Come farò….

Vorrei lasciarti andare ma come posso?

Come posso lasciare questo dolore della tua pelle

marchiato fatalmente nella mia calda passione

che si accende improvvisa e mi toglie il sonno

da diversi giorni ormai?

 

Anche tu sei il mio tormento nell’anima

ancora adesso vedo i segni delle tue mani nei miei fianchi,

delle tue labbra ferme sul sesso ghiaccio riflesso,

sei la dannazione dei pensieri che arrivano a intermittenza.

 

Voglio che sparisci e ti dissolva come la nebbia di mezzo giorno,

ma poi ritorni e mi avvolgi con maggiore inquietudine,

non possiamo fare a meno dei nostri corpi,

ti prego abbandona questa mia eccitazione.

 

Non essere parte devastante della mia vita

che mette le sbarre alla felicità,

e lascia che tutto scorra felicemente

verso altre braccia altri sensi

che diano una giusta direzione

al saper vivere  della

mia ritrovata tranquillità.

 

Claudio Ventodeldeserto

Nella tua pelle…subliminale.


Prenderò i strati della tua pelle subliminale

e li farò miei perché tu lo vuoi,

trascinerò a me il tuo tradimento che ora compi

andando avanti per ore senza mai smettere

senza toglierci questo ansimante sudore.

 

Segnerò marcando il tuo territorio

che non è completamente mio, rubando tutto lo spazio

tutti i gemiti e le ansie,

mi agiterò nel desiderio che tu già senti e che brucia

nell’intercapedine della tua anima.


Sarò la tua voce flebile che sussurra la pietà del attimo,

ma non ci sarà nessuna pietà

ma solo la passionale eroticità che hai sempre voluto da me

e che dopo svanirà bevendo tutto in un fiato la mia essenza

di uomo vitale, nessuna goccia verrà sprecata di questo.

 

Cadrai in sonno profondo e io sparirò completamente

lasciandoti alla vita insopportabile meccanismo del sistema

assurdo e omologato, dove cercherai insopportabilmente

ancora la mia penetrazione sempre più profonda

che lasci piaghe invisibili a vita nella tua pelle.

 

Claudio Ventodeldeserto

Esattamente nell’attimo…

Ed è esattamente così

dove vorrei che tu posassi la labbra,

appena sono li non muoverle e lasciale ferme come ghiaccio

intenso brivido femmineo struggente.

 

Ma mentre tutto questo accade

lasciami pensare che in realtà non esisti

sei irreale e la mia è solo immaginazione

sembra che tu ci sei in verità non è così.

 

Rimangono però questi effetti eccitanti

che tu mi hai lasciato nel momento

mio virile di possesso per sempre,

tu assente fantasma saccheggiatrice dei

tesori dell’anima.

 

Effetto umido gocciolante sul tuo volto fascinoso

da svergognata cortigiana molto erotico

di rosso mossa tempesta rubino,

godi nel punto centrale dove un attimo prima

della stanchezza elastica acquisita all’improvviso

ambigui bollenti lapilli viscidi

affermeranno il senso della tua profonda esperienza.

 

Claudio Ventodeldeserto

Il nostro saldo attimo…

Pensieri forti e inquieti mi invadono l’anima

sono presenze costanti e invisibili nell’aria,

come lenzuoli di intimo candore il quale

mi manca per completare il nostro saldo attimo.

 

Voglia di carezze inverosimili mi aggrappo disperazione assurda

al coinvolgimento più astrale e peccaminoso del noi esistente,

tu che sei all’ombra di questo letto che ci ha visto gementi

orgasmicamente rinati germogliamo l’infinito.

 

Tu che sei la mia nudità più estrema esibisci le parti

formanti e sporgenti della straordinarietà di femmina dea,

tuo culo strisciante di percorsi ferite e segni

devastante ci faremo male nel nostro abbandono.

 

Ti coprirò di dolce violenza legandoti ancor di più

a questa oscura e ossessiva definizione dell’intimità,

saremo sempre più stretti, più profondi

ma mai ci apparterremo,

siamo solo noi al di là

della piacevole sottilezza del morir godere.

