Forte impatto

Forte impatto

Successe tutto così improvvisamente che neanche me ne resi conto. Come se venissi investito da un tornado o un onda che arriva all’istante. Ero fermo in quel bosco collinare in una giornata di ampio sole dove un sentiero di alberi faceva intravedere uno sfondo senza fine, e camminavo lentamente, piano come ad assaporare il tempo come soldi da spendere parsimoniosamente. Nella mia mente niente che mi oscurasse qualche pensiero che casualmente avevo, provavo un senso di pace e tranquillità e non avevo percezione che potesse succedermi qualcosa. Dalla parte opposta alla mia vedo che inizio a visualizzare una figura venire verso di me. Prima era piccola quasi impercettibile e poi diventava sempre più grande man mano che camminava. Appena che riusci a focalizzare bene a metà strada scoprii che era una una donna. Una bellissima donna. Capelli lunghissimi che gli arrivavano sulle spalle di un colore nero accecante che alla luce del sole brillavano fortemente, due occhi verdi smeraldo che erano come preziosi che puoi notare in un negozio incastonati alla perfezione, due labbra geometricamente disegnate come nei quadri, un volto semplice, pulito pieno di fascino recondito, e un corpo snello seppur morbido che evidenziava curve mirabili.

Ormai eravamo quasi vicini, credo a pochissimi metri e vedo lei all’improvviso camminare veloce e accorciare le distanze e arrivato a circa un metro da me, mi fissò come se mi conoscesse e mi cercasse da tempo.

Finalmente ti ho trovato” disse. E così dicendo si gettò tra le mie braccia abbracciandomi. Non avevo mai provato una cosa del genere. Mi sentivo come in un letto pieno di piume o di ovatta, credevo di svenire in quel momento. Ero in balia di qualcosa, una forza oltre le aspettative molto più forte di me. Non conoscevo questa donna, non sapevo chi fosse.

Ti amo, ti amo, ti amo più di ogni cosa al mondo” continuò a ripetere. E subito dopo approfittando che lì vicino c’era un’ albero, smise di abbracciarmi e mi spinse con una violenza inedita contro lo stesso. La meraviglia è che non sentii dolore nell’impatto, ma l’impressione però che ne ricavai era come se qualcuno mi avesse inchiodato lì senza possibilità di scampo.

Sei il mio desiderio, quello che ho sempre cercato” disse e mi diede un bacio che durò una vita…

La sua bocca mi stava portando via praticamente tutto, anche la più flebile resistenza. Aveva un energia vitale sorprendente, e anche se non sentivo lo stesso trasporto, non riuscivo a resisterle.

Prese le sue mani e inizio a infilarle dentro la mia camicia appena sbottonata, ma trovando resistenza nei bottoni me la strappo completamente di dosso lasciandomi a torso nudo, e inizio a percorrere con quelle labbra oscene tutta la parte ripida del mio petto.

Ero nelle sue mani, una barca alla deriva e le mie ginocchia stavano toccando terra. Accidenti, conosce quello che io voglio pensavo tra me, e la cosa più assurda è che non conoscevo neanche come si chiamasse e chi effettivamente fosse. Travolto inesorabilmente mi accorsi che lei mi stava piacendo da matti e iniziai a slacciargli la camicia e tirare giù la sua gonna, e mi ricordo passò un tempo interminabile. Appena la vidi nuda, ero nel delirio totale, non volevo altro che lei, questa maledetta sconosciuta, questa sorta di icona scesa chissà da dove forse per farmi impazzire del tutto.

Prendimi ti prego, ho vissuto troppo tempo con il vuoto di te, ora riempimi” disse in maniera decisa e categorica. Poi mi spogliai anch’io.

Iniziai a quel punto a baciargli tutto il suo pube, soffermandomi su ogni petalo epidermico, non tralasciando nessun particolare che potesse sfuggirmi. La sentii ondeggiare gemendo come se cantassero un coro di usignoli. Risalendo col viso mi soffermai sul suo ventre e lo consumai tutto con le labbra. Poi incrociai i suoi stupendi seni dritti come gambi di fiore e banchettai con il loro volume mai saziandomi. Poi finalmente il suo viso. Mi straziai nella sua lingua affusolata. Erano istanti che non terminavano mai. Tutto intorno aveva perso di valore, esistevamo solo noi un corpo unico e indivisibile.

