Confessioni

Ti ho regalato il profondo del mio scrigno dove avevo i segreti d’argento,

le parole più versatili, inestinguibili,

quelle create, formate e impastate con i diamanti della madre emozione. Ho attraversato la tua anima silente per donarti il cuore più rosso e pulsante che tu potessi vedere, dove lui stesso raccontava la gioia di averti nelle mani.

Ho disegnato oceani e orizzonti per te,

gabbiani in volo e onde che si infrangono derelitte nei legni delle barche abbandonate.

Ho combattuto con la mia fragilità per dare un senso al tuo essere vera Regina della femmina fulminea, e mi sono incatenato al tempo per strappare quei lunghi istanti preziosi e divinatori e darli a te.

Mi sono dannato per averti, e per averti ho perso la mia verità.

Sono stato ingiusto e ho perso un pezzo della mia parte migliore per dirti ti amo.

Ho volato nella luce per starti vicino, e nella vicinanza ho voluto scrivere le più belle pagine della mia vita dove tu eri la mia penna e io il tuo foglio. mangiando i tuoi silenzi e le tue insicurezze.

Ho voluto che tu fossi la piuma più delicata mentre facevamo l’amore, sempre attento a non sciupare le tue corolle di luce.

Sei stata il mio cuscino sensuale che abbracciavo lentamente pensando che fosse parte di me. Le punte grafitanti delle dita disegnavano un sogno che ci vedeva insieme, mano nella mano come ragazzi, magari baciandoci col sfiorar delle labbra.

Ma quel sogno si è rotto. Mi hai fatto male rompendo questo incantesimo, gettando tutto dalla finestra delle mie viscere bollenti, improvvisa nella notte e pietrificata…sei andata via.

Col tempo ti ho chiesto anche scusa per quel che hai fatto, ma tu sei rimasta inerte come un fantoccio d’acciaio. E i tuoi nuovi silenzi sono atroci peggio di una distruzione di guerra. Io ti ho amato davvero e tutto il sangue che ho dato per te non potrà mai dimenticarlo, seppur lontano e indifferente io ora sono un altro.

Claudio Ventodeldeserto

Inedito scritto il 27.02.2012

Lasciarti andare via

Lasciarti andare via,
adesso,
nel vento,
nel cuore,
e respirare disperazione.
Lasciarti andare via,
ora,
la miglior cosa possibile,
amore integro,
bene indissolubile,
ma forzare il destino.
Lasciarti andare via,
anima che lacrima,
l’impossibilità di vivere,
stare tranquillo,
questa dannazione che divora,
questa tempesta che mi coglie,
preparato,
rassegnato alla morte di te.
Questo bene, questa voglia,
non morirà mai,
ma devo forzare l’immane tempo,
e mandarti via,
con il tuo sentimento per te,
per non farti soffrire a lungo.
Lasciarti andare via,
anche se non voglio,
mi stringo accorato a un pensiero,
di un giorno,
che verrà,
emozione e brividi,
i tuoi occhi e le mani mie che ti sfiorano,
la tua pelle,
e  poi non vederla più.
Tremendo il momento incalza,
l’ auto al ritorno,
disperazione totale,
l’amore sempre più forte,
la fragilità che mi uccide,
cerco in un angolo qualcosa che mi faccia scordare te,
non ci riesco.
Lasciarti andare via,
morire mille volte ancora,
voglia improvvisa di sparire,
un fantasma,
che ritorna,
come farò…
come farò senza arcobaleno,
l’acqua che mi cheta,
il sole,
il sereno.
Lasciarti andare via,
in questo momento,
osservo disperato la mente,
il cuore si ripiega su se stesso,
tutto che mi circonda diventa pece,
dove sto annegando inesorabilmente.
Claudio Ventodeldeserto
del 17.06.2008

