio andare dentro di te, ti voglio, ti desidero, anche il tuo cuore lo desidera, l’ho sentito ora”.

Sei sicura di volerlo? Non devi sentirti obbligata, se non vuoi…” risposi io;

Uffa Dani basta! Devi credermi. Io sono sicura di quello che dico. O vuoi che urlo cosi lo sanno tutti? Dopo tutto quello che ci siamo detti hai ancora dubbi? anche tu alla fine mi hai avevi det…” provò a proseguire il discorso protestando, ma questa volta fui io a interromperla prima baciandola in modo da sorprenderla e poi spingendola sul cofano della macchina.

A questo punto gli metto una mano sul seno in modo impetuoso e passionale. Venne presa da forti gemiti di piacere, e iniziò a mugolare.

Ti prego, non ti fermare” mi disse freneticamente.

L’accontentai subito. Infilai la mano dentro la camicetta del vestito, riuscivo a vedere quei bellissimi seni appena nudi magnificamente formati, dritti, geometricamente ineccepibili e mi metto a frugarli peccaminosamente. Arrivai ai capezzoli e inizio a toccarli con la punta delle dita roteandoli tra loro, facendo attenzione a non fargli del male comincio a stringerli lentamente. Vedevo lei impazzire letteralmente, in realtà stava mandando fuori giri anche me.

Il contatto con quei seni mi provocavano sensazioni straordinarie che mi eccitavano. Me lo sentivo durissimo tra le mie gambe, avevo una forte erezione in corso, in fondo stavo toccando seta purissima.

Mi stai facendo venire amore mio (lo ha detto…che bello sentirlo dire), mi stai facendo venire…” disse ripetendo, la sua voce prima inquieta divenne un urlo immane che per quanto era forte avevo paura che qualcuno all’interno del locale avesse potuto sentirlo e magari allarmarsi, però che meraviglia vedere il suo viso nel momento in cui ha l’orgasmo, non si può descrivere se non lo vivi realmente come sta capitando ora. Ciò nonostante gli dico:

Accidenti Barbara, perchè non andiamo via di qui? Meglio stare comodi da un’altra parte e sopratutto al riparo da sguardi indiscreti non pensi? Qui va a finire che chiamano la Polizia e poi son guai davvero se ci trovano in questo stato” ero alla canna del gas, l’ansia mi mangiava.

Si hai ragione…andiamo via di qui, andiamo a casa” dice rimettendosi in sesto ma con molta fatica, era stravolta dal suo orgasmo appena avuto;

Si ma dove? Da te o da me? Dico in cerca di una soluzione breve in modo di essere sicuri su dove andare.

Non mi interessa Dani decidi tu. Se vuoi andiamo da me, sennò da te, è lo stesso” rispose ansimando e gemendo completamente fuori controllo;

Ti va se andiamo da te? Mi piacerebbe vedere casa tua.” gli dico; lei rispose con trasporto subito di si con le pochissime forze rimaste, si vedeva però che era contentissima che glielo avessi proposto, ricomponendoci entrambi saliamo in auto e partiamo.

Dopo neanche 20 minuti siamo sotto casa sua, e lei è ancora sotto choc (anche io in realtà) emozionale per quello che le avevo fatto al parcheggio del ristorante. Appena entriamo nel portone mi prende per mano e cosi arriviamo al secondo piano dove lei abitava.

Io in uno stato mentale forse peggiore di quello di Barbara, ebbi pure la forza di pensare una sciocchezza: che mi trovavo un po fuori mano dal centro città e che alle 9.00 dovevo essere al lavoro, ma che vado a pensare ora? Cretinate fuori di ogni logica.

Fortuna che questo pensiero si dissolse immediatamente come se niente fosse una volta entrato dentro casa. Ha proprio un bell’appartamento. L’ingresso molto accogliente introduce a una graziosa cucina molto spaziosa, un bel bagno e una camera matrimoniale arredata con molto gusto, molto intima.

Eravamo proprio nella camera da letto che lei si sdraiò apparentemente come se fosse colta da stanchezza e volesse dormire rimanendo cosi per qualche istante. Ma poi mi fissò con uno sguardo (che faceva sempre più danni nel mio cuore)che significava tutto e mi parlò in silenzio. Io compresi perfettamente quel che voleva. Era quello che volevo in quel momento anche io.

Mi dice con voce flebile:”Vieni qui vicino a me amore mio, ti prego”

La forza della passione ci aveva investito in pieno. La sollevai dal letto mettendola in piedi e iniziai a sfilargli la camicetta di dosso con molta delicatezza che lei ne rimase sorpresa. Rimase con il solo reggiseno che coprivano soavi colline da conquistare.

Ma la mia attenzione ora si concentra sulle sue bellissime gambe. Non mi erano mai state cosi vicine, e lei che aveva notato questo particolare si mise a fletterle a compasso come un incantevole passo di danza lasciando intravedere tutto un panorama da delirio.

La avvicinai a me repentinamente rimettendola sdraiata sul letto e le misi una mano dentro la gonna diretto verso il suo monte di Venere scostai le mutandine e me ne impossessai, una volta tra le mani lo stesso lo sentivo pulsare violentemente, abbassandomi col viso glielo baciai tutto.Aveva un pube liscio e vellutato. Barbara urlò furiosamente come se qualcuno gli avesse strappato la pelle di dosso. Mi viene allora istintivo mettergli una mano sulla bocca per farla smettere di urlare in quella maniera. Insomma prima al parcheggio ora qui. Insomma dovevano saperlo tutti anche le forze dell’ordine che eravamo fatalmente avvolti dalla passione totale? E che razza di figura facevamo se qualcuno avesse sentito?