La rigirai e rimasi incantato nel vedere le sue natiche scolpite nel marmo, e non esitai a solcare con le labbra tutto l’itinerario fino al centro del piacere, niente e nessuno poteva fermarci. La mia Dea gemeva e orgasmava una, due, mille volte. Erano grida che arrivavano ai gabbiani e si perdevano all’orizzonte. Passione,peccato, tentazione tutto si fondeva e si delineava. Tutto aveva un modo di esistere. La vidi esausta ma mi implorò di farla sua ancora, di entrare profondamente dentro di lei, con tutta la forza possibile. La accontentai e lei emise un grido che non ebbe mai termine. Fare l’amore la stava rendendo più bella di quando mi aveva sbattuto in precedenza sull’albero.

Anche io ero sfinito e quasi al collasso, ma raccolsi le ultime forze che avevo e dopo continui e frenetici movimenti del corpo usci il seme del piacere come la piena di un fiume che la bagnò completamente.

Mentre vedo lei che sorride soddisfatta accucciata accanto a me che tremava ancora di piacere, ho voglia di baciarla di nuovo, compulsivamente con ossessione. Ho sensazioni più forti di prima.

Ma cosa succede? Perché questo muro bianco? Ma dove mi trovo? E io, perché sono in questo letto dentro una stanza con gli occhi sbarrati che sudo freddamente?

In pochi frammenti di secondo materializzo che era solo un incredibile sogno.

Fatico a comprendere il perché di questo sogno. Chi era lei? Il destino? O un passato che torna?

Sarà dura capire, così come lo sarà riuscire a farmi tornare la giusta tranquillità. Ritorno a ritroso nella vita percorrendo al contrario la strada del bosco.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google

 

Geometrie seducenti nascoste nell’anima

Geometrie seducenti nascoste nell'anima

 

Come avrei potuto dimenticare il tuo nome?

E come potevo oscurare il raggio di diamante che si insinua nella parte più segreta del cuore?

Non posso cancellare quella distanza sinuosa delle nostre labbra che si avvicinano fatali, e come potrei annullare la visione del mio volto appoggiarsi di piuma in ogni parte del tuo corpo che sembra volare?

E non posso neanche mascherare la sera e l’apparizione di te, nuda e vibrante, che ti lasci andare alle stelle che si trasformano in tesori di orchidea.

Non posso distruggere quello che dentro ti rende felice,

non posso essere io, no.

Se lo facessi, non rimarrebbero che dolore e macerie, il calvario di una croce che si spacca,

e sarei continuamente in colpa con me stesso.

Le tue morbide curve saranno il mio riposo di questa riflessione.

 

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Immagine: Google

 

Immagine & Anima-2°parte

Immagine & Anima

 

La situazione a questo punto era ben definita. Uscendo dal locale Vale si era aggrappata lateralmente a me abbracciandomi dalla parte sinistra ben saldamente con la sua testa appoggiata sulla mia spalla. La vedevo che stava camminando velocemente mentre io rallentavo il passo e quasi strattonandomi stavo cadendo per terra.

Accidenti Vale, non andare così veloce, guarda che non scappa nessuno” gli dissi serio;

Sei una lumaca, e poi non hai voglia di stare ancora più intimamente con me?” rispose adeguandosi al mio passo;

Vale noi dobbiamo parlare” dissi deciso;

Ancora? Dobbiamo parlare di cosa? Vuoi che te lo ripeta? Mi piaci. E sono disposta a rischiare fino in fondo, amo le complicazioni su questo non devi preoccuparti” rispose nervosa e accigliata evidenziando un piccola ruga che prima non avevo mai visto.

Per evitare che un’eventuale discussione degenerasse sfuggendoci inevitabilmente di mano, gli dissi:

Senti, ora qui in strada non mi pare il caso, ma mi prometti che a casa con calma ci mettiamo al tavolino e parliamo solo quel che basta, e poi vediamo…” dissi aspettando una sua reazione ulteriormente negativa. Invece dovevo essere stato abbastanza convincente perchè mi disse:

Ok, dai andiamo voglio proprio sentire cosa vuoi dirmi”. Dal suo tono avvertii però che era molto seccata che gli avessi detto quelle frasi.