Tutto finisce

Tutto finisce,
in un triste mattino di pioggia,
tra l’indifferenza e la rabbia.
Tutto finisce,
come pioggia battente da giorni,
che allaga la strada dell’anima,
tutto finisce,
tra i vuoti e le tristezze,
tra le parole incomprese,
tra i malintesi e gli equivoci.
Tutto finisce e si cancella,
sogni che illudono speranze,
speranze che scalzano il sorriso.
Tutto finisce in un momento,
e spazza via pochi mesi di felicità,
turbini che improvvisi colorano di grigio,
questo avvenire sempre più lento e pesante.
Tutto finisce,
tenerezze, dolcezze e emozioni che sfuggono di mano,
l’illogica del tempo…
abitudini e incertezze.
Tutto finisce,
nel domani che è già arrivato,
mentre lo scrivo,
tutto finisce,
perchè è così,
beffardo e malevolo.
Tutto finisce,
nel nuovo giorno,
nella speranze di un sorriso,
che ritrovi,
l’acqua della mattina,
che scorre,
limpida e raggiungibile.
Claudio Ventodeldeserto
del 17.07.2008

Un istante in quell’abbraccio

Il gesto fu veloce più dei pensieri. E le nostre mani si sfiorarono e poi si toccarono leggermente in un contatto che sprigionò mille micro scintille, gli occhi parlarono al posto delle bocche silenziose.

Tu ed io. Noi seduti di fronte all’altro. Tutte le parole cessarono di esistere, in quel preciso momento solo il desiderio di appartenerci era fortemente visibile ed era apparso cosi cadendoci sopra. Ci alzammo dalle sedie e percorremmo quei piccoli venti gradini che ci separavano dalla gioia che si sarebbe intercalata trai nostri destini e ogni passo era una dolcezza lenta che si acuiva nell’aria.

Alla fine dell’ultimo gradino ti guardai e ti girai mettendoti le spalle sul mio petto e come onde voluttuose che s’infrangono nella battigia spumosa ti abbracciai con piacere ondulatorio tutte le pertinenze del tuo oscuro sesso. La tua testa reclinò sulla mia e ascoltavo la musica dei tuoi interminabili gemiti melodiosi di miele e melograno. Assorbivo profondamente il tuo profumo e le tue parole.

Rigirai il tuo esile corpo di femmina, e ti sollevai prendendoti in braccio e ti appoggiai come una foglia che lentamente cade a terra sul letto, il mio cuore ti disse:”Ti amo”.
Claudio Ventodeldeserto

Inedito scritto il 26.02.2012

Preso di te

Non mi sto accorgendo di quanto ora la tua pelle stia aderendo perfettamente alla mia. Estremità perfettamente combacianti che eliminano ogni spazio vuoto del nostro sottile dolore del noi essere, tu ritmica e contemporanea mi lasci trasportare ondeggiando in questa lussioriosa pertinenza. In questo istante sei il mio integro abito che mi fascia voluttuosamente camminando lentamente e che mette a dura prova quella dolcezza che io vorrei dare. Mi abbatti un torpore che strappa di eleganza la mia indecente follia, e sai essere perfetta in questo bacio bagnato che diventa tutt’uno con la nostra sconoscenza. Riesci con delicatezza invisibile di polvere con semplici gesti a spogliarmi delle mie inanimate resistenze, e diventi eterna in questo collante di femminilità accesa e giocosa. Avvinghiato alle tue forme senili mi riscopro un bambino che ha fame, riuscendo dai fremiti che dai dall’orizzonte della pelle unumidita a evidenziare il tuo calore materno. Riesci a donare questa infernale ansia di regalarti la preziosità del mio essere, divarichi aperture alari predominanti, alchimie minimali di momenti da raggiungere. Sei un frutto maturo da raccogliere con intensità e desiderarlo di morderlo a piccoli passi, gustare incline e rabbrividevole piacere. Tutto viene sospeso, tutto si ferma, rimaniamo solo noi a cadenzare il nostro ritmo tribale e peccaminoso. Tutto si allunga, anche l’aurora boreale chi si espande nella nostra esiguità di amanti durevoli. Scateneremo per sempre il nostro divino amore come retoriche figure del passato e nulla ci impedirà di saldarci nell’aria che sa di buono di te….

