Forte impatto

Forte impatto

Successe tutto così improvvisamente che neanche me ne resi conto. Come se venissi investito da un tornado o un onda che arriva all’istante. Ero fermo in quel bosco collinare in una giornata di ampio sole dove un sentiero di alberi faceva intravedere uno sfondo senza fine, e camminavo lentamente, piano come ad assaporare il tempo come soldi da spendere parsimoniosamente. Nella mia mente niente che mi oscurasse qualche pensiero che casualmente avevo, provavo un senso di pace e tranquillità e non avevo percezione che potesse succedermi qualcosa. Dalla parte opposta alla mia vedo che inizio a visualizzare una figura venire verso di me. Prima era piccola quasi impercettibile e poi diventava sempre più grande man mano che camminava. Appena che riusci a focalizzare bene a metà strada scoprii che era una una donna. Una bellissima donna. Capelli lunghissimi che gli arrivavano sulle spalle di un colore nero accecante che alla luce del sole brillavano fortemente, due occhi verdi smeraldo che erano come preziosi che puoi notare in un negozio incastonati alla perfezione, due labbra geometricamente disegnate come nei quadri, un volto semplice, pulito pieno di fascino recondito, e un corpo snello seppur morbido che evidenziava curve mirabili.

Ormai eravamo quasi vicini, credo a pochissimi metri e vedo lei all’improvviso camminare veloce e accorciare le distanze e arrivato a circa un metro da me, mi fissò come se mi conoscesse e mi cercasse da tempo.

Finalmente ti ho trovato” disse. E così dicendo si gettò tra le mie braccia abbracciandomi. Non avevo mai provato una cosa del genere. Mi sentivo come in un letto pieno di piume o di ovatta, credevo di svenire in quel momento. Ero in balia di qualcosa, una forza oltre le aspettative molto più forte di me. Non conoscevo questa donna, non sapevo chi fosse.

Ti amo, ti amo, ti amo più di ogni cosa al mondo” continuò a ripetere. E subito dopo approfittando che lì vicino c’era un’ albero, smise di abbracciarmi e mi spinse con una violenza inedita contro lo stesso. La meraviglia è che non sentii dolore nell’impatto, ma l’impressione però che ne ricavai era come se qualcuno mi avesse inchiodato lì senza possibilità di scampo.

Sei il mio desiderio, quello che ho sempre cercato” disse e mi diede un bacio che durò una vita…

La sua bocca mi stava portando via praticamente tutto, anche la più flebile resistenza. Aveva un energia vitale sorprendente, e anche se non sentivo lo stesso trasporto, non riuscivo a resisterle.

Prese le sue mani e inizio a infilarle dentro la mia camicia appena sbottonata, ma trovando resistenza nei bottoni me la strappo completamente di dosso lasciandomi a torso nudo, e inizio a percorrere con quelle labbra oscene tutta la parte ripida del mio petto.

Ero nelle sue mani, una barca alla deriva e le mie ginocchia stavano toccando terra. Accidenti, conosce quello che io voglio pensavo tra me, e la cosa più assurda è che non conoscevo neanche come si chiamasse e chi effettivamente fosse. Travolto inesorabilmente mi accorsi che lei mi stava piacendo da matti e iniziai a slacciargli la camicia e tirare giù la sua gonna, e mi ricordo passò un tempo interminabile. Appena la vidi nuda, ero nel delirio totale, non volevo altro che lei, questa maledetta sconosciuta, questa sorta di icona scesa chissà da dove forse per farmi impazzire del tutto.

Prendimi ti prego, ho vissuto troppo tempo con il vuoto di te, ora riempimi” disse in maniera decisa e categorica. Poi mi spogliai anch’io.

Iniziai a quel punto a baciargli tutto il suo pube, soffermandomi su ogni petalo epidermico, non tralasciando nessun particolare che potesse sfuggirmi. La sentii ondeggiare gemendo come se cantassero un coro di usignoli. Risalendo col viso mi soffermai sul suo ventre e lo consumai tutto con le labbra. Poi incrociai i suoi stupendi seni dritti come gambi di fiore e banchettai con il loro volume mai saziandomi. Poi finalmente il suo viso. Mi straziai nella sua lingua affusolata. Erano istanti che non terminavano mai. Tutto intorno aveva perso di valore, esistevamo solo noi un corpo unico e indivisibile.

La rigirai e rimasi incantato nel vedere le sue natiche scolpite nel marmo, e non esitai a solcare con le labbra tutto l’itinerario fino al centro del piacere, niente e nessuno poteva fermarci. La mia Dea gemeva e orgasmava una, due, mille volte. Erano grida che arrivavano ai gabbiani e si perdevano all’orizzonte. Passione,peccato, tentazione tutto si fondeva e si delineava. Tutto aveva un modo di esistere. La vidi esausta ma mi implorò di farla sua ancora, di entrare profondamente dentro di lei, con tutta la forza possibile. La accontentai e lei emise un grido che non ebbe mai termine. Fare l’amore la stava rendendo più bella di quando mi aveva sbattuto in precedenza sull’albero.

Anche io ero sfinito e quasi al collasso, ma raccolsi le ultime forze che avevo e dopo continui e frenetici movimenti del corpo usci il seme del piacere come la piena di un fiume che la bagnò completamente.

Mentre vedo lei che sorride soddisfatta accucciata accanto a me che tremava ancora di piacere, ho voglia di baciarla di nuovo, compulsivamente con ossessione. Ho sensazioni più forti di prima.

Ma cosa succede? Perché questo muro bianco? Ma dove mi trovo? E io, perché sono in questo letto dentro una stanza con gli occhi sbarrati che sudo freddamente?

In pochi frammenti di secondo materializzo che era solo un incredibile sogno.

Fatico a comprendere il perché di questo sogno. Chi era lei? Il destino? O un passato che torna?

Sarà dura capire, così come lo sarà riuscire a farmi tornare la giusta tranquillità. Ritorno a ritroso nella vita percorrendo al contrario la strada del bosco.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google

 

2 pensieri riguardo “Forte impatto

  1. Il poeta in questo mini scritto mette in risalto la passione violenta come questa Donna sconosciuta a LUI gli ha regalato dei momenti indimenticabili di un Amore prorompente ,caldo,sensuale,focoso e pieno di tanto sesso sfrenato e…………………….Talmente era preso da questo Amore che non capì più se………..e svegliatosi si chiese forse è un ritorno del passato o un desio celato nel più profondo della mia anima e mai rimosso.

  2. Caro Claudio, certi sogni, con temperature roventi, cuori affamati e anime insoddisfatte non è salutare farli ( scherzo ovviamente)
    La Tua fantasia amorosa è molto piacevole

    Salutoni
    Gina

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