Abbrivi di piacere…

 

Uno sguardo, un altro ancora, e le mani che parlano di noi.

I vestiti che danzano allegri recitano questo brivido rituale

del contatto dove si incantano gli attimi, dove la passione si brucia

nelle esplorazioni di inizio tremore.

 

Rovisterò tra le tue dischiuse anse mangiando piume della pelle

stringerò decisamente dolce i tuoi evidenti pistilli marini,

dove poi scalando tue dune seguo il disegno dell’acclarante gluteo

piegando il tuo abbandono e le labbra non avranno pietà del tuo

voler peccato.

 

Incido nell’ ansiattesa le mie dita inesorabilmente segnandoti per sempre

lasciandoti  graffi che rappresentano l’intimo volere di rapire la tua

controversa femminilità che mi rende ossessivamente schiavo

 

Sei la linea orizzontale del nostro continuo incalzare dove conquisto

ogni millimetro del tuo forziere innato e nessuno spegnerà la fiamma

di questa tempesta  dove noi ci nutriremo di quel che ci rimane,

la tua furia sarà il mio destino in questo t’amo orgasmico

mi inquieto godendo di te.


Claudio Ventodeldeserto

Vorrei essere…

Vorrei essere il tuo lenzuolo che copre appena la sabbia,

vorrei essere il tuo gemito che risale l’onda senza uscita,

vorrei la certezza e la parola che si incastra nella tua arte,

vorrei essere il sole che si illumina di cenere ferrosa d’argilla

che imprime il nostro abbraccio.

Vorrei essere la tua libertà e lotta d’ingiustizie indegne vessazioni,

vorrei essere la stanchezza che ti trascina nella quinta nota della

chiave di violino, e percorso dell’epidermico fremito della forte

unione mai provata

Vorrei essere l’acqua che sbatte come pioggia sulle foglie di marzo

per marcare quel disegno di adorabile topazio,

vorrei sottolineare il tuo pensiero e riempirlo di gemme di grano,

vorrei essere solo un semplice uomo che respira la coerenza

istantanea dell’ istante, vorrei essere graffio della tua ferita.

 

-dedicato a lei-

Claudio Ventodeldeserto

 

Sottili fumi di candelabro biondo…

 

Fragile salmastra tagliente follia mangia la fragola del ghiaccio

di tensione,  attorcigliante addome appartenente al colore feroce,

dolce possesso egocentrica sagoma del mio insopportabile pensiero

lanciami messaggi forti, di arte della grazia controversa e tirami

nell’attrazione di solchi d’adolescente, inquietami il giorno lunare.

 

Recita questa marea che ci rende invisibili nell’arancio abbraccio

nel lenzuolo che copre appena il dannato incline peccato,

propagami schiumosi disegni di compiuto infinito

vienimi nella timidezza audace svestendo il dubbio carogna

nella carnalità di madre liquefatta dal sottile dolore del t’amo acquisito.

 

Vorrei spegnermi nella tua essenza soffiando sottili fumi

di candelabro biondo mia oscura passione

che del tuo sorriso di arco tu parli spedendo messaggi,

le nostre visioni distaccano un bacio permanente di lino.

 

Del tuo rilevo rimane inquietudine deciso marcato forziere

di irrefrenabili rispettosi lamenti che sconvolgono il cammino del dubbio,

fermi ad aspettare il sospeso albero che gronda graffi del vorrei osare

la nostra scomparsa alla fine della scena fu l’inevitale psiche

della furia del cielo nelle tue labbra umide.

(non separiamoci mai)

 

Claudio Ventodeldeserto

Il tuo impero…

Assurdo abbraccio della comprensione femminea

che ingabbia la mascolina incertezza di anfratti rosei turgido peccato,

crudele misteriosa forza che mulinella la sua tensione

scarica tutta la donna che sei

un possesso considerato non può essere soggetto di potere.

 

Rincorri questa maledizione piacente calda valle

alternativa a dubbi di asta appesa al ponte del filante umore,

fammi sentire così fragola del tuo impero saliente

sfregando il senso epidermico avvolgo la tempesta del corpo.

 

Caraffa di sole si sfila indumenti granosi sapienza del bene

nel godere prolungato si immerge l’alba di novembre l’inquieta

cavalla isolana, dei gesti ritrovi la piuma che sorride nel caffè di pece

dove pennello stilettate di grida e la voracità ingoia

fremiti di appaiate forme multiorgasmiche che cedono l’unisono.

 

Mangiamo insieme l’incredibile noi che ci sovrasta mercificante ritrovo

del mondo invisibile, inaccessibile per il mortal viandante,

mia complice sovrana del monte inarchi l’apertura del tuo volere incedere

dove io entrerò le braccia capitoleranno e il mio volto farà parte del tuo

sangue brivido.

 

Claudio Ventodeserto

Ci sono donne….