Non ci mettemmo molto ad arrivare a casa sua. Era molto carino l’appartamento cui viveva, accogliente e grazioso, un bel balconcino vista lago con la luna sullo sfondo che invocava altri ben più passionali scenari che l’intavolazione di un discorso. Mi misi seduto di fronte a lei. Eravamo nella saletta da pranzo

Senti Vale, sei bellissima e credo da uomo è difficile resistere al tuo profumo ormonale che emana fascino femminile ma credo che io non sono pronto per questo inizio con te” dissi deglutendo con fatica;

Cosaaaaaaaaa?” esclamo irrequieta alzandosi di scatto dalla sedia.

Ho capito bene? Non sei pronto per me? Ma ti ho forse chiesto qualcosa? Di metterci insieme? Ho detto che mi piaci, ti voglio e poi si vedrà”. Oramai girava avanti e indietro nella stanza come se fosse impazzita. “ Hai capito bene, e forse ti sfugge una cosa che non sai” e proseguendo :” Io per essere in forte empatia passionale con qualcuno devo sentirmi libero di farlo, sentire quella cosa che sale nell’anima e si chiama gioiosità, sentire vero trasporto fisico ma anche mentale, e per fare questo ci vuole tempo, bisogna essere pazienti, abbiamo corso non ti pare? E’ vero, sono stato io la molla scatenante di tutto. Sono entrato in quel negozio senza un perchè, e poi ti ho regalato quell’orchidea di carta. Poi però ci siamo ritrovati nel bar e ti sei fatta avanti, sempre di più avanti e poi la volta scorsa sei partita con quel bacio sempre al bar che mi ha sorpreso, l’ho tanto gradito si ma…se non ricordo male ti ho anche detto che stiamo correndo troppo. Per te non è vero, per me invece si. Io sono rimasto bruciato tante volte come una volta con una donna che frequentavo e che si è verificata la stessa medesima cosa di adesso, eppoi ho scoperto che frequentava anche un altro e questo non me lo aveva mai detto. Io cosa so di te? Nulla, niente, vorrei avere solo la possibilità di vederti frequentandoti e parlare e poi credo che proseguendo non mancheranno quegli attimi che ci conducono proprio all’essenza dell’amore” conclusi con il residuo di fiato che avevo nella gola.

Insomma tipo marito e moglie, ma cosa ti sei messo in testa? Tanti uomini vorrebbero essere al tuo posto e invece….cavolo come ragioni” disse furibonda;

Io ragiono col cuore Vale, io se amo questo trasporto lo metto anche per il tuo cuore perché lo amo. Ho desiderio di amare e dare tutto me stesso, ma tu stai parlando d’altro” risposi convinto intellettualmente di quello che stavo esprimendo.

Ok, sei stata una delusione, vattene via di qui, evidentemente mi ero sbagliata sul tuo conto. Il tuo fascino nascosto quello che mi ha fatto tremare le gambe non ha niente a che vedere col tuo carattere” disse con un aria che preannunciava che la discussione era al termine.

Hai ragione Valentina, ma anche tu sei stata una delusione, una grande delusione. Io pensavo che in quello sguardo da bambina con quel sole di viso che avevi e che rifletteva i tuoi occhi azzurri c’era la voglia di aprire e donare il tuo cuore senza chiederti un perché, non lo hai voluto fare, pazienza, ora me ne vado subito da qui. E cosi feci, senza voltarmi indietro.

Istanti che promettevano tutta altra cosa invece si sono capovolti in negativo. Ero molto amareggiato tornando a casa mia, sentivo il mio cuore stringersi forte, spugnarsi di umido sangue. Ma non mi pento di quello che gli ho detto. Preferisco stare male ora che dopo. Forse una dormita mi farà vedere le cose sotto una luce diversa, e magari mi metterà in guardia dallo sbagliare ancora, forse. E mentre nel pensare questo mi incamminavo mandai un messaggio al cellulare di un mio caro amico collega di lavoro di nome Davide, al quale dissi tutto quello che mi era successo. Mi rispose che, anche lui da poco aveva avuto la stessa sorte e infatti mi ricordo che mi disse di stare attento a Valentina ma io non so perché non gli ho dato retta.

Ma poi andata come è andata. Sicuramente è meglio così, speriamo solo che la porta che ho dentro l’anima non si apra nuovamente.