Sssttt…!accidenti Barbara, ma vuoi proprio far venire tutta la polizia di Mantova? Ma riesci a urlare meno?” gli dico un po allarmato ma anche divertito della situazione che sotto sotto mi stava facendo un po ridere;

No Dani non ci riesco, colpa tua. Hai un tocco divino, baci magicamente. Mi fai impazzire, è impossibile che possa controllarmi e resisterti e poi non sai che questo non è sesso ma Amore, quello vero? Lui ti fa sentire sensazioni che nessuno può immaginare, non ha muri, inibizioni, vergogna, niente. Proprio niente, lo vuoi capire una volta per tutte? E poi chi se ne frega se viene la polizia? che venisse, e che potrebbe fare mai? amare così non è reato.” mi dice ormai in balia degli eventi. Dopo aver ricevuto il terzo schiaffo morale, decido che se cosi era, così doveva essere. E giuro che , questa volta non mi fermo neanche se mi implorerai a farlo. Tu hai voluto che io ti donassi la parte migliore di me che io ti regalo con il cuore in mano perché ti amo e non sai quanto (si che lo sa, per questo te lo chiede) e ora l’avrai a tutti i costi.

La alzo nuovamente rimettendola in piedi, mi alzo anche io e mi vado a mettere dietro le sue spalle. E inizio a baciargli lentamente il collo toccando, frugando, accarezzando i seni. Inizia a gemere di nuovo e sento che esploderà di nuovo. Mi invita a non fermarmi e ad andare ancora avanti. Io non mi faccio pregare e inizio a leccare con molta delicatezza ma con decisione le sue orecchie e contemporaneamente a questo gli tirai via senza che lei se ne accorgesse con un colpo secco il reggiseno. Ma appena si accorge di questo inizia a piegare impazzita il busto avanti, dietro, di lato, era totalmente su di giri.

Intanto io che la vedevo per la prima volta con le spalle nude piene di grazia, mi eccitai e mi venne il fuoco dentro, era una vera gioia per me tutto questo, non mi pareva vero, ditemi che sto sognando.

Aaaah…sei come immaginavo Dani anzi il tuo toccare è un amore…oltre. E’ gentile, rispettoso ma arde come le fiamme in tempesta, non è volgare, sporco. Potresti farmi di tutto e non mi faresti mai sentire una puttana, una poco di buono.” mi dice e in quel momento ha delle contrazioni violente che le provocano l’ennesimo orgasmo.

Io non mi fermo e continuo a toccargli i seni oramai totalmente nudi e senza difese, discesi sui fianchi con piccoli movimenti impercettibili, ero in preda del delirio e quando mi soffermai su di loro iniziai a graffiarglieli e lei emise alte grida a ripetizione e non mi importava più se qualcuno poteva sentire. Oramai coinvolto nell’attimo decido che è ora di togliergli tutto, la gonna e le sue mutandine erano gli ultimi avamposti che mi impedivano di arrivare al centro del piacere.

Non faticai molto a sbarazzarmi di questi ostacoli, e lei rimase completamente nuda, sorpresa, inebetita per come ero stato dolce e delicato.

La girai allora verso di me e…non avevo mai visto niente di simile, un fiore appena sbocciato del genere, niente avuto mai tra le mani. Due giorni fa non sapevo neanche chi fosse e ora è qui che sto donando amore a una che dovrebbe essere una sconosciuta e che invece ora mi sembra di conoscere da una vita. Stiamo costruendo un cuore insieme, le sue fondamenta.

La stringo forte a me. E sento che rappresenta una parte di me, una parte mancante, e ora tutto si completa. Percepisco il suo respiro, i gemiti, mi sembra di ascoltare orchestre di usignoli. Mai provato sensazioni così definite mai tracciati questi itinerari misteriosi, finalmente riesco a vedere cosa è l’amore, la sua vera purezza. Quello che credevo che non avrei mai trovato.

Mi sto eccitando come non mai e ho una improvvisa forte erezione in basso. Barbara evidentemente lo avverte perché con la sua mano mi sfiora l’asta, e mi manda nuovamente in confusione, tutto questo mi impedisce di notare che lei mi sta spogliando nella stessa maniera di come ho fatto con lei. Mi ritrovo nudo anche io.

Siamo entrambi in totale visibilio per la totale intimità che si è venuta a creare. Io non resisto più e sollevandola nelle mie braccia la distendo sul letto, vederla così è uno spettacolo inimmaginabile, è alba, tramonto, mare calmo trasparente. FINE SESTA PARTE.

 

 Testo: Claudio Ventodeldeserto

 Foto: Google

 

Parole in attesa.

PAROLE IN ATTESA

 

Quei punti in sospeso lasciano in me moti di delusione. Quei ritardi nel rispondere mi fanno sentire indicibili amarezze e incomprensioni. Mi chiedo dove sia finita quella complicità animata che riuscivamo a condurre. Mi chiedo cosa sia potuto accadere.