INTRODUZIONE:

DI TANTO IN TANTO IN QUESTO BLOG PUBBLICO PEZZI POETICI E DI RACCONTI NON MIEI PERCHE’ CREDO CHE LA LETTERATURA ABBIA BISOGNO DI VOLTI FRESCHI, NUOVI NON CONVENZIONALI. QUELLO CHE VOGLIO PUBBLICARE OGGI E’  UN BRANO  POSTATO DA UNA MIA AMICA DI RETE CHE SI CHIAMA MARY MOLINO  SUL PROPRIO PROFILO DI FACEBOOK  E TRATTO DA UN BRANO SCRITTO DA VALENTINA BOZ , UN PEZZO BELLISSIMO ARIOSO CHE EVIDENZIA TUTTA LA BELLEZZA CHE HA LA DONNA. RACCONTATO NELLA PIENEZZA DI UN AMORE SENTITO E NON DI CIRCOSTANZA, UN AMORE LIEVE MA DECISO, UN PERCORSO CHE NON POTEVA MANCARE IN QUESTO BLOG DOVE SI CELEBRA IL RISPETTO TOTALE DELLA DONNA, LA SUA RISCOPERTA NATURALE, LA CONCRETEZZA DELLA SUA OPERA D’ARTE. PAROLE CHE TOCCANO LE CORDE DELLA SENSIBILITA’ CHE FANNO SPERARE IN UN NUOVA FERTILITA’ NELL’AMORE. UN TOCCO DI PIUMA CON TONALITA’ DI AMBRA E REGALA ALLA DONNA NUOVE VESTI PER CAMMINARE A TESTA ALTA NEI CONFRONTI DI UOMINI CHE NON SEMPRE LE CONSIDERANO DONNE…BUONA LETTURA..

***************************************************************************

Ci sono donne che camminano controvento da una vita…Ci sono donne che hanno occhi profondi e sconosciuti come oceani…Ci sono donne che cambiano pelle per amore…Ci sono donne che donano il loro cuore, per poi ritrovarsi a raccattarne icocci da sole…Ci sono donne che in silenzio fanno ballare la propria anima su una spiaggiaal tramonto…Se ti fermi un istante le puoi sorprendere, mentre lottano contro il proprio istinto…
Mentre fanno passeggiare il proprio dolore a piedinudi, affrontando onde che ad ogni mareggiata sono sempre più minacciose…
Ci sono donne che chiudono gli occhi, ascoltando una musica lenta,che rende ancora più salate le loro lacrime…
Ci sono donne che con orgoglio ma con il nodo in gola, rinunciano allafelicità…
Ci sono donne che con i loro occhi fotografano quegli splendidi ma cosìfugaci attimi in cui si sentono abbracciate dall’amore,sperando di mantenerli vivi e colorati per sempre…Se apri gli occhi un istante le puoi osservare, mentre disseminano bricioledi se stesse lungo il percorso verso quel treno che le porterà via, mentre urlano la loro rabbia contro vetri tremolanti di una casa diventataprigione…mentre sorridono di disperazione a chi le vorrebbe far tornare alla vita di sempre…
Ci sono donne che non si fermano davanti a nulla… perché non troveranno maila fine di quel filo…
Ci sono donne che hanno fatto un nodo per ogni loro lacrima, sperando chearrivi qualcuno a scioglierli…
Non fermare il cuore di una donna, niente vale di più.
Non far piangere una donna, ogni lacrima è un po’ di lei stessa che se ne va…
Non farla aspettare da sola ed impaurita seduta sul confine della pazziae se la vuoi amare, fallo davvero,con tutto te stesso!
Stringila e proteggila… lotta per lei,uccidi per lei, piangi con lei, donale il più bel raggio di sole,ogni giorno tieni sempre accesa quella luce nei suoi occhi,quella luce è speranza, è amore, è puro spirito. É vento, è la più bella stella diqualsiasi notte…

Valentina Boz



Adesso un angelo…

Di questo bacio insonne raccontami ti prego

l’inclino brivido del cigno solare ricordo del collo di seta,

sfinito,ansante, sudato nel giunco meridiano

delle tue gambe impervie immensa mortalità dell’anima.


Dei crini biondi adesso un angelo mi spiega l’acqua che riversa e allaga

i sorrisi sospesi come campi del celso immersi di spighe tornite,

visualizzando un t’amo che ho perso su paralleli percorsi di Iris

tremanti seni che soffocano nude resistenze decorose.


Trovami nel senso della distesa marina

dedizione della pelle ondeggiante  immagine di mille fotoscatti,

l’elettrico decanto della vocazione di ascese tremende

a ricercare in noi la clandestina penetrazione vagabonda.


Fortuite campagne sanno del tuo incedere femmineo

che indossa la polvere ormonale prigioniera fatidica penitenza,

regalo cristalli agitati alla creatura grappolo del cielo

non abbandonarmi mai negli attimi precedenti la tua investitura di donna

grazia di platino scansiamo nel contatto le perfide costrizioni meccaniche del sesso.