 

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google

 

Passione che ci brucia

PASSIONE CHE CI BRUCIA

 

Passione rovente,
che brucia,
che investe,
lacera e segna per sempre.
Anima, cuore e sensazioni.
Passione che brucia,
brividi e gocce d’acqua sulla pelle…
Labbra, seni, gambe che si aprono a compasso.

E risalire fino ai glutei,
consumare il veleno,
la rabbia,
liberare tutto,
e realizzare quello che mai ho fatto con nessuna…
ne dea ne signora dell’amore.
Delirio e sconvolgimento,
passione che brucia,
orgasmi continui,
sentire l’odore di te,
che mi esplode improvviso nelle labbra.

Leccherò,asciugando la tua essenza d’amore,
travolgeremo ad impazzire il nostro peccato,
violento, dolce, inquieto, tenero,
ogni giorno,
superare il limite dell’impossibile,
del piacere inaspettato,
senza smettere mai…
Ancora orgasmi, spasmi, tremori,
saranno le voci che cadenzano il nostro ritmo,
fino a stancarci…
riprendersi e continuare ancora.

Fino a farci male,
fino alla prossima volta,
quando ritroverò il tuo volto,
bagnato, umido,
che sa di me.
Nelle mie braccia,
spalmerò le tracce del tuo succo,
e disegnando il tuo nome sul mio,
io ti dirò..ti amo per sempre.

Testo: Claudio Ventodeldeserto- Aprile 2008

Foto: Google

Immagine & Anima-1° Parte

Immagine & Anima

Il sole era costantemente a picco e faceva un caldo bestia. Dentro casa non si poteva stare, tutto grondava, persino i miei occhi, chissà quanto caldo faceva? E poi come al solito ci pensava sempre qualche pensiero a complicarmi ancor di più le cose. Il fatto, che sono io il “complicato” quello che si incasina come niente e dopo un po infatti vedevo qualche scia di fumo levarsi dalla mia testa. Ho capito sto sognando di brutto ed è forse meglio che mi vada a fare una doccia.

Una bella doccia gelata è quel che ci vuole anche se poi preferisco farmela a temperatura ambiente. Appena uscito e in accappatoio all’improvviso un tintin qualcosa come uno scampanellio distoglie la mia attenzione, non era la porta, quel suono lo riconoscevo bene era quello del cellulare che mi preannunciava un messaggio in arrivo.

Ufffff e ora chi sarà mai? Era pomeriggio inoltrato quasi sera saranno state quasi le 19 e mi stavo a scervellare l’anima per cercar di capire chi fosse, ok vediamo chi è. Feci un sobbalzo di stupore nel vedere chi me lo aveva mandato. Il testo recitava testè:

Ho un immensa voglia di vederti. Che ne dici se ci vediamo stasera alle 21 al bar dell’altra volta?, Valentina”(che sfrontata Vale, addirittura un immensa voglia di vedermi, e tutta questa confidenza dove l’ha presa, e chi gliela data?)

Toc toc, c’era qualcuno che bussava e quello era il mio cuore che all’improvviso si era messo a correre liberamente senza autorizzazione facendo dopo tutti questi giri un bel TONF finale. Wè Alessandro cosa ti sei messo in testa? Su vacci piano e sopratutto essi prudente, potresti ustionarti come nel passato (e non sto certo qui a raccontare le mie storie, vi posso garantire che mi sono bruciato a staccar la pelle), piuttosto pensa al da farsi e a rispondere al messaggio.

Sinceramente non mi veniva in mente nulla, era come un gioco del tetris, qualsiasi pezzo poteva andare nella maniera sbagliata, ecco si mi sentivo come quella volta nel negozio (*1)impacciatissimo peggio di un’adolescente alle prime armi. E poi ne valeva la pena uscire con lei? In fondo non era una gran bellezza ovvero una che evidenziasse la sua fisicità però era anche questo perché lei mi piaceva da matti, era un attrazione che mi pulsava tutto intorno nella sua totale semplicità.

Prendo a questo punto il mio cellulare e gli rispondo:

Va bene, ci vediamo li.” A questo punto si poneva un grosso interrogativo. Cosa mi metto? Panico totale, mi guardo allo specchio e sembro un pensionato tutta pancia e rughe, beh ora do un occhiata ai cassetti e all’armadio e qualcosa uscirà fuori. La scelta ricade su un paio di jeans di colore chiaro strappati sui ginocchi e una semplice umile ignorante camicia bianca ma giusto per chiuderla lì e non arrivare in ritardo all’appuntamento. Infatti poi prendo l’auto e via.