 Claudio Ventodeldeserto

Inedito scritto il 24.02.2012

Dolcezza

Dolcezza come il miele,
profumata come erba bagnata, come il pane la mattina
tenera come l’amore,
fuoco come la passione,
incredula come il momento che viviamo,
come i tuoi capelli che si lasciano andare.
Dolcezza come la tua voce che mi incanta,
mi paralizza,
mi fa amare sempre più il momento che il tempo scandisce,
e meno di quello in modo millimetrico passato poco prima,
come i tuoi pensieri,
di donna innamorata,
come le tue labbra che mi dannano,
come il tuo corpo che mi fa morire.Dolcezza come la tua attenzione,
il tuo modo incredibile di farmi sentire uomo,
come i nostri litigi che ci fanno avvicinare sempre più.
Come il mattino di estate che appena scalda il cuore,
come il temporale di stelle che mi investe,
come i brividi che mi hanno sconvolto la vita.
Niente potrà essere come prima,
senza questa dolcezza,
consapevole voglia di conoscerci ancora,
di amare senza limiti.
Dolcezza di non aver messo la parola fine sulla nostra storia,
qualcosa che dovrà accadere,
troppo forte questa sensazione per non viverla davvero.
Come il tuo peccato nudo che vedrò la prima volta,
perché tutto questo succederà,
sarai lì la mia disperazione,
la mia morte.
Dolcezza di essere tuo per sempre,
anche nell’aldilà…

 

Claudio Ventodeldeserto

del 07.06.2008

Racconto veneziano-2°parte

Straordinario delirio. Dalla Piazza San Marco ormai svuotata, mi stacco dal tuo corpo che diventa sempre più caldo, bruciante, dove si respira aria di devastante passione, ti prendo per mano e iniziamo a muoverci dentro le calli. Non mi pare vero averti qui. Un assurdo miracolo ha fatto si che tu sia qui. Mentre ci incamminiamo in silenzio penso a che scusa hai trovato per vivere questi momenti con me. Non sei libera, hai una tua vita, ma sei infelice, triste e ha voluto quindi regalarti questo giorno indimenticabile affinchè ti rimanga marchiato a fuoco nel cuore. Hai sempre desiderato vivere questa situazione che ti turba all’inverosimile. Il destino ha voluto che sia io a realizzare questo tuo sogno. Oh amore mio, non faro male, sarò dolce e delicato, sarai la mia Dea e Signora dell’amore più turbinoso mai concretizzato.

Un vicolo, un altro ancora, con l’anima che grida disperatamente di eros e amore, mano nella mano. Inizio notte. Mi fermo insieme a te davanti a un portone. Ci guardiamo persi e vogliosi, in attesa di una tempesta che sta per arrivare, tiro fuori le chiavi dalla tasca e apro la porta entrando insieme a te. Passi lenti scivolavano sulle scale, pochi gradini ci separavano dal paradiso. Il pensiero quello forte, mi stava divorando, anche tu osservandoti sembra che ti stai arrendendo a questa consapevole follia che ci ha portato qui,tradimento e peccato.
Finalmente arriviamo. Giro la serratura con calma, il polso fa strani movimenti di assenso che sanno di sesso umido, spasmi che sconvolgono. Entriamo dentro l’appartamento. Piccolo ma che sembrava una sorta di eden. Un bagno ordinato pieno di asciugamani freschi di lavatrice, piastrelle azzurre come i miei occhi si che si apriva sul bianco rimanente della casa, una cucina graziosa con due sedie e un tavolino rigorosamente rossi. Infine la camera da letto. Lo spettacolo. Un baldacchino celeste, il letto grande come l’oceano. La perla. Aperta la finestra un emozione ci pervase insieme. Davanti a noi un immenso mare, specchi lucenti della Laguna e sopra le…stelle. Io e te, in quel momento per sempre.