Ce stato un momento nei labirinti di noi in cui ci parlavamo col pensiero e riuscivamo nitidamente a percepire qualsiasi passaggio anche quello più nascosto. Ora intravedo solo un distacco voluto.

Magari non sapevi quello che esattamente volevo dire, la mia stringente angoscia nel pensarti continuamente. Che davanti a me si formava la tua tersa figura femminile piena di vitalità e colori. Che non c’era nulla di male nel dare attenzioni e spingere la valvola del desiderio più segreto, quello che mi gettava in fondo alla mia anima.

Avrei voluto esserti solo vicino e respirare la tua essenza. Capisco le tue diverse situazioni che non ti permettono di rischiare ma la tua reazione mi manda eterne raffiche di vento, che tutto sospinge in aria spazzando via anche la ben che minima immaginazione.

Come in un sentore di addio, dove davanti a te respiri il vuoto assoluto dove si mescolano nostalgie, sofferenze, rimpianti, qualunque frase che potresti dire ha da questo momento una sua verità. Non ce mai stato niente tra noi, mai nulla ci sarà mai ma mi dispiace avvertire la tua assenza, qualcosa che mi parlasse nell’anima.

Almeno per essere tranquillo e contare ancora su di te. Che ancora conduci i miei sogni notturni che agitano le onde della mia solitudine interiore.

Mi aggrappo ogni volta alla speranza che questo veliero non affondi mai difeso dall’equipaggio emozionale che tiene ancora a galla la volontà di accarezzare i fiordi della tua pelle. Ma l’imbarcazione è lontana dalla riva, e onde ancora più tumultuose la cacciano indietro allontanandola ancor di più.

Ti prego Signora della mia turbolenza non andare, rimani a parlare con me usando la tua dolcezza del silenzio. Ho bisogno della tua incantevole figura per non disperdere questo sogno di fantasia. Dove tu corri ancora in questa distesa di cavalli bianchi che solcano i destini dell’orizzonte, giorno dopo giorno ti illumini di passione, coraggio e sapienza.

Da lontano mi accorgo che hai chiuso i forzieri della mente. Che solo quei punti in sospeso rappresentano un ché ci lega fortemente, vorrei che riunissi quei punti e decantassi la tua vera estensione.

O mia Dea dell’anima, piegato in ginocchio qui davanti a te distendi e dammi le tue mani e trasmettimi il senso del bene, non trascurare la considerazione, il rispetto che ho per le tue carni. Immagino la felicità che dai a un’altra ombra che ti rende appagata, ma io sono schiavo dei tuoi fluidi che mi annegano nei canali navigabili, sontuosità delle labbra che non ho mai attraversato.

Intensa donna carnale che regali pandemici orgasmi, canto le tue grazie e la sinuosità della tua figura, macchina da cucire che unisce tutti gli attimi in uno, la presenza completa che doni, detentrice di scrigni magici d’amore dove tutto è rivelazione, gioia, passione autentica.

Per questo ti prego dammi un vero segnale in modo che tutto debba bruciare, tutto si disponga come vuole la benevolenza del destino. Io continuo ad essere empio del mio ossessionarmi a conquistare la prima parola del tuo nome. Tu mia leggiadra sensibile puledra dimmi e confessa il definitivo cancellar di me…

 Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google

 

Donna dell’arte.

DONNA DELL ARTE
 
Ode a te fiamma del fascino, dea della seduzione,
tu che canti come stormi di usignoli,
che sai danzare come versatili onde del mare,
che scrivi poemi sublimi e disegnare come fenici cigni.

O tu regno dei segreti che decori con riso e fiori i tuoi percorsi,
che sai allestire aiuole e crespi d’amore,
che in istinto di dolcezza incastri vetri colorati su pavimenti arcaici,
estendi la mente in ombra di tessiture musicali.

Tu o solo tu Signora istante di acconciature floreali
che vecchie donne esibiscono in processione,
Tu dama della culinaria e del cucito, di mirabile intelligenza che sa parlare cambiando forma alle parole.

Tu che sei nell’alto della mia anima, che incornici diagrammi mistici, Dea o mia Dea dello scandire o coniare versi, che crei figure di rispetto universale.
Una lirica per te Femmina della seta, che sai mascherare l’aspetto ma che della saggezza sai farne un simbolo.

Giardiniera del cuore galante che sospinta dal cielo diventa diamante dell’aria, tu tutta l’essenza di Parvati, che sa dominare le spinte del male.
E infine un inno a te che addolcisci la mia fatica con tutti i sospiri che gemono, manipoli con sapienza tutte le parti astrali di erotico deliziare, sai premere col bacio profondo del sole, nelle nostre mille posizioni di luna, sei maestra della mia vita.
 

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google modificata graficamente da Claudio Ventodeldeserto

L’amore…oltre-5°parte

L'AMORE OLTRE 5 PARTE

PENSIERO IN CORSO

Sono proprio un cretino, sono venuto da lei senza portagli neanche un misero fiore. Niente di niente. E’ vero, dopo la pausa pranzo ero tutto preso tra quello che stava accadendo tra di noi ero in confusione totale e tornando al lavoro non ho pensato neanche a trovare cinque minuti di tempo per andare da qualche parte a prendergli anche una minima stupidaggine e ora che faccio? Neanche a pensare di rimediare ora non avrei il tempo necessario di farlo. Pazienza è andata, speriamo che non ci faccia caso a questa cosa, dai Daniele incrociamo le dita, consolati che un regalo lo hai portato comunque e sei tu ed è quello che lei sicuramente vuole (ma ho ancora paura,aiuto!).