Sequenzialmente si fa l’ora convenuta e io ero lì puntuale come non lo ero mai stato e la trovo lì dove l’avevo trovata la scorsa volta (*2). Nella stessa posizione, stessa posa, ma questa volta aveva una luce diversa. Era bella, stramaledettamente bella. Una camicetta azzurra che lasciava intravedere un seno disegnato alla perfezione (forse una terza di taglia) e una gonna nera corta che lasciava mostrare due gambe la cui mia fervida immaginazione già lavorava. Inutile negarlo, ero già in tilt. E poi ancor più delle altre volte, l’odore di femmina che si liberava nell’aria era acre,forte,micidiale. Un viso poi luminosissimo che faceva risaltare ancor di più i suoi capelli biondi che la faceva apparire simile al sole, e quelle labbra…che avrei voluto solcare.

Scese dallo sgabello e mi venne incontro baciandomi sulle guance. Colto di sorpresa dovetti per forza di cose ricambiare. Non potevo di certo vedermi, ma sentii un bruciore forte sulle stesse che sembravano andare a fuoco.

Ciao Ale finalmente sei qui” disse con una semplicità disarmante e prosegui:

Ma lo sai che sei veramente carino? Stai proprio bene in questa maniera” concluse;

La finisci di prendermi in giro? Sono vestito più o meno come l’altra volta” dissi con ironia;

Appunto, sei molto giovanile, sembri un ragazzo” disse con un sorriso uno di quelli da capitolo;

Ma per favore, quale ragazzo? Forse 30 anni fa” risposi sempre ironizzando

Non ho di certo problemi io a dire le cose come stanno, guarda che io non faccio di solito i complimenti e non di certo a tutti gli uomini ma solo a quelli che mi piacciono veramente”

Mmm, e a te quali uomini piacciono? Sentiamo” gli dissi con lo scopo di metterla in difficoltà

Uomini come te, che non esistono perchè sono unici, veri, timidamente sensibili e che possono dare tanto” mi rispose senza esitazione.

A questo punto compresi che ero stato messo con le spalle al muro da questa donna così apparentemente nascosta e che invece si è rivelata una Femmina. Dentro me capii che senza ombra di dubbio gli piacevo un casino, e il bello piaceva tanto anche a me. Ma sentivo che dovevo andarci piano prudente davvero, studiare meglio la situazione e poi agire di conseguenza.

Grazie dei complimenti, ci prendiamo qualcosa?” dissi per alleggerire il momento che si era venuto a creare;

Si, prendo il mio solito calice di rosso, e tu?” disse con una voce gradevolissima che metteva gioia;

Credo che ti seguirò ma invece del rosso prendo un bianco” risposi quasi sollevato.

Il cameriere ci servi i due calici accompagnati da una serie di piattini con dentro pizzette, noccioline e mandorle, e iniziammo a bere.

Mi accorgevo che la distanza tra noi due era sempre più vicina, lei si era praticamente incollata a me e io consapevole di questo gli dissi:

Non hai paura che avvicinandoti ancora di più poi inevitabilmente qualcosa accade?”

Lei non disse nulla e avvicinò quei petali delle labbra sulle mie. Partii un bacio che mi fece girare la testa.

Non stiamo facendo le cose un po troppo in fretta Vale? Non sappiamo nulla di noi due, poche frasi e già ci stiamo baciando” dissi riprendendomi molto a fatica;

Si hai ragione ma tu Ale mi piaci, tanto e desideravo tanto dartelo questo bacio. Solo vedendoti mi fai stare bene. Anche se non ci siamo detti tutto lo vedo che sei uno per bene, dolce, sincero e vedo anche che ti piaccio, e fin’ora sei stato timidissimo, non fai le solite avances come gli altri e questo mi fa impazzire” disse di seguito e la vidi forse per la prima volta seria;

Sei molto bella Valentina, è vero lo ammetto, mi piaci forse dalla prima volta che ti ho visto al negozio, ma io voglio andarci piano, troppe altre volte poi non è andata come doveva andare” risposi sempre a fatica;

Ssst” disse flebilmente,senza scampo e mi baciò nuovamente.