Mi avvicino dolcemente a te, mentre tu posi con gesti gentili la tua roba sulla sedia, e inizio a fissarti negli occhi. Il cuore sta esplodendo. La tua voglia mi sta assalendo. Prendo infine le tue mani baciandole, sfiorandole con le labbra. Come una salita impervia, percorro tutto il tuo braccio sinistro con piccoli baci, una volta brevi, una volta profondi. Inizio a parlare. A sussurrarti frasi meravigliose, fino ad arrivare alle tue guance sempre più rosse e aperte. Oh tesoro della mia vita, mi stai facendo impazzire, sei il mio fiore, tutto quello che ho sempre desiderato e che mai ho avuto. Mi giro su di te e ti prendo alle spalle, e continuo ad abbracciarti da dietro e a baciarti sulle spalle. Ripercorro la strada all’inverso delle tue braccia per ritornare a baciarti con tenerezza le mani. Ti sento donna. La mia donna. Quella che ora mi appartiene, in queste ore che ci separano dall’inquietudine della mattina. In pochi attimi, con tanta dolcezza sei nuda davanti a me, girata…sei la rinascita della mia gioia.

Con piccoli e precisi gesti anche io rimango con stupore nudo davanti a te, che mi osservi estasiata e incredula di questa passione travolgente che ti riesco a dare. Continuo a baciarti sul volto, poggiando appena le labbra, sempre più insistentemente. Baci piccoli, brevi, lunghi e profondi ti stanno seppellendo di delirio, di follia, di assurdità. Piano piano ti sento che stai cedendo,che ti stai abbandonando, sento il tuo cuore che mi parla e mi dice:”prendimi!”. Ancora baci, tanti baci, ti stanno tempestando. Non c’è la fai più. Ma io non smetto di farlo, voglio che tu mi dica basta, che la devo smettere. Alla fine come segno di resa mi offri il tuo collo. Da quell’istante parte il paradiso, l’eterna passione mai provata. Dolce e profumato lo inizio a leccare con la punta della lingua, nettare delizioso di un frutto che mai finirei di mangiare. Solco ancora la strada stupenda delle tua pelle, fresca come rugiada la mattina, sentore di sensibile vaniglia. Mi sto lasciando andare, anche tu. Ci stiamo arrivando. Sempre più forte, la tensione aumenta. Il tuo collo inizia a rabbrividire portando come un onda d’urto su tutta la tua pelle i pori che improvvisamente si dilatano…le tue gambe si stanno piegando, voglio farti morire dal piacere più sconvolgente. La mia lingua scende percorrendo tutta la linea della tua schiena arrivando fino ai glutei. Pervaso nella mente e perso nella passione più profonda, inizio a baciare il tuo piccolo foro. Ti sento già stanca. Mi alzo e poi ti prendo in braccio sollevandoti. Ti adagio con dolcezza sul letto, le emozioni sono all’inizio, le sensazioni ci stanno catturando.

Distesa sul letto, col cielo stellato che fa da sfondo sul mare che a sua volta lo fa su di noi, inizio ad accarezzare la tua pelle, le tue gambe, i tuoi seni. La pelle sta bruciando, ti sento sussultare dal piacere, e i tuoi gemiti sono sempre più irrequieti. Poggio la mia testa sul tuo petto e con le dita inizio a toccarti sfiorando la parte clitoridea di te. Con dolcezza..calma..con movimenti lenti, e tu inizi a gemere sempre di più fino al punto che inizi a gridare, a delirare..le tue mani mi stringono forte il mio corpo. Sento che stai per avere un orgasmo. Un attimo prima, le mie labbra iniziano a leccare e a far muovere velocemente il tuo tenero gingillo. La tua esplosione, e io su di te…bevo la tua vita, il tuo amore. Spasmi interminabili ti stanno facendo dannare…
Ritorno su di te, e ho voglia della tua bocca rosso fuoco. Le lingue si stanno rincorrendo vorticosamente, cercano il contatto, la scintilla che verrà. La penetrazione indistinta, conseguenza della devastazione, dell’aspetto, della morte. Sei mia. Sei dentro di me. Su e giù ti porto insieme a me, come spinti da un altalena sempre più in alto. Le ore sono interminabili, il tempo si è fermato e mille orgasmi sono arrivati, lacrime, pause e parole il loro contorno. Mi sento finalmente uomo, con tanta vita addosso, commozione del momento,sangue che si coagula nelle vene.
Sento le tue labbra posarsi dappertutto su di me, scendendo mi dici frasi irripetibili, la tua mano sulla mia asta, ti avvicini con la bocca…lo prendi e lo fai tuo…
Mi sento trasportato oltre l’orizzonte di quel mare che osservo stellato dalla finestra aperta, su di un onda prolungata che mai si frantumerà su qualche scoglio alla deriva. Un fiume in piena ti invade la bocca sporcandoti di me. Rimaniamo abbracciati e felici per lunghi istanti a respirare di noi. Poi staccandomi da te, mi siedo sul letto e ti osservo dolcemente del tuo devastante abbandono di donna.