Claudio Ventodeldeserto

Nuda invisibile realtà…

 

Furore di ceralacca ali taglienti di mitologica figura

sto accarezzando vapori agri di lobi intrecciati,

che mordo nel morbido senso dell’irrazionalità

ventaglio carnale dispieghi materna ormonali diamanti.

 

Profondo intarsio di fame tu aureo grano marino

sei rilievo di penisola dove piove su foglie dispiegate

il disegno tensione di brivido, afflitto il mio cuore

ti cerco nei letti di rame graffiando rosse fluide coscie.

 

Mangio di crema nuda invisibile realtà

l’indefinita carezza che affonda coerente

seguendo l’abbrivio deciso nel canneto della pelle,

generosa,educata,gentile afrodite pregnante

tu mi dirai di labirinti finali dove sarai arma di ardesia.

 

Pianta la bandiera indipendente della selvaggia euforia.

Ti porto saldata capolavoro di appartenenza

esplorami ti prego bocca pertinente talentuoso amore,

Geisha sensale di mille giochi portami l’onda suberba chiaroscura

dove trascineremo inquietanti stupori del ti voglio controverso!

 

Claudio Ventodeldeserto

Comprensibile passione…

Mi vesto delle tue spalle cachemire spumose di lavanda

nella linea orizzontale del decanto di sangue riflusso dei gemiti,

inarco i disegni deserto del sale negli umori trascende controverso mistero

di caffè brillante tu bevi nel letto dimensionale del brivido.

 

Mi svesto della dipendenza del sistema e allungo la mia ragione

eroina dei capelli di cometa piuma che vola dove esiste un imperativo

viandante: “Possiedimi”! Tremante inclinazione dell’isoscele intuitivo

forte penetrazione nel marmo epidermico che nega forti contrasti d’amore.

 

Roteo il melarancio furtivo del gluteo innominato

non tentarmi ti prego nella valle della beatitudine solare,

non sconvolgere il senso di questo innamoramento

dammi la tenuta regolare di uno sguardo senza limiti.

 

Affaticami stella del peccato, cavallo di Lipica

ossessione di domani che cenere compatta e fonde il solstizio,

rivestimi dello strato roseo della tua opera incompiuta

nobile alcestre femmina rispetto la sua cruda nudezza.

 

Claudio Ventodeldeserto

Alito vitale…

 

Endemici murales di baci scollegati che rinascono su limbe fragorose

immagino sorriso sofferto chioma di grano feudo di rinunce,

trasparente sagoma di negozi alla penombra si muove disegnata dal tempo

tenace, testarda, romantica vestale filo di stagno saldante l’emozione.

 

Croccante, rotonda, piatto profumo di genziana, completa goniometra ardesia

di alito vitale non posso che timidamente decantare il tuo volto di profondi

mercati siriani, della sobrietà istintiva posso dire di un fenicottero adagiato

nella dimora acquea velatamente erotico pensiero.

 

Come cultura nuragica esprimi erettualità nella tua dimensione indefinito

elisse, dove la bocca assume movenze latine fraganze assolate,

e le gambe assumono posizioni entusiastici archi perpendicolari

che deviano la pazzia come componimento di piume alcestri.

 

Ispiri cenere e mistero pericolosa, fatale immensa pasionaria

del completo t’amo, chi seppe osservarti dea ariosa regalerai passione

del ghiaccio vissuto e mortale, ogni frazionamento porta l’indicibile

abbandono del tuo sofferto amore.

 

Claudio Ventodeldeserto

Non saremo mai soli…

Moltitudine delle persone noi soli di arabesco

illuminanti di giorni andati e ritorno sfumati nella frazione di un nulla,

ci distacchiamo eteree nuvole di riporto collegando istantanee

rapide e ferme figure nelle accondiscendevoli carezze.


Nelle tue labbra saline percorrono le spiagge telesferiche dell’abbandono

dove rifletto necessità di trasporto e anime di vigna,

fugaci apparizioni e tralicci avallanti su fianchi femminei

di platino phatos infernale nel fuoco aggrovigliante la passione.


Striscie in bianco e nero ricordi di giorni collanti estensori

di lavica felicità dove bracci di serpente seguono territori

dove ci siamo regalati fulmini stanchi flangiflutto coerente amore

sfugge impazzito nello spazio temporale aliante di solchi

devastante bruciante fredda orchidea il sangue rubato.


Arbusto rigenerante, ti ritrovero! Nella sorgente di te indicata

cerco la chiave della quarta porta che inonda sulla valle

dei seni sugosi d’infante mi distendo nel tuo nome,

dove farfalla di Dicembre decanterà la sua gloria celeste.


Claudio Ventodeldeserto