…Eccola, sta uscendo adesso e mi sta venendo incontro. Accidenti, ogni volta che la rivedo è sempre più bella (e io sono sempre più banale a dire questo), ha quella gonna nera corta che gli svolazza appena accarezzando le sue gambe lisce di ebano, spero davvero di non rovinare tutto con qualche mia uscita paranoica.

Il fatto e… che è la prima volta che esco con una donna così molto giovane di me (al massimo sono state una decina d’anni più giovani), e potrei fare figuracce clamorose cui portarne le conseguenze per parecchio tempo, e va beh dai basta cognizioni mentali, ora mi butto nella mischia, vada come vada.

FINE DEL PENSIERO E INIZIO DELLA REALTÀ

Ciao…Dani”, esordì esibendo uno sguardo che è l’emblema della felicità. Si avvicina a me alla minima distanza consentita e facendo ancora qualche passo in avanti mi da un bacio ma non come quello della pausa pranzo (sue labbra appoggiate sulle mie labbra) ma su entrambe le guance usando la stessa sensibilità, appoggio velato e morbido.

Daniele dannazione…stai calmo, non ti eccitare, torna in te. Fu lo schiaffo della mente a farmelo ricordare.

Ciao Barbara” risposi insieme al cuore, e proseguendo: “Tutto bene? Allora andiamo a mangiare dove hai detto tu?”, ed ero pervaso da ancor più forti tremori sensoriali che mi facevano sentire un’altra persona.

Certamente Dani, a meno che tu non ne abbia trovato un locale diverso che mi andrebbe bene lo stesso, e comunque va tutto ok, sopratutto ora che ci sei tu” rispose con sempre più dolcezza, e io mi senti onorato di quello che aveva detto alla fine. Andiamo verso la mia auto che non era parcheggiata tanto lontano da lì e una volta saliti misi in moto diretti verso il locale. Durante il tragitto non ci siamo scambiati neanche mezza parola. Barbara in realtà parlava, anzi chiacchierava tanto tanto ma con gli occhi continuamente. Mi osservava, scrutava, indagava, cercava con questa cosa di leggermi dentro, e mi faceva capire quanto gli stavo piacendo.

Porca miseria sono di nuovo nel panico totale e non so cosa dire per sbloccare questo impasse. Fu provvidenziale un semaforo rosso a cui mi fermai per sbloccare il problema.

Guardandola gli dissi se stava andando tutto bene. “…meglio di così non potrebbe andare Dani” rispose sospirando e avvicinandosi a me mi accarezzò la guancia destra che prese subito fuoco. E mi passo per la mente che a lei non gliene fregava nulla che non gli avessi portato nessun pensierino, lei aveva di più: io.

Il caos però si era ormai impadronito di me, e per la prima volta nella mia vita furono scollegati definitivamente i percorsi tra cuore, mente e anima. Un disastro completo.

Ma riesco lo stesso ad avere la forza di dirgli:

Barbara, una cosa che mi sto chiedendo, è che credimi sono piacevolmente contento di stare qui con te ma la cosa è alquanto anomala, insomma mi pare strano tutto questo, sopratutto che tu sia molto contenta che io ci sia (e che mi hai chiesto di uscire e venire a cena con te), potrei essere tuo padre, sei così giovane…” Lei mi rispose senza esitazioni:

Se pensi al fatto della nostra differenza di età ti stai sbagliando di grosso Dani. Voglio essere sincera. Se io sono qui con te è perché mi…piaci e non non esiste nessun fattore età, come non esiste che vedo in te una figura paterna, come il fatto che tu mi vedi un oggetto sessuale, un trofeo da esibire. Osservandoti prima ti ho trovato sincero, onesto, vero…e con te sto veramente bene, contenta…anzi Dani, sono felice come non lo sono stata mai. Lo ammetto, ci siamo conosciuti solamente ieri, ma non ti pare bello proprio per questo motivo?

Due giorni non immaginavo minimamente chi fossi e, poi…sei apparso e come per magia sei qui con me ora, io lo ritengo un destino, un gran bel destino, ti sento molto vicino ai miei pensieri, io non ho assolutamente paura di te e tu non devi averla di me, però perché non finiamo questo discorso dentro il locale che siamo quasi arrivati?” Touchè. E con queste parole mi aveva messo definitivamente a tacere. Trentacinque anni meno di me e mi ha dato una lezione morale di vita, mi ci sta bene, così imparo la prossima volta a dire qualcosa di sensato. Nel frattempo arriviamo al ristorante e dopo aver parcheggiato e spento l’auto vedo che lei mi viene vicino e improvvisamente mi abbraccia mettendosi di lato in diagonale a me con il volto sulla spalla. Avrei potuto dire qualsiasi cosa in quell’istante ma preferisco lasciare le sensazioni per come sono e la lascio fare.