Corpo di eterna ragazza, che mi commuove e mi fa delirare. Ritorno vicino a te, sollevandoti in braccio nuovamente. Ti voglio così.Voglio fotografare mentalmente questo scorcio della mia triste vita, ora..adesso finalmente appagata. Ti sto coccolando con tutta l’anima, carezzando per l’eternità. Ho ancora voglia di te. Nel letto, ti contorci come un serpente ferito, le tue curve fanno male al mio cuore. Ti adagio di lato e ti faccio sentire la durezza della passione, sempre più forte, violenta, ecco la tempesta. Fragori, temporali, tempeste…voci che ansimano all’infinito..urla, sempre più forti, per ore e ore, la stanchezza non arriva più. I tuoi orgasmi, uno dietro l’altro, sempre più continui, sempre più vorticosi. Ogni millimetro della nostra pelle non ha più segreti amore mio…mai mi sono sentito proprietà di qualcuno. Prendimi tutto e portalo con te quando andrai via.
La notte sta finendo ma noi siamo ancora qui. Dentro, sempre di più..ci penetriamo con disperata follia e assurdità, increduli di arrivare a tanto.
Il sole ci sorprese abbracciati.

Il sogno, il desiderio di entrambi si è avverato. Il destino finale no. Nessuno saprai mai, cosa accadde dopo, se tu amore mio sei andata via per ritornare nella tua vita di sempre o sei rimasta con me. No, questo pianto non lo può rivelare. No, queste lacrime non possono svelare quello che ci fu dopo. Questo è un segreto, uno di quelli che rimangono chiusi nello scrigno della mia anima. Da tenersi stretto chiuso come il silenzio..peggio del silenzio.
Un sogno, una passione, che si è realizzata, ma che poi non è mai avvenuta.
Voglio che tu sappia amore mio, che mi hai regalato la vita e l’essere finalmente un vero uomo. Voglio che tutto questo accada, deve accadere, siamo noi i predestinati. Gli angeli che sapranno vivere la gioia dell’amore e del devastante eros.
Nella città appena sveglia dolci voci di bambini rallegrano l’inarrestabile pianto dell’infinito arcobaleno. Da quel giorno la mia vita non fu più la stessa.

“Nulla succede per caso,
il destino ci guida,
anche nell’impossibile”
Claudio Ventodeldeserto-01.06.2008

Claudio Ventodeldeserto

del 01.06.2008

Racconto veneziano-1°parte

Inizia qua la nostra storia.La più belle di tutte.Quelle che fanno sognare a cuore aperto. Venezia, la città sensuale e piena d’amore. Il suo canale e le sue calle che fanno da sfondo alla liberazione delle nostre anime, al nostro immenso volo.
Stazione ferroviaria Santa Lucia. Mattino di inizio giugno. Fresco e solare, sorridente come presagio un inizio memorabile che sa di odori imperdibili. Gondole che si muovono vorticose, motoscafi che spazzano l’acqua formando dolci e piccole onde di ritorno. La gente che si muove affollata. Scendo dal treno che mi ha portato qui a vivere un emozione senza precedenti. A passi veloci raggiungo l’uscita e osservo l’orologio impaziente. Il cuore mi sta battendo a mille, come tante girandole impazzite…