 

Claudio Ventodeldeserto

Al di là del nostro sogno proibito…

Esplorare i tuoi sottili strati di donna

e amarli come piante che han bisogno di calore, acqua e sogni,

avvicinarli come pensiero incontrollabilmente proibito

inquieto e impossibile da realizzare.

 

Nel giocoforza quotidiano riesci ad essre complementare

complice di qualcosa di assurdo,

ma che amo la sua esistenza

tradire incosciamente con l’ibrida azione instintiva.

 

Tu non sei altro che una donna dal fascino regresso

che penetra sogni assorbendo tutta la succosità del peccato,

presente con costanza aggiunti l’indicibile intimità

che potrebbe vederci amanti dannati nella concausa di vite

diverse che ci vengono impedite di vivere.

 

In questo inquieto sogno pensieroso realizzo tutta la passione possibile

scrivendo con le dita e con l’inchiostro del mio sangue, la potenza carnale

del forte possesso e di folli ragionamenti dove occhi impazziti rifuggono

al di là di questo piazzale dove tutto per disperazione si compie.

So solo che mi sento molto legato a te, sia quel che sia.

 

Claudio Ventodeldeserto

In quella stanza (terza parte)….

In quella stanza ti tenevo nelle mie braccia come una dolce rosa stando attento a non sciupare i tuoi petali appena scomposti. I nostri corpi nudi non si vedevano più, erano evaporati nel buio di questo spazio stanziale saldati nelle emozioni imprecettibili dei vuoti che si creavano in noi. Le nostre mani che si giuntavano come forti perni di chiusura lasciavano le impronte indelebili dell’attimo. Le tue di mani mi schiantavano i ricordi di vecchie ferite cancellandole e facendo percorrere nuove strade nel sentirmi veramente uomo. Le parti epidermiche di noi che erano visibili si toccavano all’unisono eletterizzando la vita che in quel momento si stava compiendo.

Con calma iniziavo ad immergermi nei tuoi occhi del tuo viso controverso che non mi pareva vero di avere qui davanti, e la lenta passione si trasformava in un turbine inarrestabile, troppo inquieto troppo devastante per arginarlo. Il tuo corpo delineato al buio faceva male emanava quei sostanziali brividi di unicità  che mai avevo avuto a che fare. Il mio corpo orgasmico assorbiva il chiaro della notte che fendeva la sua profondità. Mille e tanti altri mille gemiti rompevano e squassavano l’aria rendendola di lavanda. Nelle chiusure di occhi dell’istante sentivo la felicità prorompente dell’amore assoluto, gemma introvabile dell’anima, non mi stancavo mai di te. Delle tue labbra che sapevano di sangue, di quelle piaghe ferite che si stavano formando in me, un possesso assurdo ma pieno di cuore. Solo una forte scarica mi sposso fatalmente, la consapevolezza di essere andato oltre quell’arcobaleno.Una stanchezza improvvisa mi colse.Piombai nel sonno mai riuscito quello che al risveglio non sarebbe mai dovuto accadere.

 

Segue

Claudio Ventodeldeserto

Giovane anima….

Voglio che questa distanza che ci separa si accorci nel suo sentire essenza,

voglio che la nostra età differente non ostacoli le parole impetuose che vorrei lanciare,

voglio che tu giovane anima prenda il tuo fatale sguardo silenzioso

quello che non parla ma che fa male e mi inchiodi a questa passione che mi brucia

come fiamme di tempesta, dammi la tua presenza ti prego non farmi immobilizzare

dal ghiaccio che bolle nel sangue tribale.

 

Voglio le tue ferite nella pelle dimora dei brividi incensiati

e un abbraccio come il mare che ti faccia vivere la strada nuova

anche a me a metà vita esistenza vissuta e dannata,

rovistami nei pensieri e falli tuoi

non rimanere in silenzio.

 

Claudio Ventodeldeserto

(dedica una donna…..)