Si stacca e scendiamo dal mezzo, ci dirigiamo verso l’ingresso del locale e mi mette una mano appoggiata con delicatezza sulla spalla. Qualche metro prima di varcare l’ingresso del ristorante vedo che mi toglie la mano e dice: “Dani…” e io: “Si…dimmi”. Si mette di fronte a me con la leggerezza di una piuma che volteggia nell’aria e inizia ad avanzare pianissimo con le sue labbra verso di me, io intuisco immediatamente che non sarà come è stato alla pausa pranzo, quel che vuole fare è totalmente diverso, e finiamo col baciarsi in una maniera che io non avevo mai provato. Stavo indossando le sue labbra. Mi sentivo travolgere da immense onde di passione, sentivo la sua lingua impattare con la mia anima, la sua fresca giovinezza intensa, la sua voglia di arrivare alla porta del mio cuore per entrare e pretendere di abitare, un incredibile forte senso dell’appartenenza.

Riusciva a dominare la mia lingua in modo stupefacente, e subito mi balenò nella mente una malsana idea:” Ma dove ha imparato a baciare in questa maniera? Sembra una donna molto più grande, quasi una mia coetanea” avrei voluto chiederglielo ma è stato meglio non dire nulla, sennò come al solito rovinavo tutto imbranato come sono.

Quello che riesco solamente a dire è: “Barbara accidenti! Che vogliamo dare spettacolo? Dai che ci vedono” riprendendomi molto a fatica da quel bacio che mi stava piegando in due, mi aveva letteralmente sconvolto;

E chi se ne frega, morivo dalla voglia di dartelo non resistevo più. Ringrazia il cielo che te l’ho dato ora, non sapevo come avresti reagito ma se fosse stato per me ti avrei baciato ieri appena sei entrato la prima volta all’agenzia e ci siamo visti, dai su…sono stata brava in fondo a resistere in questa maniera” disse con una punta velata di dolce sfrontatezza ed entrammo dentro il locale.

E’ veramente un bel ristorante, Barbara aveva ragione. Ampio, moderno, il personale gentile e professionale e il posto dove ci avevano messo era proprio di fronte al lago Superiore illuminato da riverberi di luna. Uno scenario inaspettato, unico…da sogno, come da sogno è lei.

Cosa vuoi mangiare Barbara?”dissi emozionato fortemente ma cercando anche di darmi un’aria meno sconvolta;

Beh, io amo il pesce. Qui naturalmente fanno quello di lago ma ti garantisco che è buonissimo” rispose in una maniera euforicamente intrigante;

Gli dico: “Io adoro più quello di mare ma voglio darti retta, mi fido di te” convinto e intensamente d’accordo con lei, in sintonia profonda.

Una volta fatte le ordinazioni che prevedevano antipasti, primi e secondi a base di pesce che furono abbastanza rapide ad arrivare, iniziammo a mangiare e anche a fare conversazione:

Domanda sciocca, banale ma mi viene da dirtela cosi…Come ti senti ora Dani? le tue sensazioni? cosa provi? Mi disse con quegli occhi che mi penetravano dentro, che mi rapivano;

Se vuoi saperlo sto ancora cercando di riprendermi dal bacio che mi hai dato prima di entrare qui dentro, non me lo aspettavo così coinvolgente” risposi sempre cercando di avere un ben che minimo contegno;

Davvero? Ma lo sai che baci divinamente Dani?” mi dice con una semplicità disarmante;

Ehm…(arrossisco) grazie” gli rispondo consapevole che l’onda della passione mi ha colpito travolgendomi, ecco ora mi trascina via e io annegherò con lei;

Non fare il modesto ora. Sei veramente meraviglioso. Non ho mai sentito un trasporto del genere, ci sai fare veramente, le tue labbra, la tua lingua dicono molto di te, trasmettono una forte sincerità” mi dice e la sua bellezza è sempre più evidente in me;

Barbara accidenti… ma tu non pensi che stiamo correndo di più della velocità della luce nel fare le cose e così facendo rischiamo di bruciare tutto ? So già il tuo pensiero sulla differenza di età ma io me la vedo a volte davanti come un muro invalicabile, esiste ed è un dato di fatto, non si può non tenerne conto, sarò sicuramente paranoico ma non perdiamo di vista la realtà” gli dissi seriamente ma in fondo sentivo che avevo detto l’ennesima paranoia.

La vidi pensare un attimo e inizio con lo sguardo che mi fulminò per bacchettarmi moralmente;

Probabilmente stiamo correndo Dani, ma tu intanto ragiona. Te lo ripeto ancora se vuoi. Io non sono un tipo da avventure, non voglio sesso, non mi sento ne una puttana e ne una che ha bisogno di uno che sostituisca mio padre di cui meglio che non dica nulla. Se tu sei qui ripeto, è perchè me lo ha detto il mio cuore che si è impazzito quando ti ha visto. Certo è una cosa folle per come è nato tutto questo e poi per come è andata avanti la storia e si è sviluppata la faccenda. Ma il cuore sempre lui mi ha detto di fare così e non mi interessa, non mi pento. Se tornassi col tempo indietro a ieri lo rifarei altre mille volte. E lo vuoi proprio sapere quando ieri ci siamo conosciuti all’agenzia sai cosa ho pensato? “Amore mio” ecco cosa mi sono detta, e poi che se mi avessi chiesto di fare l’amore, io ti avrei detto subito di si oltre ad averti dato prima un bacio.