Osservo verso il Ponte dei Sospiri, maestoso dove alcuni turisti felici si scattano foto e si prendono per mano. I minuti passano, i secondi impazziscono, si aggrappano alle sensazioni della mia anima. All’improvviso una voce che mi chiama.La tua. Mi giro e finalmente ti vedo. Bella più che mai. Quel sorriso meraviglioso che ha saputo conquistarmi. Il tuo volto fresco e pulito, il tuo aspetto curato nei particolari, quel tuo muoverti verso di me, premessa di un sogno che si sta avverando.
Siamo vicini.Rimango per qualche istante in silenzio stupito. Improvvisamente parte un bacio inaspettato sulle labbra, dolce come un temporale estivo che profuma di erba appena bagnata. Il tuo nome rimane in quell’istante stampato a fuoco dentro di me. Sento le labbra bruciare come mai, come fiamme impazzite che si innalzano nel cielo. Rimango a osservarti dolcemente senza dirti nulla, prendendoti per mano.
Poi ci incamminammo per la città, passo dopo passo, vicolo dopo vicolo, guardando quei piccoli specchi di acqua che si riflettevano nei tuoi occhi…emozioni..attimo..vita, tutto racchiuso in te. 
Ci perdemmo a parlare di noi, in un bar isolato dalla gente che distratta e chiassosa che si aggirava nei dintorni. Di come siamo e di quello che vorremmo essere.Il tempo si stava fermando, la mia gioia incontenibile si librava astratta nel cielo. Dopo immense ore passate senza accorgersi che la sera stava piombando su di noi, ci alzammo e usciti dal locale ci incamminammo verso Piazza San Marco, come un batter di ciglio, venne sera….

Lo spettacolo fu devastante. Luci, ombre e..te. Ti avevo addosso come la mia pelle, il tuo delirante profumo, mi porto a trascinarti davanti al mare. Insieme, coi nostri volti all’insù, osservammo la luce delle stelle che si specchiava nell’acqua che a sua volta formava cerchietti che leggevo nei tuoi fari della visione perfetta.
Ti prendo in braccio all’improvviso, facendoti girare, il sogno ha messo gli ingranaggi potenti della felicità. La gente piano piano sfolla davanti all’ Harry’s Bar, e alla fine rimaniamo solo noi due. Soli, e dolcemente spettinati. Emozioni e brividi.
Ti trascino sotto una colonna, e parte un altro bacio.Più profondo, e le mie mani tremanti e timide, si accostano davanti i tuoi seni accarezzandoli facendo piccoli cerchi perfetti che neanche la natura stessa avrebbe potuto disegnarli. Smetti di parlare, e sento i tuoi gemiti provenire dalla tua bocca. Smetti di ridere, e ti abbandoni cedendo lentamente, come se il mondo si fermasse in quell’istante. Appoggiata, allunghi le tue mani carezzandomi il volto. Le mie dite disegnano un cuore immaginario sulle tue guance sempre più rosse della passione che di li in avanti verrà, turgide e vogliose. Le vedo…incantato. Sei stupenda. Nessun’altra cosa può uguagliare questo attimo. Mi sussurri a un orecchio, la pazzia che hai fatto per me, i rischi che hai corso, ma che in fondo ne sono valsi la pena. Cerco di nuovo le tue labbra per rubarle di nuovo. Ormai la Piazza è totalmente vuota, anche i piccioni sono andati a dormire, e la Basilica di San Marco sfuma i suoi colori beffarda, inizia la notte e con essa..il delirio…

Continua.-

 

Claudio Ventodeldeserto

del 01.06.2008

Il gabbiano che sorride

Il gabbiano che sorride e che
vola altissimo nel cielo fatto di arcobaleno

è un gabbiano anomalo,

è il gabbiano più bello del mondo.
Profuma di lavanda come i fiori di campo, risplende sfumando come cometa viandante e nel nuovo giorno che nasce è folgorante come l’astro solare più maestoso, il gabbiano che sorride più bello è per l’essenza dell’amore di chi gli sta accanto….

-Una dedica a un piccolo grande uomo guerriero…Ale-

 

Claudio Ventodeldeserto

Inedito del 23.02.2012