Sentivo la sua lingua avvolgermi i pensieri e stritolarli, e il tempo come per magia si fermò. Eravamo solo io e lei, eppure il locale era pieno di gente magari che stava anche guardando, ma chi se ne frega però, niente ora può ostacolare questa composizione di attimo.

Mi staccai con immane fatica e la guardai negli occhi. Era straordinariamente vogliosa, e io non avevo mai visto una cosa del genere, sapeva prendermi come se mi conoscesse da una vita.

Sai cosa potrebbe succedere dopo se usciamo dal locale Vale?” gli dissi ormai senza difese;

Si, lo so perfettamente Alessandro e sappi che lo desidero, non posso resistere più, se tu potessi guardare cosa mi sento dentro nel sangue capiresti” rispose quasi gemendo.

Finito di bere, dopo aver pagato uscimmo e lei mi disse:

Ti prego, andiamo a casa mia è vicino da qui e poi quel che sarà…sarà” disse abbracciandomi di lato con la testa reclinata sul mio petto.

Non dissi niente, ci incamminammo verso casa, verso qualcosa di fatale. I segni dell’indelebile si stanno formando.

FINE PRIMA PARTE

(1*) vedi il racconto: Il negozio;

(2*) vedi il racconto: Destini paralleli 1 e 2 parte.

Testo: Claudio Ventodeldeserto

Foto: Google

La mia (i)Dea

La mia (i)Dea

 

 

Presi i suoi delicati fianchi con entrambe le mani, e le dita iniziarono a fondersi nell’epidermide misteriosa, nuda come un quadro, deliziosa come un fiore.

Dritta in piedi iniziò a flettersi inesorabilmente gemendo e cantando come un usignolo, dolce come il sole fermava il tempo rendendolo gioioso, le nostre labbra incollate piatte fluttuanti, onde increspate che si infrangono, tutta geometricamente levigata, delirio nel cuore.

Inarcata ti fai scalare, frangenti di donna, femmina, amica e amante, niente vuoto che riempe il dolore, panoramicamente piena, ogni millimetro di te parla del lasciarsi andare, voglia di andare ancora più a fondo.

Tutto in te si trasforma e mi inebria, mi stordisce, sei spaventosamente bella anima mia riflessa, mi eccita fatalmente il sorriso quello variabile, ti offri senza sapere del dopo, ci consumeremo all’ombra incontrovertibile del mattino quando ci sarà il desiderio di indossarti ancora.

Foto:Google

Testo: Claudio Ventodeldeserto

 

 

 

Destini paralleli-seconda parte

DESTINI PARALLELI

Ruppe il ghiaccio dicendo:” Mi chiamo Valentina, piacere, anzi avrei avuto piacere di dirtelo l’altra volta che eri scappato dal negozio ma il destino evidentemente ha voluto che fosse in questa occasione di dirtelo”;

cercando di fare lo spiritoso risposi :”Poi mi dirai come ha fatto il tuo destino a trovarmi proprio oggi visto che scappavo da casa inseguito da voci pericolose, comunque mi chiamo Alessandro piacere mio”;

E come mai scappavi dalle voci cattive?” disse con quel sorriso così troppo malizioso e accattivante;

Non erano cattive ma fastidiose, fanno parte di un passato che non voglio passare più” dissi un po seccato come se lei mi volesse analizzare i miei pensieri e farli suoi;

Uh scusa, non volevo mica essere invadente, però ammetterai che tu scappi sempre anche davanti a me come quella volta, eppure avevi fatto un gesto bellissimo di regalarmi quell’orchidea che se vuoi saperlo conservo con tanta cura nel mobile della camera dove dormo, o mi sbaglio?” disse in maniera seria e accurata senza scomporsi, insomma quasi da ragioniere pignolo.

Senti, ti chiedo scusa per quella volta, non so cosa mi abbia preso. Ero preso come da ipnosi e se vuoi crederci oppure no ero entrato nel negozio senza un perché e senza l’intenzione di comprare qualcosa e….” dissi interrompendo la frase cercando di nascondere l’emozione che poteva prendermi;

E poi però hai trovato qualcosa che ti piaceva, ero forse io?” disse guardandomi in una maniera che poteva definirsi indelebile, teneramente dolce;

stetti qualche secondo in silenzio e poi esclamai: “ Hai una domanda di riserva? Stai minando la mia sensibilità fragilmente timida”

Capendo quell’imbarazzo che stavo provando mi disse:”Senti, ti va se andiamo da qualche altra parte a parlarne? A me farebbe tanto piacere, con te sto benissimo mi fai sorridere…”;

Gli risposi “Va bene, ma non mettermi in difficoltà ti prego”.