Fosse successo davvero avremmo dato vita a qualcosa che neanche nei sogni si possono vedere. Ma anche ora, adesso, non è da meno. Ieri ho avuto delle tremende ma bellissime sensazioni mai provate. Lo sai che ehm…(arrossisce di brutto) mi hai fatto avere un orgasmo quando all’agenzia ci siamo sfiorati le mani mentre ti davo la documentazione che ti serviva?  e poi un altro e credo che tu te ne sia accorto (e a me non è dispiaciuto che me lo hai visto fare) quando eravamo al bar in pausa pranzo? Mi piaci Dani, cavolo…questa notte il pensiero di te mi ha tolto il sonno (anche a me Barbara, penso mentre lei continua a parlare).Io non so cosa accadrà dopo o forse lo immagino ma io non voglio rinunciare a quello che mi hai dato da ieri, che mi dai ora e che mi darai dopo, io ho voglia di viverti”. Di nuovo touchè. Per la seconda volta mi mette inesorabilmente in silenzio.

In fondo i miei dubbi, la mia titubanza derivano proprio dal fatto per come stanno andando veloci gli avvenimenti. Dannazione. Tutto scorre rapidamente, ma perché qualche frammento di tempo non rallenta? E mentre la osservo finisco per impattarmi mentalmente con lei. Si, tutto scorre alla luce del suono ma io sono definitamente perso di lei ora, in questo istante, sono perdutamente innamorato. Ora la frittata è fatta. E se tutto finisse? Sarebbe la perfetta morte del cuore.

Lei come se mi avesse letto nel pensiero, se ne uscì con una frase che finì per esplodermi dentro, tramortendomi in maniera letale rivelando il suo sentimento per me:

Dani stai tranquillo, sereno, lasciati andare ti prego, tieni fuori i tuoi dubbi (iniziano a venirgli gli occhi lucidi)non ti prendo in giro, credimi a quello che ti ho detto prima, voglio dirti ora, in questo preciso instante e…Dio non riesco a trattenermi, ti voglio dire che…che ti amo, Dani ti amo!” pianse forte per la gioia liberatoria. La guardo, e con le mani gli asciugo le lacrime. Prendo con entrambe le mani il suo viso meraviglioso e inizio ad accarezzarlo sorridendo.

Sei una dolce, tenera, meravigliosa Donna. Un fiore di Femmina, ti amo anche io, anzi ti Amo” dico senza più difese;

Poi in perfetta intimità continuò la conversazione toccando altri argomenti e molto da lontano il proprio passato, anzi di quest’ultimo non se ne parlò quasi per niente, evidentemente non ci interessava farlo. E tutto il resto non contava più nulla. Nella tarda serata che introduce a inizio notte qualcosa (tutto è la definizione migliore)è destinato a compiersi, carnalità, mente, cuore, anima e amore destinati a una fusione irreversibile. FINE QUINTA PARTE

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google

L’amore…oltre-4°parte

L'AMORE OLTRE 4 PARTE

NELLA MENTE DI DANIELE

 

Accidenti! Allora da quello che stai dicendo adesso non hai nessun ragazzo e non ne frequenti altri! Ma come è possibile che una bellissima ragazza come te non abbia avuto nessuna mano che ti abbia accarezzato o un paio di labbra che abbiano rubato il sapore che emanavano (veramente io lo avevo sentito quel sapore quando lei mi ha appoggiato le sue labbra sulle mie quando avevamo finito la pausa pranzo)?

Mi sento sollevato da questo, ora ci sono io e questo mi fa sentire bene anche se non so perché sono qui ma avverto dalle tue onde emotive che mi desideri tanto e io non ho più altre parole per dirti quanto sei bella e quanto mi emozioni, oddio come sono banale. Mi pare un sogno averti qui, un sogno da cui non vorrei svegliarmi mai. Come mai non mi sono accorto prima della tua presenza? Devo solo ringraziare il destino per avermi fatto incontrare te. E se ora in questo istante ti dicessi che non potrei fare a meno di te?

E se ti dicessi che sono follemente innamorato di te? Tu però meriteresti di meglio di uno come me che ha delle grandi paranoie mentali, non voglio ne soffrire e ne farti soffrire. Ho paura, paura di sbagliare e tanto con te, ma ora tu sei vicino a me, mi fai sentire felice ma confuso, hai anche le mie stesse sensazioni di solitudine quando torni a casa e anche il giorno dopo quando arrivi al lavoro, si…si ora lo avverto fortemente che è un colpo di fulmine tra noi e questo ci cambierà la vita, ah che ingenuo, un neonato lo avrebbe capito prima, ti prego amore mio (scusami se mi sono permesso di chiamarti così) aiutami a non fare errori…prendimi per mano ti prego.Mi sento onorato che piaccio a uno splendore come te.

 

NELLA MENTE DI BARBARA

 

Daniele, dove sei stato in tutto questo tempo fino al momento che per la prima volta ho visto quel lago azzurro dei tuoi occhi? Finalmente sei qui, qui accanto a me.Non posso dimenticare il primo istante che ti ho visto, tu che mi guardi e io che sobbalzo, sai la prima cosa che mi è venuta in mente cosa è stata? “Amore mio” ecco cosa mi sono detta, la luce proprio dei tuoi occhi mi stavano lentamente spogliando ma non mi sentivo in imbarazzo anzi… meno male che ero seduta sennò chissà cosa mai mi sarebbe successo.

Ho sentito subito quei vortici in basso che tanti chiamano “le farfalle nello stomaco” come posso non ricordare? Io non li ho avuti mai. Mi sentivo completamente nuda  davanti a te e credimi mi hai eccitato fortemente, mi hai fatto bagnare quando oggi ti ho passato il documento che ti serviva meno male che non te ne sei accorto sennò diventavi matto, e io che mi dicevo:”Ma che stai facendo pazza?”, si lo so Daniele che tutto questo è pazzia, qualcosa che sa di delirio puro ma tu mi trasmetti serenità, mi vedi pulita, e con te mi sento pulita e amata, non mi vedi una avventura come tante.

E sono così folle da lasciarmi andare che ora se tu mi chiedessi di fare l’amore ecco…non avrei dubbi, lo farei subito convinta, perché nel tuo sguardo continui ad ispirarmi fiducia, ti sento vero e so che non potresti mai tradirmi. Si dimmi che sto delirando se penso questo, ma tu non sei certo un ragazzo sprovveduto alle prime armi, sai usare la testa, l’ho visto come ti stai comportando con me. Si dimmelo che lo pensi anche tu che ci siamo piaciuti appena ci siamo visti, è stato un bellissimo colpo di fulmine. Dillo, confessamelo, lo vedo che lo hai capito, io non sono una stupida, non sono di certo come una di quelle donne tutte evidenti, tette, sedere e poco cervello che hai conosciuto o frequentato, io ti desidero con il cuore, dai cerca di capirlo Daniele.

Cavoli, non ho mai aperto il cuore in questa maniera con nessun’altro uomo in vita mia (lasciamo stare poi quei ragazzi tutto fumo della mia età o poco più), sei un’uomo adorabile, tenero e mi sento in sintonia con te, pensiamo anche le stesse cose, proviamo le stesse sensazioni che siano gioia o desolazione…ti prego Daniele abbi sempre cura di me  e non farmi mai del male anche se sono certa che tu non me lo farai mai. Sai, io ho sofferto maledettamente in questa mia seppur breve e giovane vita, E che ti giuro (ed è quello che tu vuoi ora che io ti trasmetta con la mia anima) che non ti farò mai del male. Sono troppo felice ti prego, devo trattenermi dal piangere…dimmi che il tuo vero nome è…Amore. Perché così io ti chiamerò da ora in poi.E’ un immenso onore piacere a te sole del mio desiderio.

 

RIPRENDE LA CONVERSAZIONE

 

Sono contento Barbara che gradisci la mia compagnia, e credimi la cosa è reciproca. Si comunque devo dire che ora va molto meglio di oggi, sono più rilassato, ok lo riconosco è tutto merito tuo, se non mi avessi invitato qui mi sarei fossilizzato come ogni giorno nuotando nelle carte dell’ufficio senza mangiare nulla.” dissi, ed ero veramente sereno. Lei abbassò la testa iniziando ad arrossire più dell’altra volta in agenzia, sentivo che bisbigliava qualcosa ma non ricordo cosa.

A me sembravano gemiti come quando uno si eccita sessualmente e sta avendo un orgasmo, la vedevo a un certo punto con la coda dell’occhio che sia stava toccando il pube, ma distolse subito la mano appena si è accorta che la stavo osservando furtivamente.
“Daniele
perché non racconti qualcosa di te?” disse con fatica riprendendosi, ma io compresi a malapena quello che aveva appena detto, era tutta colpa dei battiti forti che mi arrivavano al cuore. “Cosa? Raccontarti di me”? Ci vorrebbero giorni e qui purtroppo ci rimangono solo 30 minuti da gestire per la pausa pranzo.

Posso provare a sintetizzare. E dirti che la vita non è stata generosa con me e che sua “cugina” putativa di nome fortuna non si è voluta mai alleare con me, ho avuto un matrimonio fallito alle spalle da quale è nato un bellissimo figlio che ha quasi la tua età, che non vive con me ma sta in Ungheria insieme alla madre ma forse qui mi pare che ti stia dicendo il solito banale discorso che senti fare dagli uomini quando con le donne iniziano a conoscersi, che parlano del loro passato, dei loro sbagli per farsi poi passare da vittime e quindi farsi compatire, poi come ho detto prima ci vorrebbe più tempo, io sono abituato a parlare con calma senza  l’assillo della fretta per il lavoro, il quale ti posso dire per fortuna va più che bene, sperando che non si chiamino tutti Ceronetti questi assilli” gli dissi concludendo con una risata che non so più da quanto non la facevo.


Daniele, io non ti ritengo banale, a me piace sentirti parlare e che mi racconti di te,  la tua storia e so che la diresti senza che io possa ritenerti vittima di chissà che cosa io non sono una che giudica non l’ho mai fatto e mai lo farò, e…hai ragione accidenti il tempo per la pausa sta terminando e devo ritornare al lavoro e…” disse esitando come un volo di farfalla interrotto aprendo a una improvvisa disponibilità mai vista e prosegui: “ Ho voglia di rivederti subito Dani, posso chiamarti così, non ti arrabbi vero?” disse con estrema dolcezza, pareva un cucciolo dolcissimo, e io dissi facendo di si con la testa: “Wow, che nomignolo carino e dolce, mi piace.Certo che mi ci puoi chiamare, tranquilla che non mi arrabbio mica per questo”. Mi piaceva davvero tanto il nomignolo che mi aveva dato…Dani, solo chiamarmi con questo nomignolo mi toglie 10 anni di vita.