Lei butto giù l’ultimo sorso di vino, io invece il caffè neanche lo avevo toccato, mi alzai e cavallerescamente pagai anche la sua consumazione e uscimmo prendendo il viale alberato che costeggiava il locale e intanto si stava facendo sera e le prime luci dei lampioni si stavano accendendo. La guardavo ed era ancora più bella di quella volta al negozio. Quel vestito nero gli stava benissimo, evidenziava la sua femminilità. Io se avessi avuto l’occasione di vedermi riflesso credo che avrei cambiato più volte colore tanto mi bruciava la faccia e guardandomi anche per come ero vestito mi sentivo inadeguato vicino a questa “venere bionda”.

Un paio di jeans strappati e una camicia bianca a maniche corte al di fuori della cinta, mah ne avevo avuti di tempi migliori, eppoi non è che avessi un fisico palestrato e inoltre avevo un bel po di pancetta. Aarrgh, avrei voluto sotterrarmi. Ero veramente un cesso. E intanto quelle voci impenitenti si stavano riproponendo ma lei come se mi leggesse nel pensiero mi disse:

Sai, non sapevo chi fossi quella volta e quando sei scappato dal negozio ho immaginato una miriade di volte di trovarti, incredibilmente ce l’ho fatta e non mi pare vero”;

Si certo è stato il destino vero Vale? Dai dillo che mi seguivi da un po e poi al momento opportuno ti sei fatta avanti” risposi prendendo coraggio;

No credimi, è stato un caso. Io di solito vado sempre in quel locale. Bevo un po e poi vado via, torno a casa” mi disse con due occhi inequivocabilmente sinceri;

Davvero? Sei stata fortunata. Stasera ero lì per caso, fuggivo…” dissi;

Certo, scappavi da brutte voci e poi sei arrivato lì, e mi hai trovato” rispose.

Nel frattempo non mi ero accorto che l’avevo chiamata Vale, un diminutivo che introduceva a un qualcosa di intimo e personale ma lei non aveva detto nulla ma sentivo che qualcosa mi assaliva. Non so se era paura o timidezza, ero andato in palla e non sapevo che dire ma osservavo estasiato le sue labbra che erano come ali di farfalle dove avrei voluto posare le mie di labbra anche solo per accarezzarle….

Era una situazione per così dire imbarazzante, insomma quante volte lo devo dire? Imbarazzante perché lo dovevo ammettere Vale mi piace da matti e quindi non capisco perché mi faccio delle seghe mentali dentro la mia anima la quale invece vorrebbe toccare le sue estremità per gioire e sentire l’ebbrezza della piacevolezza del cuore che batte. Ma ripercorrendo la mia vita, ho paura di sbagliarmi nuovamente e magari se penso di fare l’amore con lei poi mi sentirei mancare se solo trovassi il suo posto vuoto nel letto nel risveglio (fondamentale per le mie immagini dell’istante, che servono a fissare un fondamento di relazione).

A un certo punto arrivammo alla fine del viale, lei che oramai aveva assunto la definizione di “angelo dell’amore” si girò verso di me e disse:

Sai Ale, vorrei che questo giorno non finisse mai, sono stata veramente bene, ma non voglio metterti in difficoltà, quindi io tornerei a casa, magari ci scambiamo i numeri di telefono e così se vuoi ci sentiamo nei prossimi giorni”( Mi aveva chiamato Ale, sudo ancor più freddo).

Risposi che sinceramente (non stavo barando, la giornata era stata veramente stressante sotto tutti i punti di vista) mi sentivo stanco e che la mattina dovevo alzarmi presto (vero anche questo), acconsenti a scambiarci i numeri telefonici, e presi la strada di casa. Non so come mi sentissi ma avevo l’impressione che lei ci rimase un po male che me ne fossi andato. D’altra parte non so se avrei avuto il coraggio necessario per baciarla e poi magari chissà…Per me era come se mi fossi liberato di un peso, ma penso anzi ne sono certo che da questa situazione non ne uscirò mai fuori, insomma non finisce di certo qui.

 Testo e immagini: Claudio Ventodeldeserto