E pensare che fino a questa mattina mi chiamava Dottore. Solo che a me non viene in mente nessun nomignolo da dargli, forse Amore è quello più appropriato. Continuerò pero a chiamarla con il suo nome che è veramente bello, poi si vedrà. Quanto mi piace questa intimità che piano piano sta nascendo tra noi.
Ti andrebbe di andare a cena insieme stasera dopo il lavoro?” disse diretta senza esserci l’opportunità di fraintendere;
Con piacere Barbara, dove vuoi che andiamo?” dissi dopo che prima ero rimasto a bocca aperta e poi tremendamente folgorato dalla sua richiesta, mentre altri forti tonfi al cuore proseguivano imperterriti;

Conosco un posto carino, si chiama “Lo Sghibizz” è a una ventina di minuti da qui, ci sono stata qualche mese fa,  fanno anche il pesce ed è di fronte al lago Superiore, fidati è veramente carino il posto e si mangia benissimo” disse con quegli occhi che erano gemme preziose; “ Uh che stupida che sono, neanche ti ho chiesto se hai qualcosa da fare stasera, impegni o se hai qualcuno che ti aspetta a casa.” prosegui concludendo con una punta di sorprendente malizia. Mi sorpresi alquanto di quello che aveva detto (“Ma che dice”? pensavo): avevo dato forse l’idea di provarci con lei avendo un’altra poi che mi sta aspettando?

Ma per chi mi ha preso? Non sono mica un donnaiolo, diamine! La guardai allargando le braccia sorridendo (anche se avrei voluto dirgliene due) scuotendo la testa negativamente. Barbara rise in una maniera così dolce che mi veniva voglia di abbracciarla e capì allora come un cretino che mi stava prendendo in giro, istintivamente mi stava aprendo completamente tutto il cuore alla sua massima estensione dal quale sentivo quei ticchettii continui sussultori preludio d’amore.
E te Barbara? Ti aspetta qualcuno a casa?” dissi ironicamente facendogli l’occhiolino con lo scopo di rendergli la pariglia. Lei invece diventò improvvisamente seria, si alzò, iniziò a guardarmi dolcemente, troppo dolcemente, si avvicinò appena e piegandosi verso di me mi appoggiò le sue labbra sulle mie. Non era un vero bacio ma un attimo che introduceva magia.

“Vieni a prendermi alle 19.00 all’agenzia, io finisco a quell’ora” concluse. La vidi allontanarsi velocemente, e mentre si incamminava si gira più volte per vedere dove fossi. Io ero rimasto ancora al bar seduto ancora alcuni minuti imbambolato più di prima. Avevo incredibili sensazioni addosso, erano belle ma strane, ora materializzavo cosa sarebbe potuto accadere tra cena e dopocena, ed era un film ancora tutto da scrivere. E chi lavora oggi pomeriggio sapendo che questa sera ce qualcosa che potrebbe segnare la vita di due persone? E ripensavo alle sua labbra appoggiate sulle mie. E’ stato meglio di un bacio, come quando due fiori sono accanto e si toccano, incredibile come se mi avesse letto nel pensiero, come faceva a sapere che era quello che volevo? Che desideravo sapere che sapore avevano le sue labbra? Ora lo so, sapevano di vita, di amore, di cuore.

Trovai la forza sufficiente per alzarmi dal tavolino e tornare al lavoro con la testa irradiata da pensieri. Piena di felicità ma anche di confusione. Ero contento ma anche inquieto. Pensavo insistentemente alla serata e anche al dopo cena. E più ci pensavo e più avevo un senso di inquietudine e paura di sbagliare tutto. Forse sarebbe stato meglio che quando ci eravamo visti per la prima volta che lei non avesse provato nulla per me, e se anche a me fosse piaciuta lo stesso almeno sapevo per certo che lei non era interessata a me, ci sarei stato si male, ma poi alla fine…chi se ne fregava almeno non mi prendevano poi le paranoie.Invece è andata diversamente, anzi lei è più sicura di me, riesce a osare, cosa che io non riesco, sono troppo frenato.

 Anche se poi conoscendola un po meglio, ho visto nei suoi occhi di lago una considerazione che nessun’altra (e parlo di donne molto più grandi di lei) mi ha mai dato, mi rende al centro delle sue attenzioni, come se mi adorasse e io non posso far finta di niente. Sono devastato dall’emozione più di quanto non lo fossi secoli fa al primo appuntamento quando avevo 15 anni e andai a prendere un gelato con una ragazza della mia stessa età, altre storie e diverse sensazioni emozionali. Fu un pomeriggio lavorativo in apnea e non ci mise tanto ad arrivare la sera e quindi l’approssimarsi del evento fatale dei due cuori. Alle 18.30 chiudo l’agenzia come faccio di solito e mi incammino con passi frenetici verso dove lavora Barbara in attesa che lei esca. Sono in anticipo di qualche minuto. Ecco, inizio a inquadrare l’ingresso dell’agenzia dove lavora lei. Il cuore forte…forte…forte, batte all’impazzata, eccomi amore mio sono qui che ti sto aspettando, ti desidero stella mia, cosa ne sarà di noi domani? FINE DELLA 4°PARTE.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google